Caso Delmastro, giunta vota a maggioranza di portare caso subito in Aula

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La Giunta per le autorizzazione della Camera ha votato a maggioranza di non procedere con un'integrazione istruttoria sul caso delle chat di Delmastro ma di andare al voto direttamente in Aula. "Col voto di negare l'integrazione istruttoria diventa impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma che, quindi, rimarrà inaccessibile”, ha spiegato il presidente della Giunta Devis Dori 

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La giunta per le autorizzazione della Camera ha votato a maggioranza di non procedere con un'integrazione istruttoria sul caso delle chat di Delmastro ma di andare al voto direttamente in Aula. "Come presidente di questo organismo ho scelto di non mettere ai voti la scelta sull'accesso e la consultabilità delle chat per non creare un precedente pericoloso. Infatti, la Giunta è un organo di garanzia che non può affidare alle maggioranze di turno decisioni sensibili. La Giunta si è invece espressa a maggioranza contro la proposta di integrazione istruttoria, che a mio parere sarebbe stata necessaria. Col voto della maggioranza di negare l'integrazione istruttoria diventa pertanto impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma che, quindi, rimarrà inaccessibile”, ha spiegato il presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio Devis Dori al termine della seduta odierna.

Si riaccende lo scontro sul caso

Secondo il relatore di maggioranza in giunta delle autorizzazioni sul caso Delmastro, Pietro Pittalis, “l’invio delle chat" da parte della Procura "non aggiunge e non toglie a quanto già deliberato dalla giunta". Mentre il deputato del Pd Federico Gianassi ha attaccato: “Evidentemente la destra ha così tanta paura che vuole chiudere il prima possibile questa vicenda”. Immediata la replica di Dario Iaia di Fratelli d’Italia: “Pd e M5s usano due pesi e due misure. Basta andare a vedere tutta la vicenda Scarpinato: lui e i 5s si sono opposti fermamente alla lettura delle intercettazioni tra il senatore e l'ex magistrato Natoli, indagato per favoreggiamento alla mafia”.

Dori: “Valutiamo un intervento della Consulta”

"Il conflitto in atto in questi giorni ha leso profondamente le prerogative del presidente di un organismo di garanzia e dei membri della Giunta. Si è arrivati al paradosso di esprimere un voto sulla richiesta avanzata dalla Procura di Roma senza aver avuto accesso alla documentazione. Visto che la Consulta, a partire dall'ordinanza numero 17 del 2019, ha riconosciuto a ciascun membro delle Camere, in sede di conflitto di attribuzione, la natura di potere dello Stato, con riferimento alla sfera di prerogative che spettano al singolo parlamentare, diverse e distinte da quelle che spettano all'Assemblea di cui fa parte, esistono gli estremi per sollevare la questione davanti all'Alta Corte. In questa direzione faremo i necessari approfondimenti”, ha detto il presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio Devis Dori.

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Il caos in Parlamento

La decisione è arrivata dopo che oggi si è registrato del caos in Parlamento, dopo che la Giunta per il regolamento della Camera - chiamata a decidere sulla possibilità di accedere alle chat di Andrea Delmastro inviate dalla procura e contenute in un cd sotto chiave - aveva rinviato la decisione alla Giunta per le autorizzazioni. Il voto è finito 7 a 6 a favore della maggioranza con l'esponente di Azione, Antonio D'Alessio, che ha lasciato la riunione prima del voto finale. Protesta del M5S con una piccola cassaforte e cartelli e striscioni con scritto "aprite la cassaforte" e "fuori le chat". Le chat in questione riguardano i messaggi scambiati tra l'allora sottosegretario alla Giustizia e l'imprenditore romano Giovanbattista Caroccia. 

Il rinvio della decisione sulle chat di Delmastro

La Giunta per il regolamento della Camera aveva deciso, a maggioranza, che "alla luce dell'assoluta novità della questione" sia la giunta per le autorizzazioni, "nella sua sede plenaria", ad "assumere ogni valutazione relativa" alla "presa in considerazione o meno" del "materiale trasmesso dall'autorità giudiziaria" sul caso Delmastro, "anche ai fini della presa visione dello stesso". Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Devis Dori (Avs), aveva invece autorizzato i commissari alla visione, ma la decisione è stata "congelata" dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Il deputato di Avs ha denunciato che "si profila una situazione inedita di conflitto istituzionale" e che "rimettendo il voto sull'accesso ai documento ad un voto in maggioranza è chiaro che viene meno la natura di garanzia dell'organismo che presiedo".

Cosa c'è nelle chat di Delmastro

Le chat al centro della vicenda contengono gli scambi di messaggi Whatsapp e SMS tra l'allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e l'imprenditore romano Giovanbattista Caroccia. I contenuti principali che la magistratura ha analizzato riguardano tre filoni principali ovvero indagano sui rapporti personali e di frequentazione tra i due; le eventuali intercessioni, i favori e la gestione delle nomine; i contatti legati alle vicende giudiziarie di Caroccia. Su questo ultimo punto gli inquirenti vogliono verificare se e quanto Delmastro fosse a conoscenza dello spessore o delle frequentazioni pericolose di Caroccia che è stato indagato e poi condannato in primo grado nell'ambito di un'inchiesta antimafia riguardante il clan camorristico Senese a Roma.

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