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Referendum Giustizia, Nordio: "Nota Csm su Gratteri? Contorta, credibilità minima"

Politica
©IPA/Fotogramma

Il Guardasigilli critica il documento firmato da 20 membri del Consiglio Superiore della Magistratura che, in risposta a chi spinge per perseguire disciplinarmente il procuratore di Napoli, scrivono di non voler essere utilizzati come "strumento di contesa". Gratteri aveva affermato che "al referendum voteranno Sì gli imputati e la massoneria deviata" 

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È ancora bufera per le parole del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, secondo cui al referendum sulla Giustizia del 22 e del 23 marzo “voteranno Sì gli imputati e la massoneria deviata”. E la polemica si è scatenata anche internamente al sistema giudiziario, con alcuni membri del Consiglio Superiore della Magistratura che chiedono provvedimenti disciplinari contro Gratteri e altri che, in un comunicato, ne prendono le difese. Contro questi ultimi, che chiedono di non essere trascinati in “questioni disciplinari” e di non usare il Csm come “strumento di contesa”, oggi si è scagliato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio: "Nel suo documento sul caso Gratteri, il Csm è riuscito a comprimere il massimo numero di espressioni contorte nella minima credibilità del loro contenuto", ha detto.

Il documento del Csm sul caso Gratteri

Il documento a cui fa riferimento Nordio porta la firma di 20 membri del Csm, compresi tutti i membri togati, a eccezione di Bernardette Nicotra, e dei laici Romboli e Carbone. "Preoccupa il tentativo di trascinare il Csm nel dibattito referendario, ventilando iniziative in chiave disciplinare. Il Consiglio superiore non può essere usato come strumento di contesa: l'azione disciplinare è promossa dal ministro della Giustizia e dal Procuratore generale presso la Cassazione. Al Csm spetta decidere, non essere trascinato in annunci mediatici. Questo approccio, oltre che inopportuno, anticipa una concezione del Csm non come organo di garanzia, ma come leva di indirizzo nella dinamica politica. Il referendum merita un confronto alto: si discuta nel merito, senza delegittimazioni personali e senza piegare gli organi di garanzia alla propaganda", si legge nel testo.

"Si è costruita una polemica su singole frasi, distorce il senso delle argomentazioni"

E ancora, nel testo si legge che: "Nel pieno della campagna referendaria si è costruita una polemica su singole frasi del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri. È un metodo che non serve a nessuno: distorce il senso delle argomentazioni, alimenta contrapposizioni e distrae dal merito di scelte ordinamentali decisive. In un Paese come il nostro, segnato dal peso delle grandi organizzazioni criminali, interrogarsi su interessi e convenienze - anche criminali - che possono muoversi intorno a una riforma non è un'eresia: è un dovere di responsabilità per chi ricopre funzioni pubbliche. Anche se certamente ciò va fatto con rigore e misura, senza generalizzazioni e nel pieno rispetto della libertà del voto. Va inoltre ricordato un dato di contesto: l'assetto costituzionale e ordinamentale sviluppato nei decenni ha consentito allo Stato di sconfiggere il terrorismo rosso e nero e di ridimensionare in modo significativo il potere delle mafie, anche grazie all'equilibrio tra indipendenza della magistratura, controlli di legalità e strumenti investigativi efficaci. Proprio per questo le riforme richiedono serietà, analisi e prudenza, non scorciatoie polemiche".

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Alla riunione di FdI approvato odg per non politicizzare il referendum

Il referendum è stato anche il punto centrale di discussione alla riunione di Fratelli d'Italia che si è svolta a Roma. Ne ha parlato il coordinatore della direzione del partito, Edmondo Cirielli, che, secondo quanto riferito da alcuni presenti, ha sollecitato i suoi colleghi a "non fare quello che fa la sinistra, che ha tutto l'interesse a politicizzare lo scontro". La linea è stata messa nero su bianco in un ordine del giorno in cui il partito "rimarca che non politicizzeremo il confronto anche per dare la possibilità a tutti coloro, e sono tanti anche di sinistra, di sostenere con serenità le giuste motivazioni al Sì al referendum, e quindi non sarà una sfida destra contro sinistra", ha spiegato Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di FdI.

"Un peccato se per lotta politica del csx il referendum venga bocciato"

Il coordinatore della direzione del partito, Edmondo Cirielli, alla riunione ha detto che "la sconfitta sicuramente non sarebbe positiva per il governo, perché abbiamo messo la riforma nel programma e perché ci crediamo. Ed è un peccato che per una motivazione politica tra centrodestra e centrosinistra un referendum, che è giusto, venga bocciato. Questa è una cosa del tutto evidente che gli altri, dal loro punto di vista, strumentalizzerebbero e direbbero che ha perso il governo". Da ora in avanti, ha aggiunto, "è stato chiesto un impegno per spiegare le ragioni tecniche e far entrare nel merito i cittadini e il territorio".

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