Manovra, Istat: per centrare obiettivi del Pil, serve crescita +0,4% nel quarto trimestre

Economia

L'osservazione del presidente Maurizio Franzini alla Camera. Aggravio imposte del 2,1% per un terzo delle imprese. Corte dei Conti: "Da flat tax rischi evasione e meno dipendenti". Di Maio: ultimo trimestre dipende da legge di bilancio fatta da governo precedente

"Per il 2017 è confermato un indebitamento pari al 2,4% del Pil e un debito pari al 131,2%". E per l'anno in corso, e i successivi, "si conferma quanto espresso nell'audizione sul Def pur sottolineando che un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica in modo marginale per il 2018, ma in misura più tangibile per gli anni successivi". Questi i dati forniti dall'Istat nel corso dell'audizione sulla manovra, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Presente all'audizione anche la Corte dei Conti: "Bisogna tagliare le inefficienze". "Crediamo nella crescita che abbiamo individuato. E quindi la nostra manovra di bilancio resta fedele agli obiettivi che si è data", ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Montecitorio commentando le osservazioni dell'Istat. "E' chiaro - aggiunge Di Maio - che non possiamo rispondere degli obiettivi di una manovra di bilancio fatta l'anno scorso dagli altri. Se si parla dell'ultimo trimestre si parla ancora degli effetti della legge di bilancio precedente".

Istat: nel IV trimestre serve variazione congiunturale Pil a +0,4%

In particolare, l’Istituto ha sottolineato che “in termini meccanici sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari a +0,4% nel quarto trimestre dell'anno in corso per raggiungere gli obiettivi di crescita presenti nella Nota di aggiornamento al Def per il 2018". Il presidente facente funzione, Maurizio Franzini, ha poi ricordato la crescita "nulla" del terzo trimestre, e che l'indicatore anticipatore "registra una ulteriore flessione" preludendo alla "persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico".

Istat: dai 9 mld del reddito di cittadinanza Pil a +0,2/0,3%

Sempre sul Pil, Istat ha fornito una proiezione positiva prendendo in considerazione gli effetti del reddito di cittadinanza: "Sotto l'ipotesi che il reddito di cittadinanza (COSA PREVEDE) corrisponda a un aumento dei trasferimenti pubblici pari a circa 9 miliardi, secondo le simulazioni effettuate, il Pil registrerebbe un aumento dello 0,2% rispetto allo scenario base. Questa reattività potrebbe essere più elevata, e pari allo 0,3%, nel caso in cui si consideri l'impatto del Reddito di cittadinanza come uno shock diretto sui consumi delle famiglie". Il modello utilizzato dall'Istat, "stima un incremento del Pil pari allo 0,7% in corrispondenza di un aumento della spesa pubblica pari all'1% del Prodotto interno lordo. L'effetto del beneficio sul Pil terminerebbe dopo 5 anni, quando la riduzione dell'output gap e il conseguente aumento dei prezzi annullerebbero gli effetti positivi della spesa pubblica".

Due milioni di persone rinunciano a visite e accertamenti

Ma l’Istituto di statistica ha fatto il punto anche su altri temi, come quello della sanità: la rinuncia a visite o accertamenti specialistici per problemi di liste di attesa complessivamente riguarda circa 2 milioni di persone (3,3% dell'intera popolazione", mentre "sono oltre 4 milioni le persone che rinunciano per motivi economici". A rinunciare di più sono "i più anziani, tra i 45 e 64" e "rilevante" ha detto il presidente Franzini, "è l'intreccio tra rinuncia e condizioni economiche".

Aggravio imposte del 2,1% per un terzo delle imprese

L'Istat fa notare anche che "nel complesso i provvedimenti" sulla tassazione delle imprese "generano una riduzione del debito di imposta Ires per il 7% delle imprese, mentre per più di un terzo tale debito risulta in aumento". Secondo i calcoli dell'istituto di statistica "l'aggravio medio di imposta è pari al 2,1%: l'introduzione della mini-Ires (-1,7%) non compensa gli effetti dell'abrogazione dell'Ace (+2,3%) e della mancata proroga del maxi-ammortamento (+1,5%). L'aggravio è maggiore tra le imprese fino a 10 dipendenti”.

Corte dei Conti: da flat tax rischi evasione e meno dipendenti 

Presente all'audizione sulla manovra anche la Corte dei Conti secondo la quale "occorrerebbe una più incisiva azione sul fronte della razionalizzazione della spesa", con la "preventiva individuazione di aree di inefficienza o di inefficacia sulle quali intervenire con tagli mirati. I risparmi previsti a copertura puntano soprattutto su rimodulazioni e riprogrammazioni o riduzioni di stanziamenti ancora da ripartire ripetendo scelte del passato volte a rinviare" l'individuazione delle aree "meno funzionali su cui agire". Non solo. Secondo la Corte dei Conti bisogna "valutare attentamente gli effetti negativi" dell'ampliamento della flat tax sia "in termini di rinvio della fatturazione, allo scopo di non superare la soglia di legge o, peggio, spingendo all'occultamento tout court delle prestazioni effettuate" sia per gli effetti sul "mercato del lavoro". Nella relazione si sottolinea anche che l'ampliamento "può o indurre i nuovi contribuenti e le imprese datoriali a preferire l'assoggettamento a tale regime piuttosto che costituire nuovi rapporti di lavoro dipendente".

 

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