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Referendum giustizia, bufera su Nordio: "Al Csm sistema paramafioso"

Politica
©IPA/Fotogramma

Scontro politico sulle parole del Guardasigilli: "I magistrati iscritti all'Anm sono il 97% perché se non ti iscrivi non fai carriera. Il sorteggio rompe questo verminaio correntizio, un mercato delle vacche". Dure le critiche di opposizioni e Anm, e il ministro controreplica: "Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni"

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Non si placa lo scontro politico sul referendum della giustizia, con il Guardasiglli Carlo Nordio che ieri - in un’intervista a Il Mattino di Padova - ha attaccato i membri togati del Csm sostenendo che le correnti della magistratura avrebbe creato "un sistema paramafioso". Parole che hanno provocato un’alzata di scudi delle opposizioni. E Giovanni Bachelet, presidente del Comitato società civile per il No, ha espresso "composta costernazione" per le affermazioni di Nordio, il quale a sua volta ha replicato definendo "scomposta" l'indignazione per le sue parole.

Cos’ha detto Nordio

Nordio ha detto che nel Csm tra le correnti della magistratura c'è "una consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio può eliminare". "I magistrati iscritti all'Anm sono il 97% - ha detto - una percentuale bulgara. Perché se non ti iscrivi non fai carriera. E quando si elegge il Csm, iniziano le telefonate. E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto e viceversa. Se non ha un 'padrino' è finito, morto". "Il sorteggio - ha aggiunto - rompe questo meccanismo 'paramafioso', questo verminaio correntizio", "un mercato delle vacche".

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Opposizioni e Anm all’attacco

Immediate sono arrivate le critiche delle opposizioni, da Elly Schlein a Giuseppe Conte, da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni fino a Carlo Calenda. Due le accuse: quella di essere "un irresponsabile" per aver portato il confronto sul referendum a livello di scontro istituzionale, e quella di offendere i magistrati, molti dei quali sono stati uccisi dalle mafie. Ma anche la magistratura associata si è indignata con Nordio: "Le sue parole - ha affermato l'Anm - offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel corso della storia d'Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità organizzata, a difesa della collettività". Un invito al rispetto per le toghe arriva anche dal membro laico Ernesto Carbone, vicino al centrosinistra, mentre l'altro laico, Enrico Aimi, eletto in quota FI, tenta di raffreddare il clima: "Al centro non deve esserci lo scontro tra centrodestra e centrosinistra, ma una scelta di merito". Parole analoghe le pronuncia il ministro della Difesa Guido Crosetto, che sottolinea gli aspetti di merito della riforma, anche alla luce dell'invito arrivato sabato dalla Direzione di FdI di non politicizzare il dibattito sul referendum. Dal centrodestra c'è da registrare il silenzio della Lega, e un intervento di FI del solo portavoce Raffaele Nevi. A sostenere Nordio ci pensa FdI, con il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, che ha definito "ridicoli" gli attacchi di Schlein e Conte, mentre il suo vice, Alfredo Antoniozzi, cresciuto negli anni ‘80 nella Dc, raffredda il clima assicurando "il rispetto" del partito alla magistratura.

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Nordio: "Non capisco tanta indignazione scomposta"

Non è poi mancata la controreplica di Nordio: "Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto Pm preso a modello dal Pd e dalla sinistra, riportate dal Fatto quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di 'mentalità e metodo mafioso'".

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