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Meloni alla Camera e al Senato, l'11 marzo comunicazioni su crisi in Iran

Politica

La premier parlerà prima al Senato (l'orario deve essere ancora definito) e poi, dalle ore 15, a Montecitorio. Inizialmente le comunicazioni erano state fissate per il 18 marzo per poi essere quindi anticipate

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La presidente del Consiglio terrà l'11 marzo le comunicazioni al Parlamento sulla situazione internazionale. Giorgia Meloni parlerà prima al Senato (l'orario deve essere ancora definito) e poi, dalle ore 15, a Montecitorio. Inizialmente le comunicazioni erano state fissate per il 18 marzo per poi essere quindi anticipate. È quanto emerso dalla capigruppo di Montecitorio. Alla Camera il calendario dei lavori prevede quindi, per l'11 marzo, 9-12.30 esame degli argomenti all'Odg e alle 15 la discussione sulle comunicazioni della Meloni. Il question time si terrà alle 12.45. 

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento

Meloni, ha detto ai cronisti Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, "ha dato la disponibilità ad anticipare a mercoledì prossimo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo integrando il programma, come già avvenuto in passato, con le comunicazioni relative alla politica estera. Sono giornate terribili di impegni su mille fronti per la presidente del Consiglio, e questa disponibilità risponde a uno spirito di collaborazione nei confronti del Parlamento e dell'opposizione. Purtroppo, ho registrato nella capigruppo una volontà di strumentalizzare" da parte della minoranza, che nel corso della riunione ha richiesto la presenza di Meloni in Aula per l'11 sulla situazione in Iran e il 18 per le comunicazioni in vista del vertice europeo. Per Ciriani "è un momento molto delicato per la vita del Paese, la disponibilità del governo a essere presente ad horas in Parlamento andrebbe apprezzata trasversalmente come un segno di collaborazione. Credo che il Parlamento sia perfettamente aggiornato e informato come è giusto che sia e spero che le polemiche possano cessare definitivamente finire. Il governo c'è, il presidente c'è e il fatto che si possano abbinare comunicazioni di politica estera e sul Consiglio europeo non è una stravaganza, è una cosa che si è già fatta ed è abbastanza intuitivo immaginare che in Consiglio europeo di questo si parlerà", ha concluso. 

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