Perché il Papa chiede a Putin tregua per Oleshky: cosa sta succedendo nella città ucraina

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Introduzione

Il Pontefice ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo, durante il quale - ha riferito la sala stampa vaticana - "ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile". Occupata da Mosca dal 2022, la cittadina è intrappolata tra il fiume Dnipro, che la separa dalle posizioni ucraine, e le forze russe, e si trova in condizioni drammatiche.

Quello che devi sapere

È impossibile scappare

Prima dell’inizio della guerra, Oleshky aveva una popolazione di circa 24.000 abitanti. Ora, secondo le stime del governo ucraino riportate dalla BBC, nella città e nelle aree circostanti vivono circa 6.000 persone, tra cui 200 bambini, anziani, disabili e fragili. E secondo un reportage del Washington Post, da lì è impossibile scappare, perché la cittadina è sulla cosiddetta "strada della morte", una via disseminata di mine su cui in tanti hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti. Inoltre, Oleshky è uno dei centri in cui nel 2023 migliaia di persone hanno perso la casa a causa del crollo della diga di Nova Khakovka: Kiev e la Nato hanno accusato la Russia di aver fatto saltare in aria la struttura, mentre Mosca ha incolpato l'Ucraina.

 

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Niente cibo e ospedale quasi fuori uso

A Oleshky non ci sono forniture di cibo, perché secondo alcuni rapporti dell’Onu sono state "gravemente interrotte". L'ospedale locale è praticamente fuori uso e sta esaurendo il carburante "per far funzionare i generatori": diversi testimoni hanno riferito alla BBC che viene aperto pochi giorni alla settimana per eseguire amputazioni urgenti.

 

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Vietate le sepolture per le vittime di droni e mine

Inoltre, acqua corrente, gas ed elettricità non arrivano più, e le strade sono piene dei corpi delle vittime dei droni e delle mine, che restano senza sepoltura perché vietata dalle autorità di occupazione russe in assenza di autopsia. "Non ci permettono di seppellire i morti se sono stati uccisi da un drone, se sono saltati su una mina antiuomo o se sono morti in qualsiasi altro modo", ha raccontato una testimone alla BBC. Solo chi è morto per cause naturali può essere sepolto, ha aggiunto la donna, e di conseguenza "alcuni corpi giacciono per strada da dicembre. Se provi a seppellire un cadavere, diventerai tu il prossimo".

 

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Le testimonianze

"Qui in città non c'è cibo", ha raccontato un’abitante di Oleshky alla BBC, dicendo che l'ultima consegna di cibo risale a maggio. "Mangio una sola volta al giorno, solo la cena - ha aggiunto - Preparo del pane semplice, a volte lo accompagno con un pomodoro o con un po' di miele e bevo del tè. Tutto qui". Inoltre, spiega il quotidiano britannico, molti residenti cucinano usando le erbacce dell'orto perché le verdure che erano riusciti a coltivare durante l'estate sono ormai finite. E la fame sembra colpire anche i soldati russi che occupano la zona: diversi abitanti di Oleshky hanno raccontato di essere stati minacciati con le armi puntate da militari di Mosca in cerca di un pasto.

 

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La riposta di Putin al Papa

In questo quadro Putin - riporta il Cremlino citato dall’agenzia Interfax - durante la telefonata con Papa Leone XIV ha fornito "spiegazioni complete circa la responsabilità del regime di Kiev per la difficile situazione umanitaria" creatasi nella città di Oleshky. Il leader russo ha comunque assicurato sostegno per "l'intenzione del Vaticano di aiutare a creare condizioni per assicurare la sicurezza della popolazione della città e organizzare le forniture vitali" e i due hanno quindi "convenuto di interagire a questo riguardo". Infine, Putin "ha ringraziato Papa Leone XIV per la sua disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto e per gli sforzi intrapresi in ambito umanitario", ha detto il Cremlino, sottolineando che "la conversazione si è svolta in un clima costruttivo e di reciproco rispetto".

Il rimpallo delle responsabilità

La replica del presidente russo non è una novità: già Amnesty International ha denunciato che russi e ucraini si rinfacciano la responsabilità della situazione a Oleshky. Kiev sostiene di aver tentato di far arrivare beni di prima necessità nella cittadina tramite droni, ma afferma che le forze nemiche li abbattono e ne confiscano il carico, esercitando anche pressioni e violenze sulle persone che riescono a prendere qualcosa. Il Difensore civico per i diritti umani ucraino ha inoltre riferito che Mosca ha ignorato le proposte ucraine di concordare un'evacuazione sicura della popolazione civile. Da parte loro, le autorità russe attribuiscono invece la crisi umanitaria in corso alle operazioni militari di Kiev, sostenendo che la località sarebbe sottoposta a un blocco attuato dagli ucraini.

 

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