Inps, stretta sulle visite fiscali per assenze da malattia: i rischi per i lavoratori
EconomiaIntroduzione
Si intensifica l’attività di vigilanza contro i fenomeni di assenteismo. I numeri resi noti dall’INPS nel più recente Osservatorio statistico dedicato al Polo unico per la tutela della malattia evidenziano che, nella seconda metà del 2025, i certificati medici trasmessi hanno toccato i 14 milioni, segnando un aumento del 2,8% rispetto allo stesso intervallo temporale del 2024. Parallelamente alla crescita delle assenze per motivi di salute, l’Istituto ha disposto circa 399mila controlli domiciliari, con un incremento del 3,7% su base annua. Ma cosa rischia concretamente il lavoratore in caso di assenza? Ecco cosa sapere
Quello che devi sapere
Gli obblighi per il lavoratore
Durante il periodo di malattia il dipendente ha l’obbligo di essere rintracciabile presso il domicilio nelle fasce orarie stabilite per i controlli sanitari. Le finestre di reperibilità, oggi identiche per lavoratori del settore pubblico e privato, sono fissate tra le ore 10 e le 12 e tra le 17 e le 19. Le verifiche possono essere disposte in qualunque giornata, senza esclusioni per weekend o festività, e possono protrarsi per tutta la durata della prognosi riportata nel certificato medico inviato all'INPS. È quindi necessario che il lavoratore rimanga disponibile all’indirizzo comunicato; qualora si renda necessario uno spostamento temporaneo, tale variazione deve essere segnalata con immediatezza, così da evitare contestazioni in caso di mancata presenza al momento della visita di controllo.
Per approfondire: Inps, certificati di malattia e visite ispettive in crescita nel 2° semestre 2025: i dati
In caso di assenza o di irreperibilità
La mancata presentazione, se priva di valida giustificazione, alla visita fiscale può determinare effetti economici rilevanti e immediati, tra cui la perdita totale o parziale dell’indennità di malattia. In situazioni di irreperibilità, l’Istituto può inoltre attivare ulteriori verifiche medico-legali per accertare l’effettivo stato di salute dichiarato; eventuali difformità tra quanto certificato dal medico e quanto riscontrato in sede di controllo domiciliare possono comportare la sospensione o la decurtazione del trattamento economico relativo al periodo contestato. Le disposizioni applicative prevedono una progressione sanzionatoria: alla prima assenza ingiustificata si perde integralmente l’indennità per i primi dieci giorni, alla seconda si subisce una riduzione del 50% per la restante durata, mentre alla terza viene meno ogni diritto al beneficio per il tempo residuo. Nei casi più gravi, oltre alle conseguenze economiche, il datore di lavoro può avviare procedimenti disciplinari interni con possibili effetti sul rapporto di lavoro, fino ad arrivare al licenziamento.
Per approfondire: Inps, operativo da oggi il Portale Unico delle Associazioni di Categoria: cosa sapere
L’aumento delle visite di Inps
A fronte di una crescita, seppur contenuta, dei certificati per malattia, giunti a 14 milioni nel 2025, l’Inps ha incrementato il numero delle verifiche ispettive. Nel terzo trimestre 2025 sono state 199mila, il 5,8% in più sull’anno precedente, con una leggera prevalenza di verifiche nel settore privato. Nel quarto trimestre, invece, il ritmo di crescita ha visto invece una battuta d’arresto con circa 200mila visite, l’1,6% in più sullo stesso periodo 2024. La diminuzione ha riguardato unicamente il settore privato mentre tra i lavoratori pubblici le visite ispettive sono cresciute di oltre dieci punti percentuali.
La media delle visite sui certificati
In media, tra luglio e settembre 2025 l'Inps ha effettuato 36 visite di controllo ogni mille certificati. Va però aggiunto che la percentuale risulta più che doppia nel pubblico con 62 visite ogni mille certificati a fronte delle 30 ogni mille certificati nel privato. Nel quarto trimestre, la percentuale è scesa con 23 visite complessive ogni mille certificati: 16 ogni mille nel privato e 44 ogni mille nel pubblico.
Visite ispettive e lavoratori in smart working
Come mostrano recenti rinnovi dei contratti nella Pubblica amministrazione, le visite ispettive potrebbero indirizzarsi in futuro verso una quota crescente di lavoratori che operano in smart working. Stando, per esempio, al nuovo Ccnl Enti Locali 2022-24, firmato lo scorso 23 febbraio, attraverso la contrattazione integrativa sarà possibile incrementare il numero di giorni da remoto per i dipendenti con maggiori esigenze, a partire dai caregiver o con fragilità legate alla salute.
Il confronto con gli altri Paesi Ue
La stretta sui controlli fiscali mira soprattutto a contrastare il fenomeno dell'assenteismo che investe non solo l'Italia. Secondo una recente analisi della Federazione Medici di Famiglia (Fimg), l'Europa del Nord guida la classifica delle assenze che però sono provate soprattutto mediante autocertificazione.
Obbligo di certificato medico immediato
Nel Regno Unito, riporta l'analisi Fimg, la "fiducia" nel lavoratore consente di gestire i primi giorni di stop senza passare dal dottore. Situazione diversa dall'Italia dove l'obbligo del certificato medico scatta da subito. Ne deriva che le aziende provano a colmare i vuoti di organico mentre gli studi medici vedono un afflusso di pazienti che necessitano del certificato per dimostrare l'indisposizione.
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