È finita con la rimozione del video a stretto giro dopo la pioggia di polemiche e la replica dei diretti interessati, che hanno negato la loro autorizzazione all’uso delle loro immagini per lo spot Pd sulla campagna referendaria
Un video postato sui profili social del Pd per promuovere il “No” al referendum sulla giustizia. Fino a qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che i social media manager del partito di centro sinistra hanno pensato bene di essere più efficaci e hanno cercato di ottenere un riscontro magiore usando le immagini degli Azzurri del curling Constantini e Mosaner, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Milano Cortina e oro a Pechino 2022. Senza il loro permesso.
Le reazioni
Immediata è stata la reazione del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che al telefono con l'ANSA ha voluto chiarire: "Resto sbalordito che si utilizzino immagini di atleti per promuovere una scelta politica. I nostri atleti sono in gara e sto aspettando per capire se fossero stati coinvolti, ma io resto esterrefatto da una cosa del genere".
Dopo il presidente del Coni ha detto la sua anche Amos Mosaner, protagonista involontario con Stefania Constantini del video del Partito Democratico per la campagna referendaria. "In merito alla diffusione, sui canali social del Partito Democratico, di un video che riprende immagini di una mia partita accompagnate da un messaggio di invito al voto per il referendum del prossimo 22 e 23 marzo, desidero precisare che non sono stato informato preventivamente dell'utilizzo di tali immagini né ho in alcun modo autorizzato l'associazione della mia performance sportiva a messaggi o iniziative di carattere politico". E ha aggiunto l'azzurro del curling: "Chiedo che le immagini che mi ritraggono vengano rimosse da qualsiasi comunicazione che possa generare un collegamento, diretto o indiretto, tra la mia attività sportiva e iniziative di natura politica. Il mio impegno è e rimane esclusivamente sportivo, nel rispetto dei valori olimpici e di tutti coloro che mi seguono e sostengono".
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Epilogo
Dopo le polemiche è arrivata a stretto giro la rimozione del post incriminato perché appunto considerato un contenuto che finiva di fatto per “arruolare” gli azzurri del curling nella battaglia sulla riforma della giustizia. "Non vi era nessuna intenzione di coinvolgere direttamente gli atleti nella campagna referendaria, di attribuire loro una posizione politica, nè di strumentalizzare in alcun modo le loro prestazioni sportive, delle quali siamo, come tutti, orgogliosi", si legge la nota dem diramata.