Caso Delmastro, decisione sulle chat rimandata: scontro in Giunta e protesta M5S

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La Giunta per il regolamento della Camera ha rinviato la decisione sulla possibilità di accedere alle conversazioni tra l’allora sottosegretario alla Giustizia e l’imprenditore Giovanbattista Caroccia. Il Movimento 5 stelle in Aula con una piccola cassaforte e cartelli con scritto: “Aprite la cassaforte, fuori le chat”

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Caos in Parlamento dopo che la Giunta per il regolamento della Camera, chiamata a decidere sulla possibilità di accedere alle chat di Andrea Delmastro inviate dalla procura e contenute in un cd sotto chiave, ha rinviato la decisione alla Giunta per le autorizzazioni. Il voto è finito 7 a 6 a favore della maggioranza con l'esponente di Azione, Antonio D'Alessio, che ha lasciato la riunione prima del voto finale. Protesta del M5S con una piccola cassaforte e cartelli e striscioni con scritto "aprite la cassaforte" e "fuori le chat". Le chat in questione riguardano i messaggi scambiati tra l'allora sottosegretario alla Giustizia e l'imprenditore romano Giovanbattista Caroccia.

Il rinvio della decisione sulle chat di Delmastro

La Giunta per il regolamento della Camera ha deciso, a maggioranza, che "alla luce dell'assoluta novità della questione" sia la giunta per le autorizzazioni, "nella sua sede plenaria", ad "assumere ogni valutazione relativa" alla "presa in considerazione o meno" del "materiale trasmesso dall'autorità giudiziaria" sul caso Delmastro, "anche ai fini della presa visione dello stesso". Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Devis Dori (Avs), aveva invece autorizzato i commissari alla visione, ma la decisione è stata "congelata" dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Il deputato di Avs ha denunciato che "si profila una situazione inedita di conflitto istituzionale" e che "rimettendo il voto sull'accesso ai documento ad un voto in maggioranza è chiaro che viene meno la natura di garanzia dell'organismo che presiedo".

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Protesta del M5S

In Aula si è scatenata la protesta con il Movimento Cinque Stelle che ha parlato di "un precedente pericolosissimo. Sarà la maggioranza di turno di fatto a decidere chi può accedere alla documentazione e chi no". Il M5s ha trasportato simbolicamente una piccola cassaforte nell'emiciclo di Montecitorio ed esposto due lunghi striscioni con su scritto "Fuori le chat!" e "Aprite la cassaforte!". Il capogruppo Riccardo Ricciardi, rivolto alla maggioranza, ha attaccato: "È incredibile quello che state facendo per coprire quello che Delmastro ha detto e scritto con Caroccia", un uomo "condannato per essere il prestanome dei Senese, la famiglia camorristica che controlla il traffico di droga". "E voi parlate di legalità?". Il Pd ha incalzato: "Se la destra, FdI e Meloni decidono che bisogna tutelare la segretezza di quella conversazione a costo di sacrificare un procedimento contro la mafia, almeno non andassero più a celebrare Borsellino e i caduti per la mafia", ha detto Federico Gianassi.

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Cosa succede ora 

Intanto in Aula resta l'incognita con una parte del centrodestra (in particolare di FdI) che spinge per il voto già il 6 agosto e un'altra parte vorrebbe far slittare il tutto a settembre segnalando il "rischio numeri" poco prima della pausa estiva. Una possibile buccia di banana per il centrodestra nell'iter parlamentare che si sommerebbe alle insidie di un possibile voto segreto. Oggi 4 agosto, alle 13:00, la Giunta per le autorizzazioni voterà sull'iter del dossier decidendo se sarà necessaria un'integrazione istruttoria o (e questo sarebbe l'orientamento della maggioranza) se si può procedere con l'Aula.

Cosa c'è nelle chat di Delmastro

Le chat al centro della vicenda contengono gli scambi di messaggi Whatsapp e SMS tra l'allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e l'imprenditore romano Giovanbattista Caroccia. I contenuti principali che la magistratura ha analizzato riguardano tre filoni principali ovvero indagano sui rapporti personali e di frequentazione tra i due; le eventuali intercessioni, i favori e la gestione delle nomine; i contatti legati alle vicende giudiziarie di Caroccia. Su questo ultimo punto gli inquirenti vogliono verificare se e quanto Delmastro fosse a conoscenza dello spessore o delle frequentazioni pericolose di Caroccia che è stato indagato e poi condannato in primo grado nell'ambito di un'inchiesta antimafia riguardante il clan camorristico Senese a Roma.

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