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Usa, le sparatorie più gravi degli ultimi anni

Giovani in fuga dagli spari a Las Vegas durante la strage sulla Strip dell'1 ottobre 2017 (archivio Getty Images)
6' di lettura

Scuole, università, centri commerciali ma anche nightclub, caffetterie e perfino la celebre Strip di Las Vegas. Negli Stati Uniti i killer sono entrati in azione spesso in luoghi affollati. Ecco le stragi più cruente avvenute sul suolo americano

Luoghi di culto, negozi, scuole, uffici, centri commerciali, nightclub, perfino la celebre Strip di Las Vegas. Negli Stati Uniti i killer hanno colpito ovunque negli ultimi anni. Il dibattito sulle armi torna puntualmente alla ribalta, ma nel frattempo in America si continua a uccidere in siti spesso affollati e scelti non a caso dagli autori. Ecco quali sono le stragi più cruente in territorio americano.

Le sparatorie a El Paso (Texas) e Dayton (Ohio)

Le ultime stragi di massa in ordine cronologico negli Usa sono quelle avvenute a El Paso, in Texas, e a Dayton, in Ohio, una a poche ora di distanza dall'altra, fra il 3 e il 4agosto 2019. Nel primo caso il teatro della sparatoria è stato un negozio Walmart all'interno del centro commerciale "Cielo Vista". Almeno 20 le vittime, tra cui anche dei bambini. La polizia ha fermato un giovane di 21 anni, Patrick Crusius, originario di Dallas. Le indagini hanno portato alla scoperta di un manifesto in cui il ragazzo lanciava attacchi contro l'immigrazione ispanica in Texas. A Dayton, invece, il killer è entrato in azione in un'area della città famosa per i locali notturni, intorno all'1 di notte, e ha sparato sulla folla nelle vicinanze di un bar uccidendo nove persone e ferendone decine. L'aggressore è stato poi ucciso dalla polizia.

Los Angeles, la sparatoria in un bar universitario

Mesi prima, l'8 novembre 2018, un 29enne ha aperto il fuoco in un locale di Thousand Oaks, a circa 70 chilometri a Ovest di Los Angeles, dove era in corso una festa di studenti. L'uomo ha ucciso a colpi di arma da fuoco 12 persone. Tra le vittime anche un vice sceriffo. Identificato dalla polizia, il killer è il veterano dell'esercito Ian David Long, già noto alle forze dell'ordine e con problemi mentali. L’uomo, dopo la sparatoria, si è suicidato.

L'attacco alla sinagoga di Pittsburgh

La sparatoria del 27 ottobre 2018 nella sinagoga di Pittsburgh, in Pennsylvania, invece, ricorda per certi versi l’assalto a corpi di arma da fuoco compiuto nel 2017 nella chiesa battista di Sutherland Springs, vicino a San Antonio, in Texas. Nel caso di Pittsburgh, un uomo armato ha aperto il fuoco all'interno della sinagoga "The Tree of Life" in Squirrel Hill, uccidendo 11 persone. L'uomo è entrato nel luogo di culto e sparando avrebbe urlato "tutti gli ebrei devono morire". Dopo essersi barricato all'interno della sinagoga, il killer è stato poi fermato dagli stessi agenti.

Parkland, l’ex studente irrompe nel campus

È il giorno di San Valentino del 2018, quando Nikolas Cruz, 19enne, irrompe nel campus della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, istituto superiore della Florida, a circa 80 chilometri da Miami. Il giovane, che era stato espulso dalla scuola, per una lite col fidanzato della sua ex ragazza, spara ovunque e uccide 17 studenti, ferendone quindici.

Sangue nella chiesa battista in Texas

Il 5 novembre 2017, la First Baptist Church di Sutherland Springs, a circa 35 chilometri a Est di San Antonio, in Texas, finisce nel mirino di Devin P. Kelley, 26 anni, ex militare. Sono 26 i morti e una ventina i feriti. L’aggressore dopo il raid si uccide.

Las Vegas, il concerto country finito in tragedia

Il primo ottobre 2017 si verifica la sparatoria americana più grave di sempre per numero di coinvolti. Sono 58 i morti e oltre 500 i feriti: vengono colpiti mentre si trovano a un concerto country sulla Strip, la celebre strada di Las Vegas. Il killer viene trovato morto dalle forze dell'ordine: è Stephen Paddock.

Incubo al nightclub di Orlando

La notte tra l’11 e il 12 giugno 2016, si trasforma all’improvviso in un incubo per chi si sta divertendo al nightclub Pulse, a Orlando in Florida. Omar Saddiqui Mateen, 29 anni, apre il fuoco e uccide 49 persone, ferendone oltre 50. L’aggressore viene ucciso dalla polizia e la strage viene rivendicata dall’Isis.

Spari al centro disabili e alle poste

Il 2 dicembre 2015, i coniugi Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik aprono il fuoco sui presenti al centro disabili Inland Regional Center, a San Bernardino. Le vittime sono 14. Lo stesso numero di morti si è registrato anche nel 1986, a Edmond, in Oklahoma, quando Patrick Henry Sherril, postino, armato di tre pistole, uccide 14 colleghi, e poi si suicida.

Sandy Hook e Virginia Tech

Sono invece 27 le vittime nella sparatoria che colpisce la Sandy Hook Elementary School, di Newtown, nel Connecticut, il 14 dicembre 2012. Adam Lanza, di 20 anni, spara a 20 bambini, tra i sei e i sette anni, e a sei adulti, prima di uccidersi. E' di 32 vittime, invece, il bilancio della sparatoria al campus del Virginia Tech di Blacksburg, in Virginia, del 16 aprile 2007. A sparare è Seung-Hui Cho, 23 anni; dopo la strage si toglie la vita.

La strage di Columbine

Ma a proposito di stragi nelle scuole, è del 1999 uno degli episodi più tragici di sempre: 13 tra studenti e insegnanti della Columbine High School, in Colorado, vengono uccisi in una sparatoria. Gli autori sono due alunni di 17 e 18 anni, Eric Harris e Dylan Klebold, che si introducono nell'edificio armati e aprono il fuoco su compagni di scuola e professori. I due giovani poi si suicidano, sparandosi a loro volta. Alla vicenda seguirà un acceso dibattito e il regista Michael Moore dedicherà alla strage il film documentario “Bowling for Columbine”.

I fatti di Fort Hood, Texas

Il 5 novembre 2009, Maj Nidal Malik Hasan, uccide 13 persone e ne ferisce più di 32 a Fort Hood, una base militare in Texas. Viene poi catturato e condannato a morte. Altra strage recente che ha colpito molto l'opinione pubblica è il massacro di Aurora, in Colorado, nel 2012. Nella notte tra il 19 e il 20 luglio il 24enne James Holmes entra in un cinema durante la proiezione della prima del film “Il cavaliere oscuro - Il ritorno” e uccide 12 persone, ferendone diverse decine.

Le 23 vittime alla caffetteria di Kileen

Nonostante sia avvenuta all’inizio degli anni Novanta, in molti ricordano ancora la strage di Killeen, in Texas. È il 16 ottobre 1991 e George Hennard, di 35 anni, lancia il suo pickup contro la Luby’s Cafeteria. Successivamente apre il fuoco e uccide 23 persone, per poi suicidarsi.

I casi più lontani nel tempo

Più lontane nel tempo altre due stragi: il 18 luglio del 1984, a San Ysidro, California, un uomo di 41 anni - James Huberty - uccide 21 persone in una sparatoria nel McDonald’s del posto. L’uomo viene poi, a sua volta, ucciso da un agente di polizia. Quasi vent'anni prima, nel 1966, ad Austin, Texas, 16 persone avevano perso la vita sotto i colpi sparati dall’ex Marine Joseph Whitman, appostato sulla torre dell’University of Texas. L’uomo viene ucciso dalla polizia e si scopre che il killer quello stesso giorno ha assassinato anche sua madre e sua moglie.

Data ultima modifica 04 agosto 2019 ore 10:55

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