Nord Stream, al via processo in Germania per ex ufficiale ucraino

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Imputato, l'unico al momento, è Serghei Kuznietsov, ex comandante delle forze speciali di Kiev. Stando alla procura di Amburgo, il militare 50enne avrebbe guidato un commando che il 26 settembre del 2022 ha piazzato a 70-80 metri di profondità cariche esplosive che hanno danneggiato tre condutture della struttura vicino all'isola danese di Bornholm, nel Mar Baltico

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Si è ufficialmente aperto ad Amburgo il processo nei confronti di un ex ufficiale ucraino sospettato di avere sabotato i gasdotti Nord Stream pochi mesi dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Imputato, l'unico al momento, è Serghei Kuznietsov, ex comandante delle forze speciali di Kiev. Stando alla procura tedesca, il militare 50enne avrebbe guidato un commando che il 26 settembre del 2022 ha piazzato a 70-80 metri di profondità cariche esplosive che hanno danneggiato tre condutture della struttura vicino all'isola danese di Bornholm, nel Mar Baltico. Kuznietsov è stato arrestato in Italia nel 2025 ed estradato in Germania: tra i capi d'imputazione figurano anche accuse legate alla commissione di un crimine di guerra, all'attacco contro infrastrutture civili e alla provocazione di un'esplosione.

L'arresto in Italia, poi l'estradizione in Germania

Proprio con uno striscione che recita "No alla condanna per crimini di guerra" una piccola delegazione di cittadini ucraini si è riunita oggi ad Amburgo, davanti al tribunale nel quale ha preso il via il processo dell'ufficiale ucraino accusato di aver sabotato il gasdotto di Nord Stream assieme ad altri complici, nel settembre di quattro anni fa. Kuznietsov, come detto, è accusato di crimini di guerra dalla Procura federale tedesca: risponde infatti dell'accusa di aver fatto ricorso a metodi proibiti nella conduzione della guerra, attraverso l'attacco di bersagli civili. L'imputato era stato arrestato in Italia a fine agosto nel 2025, mentre si trovava in vacanza sull'Adriatico con la moglie e quattro figli. Tre mesi dopo, il 27 novembre, era stato consegnato alle autorità tedesche. Da allora è stato sottoposto al regime di custodia cautelare. La formulazione dell'accusa, con il rinvio a giudizio, risale al luglio scorso. 

Chiesta l'archiviazione

Intanto è emerso come la difesa dell'ex ufficiale ucraino abbia chiesto l'archiviazione del procedimento. Lo riporta la Dpa, secondo cui i legali hanno contestato anche la procedura di estradizione italiana. I difensori di Kuznietsov hanno respinto poi l'accusa secondo cui il cinquantenne si sarebbe reso colpevole di un crimine di guerra, contestando pure la ricostruzione dei fatti  secondo la quale il loro assistito avrebbe svolto un ruolo di primo piano nel sensazionale attacco ai gasdotti. Inoltre, stando alla difesa, l'estradizione dell'imputato dall'Italia sarebbe avvenuta senza fondamento giuridico, dal momento che la giustizia italiana avrebbe deciso in merito senza conoscere l'accusa di crimine di guerra.

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