La premier in conferenza stampa dopo il Cdm che ha varato il decreto lavoro: oltre al provvedimento in vista del Primo maggio ha toccato molti punti di attualità. Sulle spese per la Difesa: “Non ho cambiato idea ma ora altre priorità”. Tra le ipotesi “estendere all'energia i 3,7 miliardi per sicurezza e difesa”. La presidente del Consiglio ha parlato anche del caso Minetti: “Mi fido del ministro Nordio, escludo le dimissioni. Nell'iter per la grazia niente di errato”
Accise, spese per la Difesa, energia. La premier Giorgia Meloni si è presentata in conferenza stampa dopo il Cdm che ha varato il decreto lavoro. Ma oltre al provvedimento in vista del Primo maggio ha toccato molti punti di attualità.
Meloni: “Nuova proroga taglio accise forse più breve e aiuterà di più il gasolio”
Il governo sta valutando "un'ulteriore proroga" del taglio delle accise", che potrebbe essere "più breve delle precedenti" e "non più in maniera orizzontale: il gasolio ha avuto un aumento più significativo della benzina" e quindi il taglio "potrebbe impattare più sul gasolio che sulla benzina, per avere un impatto meglio distribuito”, ha detto la presidente del Consiglio. "Seguiamo il tavolo negoziale, cerchiamo di tenerci abbastanza ancorati all'andamento della situazione ma non abbiamo ancora definito la tempistica precisa delle settimane a cui si riferirà la proroga del taglio".
Meloni: “Non ho cambiato idea sulle spese per la Difesa ma ora altre priorità”
"Non ho cambiato idea come ho già detto sul tema delle spese di Difesa" e "me ne assumo la responsabilità perché lo so che è un tema che non ha grandissima popolarità. Però io penso che le persone responsabili debbano anche fare quello che è giusto non solamente quello che è immediatamente popolare, quindi io non ho cambiato idea sul tema delle spese di Difesa" che restano "una priorità assoluta" ma "non nell'attuale contesto" nel quale "devo oggi dare la priorità a quello che accade a livello economico, perché se non ho più una nazione non c'è manco bisogno che la difendo”, ha detto Meloni rispondendo a una domanda sulle spese per la Difesa. "Magari non faremo tutto quello che potevamo fare o che avremmo dovuto fare, cerchiamo di far quadrare i conti" in base "alle priorità".
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“Tra ipotesi estendere all'energia i 3,7 miliardi per sicurezza e difesa”
"Molto di quello che faremo noi dipende da come evolve" il dibattito europeo: "Io penso che noi non dobbiamo escludere nessuna opzione ma penso che dobbiamo anche ricordarci che l'anno scorso il Parlamento aveva già autorizzato il governo alla possibilità di una flessibilità sui conti per quanto riguarda le spese di difesa e sicurezza pari allo 0,15 per cento del Pil, vuol dire 3,7 miliardi: se oggi lei chiede a me che cosa siano le spese di difesa e sicurezza il tema energetico ci sta dentro”, ha detto la presidente del Consiglio rispondendo a una domanda sulle ipotesi di scostamento per fare fronte alla crisi energetica. "C'è anche il margine di lavorare, una delle altre opzioni che noi stiamo considerando, su quello che è già stato autorizzato dal Parlamento allargando però la platea, modificando almeno in parte quali sono le priorità alle quali ci si rivolge con quei provvedimenti”.
Piano casa e nomine
Meloni ha poi svelato che “entro la fine di questa settimana" sarà varato "il famoso Piano casa, misura dedicata anche ovviamente al mondo del lavoro”. Mentre "sui vertici di Consob e Antitrust sono abbastanza ottimista che la prossima settimana avremo entrambi".
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Meloni sul decreto Lavoro
"Pensiamo sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro per fare grande la nostra nazione”, ha esordito Meloni in conferenza stampa dopo il Cdm che ha varato il decreto lavoro. "Il decreto legge stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali” ai quali “si può accedere solo se si riconosce e si applica ai lavoratori il salario giusto: si intende il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, non composto solo dal salario orario ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore”. Invece "chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici”.
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Meloni sulla vicenda Minetti
A chi le domandava se si fida del Guardasigilli dopo quanto emerso sul caso della grazia a Nicole Minetti, la premier Meloni ha detto: “Mi fido del ministro Carlo Nordio. Non posso dire che ci sia stato qualcosa di errato, di particolare rispetto quello accaduto per le altre 1.245 richieste elaborate in queste anni. Questo provvedimento non ha seguito in niente un iter diverso dagli altri, nel rispetto della legge e della prassi, sono poi emersi altri elementi". Poi ha escluso “le dimissioni" del ministro Nordio. "Ho parlato con lui ieri e mi sono messa a ricostruire l'iter. Ad oggi escludo l'ipotesi di dimissioni”.