Bonus giovani under 35, saltata la proroga: a chi spetta e fino a quando si può richiedere
EconomiaIntroduzione
Nel 2026 non sono previste nuove agevolazioni dedicate ai giovani che scelgono di avviare un’attività autonoma. L’incentivo introdotto con il decreto Coesione non è stato rinnovato e, a differenza di altre misure di sostegno al lavoro, come quelle rivolte alle assunzioni di giovani e donne o agli inserimenti nelle aree della Zes, non compare tra quelli prorogati per l’anno in corso. Ecco cosa sapere
Quello che devi sapere
Il Milleproroghe esclude la proroga
Durante l’iter di conversione del decreto Milleproroghe non è stata inserita alcuna norma che consentisse di prolungare l’agevolazione. Il contributo, ormai cessato alla fine del 2025, garantiva un sostegno economico pari a 500 euro mensili per un periodo pluriennale a chi aveva avviato una nuova attività. L’assenza di una disposizione di rinnovo rende quindi la misura non più operativa per le iniziative nate dal 2026 in avanti.
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Tentativi di rinnovo respinti in Parlamento
Nel corso dell’esame parlamentare non sono mancate proposte per salvare l’incentivo. Una proroga annuale era stata avanzata da Forza Italia, con analoghe richieste provenienti da Partito Democratico e Italia Viva. Tuttavia, tali iniziative non hanno trovato accoglimento nei lavori di commissione e non sono confluite nel testo definitivo. I tempi ristretti della conversione del decreto hanno poi impedito ulteriori modifiche, rendendo la mancata proroga una scelta definitiva.
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Cos’è il bonus under 35
Il bonus era destinato a persone disoccupate con meno di 35 anni che decidevano di mettersi in proprio in ambiti considerati strategici per lo sviluppo economico. Il perimetro dei settori interessati era ampio e includeva attività manifatturiere, servizi alle imprese, turismo, costruzioni, intrattenimento e professioni specialistiche. Le somme, erogate anticipatamente su base annuale, servivano a sostenere i costi iniziali di avvio per i giovani imprenditori, spesso particolarmente gravosi nei primi anni di vita di un’impresa.
Stop anche agli sgravi
La misura non si limitava al contributo diretto: prevedeva anche un’esenzione contributiva per eventuali dipendenti assunti stabilmente, purché anch’essi under 35. Questo sgravio poteva arrivare fino a 800 euro al mese per lavoratore e rappresentava un ulteriore incentivo alla crescita delle neoimprese. Con la mancata proroga, anche questa componente è stata eliminata e non sarà più riconosciuta per le nuove attività.
Cosa succede per chi ha già ottenuto il bonus
La cessazione riguarda esclusivamente le nuove domande e non incide su chi era già stato ammesso al beneficio. I destinatari che hanno ottenuto l’incentivo negli anni passati continueranno a percepirlo fino alla naturale conclusione del periodo previsto, senza modifiche alle condizioni originarie. In questo modo viene garantita la continuità degli impegni già assunti dallo Stato.
La scadenza
Rimane solo una finestra residuale per coloro che hanno aperto la partita IVA entro il 31 dicembre 2025. Per questi soggetti è ancora possibile presentare richiesta, ma esclusivamente entro il termine del 2 marzo, utilizzando la procedura telematica messa a disposizione dall’INPS. Dopo tale data non sarà più possibile accedere al contributo, che uscirà definitivamente dal sistema degli incentivi.
Esclusi i nuovi imprenditori dal 2026
Le attività avviate a partire dal 1° gennaio 2026 non possono in alcun modo beneficiare dell’agevolazione, anche se rientrano nei settori che in precedenza erano considerati ammissibili. Il requisito temporale di apertura dell’attività resta quindi determinante e non è stato oggetto di alcuna revisione normativa.
Quali incentivi alle assunzioni restano
Il quadro degli aiuti viene ora riequilibrato su altre tipologie di intervento. Il legislatore ha scelto di confermare le misure focalizzate sul lavoro dipendente, come i bonus per l’assunzione di giovani, donne e lavoratori nelle aree della Zes unica, pur con durata limitata e condizioni meno favorevoli rispetto al passato.
Una misura sperimentale che non diventa strutturale
Il bonus under 35, nato come intervento temporaneo con scadenza fissata al 31 dicembre 2025, conclude così la propria fase sperimentale senza trasformarsi in strumento stabile. La scelta di non rinnovarlo ridisegna le politiche di sostegno economico per il 2026, spostando l’attenzione dall’autoimprenditorialità agli incentivi per l’inserimento lavorativo e lasciando senza continuità una delle principali misure dedicate all’avvio di nuove attività da parte dei giovani.
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