Manovra, lettera Ue a Italia: deviazione senza precedenti nella storia

3' di lettura

La Commissione sottolinea uno scostamento dagli obiettivi pari all’1,5%. L’esecutivo deve dare risposta entro lunedì 22 ottobre. I commissari: quadro macroeconomico non approvato dall'Ufficio parlamentare di bilancio, è violazione. Conte: "Situazione non precipita"

Il bilancio italiano mostra una deviazione "senza precedenti nella storia del Patto di stabilità". Questo è dovuto a una espansione vicina all'1% e a una deviazione dagli obiettivi pari all’1,5%. A tracciare il quadro è la Commissione Ue, che ha inviato una lettera all'Italia in cui si sottolinea "un non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto". Ma da Bruxelles arriva anche una richiesta sulla manovra: l’esecutivo italiano deve dare una risposta ai rilievi entro lunedì 22 ottobre. Nel documento inviato al ministro dell’Economia Giovanni Tria, si sottolinea poi come il quadro macroeconomico alla base del progetto di bilancio non sia stato approvato dall'apposito organismo indipendente, l'Ufficio parlamentare di bilancio. E questo, in base a una prima valutazione, rappresenta una violazione delle norme Ue. "La situazione non precipita", ha rassicurato il premier Giuseppe Conte. Speranzoso il ministro dell'Economia Giovanni Tria: "Spero di riuscire ad avvicinare nostre posizioni a quelle europee". 

Il contenuto della lettera

La lettera è firmata dai commissari Moscovici e Dombrovskis e indirizzata al ministro Tria. "Le scriviamo per consultarla sulle regioni per cui i piani dell'Italia configurano una 'violazione grave e manifesta delle raccomandazioni adottate dal Consiglio'" per il 2019, "il che rappresenta motivo di seria preoccupazione per la Commissione Ue". Il Documento programmatico di bilancio (Dpb), secondo i commissari, "prevede un tasso nominale di crescita della spesa pubblica primaria netta del 2,7%, al di sopra dell'incremento massimo raccomandato (0,1%). Il deterioramento strutturale (ricalcolato) nel 2019 ammonta allo 0,8% del Pil, il che corrisponde ad una deviazione significativa rispetto allo sforzo strutturale dello 0,6% del Pil raccomandato dal Consiglio il 13 luglio 2018 per l'anno 2019", scrive la Commissione. "Sia il fatto che il Dpb preveda un'espansione fiscale prossima all'1% del Pil, ove il Consiglio ha invece raccomandato al Paese un miglioramento del suo saldo strutturale, sia l'entità della deviazione (una differenza di circa l'1,5% del Pil) non hanno precedenti nella storia del Patto di stabilità e di crescita", prosegue la missiva.

"Non si garantisce riduzione del debito"

"Inoltre, in un contesto in cui il debito pubblico italiano è pari a circa il 130% del Pil, la nostra valutazione preliminare indica che i piani dell'Italia non garantirebbero il rispetto della regola della riduzione del debito concordata tra tutti gli Stati membri, la quale richiede una costante riduzione del debito pubblico verso la soglia del 60% del Pil stabilita dai Trattati", si legge ancora. I commissari concludono chiedendo a Tria di fornire le sue osservazioni entro lunedì 22 ottobre, a mezzogiorno, "al fine consentire alla Commissione di tenerne conto prima di emettere il suo parere formale sul Dpb".

Data ultima modifica 18 ottobre 2018 ore 19:30

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