
Nel lungo elenco di reperti e tamponi su cui la Procura di Pavia chiede di fare nuovi accertamenti per l'omicidio di Chiara Poggi c'è anche il frammento del tappetto del bagno su cui - secondo la sentenza - poggia i piedi insanguinati l'assassino prima di lavarsi le mani sporche del sangue della vittima. La richiesta è al vaglio del giudice per le indagini preliminari
Nelle ricerche a tappeto sui reperti del caso Garlasco i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno trovato anche un "frammento" del tappetino del bagno che, come si legge negli atti della Procura di Pavia a supporto della richiesta di maxi incidente probatorio con analisi genetiche, "si ritiene utile" sottoporre "ad ulteriore indagine genetica alla luce delle possibilità analitiche attualmente a disposizione". Il dato emerge dall'elenco di reperti e campioni allegato alla richiesta nelle nuove indagini a carico di Andrea Sempio. Tra i nuovi elementi indicati una confezione vuota di "biscotti" e "sacchetti di plastica".
I consulenti genetisti: "Va rianalizzato"
In una nota allegata alla richiesta della Procura di analisi genetiche ad ampio raggio, su cui dovrà decidere la gip Daniela Garlaschelli, e firmata dai consulenti genetisti, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, si parla di un "frammento di tappetino" del bagno, su cui, secondo la sentenza definitiva, fu trovata l'impronta di una scarpa di Alberto Stasi. Frammento "identificato come reperto n. 27" e che "non aveva fornito alcun esito alla quantificazione del Dna per problemi di inibizione della reazione di amplificazione". E "la successiva amplificazione - si legge ancora - non risultava eseguita". Poiché "tale reperto - scrivono i consulenti - è stato rinvenuto nel corso della precedente verifica", ossia quella di reperti e campioni a Medicina legale dell'Università di Pavia, "si ritiene utile sottoporlo ad ulteriore indagine genetica alla luce delle possibilità analitiche attualmente a disposizione". Nelle due pagine dell'elenco i consulenti indicano come obiettivo delle nuove analisi una lunga lista di provette, una con scritto "26 prelievi", e di tamponi effettuati all'epoca. Si parla di "una busta con la scritta 'sopralluogo 16.8 Garlasco' con all'interno 27 provette di diverse dimensioni", di "una busta con tamponi di Chiara Poggi e dei familiari e il tampone salivare di Alberto Stasi".

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Gli altri reperti: dal contenitore di tè alla confezione di biscotti
Tra gli oggetti da analizzare "un contenitore vuoto" di tè freddo "con cannuccia", la "plastica della confezione" di uno yogurt, una "confezione di plastica vuota contenente all'origine verosimilmente biscotti, un sacchetto di plastica di colore celeste utilizzato come pattumiera, due sacchetti di plastica di colore celeste utilizzati per effettuare operazioni di ispezione e repertamento del contenuto della spazzatura". E anche "un sacchetto contenente dei cereali". Reperti conservati "a temperatura ambiente in una stanza blindata adibita alla custodia dei corpi di reato". Il reperto "tampone orale", si legge ancora, "prelevato nel corso dell'esame autoptico, non era stato sottoposto ad alcuna analisi genetica". Si ritiene utile, secondo i consulenti, "approfondire tale reperto per evidenziare l'eventuale presenza di substrati biologici differenti rispetto a quelli della vittima".
