Sondaggio YouTrend, 53% degli Italiani pensa che il Paese vada nella direzione sbagliata
Secondo quanto emerge dal sondaggio di YouTrend per Sky TG24, dopo quattro anni di governo Meloni, il 39% degli italiani giudica il lavoro dell'esecutivo peggiore di quanto si aspettasse. Di fronte al record di longevità del governo attualmente in carica, che supera il secondo governo Berlusconi, il 59% degli italiani ritiene che la durata in sé non conti e che contino i risultati ottenuti, mentre il 30% giudica positivo il fatto che un governo duri a lungo dopo tanti anni di instabilità
PAESE NELLA "DIREZIONE SBAGLIATA"
- Dopo quasi quattro anni di governo Meloni, per il 53% degli italiani il Paese sta andando nella “direzione sbagliata”. È quanto emerge dal sondaggio di YouTrend per Sky TG24.
LE VALUTAZIONI SUL LAVORO DEL GOVERNO
- Rispetto alle aspettative del 2022, il 39% degli italiani giudica il lavoro del governo peggiore di quanto si aspettasse, il 26% in linea con le attese, l’11% migliore. Il 17% dichiara di non avere avuto aspettative particolari e il 7% non si esprime.
GIUDIZIO SU OPERATO DEL GOVERNO
- Il giudizio sull’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è sostanzialmente stabile: i giudizi positivi sono al 36% (+1), quelli negativi al 59% (+1%), mentre gli indecisi scendono al 5% (-2%).
POLITICA ESTERA
- Su nessuno dei nove temi proposti nel sondaggio i giudizi positivi raggiungono la maggioranza. Il tema in cui il governo ottiene il risultato migliore è la politica estera e il ruolo internazionale dell’Italia (33% positivi, 52% negativi, 15% non sa).
IMMIGRAZIONE
- Sull’immigrazione, dopo il caso di Ceuta e la sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna, la fiducia è più alta ma resta minoritaria: il 27% dà un giudizio molto o abbastanza positivo al governo, il 63% invece dà parere negativo.
FIDUCIA SULLA QUESTIONE MIGRANTI
- Per il 64% degli intervistati, il governo non saprà affrontare la questione migranti. Mentre il 28% si dice molto o abbastanza fiducioso che ci riuscirà.
ECONOMIA E CRESCITA
- Sul tema economico invece il 26% dà giudizio positivo mentre il 63% negativo.
LAVORO E SALARI
- Su lavoro e salari solo il 24% degli intervistati dà un giudizio positivo, mentre per il 65% l'operato del governo è negativo.
SICUREZZA
- Sulla sicurezza il 24% degli intervistati giudica favorevolmente l'azione dell'esecutivo, mentre il 68% non dà parere positivo.
GIUSTIZIA
- In tema di giustizia il 22% si dice soddisfatto, mentre il 67% non lo è.
SANITÀ
- Le bocciature più nette riguardano i temi che toccano direttamente il portafoglio: sulla sanità sono al 20% positivi, mentre al 72% quelli negativi.
TASSE
- Per quanto riguarda le tasse il 18% è soddisfatto, mentre il 72% dà un giudizio negativo al governo.
ENERGIA E BOLLETTE
- Sul costo dell’energia e delle bollette, poi, i positivi si fermano al 16% contro il 76% di negativi (49% “molto negativo”).
FIDUCIA SULLA GESTIONE DEL CARO ENERGIA
- In particolare, sulla gestione del caro energia, il 68% degli intervistati dice di avere poca fiducia nel governo.
CONSENSO IN BASE A PARTITI
- Fra gli elettori di FdI il consenso è alto su immigrazione, politica estera ed economia, ma scende al 57% sulle tasse. Fra gli elettori di FI, Lega e Noi Moderati i positivi sono maggioritari su politica estera, economia, lavoro, immigrazione e sanità, mentre su tasse ed energia prevalgono i negativi. Fra gli elettori di Futuro Nazionale il giudizio è negativo su tutti i temi tranne la politica estera, con punte di bocciatura sulla sanità (80% negativi) e sull’energia (65%) (basi campionarie ridotte).
In grafica, il giudizio sull'operato del governo negli elettori di Pd, M5s e Alleanza Verdi e Sinistra che è molto negativo.
IL VALORE DELLA STABILITÀ
- Di fronte al record di longevità del governo Meloni, che supera il secondo governo Berlusconi, il 59% degli italiani ritiene che la durata in sé non conti e che contino i risultati ottenuti, mentre il 30% giudica positivo il fatto che un governo duri a lungo dopo tanti anni di instabilità. L’11% non si esprime.
RISORSE LEGGE DI BILANCIO
- Per l’ultima manovra della legislatura, gli italiani chiedono di destinare la maggior parte delle risorse all’aiuto a famiglie e imprese sulle bollette (25%) e all’aumento della spesa sanitaria (24%), seguiti dalla riduzione delle tasse sui redditi medi (21%).
ALTRE RISORSE
- Più staccati, come ambiti a cui destinare le risorse, ci sono l’aumento delle pensioni più basse (9%), la riduzione del debito pubblico (8%) e la spesa per difesa e sicurezza (4%).
INTENZIONI VOTO
- Fratelli d’Italia si conferma primo partito al 26,5% (+0,1% rispetto al 22 luglio). Il PD sale al 22,2% (+0,3%) e il distacco fra i due si attesta a 4,3 punti. Il Movimento 5 Stelle registra la crescita più consistente della rilevazione e risale al 12,6% (+1,1%), recuperando il terreno perso nelle ultime settimane di luglio. Nel centrodestra si compie il sorpasso che le rilevazioni di luglio avevano preannunciato: Futuro Nazionale sale al 7,9% (+0,3%) e supera Forza Italia, che scende al 7,1% (-0,8%), diventando la quarta forza nazionale.
ALTRE INTENZIONI DI VOTO
- La Lega arretra al 4,4% (-0,5%) e Noi Moderati è allo 0,9% (+0,1%). La maggioranza di governo (FdI, FI, Lega, NM) si ferma al 38,9% (-1,1%); includendo Futuro Nazionale, l’intera area di centrodestra vale il 46,8%. A sinistra Alleanza Verdi-Sinistra scende al 5,8% (-1%). Il Campo Largo (PD, M5S, AVS) si attesta complessivamente al 40,6%, sopra la maggioranza di governo di quasi due punti ma sotto il centrodestra allargato a FN. Nell’area centrista Azione sale al 3,9% (+0,2%), Italia Viva al 2,4% (+0,3%).
ALTRI DATI E L'AREA DEGLI INDECISI
- +Europa scende all’1,6% (-0,3%); il Partito Liberaldemocratico è all’1,3% e la lista Ora all’1,1%. L’area degli indecisi e astenuti torna a calare sensibilmente, al 33,6% (-4,4%), riassorbendo buona parte del calo di affluenza registrato a fine luglio.
NOTA METODOLOGICA
- Sondaggio svolto con metodologia CAWI tra il 31 agosto e il 3 settembre 2026 su un campione di 800 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagati per quote di genere ed età incrociate, stratificate per titolo di studio e ripartizione ISTAT di residenza. Il margine d’errore è del +/- 3,5% con un intervallo di confidenza del 95%.