La tradizionale chiusura in questo periodo inizia nella prima parte di agosto per protrarsi all’incirca per un mese, cioè fino alla prima settimana di settembre compresa. E anche quest’anno il calendario seguirà un simile andamento, pur con qualche differenza di date tra la Camera e il Senato
Il mese di agosto è ormai arrivato e, come tutti gli anni, il Parlamento italiano si appresta a chiudere in vista della pausa estiva dei lavori delle Aule. Tradizionalmente la chiusura in questo periodo inizia nella prima parte di agosto per protrarsi all’incirca per un mese, cioè fino alla prima settimana di settembre compresa. E anche quest’anno il calendario seguirà un simile andamento, pur con qualche differenza di date tra la Camera e il Senato.
La chiusura estiva della Camera
Per quanto riguarda la chiusura estiva della Camera dei deputati, in base al calendario aggiornato a fine luglio dovrebbe iniziare mercoledì 5 agosto, quando è convocato lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata. È importante comunque sottolineare come questo stop sia relativo ai lavori dell’Aula, e non necessariamente anche a quello delle Commissioni, che possono seguire un calendario differente.
La chiusura estiva del Senato
Per quanto concerne invece il Senato, le date della chiusura estiva sono leggermente differenti: a Palazzo Madama l’ultima seduta - se necessaria - si svolgerà sabato 8 agosto mentre i lavori riprenderanno mercoledì 9 settembre. Anche in questo caso, ricorda il sito del Senato, “durante la pausa estiva le Commissioni potranno convocarsi in relazione ad esigenze dei rispettivi programmi dei lavori e, in ogni caso, a partire dalla settimana del 1° settembre”.
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Le pause estive nel corso del tempo
Come detto, il calendario delle pause estive di Camera e Senato tendono a essere simili di anno in anno: i lavori delle Aule si fermano all’incirca nei primi 10 giorni di agosto e riprendono nei primi 10 giorni di settembre. Tuttavia, ci sono stati dei casi in cui il Parlamento è stato chiamato a intervenire per urgenze oppure emergenze anche in quel periodo, accorciando dunque la chiusura: è stato questo per esempio il caso del 2019, con la caduta del governo Conte I in pieno agosto, oppure l’anno successivo, quando le Aule furono chiamate a votare su provvedimenti relativi alla gestione della pandemia di Covid-19 anche in quel periodo.