La premier è intervenuta al convegno "Laying the Groundwork for Jobs in Africa: Core Infrastructure & Business Environments" alla Banca d'Italia a Roma. "A dispetto dei giorni difficili che affrontiamo, non volevo perdere l'opportunità di chiudere questo dibattito su un tema cruciale non solo per il futuro dell'Africa ma di quello dell'Europa", ha detto. Sul Piano Mattei, Meloni ha annunciato che dal 2026 verrà esteso anche a "Congo, Ruanda, Gabon e Zambia"
"Vogliamo che Roma diventi un hub europeo per gli investimenti in Africa: un luogo in cui settore pubblico e settore privato lavorino insieme per trasformare le buone idee in posti di lavoro". A dirlo è stata la premier Giorgia Meloni, intervenendo al convegno "Laying the Groundwork for Jobs in Africa: Core Infrastructure & Business Environments" ospitato dalla Banca d'Italia a Palazzo Koch a Roma. La presidente del Consiglio ha poi precisato che "a dispetto dei giorni difficili che affrontiamo, non volevo perdere l'opportunità di chiudere questo dibattito su un tema cruciale non solo per il futuro dell'Africa ma di quello dell'intera Europa". Parlando del Piano Mattei, Meloni ha poi annunciato che dal 2026 verrà esteso "ad altri 4 paesi: Congo, Ruanda, Gabon e Zambia".
Meloni: "Il lavoro si crea con condizioni favorevoli, qui come in Africa col Piano Mattei"
Nel corso del suo intervento a Roma, la premier ha sottolineato che "il titolo di questo evento richiama una verità semplice ma incredibilmente spesso dimenticata, ovvero che i posti di lavoro non vengono creati con un semplice decreto, vengono creati quando esistono condizioni favorevoli, dove ci sono infrastrutture fisiche e digitali, energia affidabile, capitale umano addestrato, istituzioni solide, regole chiare e accesso alla finanza". Per la premier, quello che Roma sta facendo "anche a livello, internazionale in particolare per quanto riguarda il continente africano" con il Piano Mattei". Si tratta, ha ricordato Meloni, di "un programma di investimenti nei paesi africani che delinea una strategia di cooperazione, tra pari, costruita su una visione chiara, per aiutare a creare condizioni strutturali per lo sviluppo delle catene produttive, forti imprese locali e un impiego stabile e dignitoso nelle nazioni africane. Così che l'Africa possa crescere e prosperare lavorando le proprie risorse, coltivando la propria terra, e sfruttando al massimo il proprio capitale umano".
Meloni: “Il Piano Mattei delinea una strategia di cooperazione”
La premier ha poi ribadito che il Piano Mattei per l'Africa "delinea una strategia di cooperazione costruita su una visione chiara per contribuire a creare le condizioni strutturali per lo sviluppo di filiere produttive, imprese locali solide e occupazione stabile e dignitosa nelle nazioni africane". L'obiettivo è far sì che l'Africa "possa crescere e prosperare trasformando le proprie risorse, coltivando la propria terra e valorizzando al meglio il proprio capitale umano". Per la premier, l'Africa è "il continente più giovane del mondo, con il 60% della popolazione sotto i 25 anni". Poi ha proseguito: "Ogni anno milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro e, se non creiamo opportunità adeguate, ovviamente si rischiano esclusione, instabilità e migrazione forzata. Ma se investiamo seriamente nell'energia nelle infrastrutture, nell'agricoltura, e nella formazione tecnica e professionale, possiamo trasformare la dinamica demografica in una leva straordinaria per lo sviluppo. Il piano Mattei si concentra precisamente su questi ambiti strategici".
Meloni: "Il Piano Mattei crea lavoro ed evita migrazioni forzate"
Il metodo del Piano Mattei, secondo la presidente del Consiglio, "non si basa sull'arroganza di chi impone modelli già prestabiliti dall'alto, a prescindere dalle richieste del popolo africano, bensì sulla condivisione sulle soluzioni e sul modo di attuarle". Questo è "il modello che seguiamo, il percorso che stiamo intraprendendo per costruire partnership basate su rispetto reciproco, trasparenza e responsabilità condivise, in un approccio win-win". Perché, ha aggiunto Meloni, "quando un giovane africano trova lavoro e può scegliere di contribuire alla terra in cui è nato e cresciuto, non stiamo solo aiutando lo sviluppo di una nazione ma stiamo rafforzando la stabilità, stiamo combattendo le cause della migrazione forzata, stiamo immaginando un rapporto più equilibrato tra l'Europa e l'Africa".
Meloni: "Il settore privato al centro dello sviluppo"
Per la presidente del Consiglio, "la collaborazione con la Banca Mondiale è stata e continua a essere sempre più centrale" attraverso "un dialogo intenso e concreto fin dall'inizio" con il presidente della Banca Mondiale, Ajay Banga. L'obiettivo comune, secondo Meloni, è quello di "mettere il settore privato al centro dello sviluppo, mobilitare capitali, ridurre il rischio degli investimenti e rafforzare la capacità istituzionale dei Paesi partner".
Meloni: "L'Ue cambi approccio con l'Africa, meno retorica e più sviluppo"
"Riteniamo che l'efficacia della cooperazione non sia misurata dalle buone intenzioni ma dai risultati concreti che ottiene in termini di posti di lavoro creati, aziende sostenute e investimenti mobilitati", ha rimarcato ancora Meloni. Poi ha aggiunto: "Questo è il nostro approccio e riteniamo che dovrebbe essere anche l'approccio che Europa e Occidente adottino verso l'Africa: meno frammentazione, più coordinamento, meno retorica, più cantieri edilizi, meno promesse, strumenti finanziari più innovativi e concreti, meno beneficenza, più sviluppo".
Meloni: "Programma di investimenti per l'Africa, servono posti di lavoro di qualità"
La premier ha poi dichiarato che "abbiamo un programma di investimenti per l'Africa" che "consente una cooperazione fra pari per creare le condizioni per lo sviluppo affinché l'Africa possa crescere". In Africa "servono posti di lavoro dignitosi, stabili e di qualità", ha aggiunto la presidente del Consiglio.