Legge elettorale, voto finale alla Camera atteso domani mattina

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All’indomani dello stop all’emendamento sulle preferenze, a Montecitorio sono proseguiti i lavori per l’esame della legge elettorale. Via libera all'articolo 1, cuore della riforma. Ok all'unanimità all'emendamento sul voto dei fuorisede. Il ministro Ciriani a Sky TG24: “Noi intendiamo concludere la nostra esperienza di governo”, mentre il leader di IV Renzi a Start ha parlato di un “regolamento di conti” all’interno del centrodestra. Intanto le opposizioni in Aula attaccano l’esecutivo: “Fermatevi”

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L’Aula della Camera ha proseguito oggi i lavori per l’esame della legge elettorale. Il voto finale a Montecitorio è atteso domani mattina. Intanto questo pomeriggio è arrivato il via libera all'articolo 1, di fatto il cuore della riforma, con la modifica del meccanismo di voto che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione di liste che ottengono almeno il 42% dei voti. Prevista anche l'indicazione, al deposito del contrassegno, del nome di chi coalizione proporrà al presidente della Repubblica come premier. Via libera all'unanimità all'emendamento sul voto dei fuorisede.

Ieri invece la maggioranza è andata sotto: per un voto, dopo lo scrutinio segreto ottenuto dalle opposizioni, non è passato l’emendamento sulle preferenze presentato da Fdi, Noi Moderati e Udc e sul quale Lega e Forza Italia avevano annunciato il via libera. Giorgia Meloni ci aveva "messo la faccia", chiedendo alle opposizioni di contarsi senza ricorrere al voto segreto. Opposizioni che ora chiedono le dimissioni: "Avete fallito, a casa". 

Intervenendo a Sky TG24, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha garantito che l'esecutivo intende andare avanti e "siamo orgogliosi della stabilità che abbiamo dato al Paese". Le opposizioni al governo Meloni, però, anche oggi hanno invitato la premier a trarre le conclusioni di quanto avvenuto: "Fermatevi". Oggi intanto altra divisione nella maggioranza, con un emendamento dei vannacciani sulle preferenze che è stato bocciato ma ha ricevuto 139 sì.

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Terminato voto degli odg, domani il voto finale

Chiuso in Aula alla Camera l'esame di tutti gli ordini del giorno alla legge elettorale. Accolte due proposte: una delle minoranze a prima firma Steger che prevede che "in caso di modifiche presenti o future alle disposizioni relative all'elezione del Senato e della Camera che incidano sulla rappresentanza delle Minoranze linguistiche, a trasmettere la relativa proposta di legge alla Repubblica d'Austria" per le relative verifiche. Ok anche a un odg di M5s sui fuorisede. Domani dalle 9.30 sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla riforma.

Schlein: "Ieri si è aperta crisi governo"

"La mia domanda è, in un momento internazionale difficile come questo, con la guerra che ricomincia a fare vittime e a fare alzare i prezzi dei carburanti e dell'energia, davvero l'Italia si può permettere un governo che non è in grado di affrontare l'ampiezza delle sfide che il Paese ha davanti?". Lo ha detto Elly Schlein a In Onda su La7 e aggiunge che "è surreale che Giorgia Meloni vada avanti fischiettando, come se ieri non fosse accaduto nulla quando si è aperta una crisi di governo ieri, perché non era un  emendamento qualunque ma un emendamento fortemente voluto dalla presidente del Consiglio, presentato dal suo partito e su cui addirittura il governo in Aula si è rimesso ai pareri dei relatori. Quindi - incalza la segretaria Pd - è stata una sfiducia vera nei confronti di Giorgia Meloni la quale si è limitata sui social a dire che serve una riflessione, ma si dovrebbero fermare su questa legge elettorale e dovrebbero andare a casa consentendo agli elettori di esprimersi, per tornare finalmente ad avere un governo che si occupi dei problemi delle persone".

Completato esame di emendamenti e articoli, domani il voto finale

Si sono chiuse le votazioni su tutti gli emendamenti e gli articoli della legge elettorale in Aula alla Camera. Si passa ora all'esame degli ordini del giorno, una trentina circa. Domani sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale e il testo, poi, passerà all'esame del Senato. Tra le ultime proposte di modifica bocciate quella di +Europa che prevede il divieto dell'applicazione di una riforma del sistema di voto a una votazione che si tenga entro un anno dalla sua approvazione. Il parere del governo sugli ordini del giorno, tutti dell'opposizione e di FnV, da parte del governo è stato contrario in quasi in tutti i casi. Accantonato un emendamento a firma Steger delle minoranze e parere favorevole a un di M5s sul voto fuorisede.

Via libera a emendamento che ridisegna un collegio in Alto Adige

Via libera dell'Aula della Camera all'emendamento alla legge elettorale di maggioranza, a prima firma di Alessandro Urzì (Fdi) che prevede una rimodulazione del collegio elettorale del Senato Bolzano-Bassa Atesina aumentando la percentuale dell'elettorato di lingua italiana e di conseguenza le possibilità di elezione di candidati 'italiani'.

Le novità per l'Estero

Approvato anche un altro emendamento di maggioranza che prevede che sia esentato dalla raccolta delle firme nella circoscrizione all'Estero "chi ha un gruppo parlamentare anche in una sola Camera nella legislazione in corso al momento della convocazione dei comizi o che all'ultima elezione abbia presentato candidature con un proprio contrassegno ottenendo almeno un seggio in una delle due Camere". Prima del voto il segretario di +Europa Riccardo Magi aveva chiesto che fosse accantonato per una riflessione considerando la parte della legge introdotta in commissione che prevede che per la corsa a Camera e Senato sia esentato solo chi ha un gruppo a Montecitorio o Palazzo Madama costituto entro il 2025. Una misura che esclude +Europa - ha sottolineato Magi - che, "per paradosso non dovrebbe raccogliere le sottoscrizioni per la circoscrizione Estero ma per Camera e Senato sì". La proposta di accantonamento non è stata accolta e l'emendamento è stato approvato.

Ok a emendamento per ridurre a 3 le aree della circoscrizione Estero

Via libera alla riduzione da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) delle ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato. L'emendamento di maggioranza alla legge elettorale che lo propone è stato approvato con 203 voti a favore e 133 contrari. Nella circoscrizione Estero sono eletti 8 deputati e 4 senatori.

Conte a Meloni: "La palude è quella in cui hai fatto sprofondare l'Italia"

"Non sei al governo per sopravvivere, ti sei proprio imbullonata a Palazzo Chigi. Ieri hai perso i voti della tua maggioranza sulla legge elettorale su cui ti sei incaponita, tra l'altro su un emendamento di finte preferenze. E oggi la tua maggioranza si è spaccata ancora. Giorgia Meloni, guardati intorno: l'unica vera palude è quella in cui hai fatto sprofondare il Paese. Chiunque nella tua posizione ne avrebbe tratto le conseguenze, avrebbe rimesso il mandato e sarebbe andato al Quirinale. Tu invece non ti scolli da quella poltrona. Ti serve un po' di onore, di sensibilità istituzionale e di rispetto delle democrazia parlamentare", ha affermato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, in un video sui suoi profili social in cui attacca la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

FdI: "Faccia tosta di Conte quando accusa Meloni di essere attaccata alla poltrona"

"Ci vuole una bella faccia di bronzo da parte di Conte ad accusare la premier Meloni di essere attaccata alla poltrona, proprio lei che è stata l'unica leader ad essere stata eletta col consenso popolare mentre il leader del M5S ha governato (male) senza il consenso popolare", dichiarano i senatori di Fratelli d'Italia Costanzo Della Porta, Elena Leonardi e Domenica Spinelli. Che proseguono dicendo: "Conte ha inoltre decisamente la memoria corta, ha infatti governato con tutti i partiti dell'arco costituzionale tranne con Fratelli d'Italia pur di restare incollato alla poltrona da premier. Respingiamo perciò con forza le dichiarazioni di Conte al mittente, prima di lasciarsi andare a simili esternazioni faccia mea culpa e pensi piuttosto a farsi audire dalla Commissione Covid da cui, da tempo, sta sfuggendo".

Lollobrigida: "Esito voto sulle preferenze non è motivo di crisi, continueremo"

"La politica deve avere chiarezza, ma ieri è successo un episodio strano", ha detto il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. "Il voto segreto serve a rispettare la libertà di coscienza che è da rispettare. Ma qualcuno, anche nel centrodestra, per tenersi la poltrona non vuole dichiarare quello che vota sulle preferenze. Io credo che sia una vergogna. Certo non è quello motivo di crisi. Però noi pensiamo che chi ci manda al governo vuole vedere le cose che facciamo. Se saremo in grado di portare avanti il nostro programma noi continuiamo e ci sottoponiamo al volere degli elettori. E se non saremo più in grado ci sottoponiamo al volere degli elettori prima".

Madia (Iv): "Ipocriti gli entusiasmi della maggioranza sul voto fuorisede"

"Gli entusiasmi del centrodestra per l'emendamento sui fuorisede suonano ipocriti: ricordo che la nostra proposta sul tema è stata trasformata dalla maggioranza, prima, in delega e poi abbandonata in Senato". Lo ha detto Marianna Madia, deputata di Iv-Casa Riformista, annunciando il voto favorevole delle opposizioni sull'emendamento alla legge elettorale riguardante i fuorisede.

Le novità per i fuorisede

Il via libera alla proposta di modifica sui fuorisede è stato sottolineato da un applauso da entrambi i lati dell'Emiciclo. La proposta prevede la possibilità di voto nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati da almeno 9 mesi (tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure) iscrivendosi entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell'apposito Albo. Il voto vale ai fini delle liste del domicilio.

Magi: "Bene voto fuorisede, governo finora ha negato diritto"

"Nel ribadire il parere favorevole sul voto ai fuorisede come relatore di minoranza alla legge elettorale, mi viene da dire che quindi si può fare. Si sarebbe potuto e dovuto fare anche prima, ad esempio in occasione dell'ultimo referendum costituzionale come avevamo chiesto. C'è stata in quel caso una decisione del governo di negare questa possibilità non per motivi tecnici ma per motivi politici", ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi nell'aula di Montecitorio a proposito del voto fuorisede.

Via libera all'unanimità all'emendamento sul voto dei fuorisede

Via libera all'unanimità dell'Aula della Camera con 349 sì all'emendamento alla legge elettorale della maggioranza sul voto dei fuorisede. La norma, passata col voto favorevole di tutte le opposizioni, prevede la possibilità, attraverso l'iscrizione in un apposito albo, per chi è lontano dal proprio Comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche di votare dove è temporaneamente domiciliato.

Avs-M5s-Pd: "Maggioranza vieta diretta tv per nascondere suo tracollo"

In una nota i capigruppo Riccardo Ricciardi (M5S), Chiara Braga (PD) e Luana Zanella (AVS) accusano: "Apprendiamo con stupore che la maggioranza ha rifiutato la nostra richiesta di autorizzare la diretta televisiva per le dichiarazioni di voto finali sulla Legge elettorale. Ci è chiaro che questa scelta è figlia della volontà di nascondere ai cittadini il tracollo di una maggioranza di fatto finita in una "palude". Siamo quindi alle solite: nella maggioranza Meloni non c'è alcuna ritrosia a utilizzare la televisione pubblica come megafono di propaganda, cambia tutto invece quando si tratta di fare un'operazione di trasparenza per palesare ai cittadini che questo governo è ormai al capolinea".

Bergamini (Fnv): "Noi abbiamo votato con coerenza sulle preferenze"

Il deputato di Futuro Nazionale Davide Bergamini ha detto: "Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Il tentativo di aggirare il tema delle vere preferenze si è ritorto contro la stessa maggioranza, che non è stata nemmeno in grado di votare compatta il proprio emendamento. Futuro Nazionale ha votato con coerenza sia l'emendamento della maggioranza, sia il proprio emendamento, che prevedeva le preferenze vere. Futuro Nazionale mantiene gli impegni assunti con gli elettori, mettendo al primo posto la sovranità popolare e la libertà di scelta dei cittadini e senza giochi di palazzo. Possiamo dire altrettanto di Lega e Fi?".

Proseguono le votazioni

Successivamente al voto dell'articolo 1 è stato approvato anche l'articolo 2 e ora sono in discussione gli aggiuntivi a questo articolo, tra l'altro, quello che prevede il voto fuorisede. Prima della votazione dell'articolo 1 sono intervenuti tutti i gruppi in dichiarazione di voto. Diversi esponenti delle opposizioni, pur criticando la riforma, hanno ringraziato per l'atteggiamento tenuto in sede d'esame il relatore di FdI, Angelo Rossi. Qualche scintilla, invece, tra maggioranza e opposizione quando il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, ha replicato alle critiche delle opposizioni di incostituzionalità della riforma accusandoli di non aver letto le sentenze della Consulta sulle leggi elettorali.

In arrivo censura per il video del voto sulle preferenze dei vannacciani

Una lettera di censura, un richiamo per un comportamento non consono, per il video dei vannacciani fatto ieri durante il voto segreto sull'emendamento FdI-Nm-Udc. È la decisione presa dal collegio dei questori della Camera che si è riunito oggi. "Abbiamo stigmatizzato con una lettera di censura perché i video in Aula non si possono fare, a maggior ragione perché è il video di un voto", ha spiegato il questore di FdI Paolo Trancassini. Pur rilevando che "studiando i precedenti, è successo altre volte che il voto segreto sia stato palesato". I questori hanno affrontato anche la segnalazione arrivata nella tarda serata di ieri, quando in Aula qualcuno ha affermato di aver sentito il deputato di FnV Domenico Furgiuele pronunciare la parola "Hitler". Circostanza subito smentita dallo stesso deputato di FnV. A tal proposito non sarebbero state trovate prove documentali dell'accaduto, "di fatto non è stato ravvisato", ha aggiunto Trancassini.

Via libera all'articolo 1, cuore della riforma

Via libera dell'Aula della Camera all'articolo 1 della riforma della legge elettorale. I sì sono stati 208, 143 i no e 3 gli astenuti. Il voto è stato a scrutinio segreto. Si tratta, di fatto, del cuore della modifica del meccanismo di voto che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione di liste che ottengono almeno il 42% dei voti. Prevista anche l'indicazione, al deposito del contrassegno, del nome di chi coalizione proporrà al presidente della Repubblica come premier.

Legge elettorale, voto finale alla Camera atteso domani

Secondo quanto emerge, i lavori in aula alla Camera sulla legge elettorale andranno avanti fino alle 23 stasera, poi il voto finale sul testo è atteso nella mattinata di domani.

Ipotesi elezioni anticipate, quando maturano le pensioni dei parlamentari?

Uno dei nodi aperti sull'eventuale fine anticipata della legislatura è la pensione degli attuali parlamentari. Vediamo con Lorenzo Borga quando matura e che influenza potrebbe avere sull'ipotesi di un voto anticipato.

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Ieri su preferenze non ha partecipato al voto il 7% leghisti e il 3,7% degli azzurri

Il 7,14% degli eletti nella Lega e il 3,7% di quelli di FI ieri non ha preso parte al voto sull'emendamento FdI-Nm-Udc sulle preferenze. I leghisti che, dai tabulati, non hanno votato sono Antonio Angelucci, Vanessa Cattoi, Vannia Gava e Valeria Sudano. Non risultavano in missione ma non hanno preso parte nemmeno alle precedenti votazioni, fatta eccezione della sottosegretaria Gava che, però, ieri sera in Aula ha obiettato sostenendo di aver votato. Gli azzurri che non hanno partecipato al voto (e non erano nemmeno in missione) sono Deborah Bergamini e Francesco Cannizzaro: anche loro non hanno preso parte nemmeno alle precedenti votazioni. In totale non hanno votato, tra maggioranza e opposizioni, 23 deputati: 12 in missione (di cui 9 della maggioranza) e 11 'non giustificati' (6 di maggioranza). Tra i parlamentari di centrodestra in missione ci sono quattro eletti nella Lega (Mirco Carloni, i sottosegretari Federico Freni e Nicola Molteni e il ministro Giancarlo Giorgetti) e cinque in FdI (Giorgia Meloni - la premier in genere non vota in Aula -, la ministra Eugenia Roccella, il viceministro Edmondo Cirielli, Giangiacomo Calovini e Giulio Tremonti). Il presidente di turno, durante il voto, era Fabio Rampelli (FdI) che per questo non ha votato. Durante le votazioni centrali dei provvedimenti come di consueto non ha presieduto Lorenzo Fontana (Lega), il quale - nell'alternanza con i suoi vice - tende a tenere l'Aula nella fase conclusiva dei provvedimenti: è attesa la sua presidenza per la votazione finale - sempre a scrutinio segreto - sulla legge elettorale. 

Bonafè (Pd): "Ottenute modifiche sui fuorisede, votiamo a favore"

"Abbiamo ottenuto ulteriori modifiche all'emendamento sui fuorisede nel comitato dei nove. Non è perfetto, la nostra proposta unitaria è molto migliore e fa contare il voto nel comune di residenza anziché in quello di domicilio, ma è comunque meglio di niente. Noi voteremo a favore, e ci siamo confrontati con tutte le opposizioni". Lo ha detto la deputata del Pd Simona Bonafè, intercettata in Transatlantico prima del voto sull'emendamento sui fuorisede. "Continueremo ancora la nostra battaglia per un più pieno diritto di voto ai fuorisede, senza i limiti che le destra ha voluto", ha evidenziato.

Accordo in Comitato dei 9 sull'emendamento sui fuorisede

Il Comitato dei nove della commissione Affari istituzionali ha chiuso un accordo per un voto unanime sul subemendamento Roscani-Toccalini per il voto fuorisede. Tutte le forze parlamentari voteranno a favore del provvedimento, che prevede la possibilità di iscriversi alle liste per votare al di fuori del proprio comune 'in caso di residenza per una durata prevista di nove mesi' entro il 31 dicembre o entro trenta giorni dal maturare delle condizioni per poter richiedere l'iscrizione alla lista. Per i pazienti in cura, per cui è previsto assistenza sanitaria al di fuori del proprio comune, la durata delle residenza richiesta è di 3 mesi.

Legge elettorale, quali sono gli scenari adesso? Sky Cube 15/07

All'indomani della bocciatura dell'emendamento della maggioranza sulle preferenze nella nuova legge elettorale, l'aula della Camera riprende i lavori. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Giorgia Meloni, riaprendo il dibattito su eventuali elezioni anticipate. Ma quali sono gli scenari adesso? In questa puntata di Sky Cube Claudio Calì dialoga con Giuseppe De Bellis.

Sky Cube 15/7 - Legge elettorale, quali sono gli scenari?

Sky Cube 15/7 - Legge elettorale, quali sono gli scenari?

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Ripresi voti in Aula alla Camera

Sono ripresi in Aula alla Camera i voti sugli emendamenti sulla legge elettorale. Approvato un emendamento che prevede che qualora per qualsiasi motivo una coalizione non disponga dei 70 e 35 nomi dei listini circoscrizionali del premio i seggi possono essere attribuiti attraverso i collegi.

Zingaretti (Pd): "Destra divisa su tutto, legge elettorale e politica estera"

"La legge elettorale, indicata da Giorgia Meloni come priorità assoluta per le italiane e gli italiani, mentre tornano a salire il carrello della spesa, il costo della benzina e l'inflazione, è stata affossata dalla sua stessa maggioranza. È l'ennesima dimostrazione di una destra che non riesce a trovare, se non sul potere, una linea comune nemmeno sui temi che definisce prioritari. Del resto, le divisioni sono evidenti anche sulla politica estera e su quella economica", ha detto il capodelegazione del Pd all'Eurocamera Nicola Zingaretti.

Conte: "Voto fuori sede diritto sacrosanto, è la nostra battaglia"

"Ampliare il più possibile la partecipazione e garantire un sacrosanto diritto, il sacrosanto diritto di voto. È la nostra battaglia sin dall'inizio", ha affermato il leader del M5s Giuseppe Conte in vista del voto in Aula alla Camera sull'emendamento sui fuori sede, confermando l'orientamento delle opposizioni a sostegno del testo.

Colucci (Nm): "Nessuna nuova maggioranza, coerenza sulle preferenze"

Il deputato di Noi Moderati Alessandro Colucci ha dichiarato: "Nessun caso politico, nessuna nuova maggioranza: il voto favorevole all'emendamento presentato da Futuro Nazionale è coerente con la nostra posizione sulle preferenze, ma l'incompatibilità oggi con il movimento di Vannacci resta ed è totale. Noi Moderati si riconosce pienamente nei principi popolari, liberali e riformisti che sono parte costituente del Centrodestra".

Boccia: "Si rispetti il parlamento". VIDEO

Opposizioni verso il sì all'emendamento sui fuorisede

Le opposizioni sono pronte a sostenere l'emendamento sui fuorisede. Secondo quanto si apprende da più fonti del campo largo, Pd, M5s e Avs sono orientati a votare a favore della proposta della maggioranza che amplia le possibilità di voto per chi vive lontano dal comune di residenza. "Non è quello che volevamo, ma è un passo avanti che consente a chi è lontano da casa di esprimersi", è la valutazione emersa dalle opposizioni dopo il vertice tra i leader. Nelle ultime riformulazioni dell'emendamento, resta il termine del 31 dicembre per l'iscrizione nell'elenco dei fuorisede, ma chi acquisisce i requisiti successivamente potrà iscriversi entro 30 giorni e comunque non oltre 45 giorni prima del voto. L'emendamento estende inoltre il voto ai cittadini che, per documentati motivi di cura, si trovano in un comune diverso da quello di residenza.

Napoli (Az): “Maggioranza evapora ma non per clima torrido”

"Roberto Vannacci è un fascista che arriva dal fascismo, come ogni fascista è un traditore della Patria. I parlamentari di Giorgia Meloni hanno votato l'emendamento sulle preferenze proposto dal fascista Vannacci, Lega e Forza Italia hanno votato contro. La maggioranza è evaporata, ma non a causa del cambiamento climatico bensì per autocombustione interna. Vannacci è un asset di Putin, esattamente come lo è Giuseppe Conte: è il dramma dell'Italia, unica fra le grandi democrazie a subire il condizionamento di un autocrate nelle forze politiche di maggioranza e di opposizione. Chi, come Schlein, invoca le elezioni subito finge di non sapere che in caso di vittoria avrebbe gli stessi problemi di Meloni in politica estera”, ha dichiarato Osvaldo Napoli, della direzione nazionale di Azione.

Foti: “Bisognava essere più accorti, ora legge elettorale va approvata”

“Il gruppo di FdI è stato compatto, escludo che qualcuno abbia votato contro”, ha affermato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che in una pausa dei lavori alla Camera torna a commentare quanto successo ieri nella votazione a scrutinio segreto sull'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze. Secondo l'esponente di FdI "bisognava essere più accorti". "Essendo trapelato che sia Forza Italia che Lega avrebbero votato l'emendamento sulle preferenze pareva sensato che lo stesso venisse approvato", ha sottolineato. Dietro quanto successo c'è una dinamica di autoconservazione dei parlamentari? "Lo avete detto voi", ha tagliato corto Foti, notando che "sul resto della legge elettorale non ci sono altri temi" e ora "va approvata". Serve, gli è stato domandato, una riflessione al governo? "Vediamo", ha risposto il ministro.

Bonafè (Pd): “FdI insegue Vannacci, destra implosa”

"La maggioranza si divide ancora una volta sulla legge elettorale. Oggi a Montecitorio Fratelli d'Italia ha scelto di inseguire le posizioni di Vannacci ed è rimasta isolata, con Lega e Forza Italia che hanno votato diversamente. Siamo ormai di fronte ad una destra implosa, divisa, sempre più confusa e senza una linea comune, incapace di trovare una sintesi anche su temi fondamentali per la democrazia del Paese”, ha detto la vicepresidente dei deputati Pd, Simona Bonafè, sull'emendamento presentato da Futuro nazionale sulle preferenze e respinto dall'Aula.

I possibili scenari di un voto anticipato. VIDEO

Conte: “Meloni punta all'inamovibilità, non alla stabilità”

"Non mi meraviglia questa mira, più che alla stabilità, all'inamovibilità" di Giorgia Meloni. Lo ha detto il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando ai cronisti in Transatlantico. "Io sono una persona semplice: se quindici milioni di cittadini mi dicono sull'unica riforma che presento mi danno uno schiaffo sonoro, ne traggo le conseguenze. Se poi ho posto di tutto la politica destra sul legame con Trump e Trump mi scomunica, ne traggo le conseguenze. Se poi, dopo quattro anni, mi rimane in mano solo la legge elettorale, perché mi incaponisco, e addirittura faccio franare la maggioranza su una questione che dico almeno a parole fondamentale come le preferenze, ne traggo le conseguenze", ha evidenziato.

Gubitosa (M5s): “Anche oggi maggioranza non esiste più”

"Anche oggi, come ieri, alla Camera si è visto plasticamente che la maggioranza non esiste più. Oggi sull'emendamento di Futuro Nazionale per le preferenze, che ovviamente era tutta una simulazione-farsa perché nel centrodestra le preferenze non le vuole nessuno, si è consolidata la coalizione Meloni-Vannacci mentre nel voto segreto Forza Italia e Lega hanno sfiduciato Giorgia Meloni”, ha detto il deputato Michele Gubitosa, vice presidente del M5S. “È ora di smetterla con questo spettacolo penoso, il Parlamento e i cittadini non possono essere umiliati così e la legge elettorale è un tema troppo serio per essere terreno di risse e ritorsioni nella ex maggioranza. Le preferenze sono a loro volta uno strumento di democrazia troppo importante per essere ridotte a bandierina da sventolare per fare finta di voler restituire agli elettori il potere di scelta: se veramente il centrodestra avesse voluto introdurle, lo avrebbe fatto già nella proposta di legge originaria o avrebbe votato il nostro emendamento che mirava a introdurle per davvero, per tutti i candidati e con ampio potere di scelta per i cittadini. Invece l'emendamento Bignami era una truffa: uno sforna-nominati con un residuo di preferenze da esprimere in una lista ristrettissima di nomi scelti dalle segreterie di partito. Il governo Meloni tra trascinando le istituzioni in un mare di vergogna”.

Graziano (Pd): “Meloni strizza l'occhio ai vannacciani”

"Meloni strizza l'occhio ai vannacciani sull'emendamento delle preferenze e Fratelli d'Italia vota a favore. Ma Forza Italia e Lega dicono di no. Ed ecco amplificarsi la rottura nella maggioranza”, ha dichiarato il deputato del Pd, Stefano Graziano, a margine della seduta sulla legge elettorale.

L'emendamento sulle preferenze e l'analisi dei giuristi. VIDEO

Foti: “Aspettavamo emendamento Pd su preferenze, Schlein si è persa…”

"Noi siamo a favore delle preferenze". Lo ha ribadito il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, di FdI, parlando con i giornalisti nei pressi della Camera. A chi gli domandava se il suo partito sarebbe stato pronto a votare anche emendamenti su questo tema proposti dalle opposizioni, ha replicato: "Aspettavamo l'emendamento del Pd. Ma questa volta non l'abbiamo vista arrivare sul serio, si è persa la Schlein con l'emendamento delle preferenze. Provate a cercarla se è in giro... ".

Maggioranza divisa su emendamento preferenze vannacciani

Oggi intanto la Camera ha bocciato l'emendamento dei vannacciani sulle preferenze su cui il relatore si era rimesso all'Aula. I voti a favore sono stati 139, i contrari 233. Anche quest'ultimo voto sulle preferenze è stato a scrutinio segreto. Ma già prima del voto dal partito di Giorgia Meloni, che complessivamente ha 117 deputati alla Camera, era emersa la volontà di votare a favore. Stesso intendimento era trapelato dal gruppo di Noi Moderati, che ha 8 deputati. Sommando a questi, i voti dei vannacciani ci si avvicina a quota 139, il numero dei sì' incassati dalla proposta di Futuro Nazionale sulle preferenze. In questo scenario, FI e Lega, che hanno rispettivamente 53 e 57 deputati, potrebbero essersi schierati in gran parte contro facendo lievitare i no a 233, insieme al centrosinistra. "Quando un provvedimento è premiale per gli italiani FdI lo vota”, ha spiegato il meloniano Gianluca Vinci poco dopo la votazione rivolto alle opposizioni, “e lo avremmo dimostrato anche con i vostri emendamenti sulle preferenze che avete prontamente ritirato".

Faraone: “Maggioranza non esiste più, inevitabile riflessione”

"Il voto sull'emendamento di Futuro nazionale ha dimostrato, questa volta in modo chiaro, che la maggioranza è divisa. Si tratta di un fatto politico che impone una riflessione”, ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista, intervenendo in Aula sulla legge elettorale. "Ieri la testarda volontà di affrontare una modifica alla legge elettorale come tema centrale su cui bloccare il Parlamento e anche testare la solidità della maggioranza si è tradotta in una clamorosa debacle: l'Aula ha dimostrato che questa maggioranza non esiste più. La stessa premier ha chiesto, non a caso, una riflessione. Oggi, al ritorno in Aula, la maggioranza si è di nuovo divisa su un emendamento di Futuro nazionale. E stavolta non con un voto segreto ma in modo chiaro. Da un lato, si conferma che Vannacci condiziona la maggioranza. Dall'altro, la necessità di una riflessione diventa a questo punto inevitabile. La convocazione della capigruppo è per questo dovuta. Non si può continuare a far finta di nulla", ha concluso.

Costa: “Governo è solido. Ieri in cdm provvedimenti importanti”

"Quello di ieri è stato un voto parlamentare che non ha alcuna attinenza con l'azione del Governo. L'Esecutivo è solido, va avanti e lavora bene. Anche ieri il Consiglio dei ministri ha approvato provvedimenti importanti: non esiste, dunque, alcuna connessione tra quel voto e l'azione di Governo”, ha detto Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia.

Renzi a Sky TG24: “Meloni ha paura di perdere le elezioni”

"Il problema, in questo momento, non sono più gli emendamenti, è tutta una questione politica. Meloni ha scelto di cambiare la legge elettorale a 8 mesi dalle elezioni perché ha paura di perdere. Questo è un fatto che squalifica il desiderio della maggioranza di avere una nuova legge elettorale”, ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi, ospite a Start su Sky TG24. "Dentro la maggioranza hanno prima fatto un accordo e poi hanno perso i numeri, il fatto politico è che i numeri non li hanno. In una democrazia parlamentare vecchio stile non si votavano oggi altri emendamenti, si andava al Quirinale a dimettersi. E noi delle opposizioni avremmo dovuto dire una cosa molto semplice. Non siamo disponibili per governi tecnici, se si va al Quirinale poi si va alle elezioni", ha concluso.

La Rete contro la legge elettorale: “Già pronti decine di ricorsi”

"Sono già pronti i ricorsi in decine di tribunali con l'obiettivo di un rinvio degli atti alla Corte costituzionale. Non è pensabile di andare a votare con una legge elettorale che stravolge la nostra Costituzione". A dirlo Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale. "Siamo pronti a una mobilitazione in tutto il Paese contro una legge elettorale che stravolge i nostri equilibri democratici" ha sottolineato Zaccaria annunciando che domani sera ci sarà una riunione della Rete. "Si creerà un clima simile a quello del referendum".

Legge elettorale, La Russa: "Fatto politico rimane". VIDEO

Ciriani: “Può sembrare una sconfitta ma è una vittoria di coerenza”

"Apparentemente può sembrare una sconfitta ma è una vittoria di coerenza". Così il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani interpellato dai cronisti in Transatlantico alla Camera dopo il ko sull'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze. La premier, sottolinea, "si è intestata un rischio molto grande ma lei è così, va fino in fondo, abbiamo perso una battaglia ma a viso aperto, sono altri che dovrebbero vergognarsi".

Ronzulli: “Per ripresentare emendamento su preferenze serve certezza”

Se si ripresenta l'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze al Senato, dopo la bocciatura alla Camera, "si deve essere totalmente sicuri perché sempre il parlamento che alla fine decido tu e se poi non te lo vota?". Lo afferma la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli (Fi), aggiungendo che "l'emendamento lo abbiamo firmato tutti e quindi ci credevamo tutti". "La responsabilità nel voto segreto è del singolo, non la si può imputare a un partito o come ho letto stamattina a un voto organizzato" e "il tacchino sulla tavola a Natale non ci va volontariamente, quindi magari qualcuno ha pensato ha pensato alla sua storia personale e ha avuto paura", ipotizza, anche se "secondo me era un buon emendamento di compromesso". La bocciatura, secondo Ronzulli, "non preoccupa il governo come non preoccupa questa maggioranza che è coesa".

Sarracino (Pd): “Paese senza guida, dimissioni governo e elezioni”

"Come faccia Giorgia Meloni a non accorgersi della drammaticità della situazione è un mistero.Il governo e la sua maggioranza sono in totale cortocircuito.Dopo il disastro di ieri, la maggioranza si spacca anche oggi su un ulteriore emendamento con Fratelli d'Italia che vota con Vannacci. E' chiaro a tutti gli italiani che ormai il Paese è senza guida e tutto questo meriterebbe un solo esito: le dimissioni del governo e le elezioni.Serve un governo che si occupi dei problemi degli italiani”, ha detto il deputato e membro della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino.

Boldrini: “Meloni specializzata nel tradire le donne”

"La presidente Meloni si sta specializzando nel tradire le donne. Lo ha fatto con la legge sul consenso, approvata all'unanimità alla Camera e bloccata al Senato senza che la presidente dicesse una sola parola. E lo sta facendo ora cercando di cancellare la norma sull'alternanza di genere per i capilista e bocciando l'emendamento sul 50 per cento di rappresentanza femminile nelle liste elettorali. Decenni di battaglie femministe annullate con un tratto di penna, dalla prima donna premier della storia del Paese. Una vergogna contro cui dovrebbero ribellarsi tutte le deputate della maggioranza che, invece, si sottomettono al diktat di Meloni utile solo a preservare il suo potere”, ha dichiararo Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

Opposizioni: “È crisi di governo, c'è nuova alleanza FdI-FnV”

“Noi chiediamo un'immediata riunione dei capigruppo". Oggi si "svela una nuova minoranza di governo, Fdi-FnV. Non si può andare avanti come se nulla stia accadendo in questo Parlamento”, ha detto il capogruppo del M5s alla Camera Riccardo Ricciardi nell'Aula della Camera impegnata sulla legge elettorale. "Si è costituita una maggioranza di destra-destra", l'attuale "maggioranza non c'è più. Fermatevi!", gli fa eco la capogruppo del Pd Chiara Braga. Luana Zanella di Avs si associa: "C'è il tentativo di FdI di usare il gruppetto Vannacci come stampella per un governo in crisi". "E' un fatto politico", concorda Riccardo Magi di +Eu.

Franchi tiratori, chi sono e quali i precedenti più celebri. VIDEO

La risposta di Matteo Renzi al ministro Ciriani a Sky TG24

Perego (Fi): “Un emendamento non cancella quattro anni di stabilità”

"Il risultato del voto sull'emendamento relativo alle preferenze rappresenta certamente un dato politico sul quale è giusto riflettere. Resta però il fatto che si tratta di un singolo emendamento inserito nel più ampio quadro di una legge elettorale il cui obiettivo è garantire maggiore stabilità e governabilità alla Nazione". Lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego. "In questi quattro anni il Governo ha dimostrato una forte unità d'intenti sulla quasi totalità dei grandi temi. Siamo una coalizione composta da forze politiche diverse e con sensibilità differenti, ma unita da un programma, da obiettivi comuni e dalla volontà di continuare a governare nell'interesse dei cittadini italiani. Ridurre quattro anni di azione di governo a quanto accaduto su un singolo emendamento significa ignorare i risultati raggiunti sul lavoro, sull'economia, sulla difesa e sicurezza, sull'energia, sulle infrastrutture e sulla politica estera”.

Carbone: “Voto ai fuori sede è segnale di attenzione”

"Accogliamo con favore l'emendamento sul voto ai fuori sede attualmente all'esame del Parlamento nell'ambito della riforma della legge elettorale. Si tratta di un segnale importante di vicinanza soprattutto alle giovani generazioni che, per motivi di studio o di lavoro, vivono lontano dal Comune di residenza ma vogliono continuare a partecipare pienamente alla vita democratica del Paese”, ha dichiarato Domenico Carbone, sindaco di San Costanzo e coordinatore nazionale di Anci Giovani. "Per tanti ragazzi e ragazze poter esercitare il diritto di voto senza essere costretti a sostenere costi e spostamenti spesso proibitivi significa rimuovere un ostacolo concreto alla partecipazione democratica”.

Bocciato emendamento dei vannacciani su preferenze, ma ci sono 139 sì

L'Aula della Camera ha bocciato l'emendamento dei vannacciani sulle preferenze su cui il relatore si era rimesso all'Aula. I voti a favore sono stati 139, i contrari 233.

Ciriani a Sky TG24: "Il governo va avanti"

Deputate di opposizione intervengono sulla parità di genere

L'opposizione sta intervenendo in massa nell'Aula della Camera su un emendamento sulla parità di genere proposto da Elena Bonetti di Azione. A sostegno della proposta si sono schierati numerosi gruppi di minoranza, dal Pd al M5s, da Iv fino a Avs e sono in particolare le deputate ad aver voluto prendere la parola. "Sosteniamo questo emendamento che fa una proposta chiara: il 50% di presenze di entrambi i generi nelle liste", ha detto la dem Valentina Ghio. "Chiedo alle colleghe donne e anche ai colleghi uomini" di pensare a "quanto abbiamo bisogno di portare qui almeno il 50% delle donne", ha affermato la collega Silvia Roggiani. Tanti altri gli appelli rivolti dai banchi dalle opposizioni alle donne del centrodestra.

Braga (Pd): “Altro che incidente, governo incassa sfiducia politica”

"Quello che è accaduto ieri non è un incidente, ma una sfiducia completa al governo. Del resto era stata la stessa Premier Meloni ad alzare la posta sfidando il parlamento e le opposizioni e invece ha ottenuto solo l'immagine plastica di una frattura profonda nella sua maggioranza”, ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati. "Per questo non si può far finta di nulla. Ora avrebbero dovuto abbandonare la legge elettorale e invece vogliono andare avanti come se nulla fosse inchiodando il paese su una questione che certo non dà risposte ai problemi del paese, ma serve solo a conservare il potere”.

Vannacci: “Meloni vada in Aula e tiri fuori gli attributi”

"Ieri è successo che i badogliani del centrodestra hanno sparato alle spalle del proprio schieramento, con le munizioni che sono state loro fornite dal Partito Democratico che ha chiesto il voto segreto". Lo ha detto il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale. Per Vannacci, dal voto alla Camera "è emersa una realtà: nessuno vuole queste preferenze. La politica ha paura della sovranità popolare, ha paura che i cittadini scelgano i propri rappresentanti". Ma per Vannacci "la partita non è persa. Oggi si vota l'emendamento di Futuro nazionale, che propone le preferenze senza capolista bloccato. E allora io dico a Meloni quello che ho già detto: tiri fuori gli attributi, vada in Parlamento, si chiami i capigruppo e facciamo approvare questa legge sulla preferenza che finalmente ridà la dignità al Parlamento".

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Renzi: "Il voto un regolamento dei conti nel centrodestra"

Camera boccia l'emendamento di FnV su deroghe a raccolta firme

L'Aula della Camera ha bocciato, con i soli voti favorevoli dei vannacciani, un emendamento presentato da Futuro Nazionale che puntava ad eliminare l'esonero per gruppi come quello di Azione dalla raccolta delle firme per le candidature. Gianangelo Bof di Futuro Nazionale ha puntato il dito in Aula contro le leggi "ad Calendam" in riferimento all'esonero previsto dalla proposta di legge per i gruppi formati entro il 2025. "Scrivete pure che i gruppi che dovranno raccogliere le firme sono solo quelli superiori a 7 e inferiori a 9 membri, mettete pure il nome di Futuro Nazionale. Noi non abbiamo paura a raccogliere le firme. Ma la legge deve essere uguale per tutti".

Aula boccia emendamento +Eu sulle firme digitali

L'Aula della Camera ha bocciato con 138 voti a favore e 222 contrari un emendamento alla legge elettorale presentato dal segretario di Più Europa Riccardo Magi sulle firme digitali. La proposta prevedeva che "le sottoscrizioni degli elettori necessarie" alla presentazione delle liste potessero "essere raccolte anche in modalità digitale".

Vannacci: “Meloni faccia votare il nostro emendamento”

"Dopo il disastro di ieri, Meloni ha un'altra possibilità oggi: votare l'emendamento di Futuro nazionale che propone le preferenze senza capolista bloccato. Allora venga in Aula, parli con i capigruppo del centrodestra, si scateni e tiri fuori gli attributi, perché la partita non è ancora persa. Ci vuole solo la volontà per vincerla”, ha detto il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci, in un video pubblicato sui suoi canali social.

Fico: “Voto mostra che c'è un problema nella maggioranza”

"Ho visto cosa è successo in Parlamento e senza dubbio è un dato il fatto che la maggioranza sia andata sotto. C'è un problema all'interno della maggioranza altrimenti non ci sarebbero stati quei voti.Poi non do consigli a nessuno”, ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, in merito al voto di ieri in Parlamento.

Deputati Gruppo misto ritirano emendamento su preferenze, resta quello di FnV

È stato ritirato uno dei due emendamenti sulle preferenze su cui relatore e governo si erano rimessi all'Aula: quello sottoscritto da Francesco Gallo e Luigi Marattin del gruppo misto. Resta quello dei vannacciani.

Anche Noi moderati verso il Sì alle preferenze dei vannacciani

Oltre ai deputati di FdI, anche quelli di Noi moderati, a quanto si apprende, sono pronti a votare a favore degli emendamenti alla legge elettorale per l'introduzione delle preferenze, presentati da Futuro nazionale e da parlamentari del Gruppo misto.

L'intervento di Matteo Renzi a Sky TG24. VIDEO

Tensioni del centrodestra dopo il voto

Il giorno dopo la sconfitta della maggioranza in Aula, gli umori tra i due schieramenti sono opposti: abbracci e sorrisi fra i leader di centrosinistra, caccia ai franchi tiratori nei capannelli dei deputati di centrodestra. Secondo il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani i franchi tiratori sarebbero stati 20-25. Ma secondo i calcoli che si rincorrono nella maggioranza potrebbero essere anche il doppio, considerando che i 7 deputati di Italia viva hanno votato a favore dell'emendamento. Dentro FdI da ieri si guarda con sospetto ai colleghi di Lega e Forza Italia.

L'intervento del ministro Ciriani a Sky TG24. VIDEO

Riprese le votazioni nell'Aula della Camera

Intanto, sono riprese le votazioni sugli emendamenti alla legge elettorale nell'Aula della Camera. I voti procedono per lo più a voto segreto.

FdI per il sì all'emendamento sulle preferenze dei vannacciani, FI per il no

Al momento, secondo quanto si apprende, il gruppo di FdI è orientato a esprimere voto favorevole all'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze proposto da Futuro nazionale. Forza Italia al momento, sempre a quanto si apprende, è orientata invece a votare contro e potrebbe preannunciarlo in Aula.

Bonelli: “Meloni artefice della sua sconfitta”

"È successa una cosa incredibile. Giorgia Meloni ha chiesto la fiducia non attraverso la prassi formale, come si fa in Parlamento, ma via social. È intervenuta a gamba tesa, cercando di condizionare le prerogative costituzionali del Parlamento, ed è stata l'artefice della propria sconfitta. Aveva invitato tutti a metterci la faccia. Lei non ce l'ha messa. È la sua più grande sconfitta politica, non può fare finta di niente”, ha detto il deputato di Avs Angelo Bonelli, in un'intervista rilasciata a La Stampa.

Su preferenze dal governo parere conforme al relatore

Il governo, per voce della ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati, nell'Aula della Camera ha dato parere conforme ai relatori sugli emendamenti sulle preferenze alla legge elettorale.

Opposizioni chiedono voto segreto sugli emendamenti sulle preferenze

Le opposizioni a quanto si apprende hanno chiesto il voto segreto sugli emendamenti sulle preferenze su cui il relatore di maggioranza si è rimesso all'Aula. Anche questa mattina la Camera è gremita per l'esame della legge elettorale. Pieni i banchi della maggioranza e dell'opposizioni, presenti anche diversi ministri e sottosegretari.

L'analisi di Pregliasco sul voto di ieri. VIDEO

Cosa ha detto la premier Meloni

Ieri, dopo la battuta d’arresto alla Camera, la premier Giorgia Meloni è intervenuta sui social: “Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione".

Le parole del ministro Ciriani a Sky TG24. VIDEO

Dopo ritiro emendamenti delle opposizioni ne restano una sessantina

Dopo il ritiro per protesta da parte delle opposizioni di quasi tutti gli emendamenti alla legge, sono rimasti da votare in Aula una sessantina di proposte di modifica. Inizialmente si partiva da 200.

Chi sono i franchi tiratori e perché si chiamano così

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Ciriani a Sky TG24: “Franchi tiratori fra i 20 e i 25”

"I franchi tiratori sono stati 20 o 25, cambia poco se siano stati 20 o 25, è abbastanza indifferente. Ma se sono mancati 20-25 qualcuno ha ovviamente votato diversamente da come indicato dalla maggioranza”, ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ospite di Start su Sky TG24. "Non ho le prove, è impossibile sapere chi ha votato a favore e chi contro, anche per quanto riguarda Futuro nazionale. Sapevamo che molti partiti erano contrari alle preferenze" ma "noi rivendichiamo questa battaglia e abbiamo provato a convincere i nostri alleati”.

Relatore cambia parere su due emendamenti sulle preferenze

Oggi, intanto, sono ripresi i lavori dell’Aula. Il relatore di maggioranza della legge elettorale Angelo Rossi (FdI), durante la seduta odierna, annuncerà il cambio di parere su due emendamenti sulle preferenze: uno a prima firma del vanacciano Edoardo Ziello, e uno sottoscritto dai deputati del gruppo misto Francesco Gallo e Luigi Marattin. Il parere, inizialmente contrario, sarà di 'remissione all'Aula'. La notizia, filtrata da ambienti della maggioranza, è stata confermata all'ANSA dallo stesso Rossi.

Cosa succede ora al governo: elezioni anticipate o correzione al Senato?

Legge elettorale, gli scenari dopo il voto sulle preferenze

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Ciriani a Sky TG24: “Noi intendiamo andare avanti”

"Noi non intendiamo concludere la nostra esperienza di governo e siamo orgogliosi della stabilità che abbiamo dato al Paese”, ha detto questa mattina il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ospite di Start su Sky TG24, rispondendo alla domanda su quale sia la posizione del governo dopo la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze alla legge elettorale e sottolineando come il governo sia pronto ad andare avanti.

Come la maggioranza è andata sotto sulle preferenze e cosa può succedere

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La maggioranza sotto sulla legge elettorale

Un terremoto politico si è abbattuto sulla maggioranza che sostiene il governo Meloni: ieri, nonostante il via libera annunciato in mattinata da Lega e Fi, l'emendamento di Fdi sulle preferenze nella nuova legge elettorale sul quale la Meloni aveva "messo la faccia" non ha retto allo scrutinio segreto alla Camera ed è stato bocciato per un solo voto. Le opposizioni hanno esultato, mentre la premier ha detto: “Serve una riflessione”.

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