Meloni in Norvegia: "Putin provoca per spostare l'attenzione, non dobbiamo reagire"

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La premier, primo presidente del Consiglio italiano in visita ufficiale nel Regno dopo 15 anni, ha avuto un bilaterale con il primo ministro laburista Jonas Gahr Store. "Sul Consiglio di sicurezza non sono in grado di giudicare. L'unica cosa da evitare è raddoppiare le cose, devo capire cosa c'è di diverso nella proposta di von der Leyen rispetto all'articolo 4 della Nato", ha detto poi Meloni rispondendo a una domanda sulla maggiore cooperazione sulla sicurezza con Paesi come Canada e Norvegia

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Energia, materie critiche, difesa, partnership industriali, innovazione tecnologica. Sono alcuni dei dossier al centro della missione in Norvegia di Giorgia Meloni, primo presidente del Consiglio italiano in visita ufficiale nel Regno dopo 15 anni. La premier è atterrata poco prima delle 16 a Oslo, dove si è poi svolto un colloquio faccia a faccia con il primo ministro Jonas Gahr Store, seguito da incontri allargati alle delegazioni ufficiali e da dichiarazioni alla stampa dei due leader. "Penso che non sfugga a nessuno il moltiplicarsi delle provocazioni della Russia, nelle ultime settimane ne abbiamo viste diverse. Bisogna chiedersi perché. Le provocazioni da parte di Mosca si stanno moltiplicando perché Putin ha bisogno di spostare l'attenzione cercando un'escalation con l'Europa da una situazione sul campo della guerra che non sta andando come Putin aveva promesso", ha detto Meloni rispondendo a una domanda dopo l'incontro con Store. "Dobbiamo chiederci a chi conviene un'escalation e agire di conseguenza - ha aggiunto -, non bisogna reagire alle provocazioni, andrebbe più a vantaggio della Russia che dell'Europa".

Meloni: "L'Europa scelga un inviato per l'Ucraina"

"Sulla nomina di un inviato dell'Europa" per l'Ucraina "si sa come la penso, l'ho già proposto in diverse occasioni. Penso che individuare e formalizzare chi parla a nome dell'Europa sarebbe un elemento che rafforza la posizione europea. Attenzione, parlo di Europa e non di Unione europea, nel senso che ovviamente nazioni come Norvegia e Gran Bretagna non potrebbero e non dovrebbero assolutamente essere escluse da questo", ha detto la presidente del Consiglio rispondendo a una domanda in conferenza stampa. "Oggi, in buona fede chiaramente, si moltiplicano i formati, gli eventi, gli interlocutori. Avere un unico interlocutore in una fase delicata - ha aggiunto - sarebbe un elemento che chiarifica, che semplifica e che dà forza alla posizione europea. Dopodiché le formule possono essere le più svariate e io non ho e non ritengo di avere la soluzione al problema. Anche se oggi noi siamo in Norvegia, e quando si guarda a uno scenario di questo tipo immaginare personalità che provengono da nazioni di media grandezza, schierate con l'Ucraina, che conoscono la Russia e hanno buoni rapporti con gli americani, credo potrebbe essere ad esempio utile e interessante". "Ma questo - ha continuato Meloni - è un tema che dal mio punto di vista l'Europa deve affrontare e risolvere. Serve a un certo punto che ci sia l'ufficialità su chi ha in carico questo dossier e chi parla a nome anche degli altri perché altrimenti rischiamo di indebolire e non di rafforzare la nostra posizione".

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Meloni: "Le proposte di von der Leyen? Non dobbiamo creare doppioni"

Rispondendo poi a una domanda sul discorso della presidente della Commissione europea e sulla maggiore cooperazione sulla sicurezza con Paesi come Canada e Norvegia, Meloni ha detto: "Sul Consiglio di sicurezza non sono in grado di giudicare. L'unica cosa da evitare è raddoppiare le cose, devo capire cosa c'è di diverso nella proposta di von der Leyen rispetto all'articolo 4 della Nato". "Penso sia molto, molto importante rendere la cooperazione sempre più forte. Non posso giudicare con precisione le proposte presentate da Ursula von der Leyen perché non le conosco nei dettagli. Ma credo - ha aggiunto - che partner seri e affidabili che ci possono aiutare verso un'autonomia strategica debbano essere coinvolti". 

Meloni: "Con la Norvegia partnership solida a 360° sulla sicurezza"

"Porto a casa da qui una relazione molto forte che garantisce una partnership solida a livello tecnologico, a livello politico e a livello industriale, a 360 gradi, sulla sicurezza", ha detto ancora Meloni sintetizzando il bilancio della sua visita a Oslo dopo l'incontro con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store. "Sapete quanto l'Italia abbia lavorato in questi anni, dopo la guerra in Ucraina, per diversificare le forniture, per costruire un mix energetico serio. E chiaramente - ha aggiunto la premier - la Norvegia da questo punto di vista è molto importante. Però lavoriamo perché questa partnership possa allargarsi a una serie di altri settori ugualmente importanti, e tutti legati al tema della sicurezza". Come "la questione delle materie prime critiche", che sono "fondamentali per le nostre transizioni, per la difesa: niente - ha rimarcato - si può fare se non si controllano le materie prime critiche, o comunque si rimane esposti. Riguarda la questione della difesa, dello spazio sottomarino e dello spazio".

Meloni: "Italia e Norvegia collaborano per l'autonomia strategica dell'Europa"

Sull'acquisto di petrolio e gas dalla Norvegia, ha detto poi Meloni, "abbiamo già accordi su questo" ed "è una parte molto importante del nostro mix energetico, ma non sono qui solo per parlare dell'energia. Penso che possiamo fare di più in altri domini strategici". "L'accordo tra l'Italia e il Norvegia in questo momento non è soltanto che noi compriamo qualcosa, tu vendi qualcosa o noi vendiamo qualcosa, tu compri qualcosa. È qualcosa di più - ha spiegato la premier - Vediamo cosa succede con la fusione tra Saipem e Subsea7, due grandi aziende che ora realizzano un'azienda che potrebbe essere nel suo dominio la seconda più grande del mondo. Questo è ciò che mi interessa, capire se un buon Paese nordico e un buon Paese del Sud possono collaborare insieme per l'autonomia strategica dell'Europa e per un migliore futuro per i loro cittadini".

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Store: "Contiamo sull'Italia per capire cosa succede nell'Artico"

"Siamo alleati Nato e da 120 anni abbiamo rapporti diplomatici. Apprezziamo che l'Italia con la sua collocazione e identità mediterranea abbia un modo per guardare cosa succede in Europa" e grazie alla sua "diplomazia moderna contiamo sull'Italia per capire cosa succede nell'Artico", ha detto poi il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, che riguardo ai rapporti con l'Italia ha aggiunto: "Gli scambi commerciali sono importanti e sono cresciuti considerabilmente. La Norvegia dà all'Italia il 10% del gas che utilizza, e intendiamo rimanere un fornitore stabile di energia. Negli ultimi anni ho notato che le nostre relazioni sono diventate sempre più forti".

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Il ruolo strategico di Oslo

Come in altre delle sue circa 130 missioni all'estero, la premier ha studiato anche questa per "colmare un vuoto" nei confronti di un Paese che è considerato strategico. È il principale fornitore europeo di gas naturale, contribuendo alla sicurezza energetica del continente, e produce circa 2 milioni di barili di petrolio al giorno, eppure - raccontano i media locali - non mancano polemiche politiche per il prezzo dei carburanti e le accise elevate, riemerse dopo due settimane di lutto nazionale per la morte di re Harald V. Tra l'altro, il settore Oil & Gas norvegese rappresenta un mercato per i produttori italiani di rubinetti, valvole, tubi, condotti e cavi in acciaio, pompe e compressori. La Norvegia, però, è strategica anche per la forza finanziaria del fondo sovrano, il più grande gestore di asset al mondo, che detiene anche titoli di Stato e azioni e obbligazioni di decine di aziende italiane. A giugno in occasione della visita in Norvegia del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani era stata condivisa l'intenzione di rafforzare la cooperazione, oltre che nel settore dell'energia, anche in quelli di spazio e della difesa, nel quadro della collaborazione tra Paesi alleati della Nato. In serata, i vertici di alcune grandi società italiane parteciperanno a una cena con anche rappresentanti del mondo imprenditoriale norvegese: sul tavolo, a quanto si apprende, anche la possibilità di collaborazioni sulla dimensione sottomarina, con la Norvegia interessata alle tecnologie italiane.

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