
Energia nucleare e rigassificatori, programmi elettorali a confronto: cosa pensano partiti
Fra i temi della campagna elettorale in vista del voto del prossimo 25 settembre c’è anche l’energia. Considerando il caro bollette e la crisi russa, gli schieramenti discutono su come rendere l’Italia sempre più autonoma. Si dibatte sui rigassificatori, anche per il caso di Piombino, e ci si divide riguardo all’ipotesi di un ritorno al nucleare. Ecco le varie posizioni

Tra i temi della campagna elettorale italiana, considerando anche la crisi dovuta alla guerra russa in Ucraina e il caro bollette che colpisce famiglie e imprese, c’è l’energia. I partiti, in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre, discutono su come rendere l’Italia sempre più autonoma. Al centro del dibattito ci sono i rigassificatori, anche per il caso di Piombino. E ci si divide riguardo all’ipotesi di un ritorno al nucleare. Ecco cosa pensano i vari schieramenti su questi argomenti
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I rigassificatori sono stabilimenti che servono per poter utilizzare il gas liquefatto che arriva in Italia via nave: lo ricevono e lo trasformano nello stato gassoso. Ne servono di nuovi? Le posizioni dei partiti sono diverse. C’è chi è a favore, chi dice sì ma ad alcune condizioni, chi è contrario. Vediamo nel dettaglio
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CENTRODESTRA – I rigassificatori non sono citati nel programma unitario della coalizione di centrodestra. Tuttavia, si auspica il “pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale in un’ottica di utilizzo sostenibile delle fonti”. Nelle varie dichiarazioni, i leader si sono espressi a favore dei rigassificatori, anche se il sindaco di Piombino sostiene che Giorgia Meloni sia d’accordo con lui sul non posizionarne uno nel porto
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AZIONE E ITALIA VIVA – Il terzo polo definisce l’indipendenza energetica “una questione di sicurezza nazionale” e quindi ritiene necessario “completare con procedure straordinarie la costruzione di due rigassificatori galleggianti che consentano l’importazione di gas naturale liquefatto in sostituzione di quello russo”. La ricetta di Calenda e Renzi, in parallelo a rinnovabili e nucleare, è di “aumentare la produzione di gas nazionale ri-attivando e potenziando gli impianti già esistenti”
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+EUROPA – Il partito di Emma Bonino propone di “realizzare impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile”. Chiede anche di ridurre i tempi di autorizzazione per le infrastrutture energetiche di interesse nazionale, inclusi i rigassificatori
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IMPEGNO CIVICO – Nel programma di Impegno civico c’è un’apertura in continuità con l’attuale esecutivo. “Bisogna proseguire la politica di accordi internazionali di diversificazione delle fonti realizzata dal governo Draghi”, si legge. Di Maio, poi, insiste sulle rinnovabili come “il futuro più vicino a noi”, ma include i rigassificatori nel “piano nato per affrontare l’emergenza energetica”
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MOVIMENTO 5 STELLE – Il programma del M5S non ne parla. Si prevede, invece, una “sburocratizzazione per favorire la creazione di impianti di energia rinnovabile”. E si invoca lo “stop a nuove trivellazioni e a nuovi inceneritori”. A marzo il leader Conte si era detto favorevole ai rigassificatori galleggianti, ma poi non sono arrivate posizioni ufficiali sul caso di Piombino che è stato definito “una scelta sbagliata” dal vicepresidente pentastellato Ricciardi
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PARTITO DEMOCRATICO – Il Pd ammette il ricorso ai rigassificatori come “necessario, ma a condizione che costituiscano soluzioni-ponte, rimanendo attivi pochi anni, e che possano essere smobilitati ben prima del 2050”. Si chiede di coinvolgere i territori dove verranno installati, da compensare con un fondo ad hoc finanziato dalle imprese con appalti pubblici per infrastrutture
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SINISTRA ITALIANA E VERDI – Il programma congiunto di Sinistra italiana e Verdi invita a “sfruttare tutte le infrastrutture gas esistenti – stoccaggi, gasdotti e rigassificatori – per compensare possibili contrazioni o stop del gas russo prima di considerare nuove infrastrutture gas”. In particolare, si teme un “eccesso di offerta di gas”, a cui è preferito un meccanismo di solidarietà europeo
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IL CASO DEL RIGASSIFICATORE DI PIOMBINO – Il governo Draghi ha deciso di posizionare nel porto di Piombino una nuova nave rigassificatrice. La nave dovrebbe restare ormeggiata un massimo di tre anni e rigassificare 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. È l’unico rigassificatore che può entrare in funzione a inizio 2023. Un secondo, previsto a Ravenna, non sarà operativo prima del 2024. A livello locale Pd, FdI, Lega, M5S e le sigle dell’alleanza Verdi-Sinistra hanno criticato questa scelta

Altra domanda al centro della campagna elettorale è: l’Italia deve tornare all’energia nucleare? Anche in questo caso le posizioni dei partiti sono diverse. Vediamole nel dettaglio

CENTRODESTRA – Il programma di coalizione di centrodestra resta aperto sul nucleare, proponendo un “ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro”. Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, si è detto apertamente favorevole al nucleare e anche Giorgia Meloni ha dichiarato di non essere contraria, mentre il ricorso all’energia atomica di “ultima generazione” è uno dei punti centrali della campagna di Matteo Salvini

AZIONE E ITALIA VIVA – Nel programma di Calenda e Renzi si legge che è “necessario utilizzare il giusto mix di generazione [di energia], che includa rinnovabili e nucleare, impiegando le migliori tecnologie disponibili”. Tutto questo nell’ottica di raggiungere l’obiettivo “emissioni zero” al 2050, che “passa da una forte elettrificazione degli usi di energia, con un fabbisogno elettrico tra il doppio e il triplo dell’attuale”

IMPEGNO CIVICO – Il manifesto del partito di Di Maio parla di “accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, aumentare il teleriscaldamento e favorire la creazioni di Comunità energetiche”. Ma il documento non affronta il tema del nucleare. Quand’era nel M5S, Di Maio aveva minacciato veti: “Fortunatamente non ho notizie di alcuna proposta sul nucleare nel governo, altrimenti la bloccherei senz’altro”

+EUROPA – Il partito apre all’ipotesi, ancora futura, della fusione: “Rafforzare la ricerca e la cooperazione scientifica italiana per lo sviluppo di reattori a fusione nucleare e mini reattori modulari di ultima generazione, oltre che di aumentare gli import di energia elettrica da fonti zero e low carbon”. Nel suo passato nei Radicali, Bonino si era opposta all’energia nucleare

MOVIMENTO 5 STELLE - Il programma elettorale del M5S non fa riferimento all'energia nucleare, ma il leader Conte in più occasioni si è detto contrario allo scenario di riattivare o aprire nuove centrali in Italia perché "rifiutato dai cittadini" con i referendum. Sul “nucleare di ultima generazione” l'ex premier si è detto favorevole a investire nella ricerca, subordinando future valutazioni agli sviluppi tecnologici

PARTITO DEMOCRATICO - Il programma del Pd si oppone alla costruzione di centrali nucleari, spiegando: “Per un domani senza fonti fossili già oggi gli investimenti devono, il più possibile, concentrarsi sull'energia pulita e non inseguire la discussione sulla costruzione di centrali nucleari: perché i tempi di realizzazione e le tecnologie esistenti non sono compatibili con una riduzione significativa delle emissioni entro il 2030 e non risolvono i problemi ambientali ad esse associati"

SINISTRA ITALIANA E VERDI - I partiti di Fratoianni e Bonelli si oppongono allo sviluppo di centrali nucleari. Il loro programma lo esclude nettamente: “La transizione energetica verso minori consumi, utilizzo di energie rinnovabili, minori impatti ambientali con particolare attenzione ai gas serra, sia possibile riducendo l'utilizzo del metano e senza fare ricorso all'energia nucleare, quest'ultima già rifiutata dagli italiani in due referendum nazionali”
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