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Manovra, Moscovici a Tria: "Chiediamo chi pagherà conto nuove misure"

3' di lettura

Il commissario Ue dopo l'incontro con il ministro dell'Economia: "Deficit non può restare a 2,4%, impossibile". Ma precisa: "Italia non discriminata". Il titolare del Mef punta sul dialogo con Bruxelles. Conte dopo la lettera dell'Ue a Roma: "Situazione non precipita"

"L'Italia ha diritto di scegliere le sue priorità di bilancio, di mettere l'accento sulla lotta alla povertà, la Commissione non interferirà su queste scelte che sono legittime". Ma Bruxelles vuole sapere chi pagherà il conto delle nuove misure. A dirlo è il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, al termine dell'incontro con il ministro dell'Economia Giovanni Tria. Intanto è arrivata la lettera inviata dalla Commissione sulla manovra a Roma. Nel documento si legge che il bilancio italiano mostra una deviazione "senza precedenti nella storia del Patto di stabilità", con Bruxelles che chiede una risposta sui rilievi all’esecutivo giallo-verde entro lunedì 22 ottobre. Tria spera nella via del confronto che avvicini le posizioni dell'esecutivo e dell'Ue: "Si apre quello che abbiamo definito un dialogo costruttivo partendo da valutazioni diverse sulla nostra politica economica", spiega. (TUTTE LE MISURE DELLA MANOVRA)

Moscovici: deficit non può restare a 2.4%, impossibile 

Moscovici ha spiegato che il deficit al 2,4 resta "oggetto preoccupazione per la Commissione e molti Stati membri". "Con la nostra lettera chiediamo al governo che la manovra si avvicini alle regole europee, perché non può restare al 2,4% di deficit e con uno scarto del deficit strutturale di un punto e mezzo. Questo non è possibile", ha aggiunto in un'intervista dopo l'incontro. Poi, un’altra critica al piano dell’esecutivo italiano: "Devo constatare che le vostre previsioni di crescita non sono realistiche, non corrispondono ad alcuna previsione di qualsiasi organismo internazionale". Ma Moscovici ha voluto anche precisare che il nostro Paese "è trattato come gli altri Stati membri, non ci sono retro-pensieri o discriminazioni". La Commissione, in questo quadro, "non è contro l'Italia", ma "l'arbitro sul campo, la persona che fa rispettare le regole del gioco". Poi un accenno al passato: negli ultimi anni, ha ricordato il commissario, l'Italia ha avuto "30 miliardi di euro di flessibilità, non si può dire che la commissione sia contro l'Italia".

"Opinioni politiche fuori dalla porta". Tria punta al dialogo    

Moscovici invita dunque a "restare in un clima sereno", senza tensioni nei toni. "Le opinioni politiche le dobbiamo lasciare alla porta", aggiunge. "Dobbiamo gestire questo disaccordo con sangue freddo, restando all'interno delle regole comuni”, spiega ancora ricordando di avere un solo piano A, cioè quello che prevede di "restare insieme nella zona euro". Intanto Tria, sulla posizione italiana, sottolinea: "Riteniamo di dovere approfondire le nostre spiegazioni delle ragioni della nostra politica, di far conoscere meglio alla commissione le riforme strutturali che porteremo avanti con la legge di bilancio e quindi di poter avvicinare speriamo le nostre posizioni". Ma ricorda: "I saldi sono stati approvati dal parlamento, l'iter può migliorare la qualità dei provvedimenti che saranno presi, il governo è sempre pronto ad accogliere contributi migliorativi che non mettano in discussione i saldi approvati".

Conte su lettera Ue: "Situazione non precipita"

Dopo l'arrivo della lettera da Bruxelles, a stretto giro è arrivata anche la replica del premier Giuseppe Conte, impegnato oggi proprio nella capitale belga per il Consiglio Ue. Deviazione senza precedenti? "Forse si riferiscono al valore assoluto. Ma noi già dovevamo partire da un riallineamento all'1,2%, più le clausole Iva si andava al 2%. Dal 2% al 2,4% è smentito che si stratti di una deviazione senza precedenti", spiega. E sulle possibili ripercussioni commenta: ”Dire che la situazione sta precipitando per la lettera  mi sembra una valutazione eccessiva. È normale che arrivi, abbiamo la possibilità di replicare fino a lunedì

Data ultima modifica 18 ottobre 2018 ore 20:10

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