Elezioni, accordo Letta-Calenda: il programma della coalizione Pd e Azione/+ Europa

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Fra i punti "l’importanza di proseguire nelle linee guida di politica estera e di difesa del governo Draghi", le energie rinnovabili, salari e pensioni, Pnrr, la correzione di Reddito di cittadinanza e Bonus 110 e l'approvazione delle leggi "in materia di Diritti civili e Ius scholae". Ecco il testo del patto siglato da Pd, Azione e il movimento di Della Vedova per il voto del 25 settembre

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Per le elezioni del prossimo 25 settembre c’è l’accordo fra il Pd di Enrico Letta, Azione di Carlo Calenda e Più Europa (LE REAZIONI). Il via libera è arrivato al termine dell’incontro alla Camera al quale hanno partecipato, oltre ai due leader, le capigruppo dem di Camera e Senato Debora Serracchiani e Simona Malpezzi, il coordinatore della segreteria dem, Marco Meloni, e per Più Europa Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi (LO SPECIALE ELEZIONI - GLI AGGIORNAMENTI LIVE). "Finalmente è finita la telenovela Letta-Calenda: in bocca al lupo alla nuova ammucchiata che va dalla Gelmini dei tagli alla scuola al Pd, passando per Calenda, che non ha mai messo ll naso fuori da una Ztl. Si riconoscono nell''agenda Draghi'. Salario minimo LEGALE, lotta all'inquinamento e alla precarietà giovanile saranno fuori dalla loro agenda. Nessun problema, ce ne occuperemo", ha commentato a caldo su Twitter il leader del M5s, Giuseppe Conte. Duro anche il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani: "Azione getta la maschera. È la quinta colonna del Partito democratico e della sinistra. Altro che progetto per creare un nuovo centro, altro che governo Draghi, semplicemente al servizio di chi vuole la patrimoniale per qualche posto in più".

Letta: “Patto elettorale per essere vincenti”

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In conferenza stampa, Letta ha annunciato: “A seguito di un incontro con delegazioni dei due partiti abbiamo siglato un’intesa, che riteniamo molto importante, un patto elettorale, all'interno di un accordo più largo con altre componenti a nostro avviso fondamentali per essere vincenti nei confronti della destra". "Una proposta che sia vincente e in grado di essere competitiva e alternativa alle destre - ha aggiunto il segretario del Pd - Il patto che abbiamo fatto oggi rende le prossime elezioni contendibili, abbiamo ritenuto nostro dovere offrire una proposta convincente e vincente. Abbiamo dimostrato tutti grande senso di responsabilità, l'Italia vale di più rispetto alle discussioni interne". "Come Pd abbiamo e continueremo la discussione sia programmatica, sia per la campagna elettorale, con altre liste, sono liste con cui abbiamo un rapporto fondamentale - ha concluso Letta - C'è su questa una asimmetria nel rapporto fra Pd, Azione e Più Europa. Staremo insieme ma il rapporto che abbiamo con le altre liste lo consideriamo solido. Discuteremo con le altre liste fuori dalla discussione bilaterale che abbiamo qua fra di noi". Poi sugli avversari: "È stato molto più difficile trovare le intese tra di noi, rispetto a quello che è successo nel centrodestra", dove "ci sono state due parti che si sono arrese: Berlusconi e Salvini hanno firmato una resa" a Giorgia Meloni.

Calenda: "Oggi si riapre la partita"

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"Sono pienamente e interamente soddisfatto dell'accordo, c'è un richiamo all'agenda Draghi", ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda. "Oggi si riapre la partita, non credo che gli italiani siano disponibili a farsi sottomettere da una proposta che li porta ai margini dell'Europa, parlo di dignità". "Siamo solidi e compatti - ha aggiunto - Niente è scritto, andiamo a vincere le elezioni, da oggi per me ogni discussione è finita, c'è la partita e la partita la vinciamo". E su Matteo Renzi ha dichiarato: "Le porte sono aperte a tutti e io ci ho pensato molto. È del tutto evidente che la rottura in questa fase paga quasi sempre dal punto di vista dei numeri, ma non si fa politica per i numeri. Non credo che nessuno abbia mai messo veti dal punto di vista coalizione".

Della Vedova: "Convincere gli italiani che l'Italia merita un destino migliore"

"Questa è un campagna elettorale che si fa con due front runner, Carlo Calenda ed Enrico Letta. Questo non è un centrosinistra ma un centro e sinistra. Abbiamo un obiettivo comune, che non è battere gli altri ma convincere gli italiani che l'Italia merita un destino migliore", ha commentato poi Bendetto Della Vedova (+Europa). "È il lancio di una campagna elettorale che darà grandi soddisfazioni".

Il programma

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Le prossime elezioni sono una scelta di campo tra un’Italia tra i grandi Paesi europei e un’Italia alleata con Orban e Putin. Sono uno spartiacque che determinerà la storia prossima del nostro Paese e dell’Europa. Partito Democratico e Azione/+Europa siglano questo patto perché considerano un dovere costruire una proposta vincente di governo fondata sui seguenti punti.

 

PD e Azione/+ Europa si impegnano a promuovere, nell’ambito della rispettiva autonomia programmatica, l’interesse nazionale nel quadro di un solido ancoraggio all’Europa e nel rispetto degli impegni internazionali dell’Italia e del sistema di alleanze così come venutosi a determinare a partire dal secondo dopoguerra. In questa cornice le parti riconoscono l’importanza di proseguire nelle linee guida di politica estera e di difesa del governo Draghi con riferimento in particolare alla crisi ucraina e al contrasto al regime di Putin.

 

Per quanto riguarda le conseguenze del mutato scenario internazionali in ambito energetico, PD e Azione/+Europa si  impegnano a mettere in campo le politiche pubbliche più idonee per garantire l’autonomia del Paese attraverso un’intensificazione degli investimenti in energie rinnovabili, il rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti per ridurre la dipendenza dal gas russo, la realizzazione di impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile.

 

In ambito economico e sociale, le parti s’impegnano a contrastare le disuguaglianze e i costi della crisi su salari e pensioni, convenendo di realizzare il salario minimo nel quadro della direttiva UE e una riduzione consistente del “cuneo fiscale” a tutela in particolare dei lavoratori.

 

Le parti condividono e si riconoscono nel metodo e nell’azione del governo guidato da Mario Draghi. I partiti che hanno causato la sua caduta si sono assunti una grave responsabilità dinanzi al Paese e all’Europa. 

 

Per quanto riguarda le riforme da completare e/o emendare dopo l’interruzione traumatica del  governo, PD e Azione/+Europa concordano sulla necessità di:

 

a) realizzare integralmente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel rispetto del cronoprogramma convenuto con l’Unione europea;

 

b) improntare le politiche di bilancio alla responsabilità e le politiche fiscali alla progressività, promuovendo al contempo una riforma del Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea che non segni un ritorno alla stagione dell’austerità;

 

c) non aumentare il carico fiscale complessivo;

 

d) correggere lo strumento del Reddito di Cittadinanza e il “Bonus 110%” in linea con gli intendimenti tracciati dal governo Draghi;

 

e) dare assoluta priorità all’approvazione delle leggi in materia di Diritti civili e Ius scholae.

2. Le candidature, il Patto elettorale

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Le parti si impegnano a non candidare personalità che possano risultare divisive per i rispettivi elettorati nei collegi uninominali, per aumentare le possibilità di vittoria dell’alleanza. Conseguentemente, nei collegi uninominali non saranno candidati i leader delle forze politiche che costituiranno l’alleanza, gli ex parlamentari del M5S (usciti nell’ultima legislatura), gli ex parlamentari di Forza Italia (usciti nell’ultima legislatura).

 

La totalità dei candidati nei collegi uninominali della coalizione verrà suddivisa tra Democratici e Progressisti e Azione/+Europa nella misura del 70% (Partito Democratico) e 30% (+Europa/Azione), scomputando dal totale dei collegi quelli che verranno attribuiti alle altre liste dell’alleanza elettorale. Questo rapporto verrà applicato alle diverse fasce di collegi che verranno indentificati di comune intesa.

 

Le parti si impegnano a chiedere che il tempo di parola attribuito alla coalizione nelle trasmissioni televisive sia ripartito nelle stesse percentuali applicate ai collegi. Le liste del Partito Democratico e di Azione/+Europa parteciperanno alla campagna elettorale guidate da Enrico Letta, frontrunner per i democratici e progressisti, e Carlo Calenda, frontrunner per Azione/+Europa e liberali.

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