Elezioni, Carlo Calenda a Sky TG24: "Senza intesa col Pd, la destra avrebbe già vinto"

Politica

Dopo l'accordo con Pd e +Europa, il leader di Azione parla dell'attuale situazione politica, delle alleanze nel centrosinistra e della campagna elettorale in corso. "Il patto di coalizione è continuare l'agenda di Draghi", ha detto

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All'indomani dell'accordo tra Pd, Azione e +Europa, Carlo Calenda è intervenuto ai microfoni di Sky TG24: "Senza l'intesa nel centrosinistra, il centrodestra avrebbe già vinto". Il leader di Azione parla dell'attuale situazione politica, dell'alleanza e della futura campagna elettorale. E aggiunge: "Il patto di coalizione è continuare l'agenda di Draghi" (IL TESTO INTEGRALE DELL'INTESA - LE REAZIONI - I SONDAGGI).

L’accordo con il Pd

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“Per noi era una scelta sofferta, complicata - ha detto Calenda sull’intesa con il Partito democratico - è chiaro che per me era più facile andare per la purezza assoluta, senza nessuno, tuttavia quella scelta avrebbe determinato la vittoria delle destre a tavolino. Ovvero le persone che avevano mandato a casa Draghi, avrebbero vinto senza alcuna possibilità di contesa”. Il leader di Azione ha spiegato di aver chiesto a Enrico Letta delle cose ben precise: “Primo, non un nostro voto deve andare a gente come Di Maio o Fratoianni; secondo, vogliamo mettere per iscritto punti del programma che sono: no tasse, termovalorizzatori, politica di bilancio seria, rigassificatori. Tutte quelle cose che per noi sono essenziali. Terzo punto fondamentale è che questa coalizione avrà due leader: uno Enrico Letta per l’area della sinistra e uno sono io per l’area liberale”. E ha aggiunto: "Il programma Enrico Letta l'ha firmato. Se Fratoianni non ci si trova chiarisca prima che fa la coalizione. Il mio interlocutore è Enrico Letta".

La coalizione e l’agenda Draghi

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Alla domanda su come tenere insieme forze che si oppongono all'agenda Draghi, come voluto dall'intesa Pd-Azione, Calenda ha risposto che è una domanda da fare a Letta. "Il programma lo ha firmato. È una persona moderata che condivide l'agenda Draghi totalmente. Il patto è la continuazione dell'agenda Draghi", ha detto il leader di Azione sottolineando come a destra ci sia molta più contraddizione. Riguardo al candidato premier, invece, Calenda spiega che essendoci molte diversità tra i partiti che compongono la coalizione, "abbiamo deciso che lo decideremo insieme, ma non c'è un criterio specifico. La speranza che possa rimanere Mario Draghi credo accomuni sia me che Letta". "Penso che siamo dei pazzi - ha aggiunto - in un momento di crisi totale del mondo, d'inflazione, abbiamo mandato via non solo l'italiano più prestigioso, ma come si vede dai dati, ha messo 48 miliardi per alleviare gli effetti dell'inflazione. Si può sempre volere di più, ma dall'altra parte ci sono delle cose folli".

"A destra totale irresponsabilità"

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Parlando dei partiti di centrodestra, Calenda ritiene ci sia una "totale irresponsabilità sul bilancio". "C'è la vicinanza Putin-Orban, c'è l'idea che l'Italia debba uscire dai grandi Paesi europei, lì c'è una scelta di un percorso che cambia radicalmente il posizionamento internazionale", ha affermato. Proprio per evitare questa deriva, era necessario, secondo il leader di Azione, un accordo con dei paletti molto precisi nel centrosinistra. Tornando alla sfiducia a Draghi e al lavoro svolto dall'ultimo esecutivo, il leader di Azione ha sottolineato quelle che, a suo parere, sono delle informazioni scorrette diffuse dal centrodestra: "Oggi Berlusconi ha detto che il Pnrr lo ha ottenuto lui, ma non esisteva Berlusconi sulla trattativa sul Pnrr, non c'è mai stato. Ha detto pianteremo un milione di alberi, aumenteremo tutte le pensioni siamo a un livello che fa un po' impressione".

“Giorgia Meloni non è pronta a essere premier”

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Riguardo ai sondaggi che danno Fratelli d’Italia come primo partito e quindi Giorgia Meloni come possibile presidente del Consiglio, Calenda ritiene che la leader di FdI non sia “pronta a governare”. “Non solo perché non ha mai governato niente, tranne un ministero senza portafoglio per un breve periodo. Al di là delle posizioni estreme che ha la Meloni, non ha mai gestito niente”, ha evidenziato il leader di Azione sottolineando. “È un problema di linea politica internazionale e di programma, perché un programma che dice ‘spendo 80 milioni’ ma non ti dice dove, è una presa in giro. Non è il fascismo ma il caos e il caos porta al Venezuela”.

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