Manovra, cdm per rispondere a lettera Ue: stime e saldi restano invariati

Politica

Entro domani Roma deve inviare a Bruxelles un chiarimento sulle stime previste nella legge di bilancio. Si è chiuso il consiglio dei ministri, preceduto da un vertice di governo. Salvini: "Se all'Ue non va bene, tiriamo dritto"

I saldi e le stime di crescita della legge di bilancio "restano invariati". Lo confermano fonti di Palazzo Chigi al termine del vertice con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla manovra (LA LETTERA DI TRIA). Intanto è in corso una riunione del Consiglio dei ministri. L’esecutivo si è riunito allo scadere dei termini per rispondere ai rilievi della Commissione europea sulla manovra economica italiana: entro domani Roma deve inviare una lettera a Bruxelles per chiarire le stime previste dal governo. Un incontro necessario per cercare di avvicinare le posizioni all’interno del governo e per tracciare una linea comune da opporre all’Europa (COSA RISCHIA L'ITALIA). Salvini e Di Maio non arretrano e affermano: i pilastri "fondamentali" della manovra non cambiano. E il leader della Lega, arrivando alla riunione, ha ribadito: "Se all'Ue non va bene, tiriamo dritto".

Tria: "Il tasso di crescita dell'Italia non si negozia"

Tria intanto oggi ha smentito "voci e indiscrezioni apparse sui giornali secondo cui il tasso di crescita dell'Italia sia stato o sia oggetto di dibattito politico". "Il tasso di crescita non si negozia", ha scritto in una nota il Mef. "Le previsioni di crescita - si legge nel comunicato - sono infatti il risultato di valutazione squisitamente tecnica. Per questo non possono diventare oggetto di negoziato alcuno dentro o fuori dal Governo".

Romeo (Lega): "Strada giusta è crescita Pil all'1,5%"

Un messaggio ribadito anche dal senatore e capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo che, alla domanda se nella risposta all'Ue venisse abbassata la stima di crescita del Pil nel 2019 all'1,3%, ha replicato: "Non esiste. Noi scriveremo all'Europa che la strada giusta è quella (stima di crescita del Pil all'1,5%, ndr)".

Istat, Upb e Corte dei Conti contro stime del governo

Ieri, intanto, in Parlamento hanno sfilato le principali istituzioni in audizione e, senza eccezione, hanno puntato il dito sulle stime di crescita ritenute eccessivamente "ottimistiche". Anche perché, secondo l'Ufficio parlamentare del bilancio e Confindustria, una delle misure chiave come la riforma della legge Fornero (COSA PREVEDE E COME VERRÀ SUPERATA) sulle pensioni darà risultati lontani dalle aspettative. Con le nuove regole previdenziali, è l'allarme dei tecnici del Parlamento, l'assegno che si intascherà sarà più leggero: la sforbiciata oscillerebbe dal 5 al 30 per cento. Dunque, si potrebbe arrivare a prendere fino a un terzo in meno se si decide di anticipare di quattro anni l'uscita. Anche Istat, Corte dei Conti e Abi mettono in guardia gli alleati giallo-verdi dal rischio di dover rifare i conti a breve. "Un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica in modo marginale per il 2018 - dice l'Istituto nazionale di statistica - ma in misura più tangibile per gli anni successivi".

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