Nuova legge elettorale, oggi in aula alla Camera l'esame della riforma. Nodo preferenze

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I deputati di Montecitorio dovranno votare sui 200 emendamenti presentati. Restano alcuni nodi da sciogliere, con la maggioranza che in particolare è ancora divisa sulle preferenze. Su questo punto, comunque, non hanno trovato l’accordo neppure le opposizioni

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Oggi, nell’aula della Camera, inizia l'esame della riforma della legge elettorale. I deputati di Montecitorio dovranno votare sui 200 emendamenti presentati. Restano alcuni nodi da sciogliere, con la maggioranza che in particolare è ancora divisa sulle preferenze. Su questo punto, comunque, non hanno trovato l’accordo neppure le opposizioni. È per questo che l’esito delle votazioni e dell’intera riforma è ancora incerto.

I tempi

A partire da oggi, sono 22 in totale le ore di discussione previste per l'esame della legge elettorale nell’aula di Montecitorio. I gruppi parlamentari hanno a loro disposizione nel complesso 15 ore e 7 minuti che, in base alla grandezza del gruppo, sono divisi in 3 ore e 31 per FdI, 2 ore e 17 minuti per il Pd, 1 ora e 58 minuti per la Lega, 1 ora e 50 minuti per FI, 1 ora e 44 per M5s, 45 minuti per Avs, Az e 42 Noi Moderati, 41 per Iv, nel Misto 29 minuti a FnV, 14 le Minoranze e 11 +Europa. Per i relatori di maggioranza sono previsti 40 minuti, 10 per il relatore di minoranza (Riccardo Magi), 20 per il governo, 2 ore di tempi tecnici e 3 ore e 33 di interventi a titolo personale.

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La maggioranza divisa

La maggioranza, quindi, sulla legge elettorale arriva alla prova dell’Aula divisa. In particolare, ad alimentare il dibattito è il tema delle preferenze. Dopo settimane di contatti e proposte, di trattative e confronti a ogni livello, alla fine FdI ha deciso di presentare – poco prima dello scadere del termine per gli emendamenti - una proposta di modifica con Nm e Udc ma sotto la quale mancano le firme di FI e Lega. Una mossa che i due partiti hanno accolto con qualche malumore. Le interlocuzioni, comunque, proseguono.

Gli scenari

Resta da capire quale sarà la strategia parlamentare che sarà scelta al momento del voto sugli emendamenti, sui quali il centrosinistra sarebbe orientato a chiedere il voto segreto. Fonti leghiste escludono l’uscita dall'Aula. Anche gli azzurri valuteranno nelle prossime ore come muoversi. Alle 12 è prevista una riunione dei gruppi parlamentari. Nel centrodestra, comunque, c’è chi è pronto a scommettere di poter contare - nel segreto del voto - anche su qualche sostegno da parte di esponenti Pd. 

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Le opposizioni

Nell'opposizione, intanto, a presentare una proposta di modifica in materia è stato il Movimento cinque stelle. Una mossa che tra alcuni colleghi del campo largo, secondo diverse fonti, non è stata ben vista dato che la linea finora mantenuta era di una legge elettorale di fatto inemendabile. Le opposizioni, comunque, continuano il confronto e prospettano una battaglia d'Aula "dura".

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ANSA/FABIO CIMAGLIA

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