Sky TG24 LIVE IN a Courmayeur, scontro tra i leader politici su Mes e misure Covid

Politica

Dibattito acceso tra i capi politici dei sei partiti e movimenti più votati su Mes, alleanze e vaccino, con le domande di Fabio Vitale e del direttore di Sky TG24 Giuseppe De Bellis.

Il futuro dell'Italia e dell'Europa, le sfide della politica, le condizioni per la ripresa. Sei leader, sei ricette per il Paese. Vito Crimi, Giorgia Meloni, Matteo Renzi, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Nicola Zingaretti: i capi politici dei sei partiti e movimenti più votati hanno animato la tribuna di Sky TG24 LIVE IN con un dibattito acceso sui temi caldi del momento, come il Mes, le misure anti Covid, le alleanze e il vaccino, raccontando in diretta le scelte di M5S, Fdi, Iv, Lega, Fi e Pd, rispondendo alle domande di Fabio Vitale e del direttore di Sky Tg24 Giuseppe De Bellis (LO SPECIALE LIVE IN). Potete rivivere il confronto tra i leader politici sul nostro sito internet (PRIMA PARTE - SECONDA PARTE)

Crimi: il governo non cadrà sulla riforma del Mes 

“Quello che si voterà è una risoluzione sulle comunicazioni del presidente Conte e a fronte delle comunicazioni di Conte predisporremo una risoluzione che sarà condivisa con la maggioranza e sono convinto che la risoluzione che troveremo sarà una risoluzione unitaria che porterà a guardare oltre”. Il Governo cadrà su questo? “Assolutamente no”. Lo ha detto a Sky TG24 Live In Courmayeur il capo politico del M5S Vito Crimi. Quella sul Mes, spiega Crimi, “non è una battaglia ideologica, è una convinzione: il Mes, anche quello sanitario che è stato presentato senza condizionalità anche se non lo è, è uno strumento anacronistico e non adeguato a quello che stiamo affrontando tanto che nessun Paese ha provato ad accedervi, ha dimostrato, proprio quando sarebbe stato utile per chi lo ha creato, la sua inutilità e va superato e smantellato e questo era nel nostro programma e continua ad essere un nostro obiettivo”. La riforma del Mes “non ci piace perchè non cambia sostanzialmente gli effetti negativi, anche se non passasse la riforma il Mes continua ad esistere. Noi riteniamo che non va utilizzato e se il problema è reperire 37 miliardi per la sanità, ne abbiamo già trovati 10 miliardi con lo scostamento, e siamo pronti a farne un altro. Anche le opposizioni hanno capito :lo scostamento è lo strumento per trovare le risorse necessarie, senza accedere a strumenti capestro”. “I 300 milioni di risparmi di cui parla Renzi ci costerebbero in termini di impegni e ulteriori costi per il Paese, come è accaduto con la riforma Fornero. E non abbiamo nessuna intenzione di ipotecare il futuro per 300 milioni”.

Sulle questioni interne al M5S, Crimi sottolinea: “Sono gli iscritti che decidono chi fa il capo politico e chi sarà nel direttorio. La settimana prossima voteremo la nuova organizzazione che ci aiuterà ad essere più efficaci. Sulla leadership di un M5S che ci aiuterà ad essere una forza di governo proiettata nell'Ue, in cui vuol influire per riportarla ad essere comunità. Grillo è il Garante, il garante non ha scadenze”.

Sulla polemica per le norme anti Covid sotto Natale, Crimi è sicuro: “Non sono le norme che mette in campo il Governo che condizionano il Natale ma la situazione di emergenza sanitaria. Dobbiamo innanzitutto continuare con l'operazione di salvataggio delle imprese: ogni misura necessaria per aiutare le nostre imprese a  superare questo momento. Nell'anno a venire bisogna intervenire per aiutare le nostre imprese a recuperare l'innovazione tecnologica. Poi – ha proseguito Crimi - misure come il superbonus al 110%, che possa ridare respiro al lavoro: il tema principale che preoccupa le nostre famiglie è il lavoro. Una misura come il superbonus sta dando risultati straordinari, in prospettiva, non solo adesso, per quello che porterà nei prossimi anni. Oltre al lavoro porterà anche un miglioramento in termini di sviluppo sostenibile”. 

Meloni: la riforma del Mes salva le banche tedesche, siamo contrari

“Siamo coerentemente contrari sia alla riforma del Fondo salva stati, su cui il governo ha dato incredibilmente parere favorevole. È una riforma che lo trasforma sempre più in un fondo salva banche, segnatamente banche tedesche. Siamo contrari anche all'accesso anche nella cosiddetta versione senza condizionalità, perché purtroppo non è senza condizionalità”. Questa la posizione della leader di FdI Giorgia Meloni a Sky TG24 Live In Courmayeur sulla riforma del Mes. E sul vaccino precisa: "Quando sarà disponibile il vaccino farò quello che dirà il medico di base, anche sui tempi. Perché non sarà disponibile per tutti subito”. E sul ruolo e sulla crescita di Fratelli d'Italia nello scacchiere politico nazionale, Meloni sottolinea: "Dove arrivo io e Fratelli d'Italia lo decidono democraticamente gli italiani. Il Centrodestra in questo è stato sempre particolarmente democratico a differenza del Centrosinistra. Al governo ci andiamo se abbiamo se abbiamo la maggioranza e l’eventuale premier è il leader del  partito che prende più voti”

Renzi: Conte sereno? Lo chieda al M5S. Dire no al Mes è inspiegabile 

“Conte lo deve chiedere ai 5 stelle se può stare sereno, perchè il problema del voto del 9 dicembre è tutto legato alla tenuta dei 5 stelle, Crimi ha detto parole tranquille, quindi non mi pare si ponga il problema del 9 dicembre", così a Sky TG24 Live In Courmayeur il leader di Italia Viva Matteo Renzi , che sull'alleanza di governo lascia aperti i suoi dubbi: “Sui nomi il presidente del Consiglio ha detto che il Governo è fatto dai migliori del mondo, se lui è contento della squadra, contenti tutti, ma se non facciamo un salto di qualità il Paese soffre. Mi pare evidente che il rimpasto non ci sarà. Conte ha detto ‘quello che dovete dirmi me lo dovete dire in Parlamento’, glielo diremo in Parlamento”.

Altro capitolo di scontro si apre sul Mes, con Renzi che si dice favorevole e attacca sia il M5S sia Salvini: “Se prendiamo i soldi dal Mes e non dal finanziamento normale risparmiamo 300 milioni all’anno. Dire di no per un motivo ideologico è inspiegabile". E sull'Europa commenta: "Sono felicissimo che finalmente Salvini e i sovranisti europei abbiano iniziato a studiare le regole europee. Vorrei ricordare che se non ci fosse stata l'Europa e ci fossero stati solo leghisti e Fratelli d'Italia, noi oggi avremmo il Paese a gambe all'aria. Viva l'Europa, meno male che l'Europa c’è”. Sul vaccino anti Covid, Renzi esprime la sua posizione favorevole: “Farò il vaccino e credo che Sarebbe bello che tutti i leader politici italiani dimostrassero che è finito il tempo dei no Vax, facendo come Obama, Clinton e Bush che si vaccineranno in diretta tv".

 

Scontro sul Mes, Salvini: nessuno vuole il Mes, tranne Renzi 

“Il Mes è un trattato internazionale normato da un trattato, i cui due articoli 13 e 14 rimandano a delle condizioni in base ai quali i Paesi che hanno aderito al Mes devono restituire questi quattrini. Di 27 Paesi nessuno lo vuole, Solo Renzi. O è un genio Renzi oppure hanno ragione gli altri 26. Le condizioni per rendere il prestito le hanno già visti greci e ciprioti”. Il leader della Lega Matteo Salvini va all'attacco del leader di Italia Viva Matteo Renzi sul Mes a Sky TG24 Live In Courmayeur. Poi Salvini aggiunge: “Sento Renzi che parla di una scelta per l'Europa di far nascere questo Governo, mi sembra solo una scelta per la poltrona. Non vado a giudicare quello che è stato fatto dal Governo in passato, promossi e bocciati, lascio giudicare gli italiani. Noi stiamo lavorando per aiutare il Governo a non ripetere gli errori del passato, sulla scuola ad esempio. I soli banchi con le rotelle non risolvono alcun problema. Invito ministro Azzolina ad occuparsi meglio e di più della salute, della socialità e del diritto allo studio per tutti gli studenti e gli insegnanti”. E sul Natale spiega: “Stiamo invitando il governo a non dividere, non isolare. Prima c’è il diritto alla salute. Ma chiudere in casa gli italiani anche nel giorno di Natale, separare il genitori dai figli è assurdo. Attenzione alla vita sì, ma chiusura, divisione e separazione no”. L'attacco al governo arriva proprio sulle regole anti-Covid scelte per il periodo natalizio. “Mi sembra – ha aggiunto Salvini - che ci sia qualcuno che vuole disegnare l'Italia come un Paese per ricchi. Il decreto Natale è un decreto per milionari. Se puoi fare tre settimane di vacanza parti il 19 dicembre e torni l'8 gennaio, non esistono limitazioni, se invece lavori sino alla vigilia, stai chiuso in casa. E se un tuo amico o parente abita a cinque chilometri di distanza non lo vai a trovare. Non voglio un paese dove se non hai abbastanza soldi rimani solo”. Poi Salvini esprime la sua opinione sul vaccino anti Covid: “Lo farò se è assolutamente sicuro. Pretendo la totale sicurezza del vaccino. L'importante è rispettare la libertà di scelta, di cura, di parola. Al Governo non si chiede che si faccia la morale ma che fornisca i vaccini. Mi chiedo perché in Gran Bretagna il vaccino arriverà la settimana prossima e noi l’avremo fra due mesi”.

Tajani: voteremo no alla riforma del Mes

“Noi siamo stati dialoganti per l'interesse nazionale, non per sostenere il Governo, ma per aiutare gli italiani. Non mi pare sia il momento di un governo di unità nazionale, noi lavoriamo per il futuro per un governo di centrodestra. A differenza della sinistra siamo capaci di fare sintesi pur avendo identità diverse”, ha detto a Sky TG24 LIVE IN a Courmayeur  il vicepresidente di FI Antonio Tajani. Poi sul Mes: “Voteremo no convintamente alla riforma del Mes ma non perchè siamo antieuropeisti. Per quanto riguarda il Mes sanitario siamo convinti che si debbano usare i 37 miliardi, ma è un’altra cosa”. Sull'Europa, Tajani spiega: “Abbiamo votato Ursula Von Der Leyen per impedire che la Commissione fosse guidata da un socialista, visto che i socialisti avevano perso le elezioni”. Tajani conferma il suo giudizio positivo sul vaccino: "Sono vaccinato contro tutte le malattie e appena sarà possibile mi vaccinerò, senza prevaricare nessuno”. 

Zingaretti: sul Mes c'è una battaglia ideologica

“Secondo me è più una battaglia ideologica che riguarda il passato, il Mes è una linea di credito molto vantaggiosa per finanziare in particolare la sanità pubblica italiana e per molti aspetti conviene prendere queste risorse. C’è un dibattito aperto io credo che non dovrà essere ideologico e non dovrebbe guardare al passato ma guardare alle opportunità che potrebbe dare alla ricostruzione e l’ammodernamento del nostro sistema sanitario”. Così a Sky TG24 Live In a Courmayeur il segretario del PD Nicola Zingaretti sulla questione che sta infiammando il dibattito nella maggioranza.

Poi sull'emergenza Covid spiega: “Bisogna affermare con forza, e per fortuna lo stanno capendo tutti, che il nemico è il virus, non le regole per contenerlo. Se abbiamo pagato dei prezzi troppo alti, è perché su questo concetto si è giocato troppo. Dobbiamo continuare a tenere le regole, per non far esplodere di nuovo il virus fino a quando non ci sarà il vaccino, continuare con gli aiuti e spendere bene la nostra grande conquista: i miliardi che arrivano dall’Europa per ricostruire la nostra economia, il lavoro, pensare a chi ha pagato di più negli ultimi mesi”, spiega Zingaretti. “È un costo enorme che è legato al virus: l'hanno pagato dal punto di vista della vita, dal punto di vista della malattia, purtroppo in tanti, ma anche le imprese, gli artigiani, i commercianti, il lavoro. Ora la possibilità della rinascita c'è, grazie alla battaglia che abbiamo fatto: bisogna correre".

Sulla questione vaccino anti Covid, Zingaretti si dice favorevole, nonostante lui stesso abbia preso il coronavirus e abbia ancora gli anticorpi. “Sì, farei il vaccino, anche se ancora sono immune perché io ho avuto il covid, da ex malato di covid dico che va fatto. Ci sono delle malattie che nella storia dell'uomo non esistono più e che nel corso della storia hanno ucciso milioni di essere umani perché le campagne vaccinali hanno eliminato questo tipo di malattie, e ancora oggi sappiamo che noi ritorneremo a vivere solo se una massa enorme di persone, di italiani, di europei si vaccinerà così da togliere nella relazioni sociali e produttive la minaccia del coronavirus. Cè una responsabilità individuale - spiega ancora Zingaretti - ma c'è anche una responsabilità collettiva, perché se non c'è una massa di popolazione in Italia di persone sicure dove il virus non può riesplodere uccidiamo le prospettive di vita di questo paese e quindi dovremmo fare campagne di sensibilizzazione che spiegano e che porteranno non solo a salvare milioni di essere umani, ma soprattutto di tornare a vivere in piena libertà come abbiamo diritto di vivere.

Sulla eventuale candidatura di Calenda a sindaco di Roma, spiega Zingaretti, “dipenderà da Calenda e anche dalle altre candidate donne e candidati uomini che vogliono candidarsi. Vincerà chi sarà più in grado di rappresentare una coalizione ampia plurale e vincente. A Roma per fortuna – ha aggiunto  Zingaretti - il centro sinistra sta vincendo le ultime elezioni, ha vinto le municipali, ha vinto il collegio Roma uno con il ministro Gualtieri, quindi quando ci sono candidature progetti chiari e comprensibili la città risponde positivamente e quindi dipenderà dalla forza e dell'intelligenza e della capacità dei candidati di costruire progetti inclusivi e maggioritari. La democrazia è questa: né a Roma né nessun altra città italiana non ci saranno candidature calate dall'alto, nessuno aspetti un’investitura".

Chi è Vito Crimi

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Vito Crimi, nato a Palermo nel 1972, è il capo politico del Movimento 5 Stelle. È il portavoce del M5S al Senato della Repubblica. Viceministro dell'Interno del Governo Conte II, è anche membro del Comitato di Garanzia del M5S

Chi è Giorgia Meloni

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Giorgia Meloni è nata a Roma nel 1977 ed è una politica e giornalista professionista. È stata ministro per la Gioventù del quarto governo Berlusconi. È la leader di Fratelli d'Italia e nel settembre 2020 è stata eletta all’unanimità Presidente del Partito dei Conservatori e Riformisti europei (ECR Party)

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Matteo Renzi è nato a Firenze nel 1975 ed è il leader di Italia Viva. È stato sindaco di Firenze dal 2009 al 2014. Eletto segretario del Pd nel 2013, è stato presidente del Consiglio dal febbraio 2014 al dicembre 2016, quando si è dimesso dopo l’esito negativo del referendum costituzionale da lui sostenuto. Ha lasciato il Pd nel settembre 2019 per fondare Italia Viva

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Matteo Salvini, nato a Milano nel 1973, è il segretario della Lega dal 2013. Iscritto al partito dal 1990, è stato tra le sue fila consigliere comunale a Milano per due volte e poi europarlamentare (2004-2006, poi per due mandati consecutivi dal 2009 al 2018). Ha ricoperto la carica di vicepremier e ministro dell’Interno nel governo Conte I

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Antonio Tajani è nato a Roma nel 1953 ed è politico e giornalista professionista. È stato uno dei fondatori di Forza Italia nel 1994. Nello stesso anno viene eletto per la prima volta parlamentare europeo, carica che ricopre ancora. Dal gennaio 2017 al luglio 2019 è stato presidente del Parlamento europeo e dal 2018 è vicepresidente di Forza Italia

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Nicola Zingaretti è nato a Roma nel 1965. È stato segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana romana e consigliere comunale a Roma. Dopo aver fatto parte dei Ds, entra nel Pd e dal 2008 al 2012 è presidente della Provincia di Roma. Dal 2013 è presidente della Regione Lazio. Il 17 marzo 2019 diventa segretario del Partito Democratico, succedendo a Maurizio Martina

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