L’America si ferma per l'11 settembre. Il vicepresidente JD Vance a Ground Zero con Obama, Bush, Biden e Clinton per le commemorazioni dell'attacco terroristico di Al Qaeda contro gli Stati Uniti che sconvolse il mondo e costò la vita a quasi 3mila persone. Trump al Pentagono: “Non dimenticheremo mai, è per questo che combattiamo ancora oggi per vincere”
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L’America si ferma per l'11 settembre. A New York sono state celebrate le commemorazioni dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 che sconvolse il mondo e costò la vita a quasi 3mila persone (VIDEO). Quattro gli aerei che vennerrò dirottati dai terroristi di Al Qaeda per colpire gli Stati Uniti. Due si schiantarono a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro sulle Torri gemelle, uno cadde sul Pentagono mentre il quarto si schiantò in Pennsylvania.
A Ground Zero si è tenuta la cerimonia di commemorazione con il vicepresidente JD Vance e i quattro ex presidenti, George W. Bush, Joe Biden, Barack Obama e Bill Clinton (FOTO). Il presidente Trump ha partecipato invece alle commemorazioni del Pentagono. "Confermo che non dimenticheremo mai ciò che è accaduto l'11 settembre e che oggi combattiamo nel rispetto di quel giuramento", ha dichiarato il presidente americano, parlando alla cerimonia dell'11 settembre al Pentagono. "Oggi stiamo lottando duramente e non abbiamo altra scelta che la vittoria". Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dedicato parte del suo intervento al conflitto in corso contro l'Iran: "Negli ultimi sei mesi, abbiamo messo in ginocchio il più prolifico Stato sostenitore del terrorismo al mondo".
Gli approfondimenti:
- Il momento in cui le Torri gemelle crollarono. Video
- 11 settembre, le commemorazioni per l'attentato alle Torri Gemelle
- Nomi e volti delle vittime italiane in un nuovo progetto
- Discorso di Trump al Pentagono: "Non dimentichiamo, combattiamo per vincere"
- Cosa accadde e in quanti morirono negli attentati negli Usa
- Gli attentati e la devastazione a New York. Video
- New York non smetterà mai di ricordare l'11/09
- Come sono cambiati gli Usa dopo l'11/09? Lo Sky Cube
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11 settembre, 25 anni dopo. Gli attentati e la devastazione a New York
A 25 anni dagli attentati dell'11 settembre 2001, Sky TG24 ripropone le immagini storiche e i racconti di un giorno che ha cambiato per sempre le nostre vite. A New York, i parenti delle vittime si ritroveranno presso la National September 11 Memorial Plaza per l'annuale lettura dei nomi di coloro che sono rimasti uccisi negli attentati dell'11 settembre e nell'attentato al World Trade Center del 1993. Nelle immagini storiche, l'attacco sul Pentagono, il luogo in cui si schiantò il volo United 93 e la devastazione di New York subito dopo il crollo delle Torri Gemelle, con i vigili del fuoco e i soccorritori tra le macerie del World Trade Center avvolti dal fumo di Ground Zero.
11 settembre, 25 anni dopo. Gli attentati e la devastazione a New York
Vai al contenuto11 settembre, 25 anni dopo. Il crollo delle Torri Gemelle a New York. VIDEO
A 25 anni dagli attentati dell'11 settembre 2001, Sky TG24 ripropone le immagini storiche e i racconti di un giorno che ha cambiato per sempre le nostre vite. Saranno migliaia le persone riunite a New York, Washington e Shanksville, in Pennsylvania, per commemorare le quasi 3.000 persone uccise negli attacchi. Alle 8:46 ora di New York, il volo American Airlines 11 colpì la Torre Nord del World Trade Center. Alle 9:03 fu invece il volo United Airlines 175 a colpire la Torre Sud: l'edificio crollerà alle 9:59, seguito 29 minuti dopo dal collasso della Torre Nord.
11 settembre, 25 anni dopo. Il crollo delle Torri Gemelle a New York
Vai al contenuto11/9 - La lunga scia del terrore in Europa. VIDEO
11/9 - La lunga scia del terrore in Europa
Vai al contenutoGiuliani a Mamdani a Ground Zero: "Prego per te, lavoro difficile"
"E' un lavoro difficile. Prego per te". Lo ha detto l'ex sindaco Rudy Giuliani al successore Zohran Mamdani che oggi è andato a stringergli la mano durante le cerimonie in memoria delle stragi dell'11 settembre. Nei giorni scorsi Giuliani, in una tirata anti-islamica con un'emittente di destra, aveva diffidato Mamdani, che e' musulmano, a presentarsi a Ground Zero. Il sindaco, consapevole dell'attacco, si e' tuttavia avvicinato al predecessore e ha teso la mano che l'ex sindaco non ha rifiutato. Il gesto di cortesia di Mamdani ha fatto emergere un Giuliani diverso: rispettoso e, almeno in apparenza, quasi ridimensionato. Interpellato sull'incontro mentre lasciava la cerimonia, Mamdani non ha rivelato che cosa esattamente i due si siano detti. "Ci siamo tesi la mano e ci siamo scambiati alcune parole di cortesia", ha raccontato Mamdani: "Credo che per tutti noi l'attenzione oggi sia rivolta alle famiglie, ai soccorritori, all'essere qui per ascoltare i nomi di tutte le persone che ci sono state rubate 25 anni fa e ricordare come le loro famiglie abbiano trovato la forza di andare avanti in tutto questo tempo. Provo una profonda ammirazione per tutto ciò che queste famiglie hanno dato a noi tutti".
Amb. Peronaci: "Insieme per difendere solidarietà sicurezza e libertà"
Agli attacchi dell'11 settembre ''la risposta fu immediata. Gli Alleati restarono al fianco degli Stati Uniti e venne utilizzato l'articolo 5 della Nato. Difendemmo la solidarietà, la sicurezza e la libertà". Lo ha dichiarato a Tg2 Post l’ambasciatore italiano negli Stati Uniti Marco Peronaci. ''I vigili del fuoco e le genti di tutto il paese hanno dato una straordinaria prova di resistenza'', ha aggiunto il diplomatico. Sul piano della sicurezza, ha affermato Peronaci, ''è diventato imprescindibile lavorare insieme'' e successivamente ''ci si è resi conto che gli attacchi tradizionali sono affiancati da attacchi ibridi''. Oggi, ha proseguito, ''stiamo cercando insieme un trade off tra sicurezza e libertà''.
Omar Bin Laden, chi è il figlio di Osama Bin Laden che oggi dipinge
Omar Bin Laden, uno dei 20 figli del leader di al-Qaeda, ha cercato negli anni di costruire la propria identità lontano dall'eredità politica e ideologica del padre. Oggi si dedica alla pittura, realizzando soprattutto opere che ritraggono paesaggi e scene di vita quotidiana.
Omar Bin Laden, chi è il figlio di Osama Bin Laden che oggi dipinge
Vai al contenutoAmbasciatore Peronaci: "Si utilizzò articolo 5 Nato"
"La risposta fu immediata. Gli Alleati restarono al fianco degli Usa e venne utilizzato l'articolo 5 della Nato. Difendemmo la solidarietà, la sicurezza e la libertà. Venticinque anni dopo, possiamo dire che ha vinto la liberta'". Lo afferma sull'11 settembre a Tg2post l'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci.
11 settembre, le commemorazioni per l'attentato alle Torri Gemelle. FOTO
Sono passati 25 anni dall’attacco terroristico ai grattacieli simbolo della Grande Mela. Presenti alla commemorazione il sindaco di New York Zohran Mamdani e anche diversi ex presidenti degli Stati Uniti. Donald Trump partecipa invece alla cerimonia al Pentagono.
11 settembre, le commemorazioni per l'attentato alle Torri Gemelle
Vai al contenuto11 settembre, Trump al Pentagono: 'Combattiamo per vincere'. VIDEO
"L'11 settembre ci ha ricordato il terribile potere dell'odio. I 25 anni trascorsi da allora ci hanno mostrato il potere ancora più grande dello spirito americano di resistere, prevalere e vincere. E oggi il nostro Paese è più forte che mai; non è mai stato forte come in questo momento". Queste le parole del presidente degli Stati Uniti al Pentagono surante la cerimonia commemorativa dell'11 Settembre.
11 settembre, Trump al Pentagono: 'Combattiamo per vincere'
Vai al contenutoLa Cia pubblica l'intelligence inviata alla Casa Bianca prima dell'11/9
La Cia pubblica 69 rapporti di intelligence destinati ai presidenti americani che ripercorrono a grandi linee quanto l'agenzia aveva scoperto su Osama bin Laden e Al Qaida prima dell'11 settembre. I documenti, riporta il New York Times, non svelano novità ma offrono dettagli su quello che la Cia diceva ai presidenti Bill Clinton e George W. Bush nei mesi e negli anni precedenti all'attacco. In un briefing del 10 settembre 1998, nel rapporto inviato a Clinton, un analista della Cia metteva in guardia sul fatto che Al Qaida avrebbe potuto far schiantare "un aereo carico di esplosivo contro una città americana". In un altro documento del luglio 1998, consegnato a Clinton cinque settimane prima che Al Qaida attaccasse due ambasciate in Africa, si delineava l'intenzione del gruppo di colpire l'America citando quattro "fonti discutibili". L'ultimo briefing sull'11 settembre è del 28 agosto 2001. Il rapporto ribadiva che Al Qaida rappresentava una minaccia ma non si faceva riferimento ad attacchi negli Stati Uniti. A essere citati erano "rapimenti, l'impiego di razzi e mortai ma anche di attacchi rudimentali di natura chimica o biologica". La nota si chiudeva affermando che "anche i corrieri inesperti e gli attentatori commettono errori che rivelano dettagli del complotto.
Amato: "Ricordiamo insieme le Torri gemelle e Utoya"
"Quello delle Torri gemelle di 25 anni fa fu il secondo attacco nemico al proprio territorio che spinse gli Stati Uniti alla guerra. Ma il nemico non era uno Stato ostile, com'era accaduto con il bombardamento del Giappone a Pearl Harbor nel 1941. Questo fu il primo atto di guerra da parte di un'organizzazione terroristica non statale, al Qaeda. E proprio per questo fu un nuovo inizio, l'inizio di una conflittualita' militare che, soprattutto in Medio Oriente, avrebbe visto, ora insieme l'uno contro l'altro, attori statali e non statali. Iraq, Siria e Libano divennero i teatri principali di questa conflittualita', che spesso avremmo faticato a decifrare; e di sicuro a governare. Gli Usa hanno perso li', in Medio Oriente, la bussola del governo del mondo, una bussola che, sia pure tra vicende alterne, non hanno piu' ritrovato". Lo scrive l'ex premier Giuliano Amato, in un editoriale per 'Formiche' sull'anniversario dell'11 settembre. "Detto questo - prosegue Amato - non possiamo non ricordare che non siamo soltanto al 25* anniversario delle Torri gemelle, siamo anche al 15* anniversario della strage compiuta il 22 luglio 2011 sull'isola norvegese di Utoya dal suprematista Anders Breivik, il quale uccise 69 giovani laburisti e ne feri' 110 per colpire l'immigrazione musulmana e quindi la 'decostruzione' della cultura nazionale, di cui riteneva responsabile il Partito laburista. Avremmo scoperto solo dopo i tanti legami di Breivik col mondo dei suprematisti di estrema destra europei. E avremmo vissuto i tanti attentati commessi, in citta' europee diverse, da esponenti di questa vera e propria rete". Per Amato "e' impossibile non cogliere il nesso fra i due eventi e le sequenze seguite a entrambi. Impossibile non percepire che di qui sono partiti i focolai di ostilita' e di odio che sono venuti segnando le nostre societa' e hanno potentemente contribuito alla loro radicalizzazione. Non a caso si parla, per il nostro tempo, di eta' dell'odio e l'hate speech e' entrato prepotentemente fra di noi. Da parte di coloro che lo praticano, o addirittura lo organizzano, e' costante il richiamo alle religioni come fonte delle verita' di cui essi si fanno intransigenti portatori. Non e' cosi'. E' una menzogna di cui possono essere capaci solo i mestatori di sentimenti pur esistenti di ignoranza e di diffidenza, insieme ai cinici predatori di consensi che sfruttano e amplificano tali sentimenti, di contro ai giusti che si adoperano per diradarli. E fra i giusti ci sono proprio le religioni. Si pensi al documento di Abu Dhabi, sottoscritto nel 2019 da Papa Francesco e dal grande Imam di Al Azhar al-Tayyib, o al Patto fra le religioni italiane dello scorso giugno. I due anniversari, quello delle Torri gemelle e di Utoya, dovrebbero spingere tutti a seguirle e non a perseverare nelle tristi e dissennate campagne dell'odio".
Trump si appisola al Pentagono alla cerimonia per l'11 Settembre, virale sui social
Donald Trump sembra appisolarsi in una fase della cerimonia al Pentagono per gli attacchi terroristici dell'11 Settembre. Durante la partecipazione, insieme alla first lady Melania, il tycoon ha chiuso gli occhi, scatenando i commenti sui social, in prevalenza sullo scarso rispetto mostrato vista l'importanza dell'iniziativa. La coppia presidenziale al Pentagono ha onorato le vittime del terzo aereo dirottato dai terroristi, schiantatosi proprio sulla sede del Dipartimento della Difesa americano, causando in totale oltre 180 morti.
Zelensky sull'11 settembre: "Importante che ci fu risposta Nato al terrorismo"
"Oggi è un giorno importante, un giorno di persone forti e, allo stesso tempo, un giorno profondamente tragico. Venticinque anni fa, l'11 settembre, delle persone furono vittime di un attacco. Un attacco terribile, una tragedia negli Stati Uniti. Quasi 3.000 persone provenienti da 90 Paesi del mondo furono uccise, tra cui anche cittadini ucraini": lo afferma su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "All'epoca", prosegue il leader di Kiev, "la Nato dimostrò la propria forza. Ed è molto importante che ci sia stata una risposta al terrorismo e che sia stato invocato l'Articolo 5. Questo dimostra che, se le persone vogliono preservare la propria civiltà e il diritto di difendere i propri diritti, le proprie libertà e i propri valori, deve esserci una risposta a qualsiasi nemico o terrorista". "Onoriamo tutti gli eroi che quel giorno fecero tutto il possibile per salvare la vita degli altri: agenti di polizia e vigili del fuoco, ma anche semplicemente persone che si presero cura degli altri, comprese quelle di origine ucraina. Esprimiamo loro il nostro rispetto, la nostra ammirazione e le nostre condoglianze", aggiunge Zelensky.
Studio: guerre post attentati sono costate 940mila vite
Le guerre seguite all'11 settembre hanno causato quasi un milioni di vittime in tutto il mondo, anche ben lontano dai campi di battaglia. Secondo il progetto "Costs of War" della Brown University, tra il 2001 e il 2023 le operazioni militari statunitensi in Iraq, Afghanistan, Siria, Yemen e Pakistan hanno provocato la morte di oltre 940.000 persone, tra cui piu' di 432.000 civili. Oltre agli oltre 7.000 militari statunitensi deceduti, il bilancio delle vittime comprende piu' di 8.000 contractor militari e oltre 12.000 soldati appartenenti a forze della Nato e di altri alleati degli Stati Uniti. I ricercatori segnalano che anche il tasso di suicidi tra i militari statunitensi - un tempo inferiore a quello della popolazione generale - e' aumentato in modo significativo a partire dal 2004, "indicando una crisi della salute mentale". Circa 30.000 militari e veterani statunitensi coinvolti nei conflitti successivi all'11 settembre si sono tolti la vita: un numero quattro volte superiore a quello dei caduti in combattimento.
11 settembre 2001, cosa accadde e in quanti morirono negli attentati
La mattina di martedì 11 settembre 2001, quattro aerei passeggeri in volo negli Stati Uniti orientali furono sequestrati da piccoli gruppi di dirottatori. I velivoli vennero quindi utilizzati come enormi missili guidati e diretti contro edifici simbolo di New York e Washington. Due degli aerei colpirono le Torri Gemelle del World Trade Center di New York. Il secondo impatto avvenne 17 minuti dopo il primo. Gli edifici presero fuoco, intrappolando le persone ai piani superiori, mentre una nube di fumo avvolse parte della città. In meno di due ore, entrambe le torri, alte 110 piani, crollarono producendo enormi nuvole di polvere. Il terzo velivolo si schiantò sul Pentagono, mentre l'ultimo, che avrebbe dovuto abbattersi sulla Casa Bianca o sul Congresso, precipitò in Pennsylvania, grazie all'eroica rivolta dei passeggeri.
11 settembre 2001, cosa accadde e in quanti morirono negli attentati
Vai al contenuto11 settembre, nomi e volti delle vittime italiane in un nuovo progetto. VIDEO
Sono 411 le vittime di origine italiana e italo-americana di quel tragico 11 settembre 2001. Un nuovo progetto propone ora un sito e una pubblicazione per raccogliere i nomi, i volti e le storie di queste vite spezzate dagli attacchi terroristici. Il progetto, indipendente e senza scopo di lucro, è stato presentato al Consolato Italiano di New York ed è raggiungibile a questo indirizzo. L'iniziativa nasce dal lavoro di Giulio Picolli, che per mesi ha ricostruito i nominativi partendo dai registri ufficiali, cercando fotografie, verificando informazioni e incrociando fonti spesso incomplete.
11 settembre, nomi e volti delle vittime italiane in un nuovo progetto
Vai al contenutoOggi il funerale di una donna morta l'11 settembre sul volo AA11
Venticinque anni dopo l'11 settembre continuano i funerali delle vittime delle stragi, uno proprio oggi a Framingham in Massachusetts. La famiglia di Barbara Keating si è riunita in forma privata per dare sepoltura alla donna, morta quando il volo su cui viaggiava, l'American Airlines 11, si è schiantato contro la torre nord del World Trade Center. Un team di esperti è riuscito a identificare i suoi resti l'anno scorso e oggi il figlio Paul e altri parenti si sono riuniti per celebrarne la sua vita. "Avevamo fatto incidere la lapide 25 anni fa, ma lei non era lì. Adesso finalmente ci sarà. È qualcosa che ci dà, almeno in una certa misura, un senso di chiusura", ha detto alla National Public Radio. Secondo dati ufficiali, il 40% delle 2.753 vittime delle stragi a New York non è ancora stato ritrovato o identificato con certezza. Squadre specializzate continuano tuttavia a esaminare macerie e detriti raccolti nell'area del World Trade Center. Gli sforzi proseguono per identificare circa 1.100 vittime ancora anonime dell'attacco su New York in quello che il capo medico legale della città, Jason Graham, ha definito un "impegno sacro".
New York non smetterà mai di ricordare l’11 settembre
New York non ha smesso di soffrire. Nel ricordo degli attentati, delle vittime, ma in ciò che continua a succedere: già da alcuni anni il numero di chi ha perso la vita per malattie contratte in seguito agli attacchi alle Torri Gemelle ha superato quello di chi è morto l’11 settembre.
New York non smetterà mai di ricordare l’11 settembre
Vai al contenuto11 settembre, Hegseth: 'Uccisi leader iraniani che ci augurano morte'. VIDEO
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dedicato parte del suo intervento alla cerimonia di commemorazione degli attentati dell'11 Settembre al conflitto in corso contro l'Iran. "I nostri combattenti hanno affrontato una teocrazia islamica che da quasi mezzo secolo invoca la nostra morte, che ha esultato per l'11 Settembre: un regime che per decenni ha sponsorizzato attacchi terroristici contro gli americani, uccidendone a migliaia. La pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto di Hormuz", ha concluso.
11 settembre, Hegseth: 'Uccisi leader iraniani che ci augurano morte'
Vai al contenutoBiden: "Unità è la nostra forza, questa la lezione più grande"
"La lezione più grande che ci lascia uno dei giorni più bui della nostra storia è che, nei momenti di maggiore vulnerabilità, l'unità è la nostra forza più grande". Lo ha scritto l'ex presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un post su X in occasione del 25esimo anniversario degli attentati dell'11 settembre, ricordando le 2.977 vittime e le migliaia di persone morte negli anni successivi a causa delle malattie provocate dagli attacchi. Biden ha quindi reso omaggio ai vigili del fuoco e agli agenti di polizia che si precipitarono nelle Torri Gemelle e al Pentagono e ai passeggeri che reagirono a bordo del volo precipitato a Shanksville. "Jill e io siamo vicini alle famiglie che portano ogni giorno il peso di quella perdita", ha aggiunto l'ex presidente, concludendo il messaggio con la frase "Non dimenticheremo mai".
New York, la straziante lettura dei nomi continua
A due ore e mezzo dall'inizio continua la straziante lettura dei nomi delle quasi tremila vittime degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. La lunghezza della cerimonia mostra una volta di piu' quante vite siano state impattate da quegli attacchi. Familiari delle vittime appaiono ancora piegati dal dolore, fermi vicino ai nomi dei loro cari incisi sui marmi del Memoriale.
Hegseth: "Messo in ginocchio l'Iran, il più prolifico sostenitore del terrorismo"
"Negli ultimi sei mesi, abbiamo messo in ginocchio il più prolifico Stato sostenitore del terrorismo al mondo": il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dedicato parte del suo intervento alla cerimonia di commemorazione degli attentati dell'11 Settembre al conflitto in corso contro l'Iran. "I nostri combattenti hanno affrontato una teocrazia islamica che da quasi mezzo secolo invoca la nostra morte, che ha esultato per l'11 Settembre: un regime che per decenni ha sponsorizzato attacchi terroristici contro gli americani, uccidendone a migliaia, compresi i nostri commilitoni in Iraq e in Afghanistan". Hegseth, parlando al Pentagono, ha difeso la linea dell'amministrazione Trump nel conflitto contro Teheran. "La pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Porteremo a termine questa battaglia", ha concluso.
11 settembre, Trump al Pentagono: 'Combattiamo per vincere'. VIDEO
"L'11 settembre ci ha ricordato il terribile potere dell'odio. I 25 anni trascorsi da allora ci hanno mostrato il potere ancora più grande dello spirito americano di resistere, prevalere e vincere. E oggi il nostro Paese è più forte che mai; non è mai stato forte come in questo momento". Queste le parole del presidente degli Stati Uniti al Pentagono surante la cerimonia commemorativa dell'11 Settembre.
11 settembre, Trump al Pentagono: 'Combattiamo per vincere'
Vai al contenutoVance: "Un onore poter unirmi alle famiglie delle vittime dell'11 settembre"
"È stato un onore poter unirmi alle famiglie delle vittime in occasione del 25/mo anniversario dell'11 settembre. A tutti coloro che hanno letto i nomi e raccontato le storie dei propri cari: grazie per il vostro coraggio e per averci fatto conoscere un po' la persona che avete perso". Lo ha scritto su X il vicepresidente americano JD Vance, sulla sua partecipazione alla cerimonia di New York. "È stato un tributo straordinario alle 3.000 persone uccise quel giorno. Che Dio accolga le loro anime e dia conforto a chi è rimasto. Ognuno di noi ha i propri rituali per ricordare quel giorno. Io leggo sempre questa storia e la condivido nella speranza che la troviate significativa quanto me".
Carney: "La solidarietà del Canada non è mai venuta meno"
"Di fronte all'odio e al terrorismo, la solidarieta' non e' mai venuta meno". Lo ha dichiarato il primo ministro canadese Mark Carney nel 25esimo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001, ricordando l'accoglienza offerta dal Canada a migliaia di passeggeri rimasti bloccati dopo gli attacchi contro gli Stati Uniti. "Venticinque anni dopo, il nostro dolore non e' svanito e neppure la nostra determinazione a contrastare l'odio e il terrorismo", ha affermato Carney in una dichiarazione diffusa in occasione dell'anniversario e della Giornata nazionale del servizio. Dopo la chiusura dello spazio aereo americano, il Canada accolse "senza esitazione" 224 aerei dirottati, che atterrarono in 17 aeroporti del Paese. A Gander, cittadina di Terranova e Labrador con circa 10 mila abitanti, furono accolti quasi settemila passeggeri. I residenti offrirono loro alloggio, cibo e mezzi per comunicare con le famiglie. Quasi tremila persone, tra cui 24 cittadini canadesi, morirono negli attentati. Il premier ha inoltre ricordato che gli attacchi portarono la Nato a invocare per la prima volta nella sua storia l'articolo 5 sulla difesa collettiva. Piu' di 40 mila militari canadesi prestarono successivamente servizio in Afghanistan. Durante la missione morirono 158 membri delle Forze armate e sette civili canadesi. Carney ha collegato l'anniversario alla Giornata nazionale del servizio, sottolineando che aiutare "un vicino, uno sconosciuto o una comunita' bisognosa" rappresenta la risposta migliore a chi cerca di dividere la societa'. "Il vero omaggio e' servire", ha concluso.
New York, Mamdani stringe la mano a Giuliani
Il sindaco di New York Zohran Mamdani, musulmano, e' andato incontro all'ex sindaco Rudolph Giuliani e gli ha stretto la mano. Il gesto non e' passato inosservato a fotografi e network tv. Le immagini sono diventate virali sui social. Giuliani ha attaccato per giorni Mamdani, chiedendogli di non presenziare alla cerimonia di commemorazione degli attacchi dell'11 settembre, mentre il sindaco ha reso pubblici 170mila documenti che mostrano come l'amministrazione guidata nel 2001 da Giuliani avesse nascosto ai newyorkesi i rischi legati al ritornare a vivere e a lavorare nella zona, avvolta da sostanze cancerogene, dove una volta c'erano le Torri Gemelle.
In ricordo dell'11/09 i vigili del fuoco scalano a Milano la Torre Galfa
I vigili del fuoco hanno ricordato oggi a Milano i 343 'firefigheters' americani morti nelle torri gemelle del World Trade Center di New York con la tradizionale scalata della Torre Galfa, a pochi passi dalla Stazione Centrale. Un modo simbolico per stringersi idealmente attorno al ricordo dei colleghi americani caduti l'11 settembre 2001, rinnovando ogni anno un legame di solidarietà e rispetto tra i vigili del fuoco di tutto il mondo. Settanta vigili del fuoco provenienti dai vari comandi della Lombardia hanno percorso per quattro volte l'intero sviluppo in altezza della torre, che conta 33 piani, partendo ogni volta dal piano terra, con addosso la divisa da intervento, che pesa circa venti chili. In occasione del 25esimo anniversario dell'attentato, il gruppo di vigili del fuoco milanesi è stato affiancato da sette colleghi statunitensi della base aerea militare di Aviano. La loro presenza ha reso l'iniziativa ancora più significativa, trasformandola in un momento di condivisione tra i due Paesi.
Trump: "L'11 settembre ha mostrato lo spirito Usa di resistere, prevalere e vincere"
"Come ci dicono le Scritture, la luce splende e l'oscurità non ha potuto sopraffarla. L'11 settembre ci ha ricordato il terribile potere dell'odio. I 25 anni trascorsi da allora ci hanno mostrato il potere ancora più grande dello spirito americano di resistere, prevalere e vincere. E oggi il nostro Paese è più forte che mai; non è mai stato forte come in questo momento". Parlando alla cerimonia commemorativa dell'11 Settembre, il presidente americano Donald Trump ha ricordato che "grazie a quello spirito, quando le generazioni future verranno qui tra 25, 100 o 250 anni, si troveranno in una nazione libera e incrollabile di fronte al male. E continueranno a onorare quegli eroi". L'11 settembre del 2001 è "un evento che nessuna epoca cancellerà dalla memoria del tempo. Non sarà mai, mai dimenticato. Che Dio benedica le famiglie colpite dall'11 settembre; che Dio benedica i nostri straordinari, coraggiosi e meravigliosi soccorritori. Che Dio benedica le forze armate degli Stati Uniti e che Dio benedica l'America", ha concluso il tycoon. L'Intervento di Trump, durato circa 20 minuti, ha di fatto chiuso anche la cerimonia.
Trump difende guerra a Iran: "Non abbiamo scelta"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concluso il suo messaggio a Pentagono per commemorare l'11 settembre difendendo la guerra all'Iran. "Non dimenticheremo mai. Ecco perche' combattiamo oggi. Non abbiamo scelta. Ci puo' essere solo la vittoria", ha detto.
Trump: "Usa mai stati così forti come ora"
"Oggi il nostro Paese è più forte di quanto sia mai stato prima. Non è mai stato così forte come in questo momento". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump concludendo al Pentagono il suo intervento per il 25esimo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001. Trump ha affermato che gli ultimi 25 anni hanno dimostrato "la forza ancora più grande dello spirito americano" e rivolto lo sguardo alle future generazioni, che "vivranno in una nazione libera e inflessibile di fronte al male e continueranno a onorare gli eroi dell'11 settembre".
L'appello del nipote di una vittima dell'11/9 a Trump: "Pubblicare le carte su Riad"
Il nipote di una delle vittime dell'11 settembre ha lanciato un appello a Donald Trump affinché "pubblichi i documenti intergrali che coinvolgono l'Arabia Saudita" negli attacchi "finché i familiari delle vittime sono ancora in vita". Dopo aver letto i nomi delle vittime a Ground Zero, il nipote di Lisa Mary Terry si è rivolto all'amministrazione denunciando che il "deep state ha nascosto la verità su quanto accaduto 25 anni fa".
Trump non cita il sacrificio degli alleati Nato
Nel suo messaggio per commemorare gli attacchi terroristici dell'11 settembre, Donald Trump ha ricordato i soccorritori e le forze americane per "aver combattuto il terrorismo in questi 25 anni", ma non ha citato gli alleati Nato, che sono stati al fianco degli Stati Uniti in questa sfida, perdendo anche vite.
Trump: "Continuiamo a mandare terroristi all'inferno"
"In giorni come l'11 settembre, capiamo di che pasta è davvero fatto un Paese. In questo momento stiamo scoprendo di che pasta siamo fatti". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, nel suo discorso al Pentagono a 25 anni dalla tragedia. "Continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare: all'inferno - ha proseguito - E le petroliere sul fondo dell'oceano, dove meritano di stare, e stiamo facendo in modo che l'Iran non abbia mai un'arma nucleare. La pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto. Porteremo a termine questa battaglia".
Trump: "Proteggeremo gli Usa e le sue libertà per ogni generazione futura"
"Proteggeremo questo Paese e le sue libertà per ogni generazione futura, lo proteggeremo come mai prima d'ora. Per chiunque l'abbia vissuto, nessuna parola potrebbe rendere giustizia all'angoscia di quel giorno". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando al Pentagono nel corso della cerimonia commemorativa degli attentati dell'11 Settembre.
11 settembre Trump: Non permetteremo a nessuno di attaccarci. VIDEO
11 settembre Trump: Non permetteremo a nessuno di attaccarci
Vai al contenutoHegseth: "Controlliamo Hormuz e finiremo la battaglia"
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, nel suo discorso per commemorare l'attacco dell'11 settembre 2001 al Pentagono, ha difeso l'amministrazione americana e la scelta di attaccare l'Iran. "Le pressioni economiche si fanno piu' dure ogni giorno. Controlliamo lo Stretto, finiremo questa battaglia".
New York, silenzio per ricordare volo 93
Un altro momento toccante alla cerimonia a Ground Zero, dove ora sorge il Memoriale dell'11 Settembre: il silenzio osservato per ricordare quando il volo 93 della United Airlines si schianto' a Shanksville, in Pennsylvania. I passeggeri e il personale di bordo decisero di immolarsi per evitare che l'aereo raggiungesse Washington per abbattersi sulla Casa Bianca.
Al Pentagono Trump loda impegno soldati contro l'Iran
Donald Trump ha "reso omaggio" a tutti gli uomini in divisa e li ha lodati per il loro impegno "perche' l'Iran non abbia mai un'arma atomica". Lo ha fatto parlando in occasione della cerimonia di commemorazione dell'attacco dell'11 settembre al Pentagono. "Il mondo e l'America non sono più tornati a essere quello che erano prima" di quegli attacchi ha detto Trump. Trump ha ribadito che l'Iran "non avra' mai l'arma nucleare". Un tiepido applauso ha accolto il suo messaggio.

Trump: "Non dimenticheremo mai, per questo combattiamo per vincere"
"Oggi rinnoviamo il sacro giuramento che prestammo per la prima volta un quarto di secolo fa: non dimenticheremo mai, mai i loro nomi. È per questo che combattiamo oggi. Non abbiamo scelta. L'unica opzione è la vittoria. Combattiamo con determinazione, combattiamo per vincere". Lo ha detto Donald Trump, parlando al Pentagono alla cerimonia commemorativa dell'11 Settembre.
Trump ricorda vittime Torri Gemelle
Nel suo intervento al Pentagono, teatro di uno degli attacchi dell'11 settembre, Donald Trump ha ricordato le vittime degli attacchi alle Torri Gemelle e "gli eroi" del volo United 93 che si schiantò in Pennsylvania dopo la rivolta dei passeggeri.
Trump al Pentagono: “Non dimenticheremo mai cosa è accaduto”
"Confermo che non dimenticheremo mai ciò che è accaduto l'11 settembre e che oggi combattiamo nel rispetto di quel giuramento". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla cerimonia dell'11 settembre al Pentagono. "Oggi stiamo lottando duramente e non abbiamo altra scelta che la vittoria", ha affermato ancora.
Ground Zero ricorda volo 77 che si schiantò su Pentagono
A Ground Zero, Manhattan, continua la lettura dei nomi delle vittime dell'attacco alle Torri Gemelle. La folla e' rimasta in silenzio mentre la campanella ha ricordato il momento in cui il volo 77 dell'American Airlines si schianto' venticinque anni fa sul Pentagono.
Yo-Yo Ma esegue la Suite per violoncello n. 2 di Bach
Il violoncellista Yo-Yo Ma ha eseguito la Suite per violoncello n. 2 di Bach mentre venivano letti ad alta voce i nomi delle vittime degli attentati terroristici dell'11 settembre a Ground Zero, a New York.
11 settembre, le commemorazioni per l'attentato alle Torri Gemelle. FOTO
11 settembre, le commemorazioni per l'attentato alle Torri Gemelle
Vai al contenutoMamdani: "Ricordiamo il giorno più buio nostra città, ma anche risposta dei newyorkesi"
"Ricordiamo l'11 settembre come il giorno più buio della nostra città, ma anche quello che così tanti newyorkesi hanno fatto in quell'oscurità". Così Zohran Mamdani nel messaggio ufficiale che il sindaco di New York ha diffuso sui social poco prima dell'inizio della cerimonia di commemorazione delle vittime degli attacchi al World Trade Center, che si sta svolgendo a Ground Zero. "Un orribile giorno di terrore, un giorno di perdite incommensurabili, 2753 universi scomparsi in un istante", ha detto ancora Mamdani, ricordando anche le "migliaia di persone morte negli anni a seguire per malattie provocate dalla tossicità dell'aria", nel video girato nel sud di Manhattan, con alle spalle proprio lo spazio un tempo occupato dalle Torri Gemelle. Nel lodare la risposta data dai newyorkesi al terribile attacco, Mamdani ha parlato delle "migliaia di newyokesi che sono stati in fila per ore per donare il sangue", che "hanno aperto le loro case a chi non poteva tornare a casa" e le squadre di soccorso che hanno messo in salvo migliaia di persone. "25 anni dopo abbiamo il sacro obbligo di fronte a quelli che ci sono stati sottratti, di occuparci gli uni degli altri , vivere vite degne del loro sacrificio e costruire una città degna del loro coraggio", ha concluso il sindaco che partecipa alle cerimonie di commemorazione, nonostante gli attacchi che si sono stati rivolti da esponenti della destra americana che ha chiesto che il primo sindaco musulmano di New York non partecipasse alle cerimonia di oggi a Ground Zero, appoggiando la richiesta di alcuni familiari delle vittime. "Lui condivide la filosofia delle persone che hanno assassinato mio nipote e tutte queste altre persone", ha dichiarato Bruce Blakman, candidato repubblicano a governatore di New York che ha perso il nipote l'11 settembre, bollando il sindaco come "anti-americano". Agli attacchi, che il New York Times definisce islamofobici, contro Mamdan si è unito Rudy Giuliani, che era sindaco di New York al momento degli attentati, che in un'intervista ha definito "un'offesa" la partecipazione dell'attuale sindaco alla cerimonia, ripetendo tesi complottiste dell'estrema destra secondo le quale Mamdani avrebbe sostenuto la presa di potere da parte dei musulmani "di alcune parti dell'America e dell'Europa". Mamdani, da parte sua, ha cercato di evitare le polemiche e di rispondere direttamente agli attacchi, come quelli di Giuliani, al quale oggi ha stretto la mano prima dell'inizio della cerimonia a Manhattan, secondo quanto riporta Abcnews. "Il 25mo anniversario dell'attacco terroristico dell'11 settembre non riguarda la politca", ha dichiarato al Times Anna Bahr, portavoce del sindaco che, spiegano i suoi collaboratori, ha voluto concentrare l'attenzione della giornata sulle vittime, i sopravvissuti e i soccorritori, non sul suo ruolo. In questi ultimi giorni, Mamdani ha partecipato a diverse cerimonie che si sono svolte in distretti di polizia e dei vigili del fuoco di tutta la città.
Familiare vittima contro Riad: "Alimenta il terrorismo"
Una familiare di una delle vittime dell'11 settembre ha approfittato del palco della cerimonia organizzata a New York per scagliarsi duramente contro l'Arabia Saudita, accusandola di alimentare "il terrorismo antiamericano". Sebbene gli oratori dovessero limitarsi a leggere i nomi delle vittime e a condividere ricordi, una di loro, Terry Strada, e' uscita dal copione per esprimere rammarico per il fatto che, "a distanza di 25 anni, non abbiamo ancora ottenuto giustizia per il ruolo svolto dall'Arabia Saudita". "Si', siamo finalmente riusciti a portare la questione in tribunale e a stabilire che il Regno dell'Arabia Saudita ha alimentato una cultura nauseabonda di terrorismo antiamericano in tutto il mondo", ha proseguito "Ma per 25 anni, amministrazione dopo amministrazione - inclusi i leader che oggi sono qui davanti a noi - si e' scelto di proteggere i sauditi anziche' schierarsi al fianco delle famiglie dell'11 settembre. "Il presidente Trump puo' ancora cambiare le cose. Dica ai sauditi di smettere di mentire", ha affermato, chiedendo al vicepresidente JD Vance, presente alla cerimonia, di "trasmettere loro questo messaggio". E' stata applaudita da una parte della folla, composta dai familiari delle vittime e, tra le autorita' presenti, da quattro ex presidenti americani. La maggior parte dei dirottatori responsabili degli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti era di nazionalita' saudita, cosi' come il loro mandante, l'ex leader di Al-Qaeda Osama bin Laden.
Bush: "Gli americani non fanno attenzione alle lezioni dell'11/9"
Gli americani "non prestano attenzione alle lezioni dell'11 settembre". E' il rimprovero dell'ex presidente George W. Bush. Intervistato da Condoleeza Rice, la sua ex consigliera alla sicurezza nazionale, Bush ha detto: "il nostro paese attravesa periodicamente periodi di isolazionismo, in cui l'atteggaimento è: 'abbiamo troppi problemi a casa, a chi importa cosa accade all'estero?'. Per me questo significa che non si presta attenzione alle lezioni dell'11 settembre perché quello che accade oltreoceano è importante per la nostra sicurezza nazionale".
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Cavo Dragone: "Mondo cambiò in poche ore, Nato fu leale"
"L'11 settembre 2001, il mondo cambiò, in poche ore. L'Alleanza resse. Forte e unita". Lo ha scritto su X il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, ricordando l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001. "Entro 24 ore, gli alleati invocarono l'Articolo 5, per la prima volta nella storia della Nato. Nessuna esitazione, nessun indugio. Quel giorno, dimostrammo l'impegno preso nel 1949: un attacco a un Alleato e' un attacco a tutti. Tutti per uno, uno per tutti", ha aggiunto. "Alleati da tutta l'Alleanza servirono al fianco degli Stati Uniti, compirono missioni, presidiarono il terreno e piu' di mille di loro non fecero ritorno a casa. Le loro nazioni li inviarono perche' un alleato era stato attaccato. Ecco che aspetto ha la lealta' quando viene messa alla prova. "A distanza di venticinque anni, l'Alleanza resiste, il nostro legame rimane indissolubile e il nostro impegno a proteggere e difendere un miliardo di cittadini resta incrollabile", ha concluso.
Bush: "Ebbi un unico pensiero non perdiamo l'anima"
Impedire che l'America perdesse la propria anima. Era questo il pensiero di George W. Bush mentre abbozzava i primi messaggi alla nazione dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001. Il 43esimo presidente ha parlato insieme con l'ex Segretario di Stato Condoleezza Rice al George W. Bush Presidential Center di Dallas il 9 settembre presso, in vista del 25esimo anniversario degli attacchi. Bush e Rice hanno ricordato i momenti in cui appresero la notizia. L'ex presidente ha ricordato l'immagine che sarebbe divemtata celebre in tutto il mondo, quando, mentre leggevao a un gruppo di scolari in una scuola della Florida, gli fu sussurrato all'orecchio che un secondo aereo aveva colpito il World Trade Center a Manhattan. "Non ebbi molto tempo per elaborare la cosa, ma mi fu subito chiaro che, se eravamo sotto attacco, il mio compito era difendere la bambina che mi stava leggendo, la sua famiglia e il suo Paese", ha detto Bush, il cui intervento a Dallas e' stato ripreso da C-SPAN "Fu quindi un momento di grande lucidita'. In quel frangente, divenni un presidente in tempo di guerra. Non avevo alcun dubbio che non si trattasse di una questione di ordine pubblico. Era una guerra, e il compito del presidente e del suo team e' mobilitare la nazione affinche' faccia cio' che e' necessario per proteggere il popolo". La Rice, 71 anni, si trovava a Washington D.C. al momento degli attacchi e chiamo' Bush. "Feci qualcosa che non rifarei mai piu'", ha detto la Rice "Alzai la voce con il presidente perche' voleva tornare. 'Resti dov'e'' urlai 'Gli Stati Uniti d'America sono sotto attacco'". Bush volo' dalla Florida a una base militare in Louisiana e poi a una in Nebraska. Scelse di tornare a Washington, D.C., nonostante l'avvertimento della Rice, dopo che i suoi collaboratori gli suggerirono di tenere un discorso alla nazionee lui si rifiuto' di farlo "da un bunker a Omaha, in Nebraska". "Sarebbe stata una vittoria psicologica per coloro che ci avevano attaccati. E cosi' tornai" a Washington. "Rice e Bush ricordarono anche i momenti concitati legati al volo 93 della United Airlines. L'aereo fu dirottato dai terroristi verso Washington. I passeggeri e l'equipaggio opposero resistenza e il velivolo si schianto' in un campo a Shanksville, in Pennsylvania, causando la morte di tutte le persone a bordo. Inizialmente, Rice e Bush pensarono che il volo 93 fosse stato abbattuto. "Per circa dieci minuti credemmo di aver abbattuto un aereo civile", ha detto Rice "Per me, questo ha sempre rappresentato un esempio di quanto sia difficile prendere decisioni sotto una pressione enorme". Il pensiero di Bush ando' anche a cosa avrebbe detto alla nazione il 12 settembre. "La mia preoccupazione principale era quella di offrire conforto alla nazione, perche' percepivo un profondo trauma", ha detto. Rice ha ricordato come Bush avesse insistito sulla necessita' che il Paese ritrovasse un senso di normalita', in un contesto in cui i voli erano stati bloccati, le banche chiuse e l'economia "completamente paralizzata". Bush ha ricordato anche la visita a una moschea nei giorni successivi agli attentati: "Chiarii anche che l'Islam e' una religione di pace, non di guerra, e che quelle persone avevano tradito la loro religione", ha concluso riferendosi ai terroristi.
Iniziata al Pentagono la cerimonia commemorativa dell'11 Settembre
La cerimonia commemorativa dell'11 Settembre ha preso il via al Pentagono. Il presidente Donald Trump e la la first lady sono stati presentati. Tra coloro che si sono uniti alla coppia presidenziale il generale Dan Caine, il capo di Stato maggiore congiunto, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e l'ex segretario di Stato Condoleezza Rice. La prima parte della cerimonia prevede la lettura dei nomi delle 125 persone che hanno perso la vita l'11 Settembre del 2001, a seguito del volo 77 American Airlines abbattutosi sul Pentagono. Nello schianto, avvenuto alle 9:37, morirono anche tutti i 59 passeggeri a bordo. Trump ha fatto il saluto militare durante l'esecuzione dell'inno nazionale statunitense.
Folla radunata al Memoriale dell’11 settembre
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Una familiare delle vittime dell'11/9 critica Riad a Ground Zero e ringrazia Vance
Dal palco allestito per la lettura dei nomi dell'11/9 a Ground Zero, una familiare delle vittime ha attaccato l'Arabia Saudita e chiesto alla politica di "schierarsi con i sopravvissuti, con gli americani" e non coprire e continuare a lavorare con Riad. Ringraziando il vicepresidente JD Vance per la presenza, la donna lo ha esortato a portare il suo messaggio al presidente Donald Trump. Le sue parole sono state accolte da applausi. Alcune delle famiglie delle vittime hanno presentato una causa da 1.000 miliardi di dollari contro l'Arabia Saudita, ritenendola in parte responsabile degli attacchi. Il 7 ottobre prossimo è in programma un'udienza davanti a un giudice di New York, chiamato a decidere se il caso può andare o no a processo.
Trump giunto al Pentagono per le commemorazioni dell'11 Settembre
Il presidente americano Donald Trump e la first lady Melania sono arrivati al Pentagono per le commemorazioni dei 25 anni dagli attentati terroristici dell'11 Settembre. Il programma prevede che Trump tenga un breve intervento e la partecipazione della coppia presidenziale a una cerimonia di deposizione di una corona di fiori.
Barack e Michelle Obama: "Per chi era giovane è difficile immaginare le sensazioni"
Barack e Michelle Obama hanno descritto le sensazioni provate da molti americani subito dopo gli attacchi dell’11 settembre del 2001. Per chi era "giovane nel 2001, o non era ancora nato", hanno affermato gli Obama, "può essere difficile immaginare cosa si provasse l’11 settembre". "Lo shock di quella bellissima mattina senza nuvole. Il dolore straziante delle famiglie i cui cari sono stati strappati via con tanta rapidità e crudeltà. La consapevolezza che le forze del male e della violenza fossero più vicine, e il futuro meno certo, di quanto pensassimo", hanno dichiarato. Ma nei giorni che seguirono, hanno aggiunto, "abbiamo provato anche qualcos’altro", ovvero "l’orgoglio per i soccorritori che si erano precipitati sul posto e per i passeggeri che avevano fatto irruzione nella cabina di pilotaggio".
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Al via cerimonia a Pentagono con Trump ed Hegseth
La cerimonia al Pentagono è iniziata alle 9, con il Presidente Trump, la First Lady Melania Trump, il generale Dan Caine (capo dello Stato Maggiore congiunto), l'ex segretario di Stato Condoleezza Rice e il segretario alla Difesa Pete Hegseth presenti sul palco. La cerimonia rende omaggio alle vittime del volo 77 - che si schianto' contro il Pentagono alle 9:37 dell'11 settembre - e a tutte le persone che persero la vita nell'area del Pentagono. Trump ha reso il saluto militare mentre venivano eseguite le note dell'inno nazionale statunitense.
Figlio vigile del fuoco accanto a Vance durante cerimonia
Matthew Palazzo, tecnico meccanico in servizio attivo nella Guardia Costiera, era al fianco del vicepresidente Vance durante la cerimonia di commemorazione degli attacchi dell'11 settembre a Manhattan. Palazzo non ha mai conosciuto suo padre, anch'egli tecnico meccanico della Guardia Costiera e vigile del fuoco del Dipartimento di New York (Fdny). Jeffrey Palazzo, in servizio presso la Rescue Company 5 di Manhattan, perse la vita venticinque anni fa mentre interveniva al World Trade Center. Aveva 33 anni. Matthew Palazzo e' entrato nella Guardia Costiera nel 2020, seguendo le orme del padre scomparso.
Alle 8,43 cantato l'inno Usa a Ground Zero
Alle 8,43, l'ora del primo schianto degli aerei contro la Torre Nord, e' stato eseguito a Ground Zero l'inno americano. Tutti gli ex presidenti, incluse le ex first lady Michelle Obama e Hillary Clinton, si sono portati la mano sul cuore. Presente anche il vicepresidente JD Vance, ma non Donald Trump, che partecipera' alla commemorazione in programma al Pentagono.
25 anni fa l'impatto sulla prima Torre, l'America si ferma
L'America si ferma per ricordare il 25mo anniversario dell'11/9 con un minuto di silenzio alle 8.46 ora locale, quando il primo aereo si schiantò contro la North Tower del World Trade Center. Dopo il minuto di silenzio, si è esibito il violoncellista Yo-Yo Ma ed è iniziata la lettura dei nomi delle quasi 3.000 vittime degli attacchi a New York, al Pentagono e a Shanksville. A iniziare la lettura sono stati un ragazzo e una ragazza che hanno perso rispettivamente lo zio e il nonno nell'attacco.
Mamdani: "Oggi New York ricorda, non dimenticheremo mai"
"25 anni fa, i terroristi uccisero quasi 3.000 persone, tra cui 2.753 newyorkesi. Mentre ricordiamo quel terribile giorno, ricordiamo anche i primi soccorritori, gli impiegati d'ufficio e gli sconosciuti che corsero verso il pericolo per aiutarsi a vicenda. Ricordiamo la straordinaria compassione, resilienza e coraggio che accompgnarono la nostra citta' attraverso il suo giorno piu' buio. Oggi, New York ricorda. Non dimenticheremo mai". Lo scrive su X il sindaco di New York, Zohran Mamdani.
Vance a Ground Zero, ci sono Obama, Bush, Biden e Clinton
Il vicepresidente JD Vance è arrivato a Ground Zero per le celebrazioni sul 25mo anniversario dell'11/9. Con Vance ci sono tutti gli ex presidenti in vita, da Joe Biden a Barack Obama, da George W. Bush e Bill Clinton. Vance è seduto vicino all'ex sindaco Michael Bloomberg.
Trump al Pentagono per le commemorazioni dell'11 Settembre, poi vola in Irlanda
Donald Trump è atteso al Pentagono per le commemorazioni dei 25 anni dagli attacchi terroristici dell'11 settembre alle Torri Gemelle di New York, il peggiore piano mai attuato contro gli Stati Uniti dopo Pearl Harbor. Non è la prima volta che un presidente Usa diserta la cerimonia a Ground Zero, sul sito dove crollarono le Torri Gemelle, ma non era mai successo durante un anniversario storico. Il Pentagono, tuttavia, fu uno dei bersagli presi di mira dagli attacchi. Il presidente americano partirà subito dopo per l'Irlanda allo scopo di assistere al torneo di Gold Irish Open al suo club di Doonbeg.
Mamdani a Ground Zero per le cerimonie dell'11/9, atteso Vance
Zohran Mamdani è a Ground Zero per il 25mo anniversario dell'11 settembre. Alcune famiglie delle vittime avevano chiesto che il primo sindaco musulmano di New York non partecipasse alle celebrazioni e avevano lanciato nelle scorse settimane una petizione al riguardo. A New York è atteso anche il vicepresidente JD Vance. Ci saranno anche gli ex presidenti Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton. Mamdani ha stretto la mano a Rudolph Giuliani, l'ex sindaco di New York che nei giorni scorsi lo aveva esortato a non partecipare alla cerimonia. Presente alla cerimonia anche il segretario al Commercio Howard Lutnik, l'ex amministratore di Cantor Fitzgerald, la società che perse 658 dipendenti nell'attacco alle Torri Gemelle. Fra i presenti anche l'ex sindaco di New York Bill De Blasio e l'ex governatore dello stato di New York Andrew Cuomo. In prima fila anche i leader dei democratici alla Camera e al Senato, Hakeem Jeffries e Chuck Schumer.
11/9, Bush ricorda come fu informato: "Eravamo sotto attacco, così sono diventato presidente di guerra"
"Non ho avuto molto tempo per elaborare quello che succedeva, ma mi era abbastanza chiaro che eravamo sotto attacco, allora il mio lavoro era difendere la bambina con cui stavo leggendo, la sua famiglia e il suo Paese". Così George Bush ha ricordato il primo momento in cui è stato informato degli attacchi dell'11 settembre, mentre si trovava in classe di bambini in Florida. "Così è arrivato un momento di chiarezza, sono diventato un presidente di guerra", ha continuato l'ex presidente intervenendo, insieme all'ex segretario di Stato Condoleezza Rice, ad una cerimonia al George W. Bush Presidential Center di Dallas.
"Non avevo dubbi sul fatto che non eravamo davanti ad una questione di sicurezza interna, questa era una guerra e il lavoro del presidente del Paese e del suo team era quello di riunire la nazione per fare quello che era necessario per proteggeree il nostro popolo", ha poi aggiunto Bush che oggi parteciperà alla cerimonia a Ground Zero a New York.
Anche Rice, che allora era consigliere per la Sicurezza Nazionale di Bush, diventando poi segretario di Stato nella sua seconda amministrazione, ha partecipato all'evento a Dallas, raccontando che fu lei a chiamare Bush da Washington. "Feci qualcosa che non farei mai di nuovo, ho alzato la voce quando mi hai detto 'sto tornando'. Ho detto 'rimani dove sei, gli Stati Uniti sono sotto attacco, qui non è sicuro".
Capo spionaggio Gb: "Il prossimo 11/9 potrebbe essere già in preparazione"
Il "prossimo 11 settembre" potrebbe essere già in preparazione e provenire da fonti di minaccia a cui in passato i servizi d'intellingence hanno prestato meno attenzione. A sostenerlo è Ken McCallum, direttore generale del controspionaggio interno britannico dell'MI5, in un intervento pubblicato a sua firma dall'Independent in occasione del 25mo anniversario del micidiale attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono del 2001. McCallum invita a non guardare troppo al passato per cercare di prevenire i pericoli attuali. "Noi sappiamo - scrive - che il prossimo shock strategico non assomiglierà per definizione al precedente. Ovviamente dobbiamo tenere sempre a mente la lezione dell'attacco passato, ma evitando di comportarci come se dovessimo preparci a combattere il nemico di ieri, usando i medodi di ieri, contro i bersagli di ieri". Il numero uno dell'MI5 non nega che Al Qaida e altre sigle jihadiste "rimangano una fonte di minaccia, per quanto indebolita, e ambiscano tuttora a compiere stragi di massa". Tuttavia evidenzia soprattutto il pericolo di gruppi terroristici "sostenuti da Stati" stranieri ostili e paventa il timore di "sabotaggi o cyberattacchi" devastanti contro infrastrutture strategiche come "gli impianti energetici". Non senza evocare, a titolo d'esempio, episodi recenti come l'attacco alla sinagoga di Manchester: messo in relazione dagli investigatori britannici a sospetti legami con potenziali mandanti o ispiratori legati all'Iran.
11 settembre 2001, il giorno più lungo degli Stati Uniti. VIDEO
Milano ricorda l'11 settembre: "Una tragedia scolpita nelle nostre menti"
Anche Milano ha ricordato le vittime della strage dell'11 settembre nel venticinquesimo anniversario, con una cerimonia che si è tenuta nello slargo dedicato a quella data davanti alla sede della Città metropolitana. "È passato un quarto di secolo da quel giorno e il ricordo di quella tragedia è ancora scolpito nelle nostre menti - ha osservato il sindaco di Milano e della Città metropolitana Giuseppe Sala -, quella memoria appartiene anche a tutti noi perché quell'attentato ha colpito tutti coloro che credono nella libertà. Il mondo da quel giorno non sarebbe stato più lo stesso perché quella che è stata colpita è l'idea di un mondo aperto e pacifico". Il governatore lombardo Attilio Fontana ha ricordato dove si trovava quel giorno, quando gli aerei iniziarono a colpire le Torri gemelle. "Mi trovavo in Consiglio regionale e iniziarono ad arrivare notizie confuse - ha raccontato -. Mano a mano che il tempo passava le notizie diventavano sempre più drammatiche e inquietanti quindi sospendemmo i lavori per assistere alle dirette. Non dimenticherò mai l'angoscia che ho provato. Quel terrorismo feroce non ha attaccato solo le persone ma anche i valori alla base delle società che voleva combattere". Alla cerimonia anche la console generale degli Usa a Milano Carla Fleharty. "Non abbiamo mai dimenticato la solidarietà dimostrata dall'Italia in quei giorni, 25 anni fa l'Italia è stata al fianco degli Stati Uniti senza esitazione - ha commentato - e quella amicizia ha avuto un significato profondo per il popolo americano. Oggi, mentre ricordiamo le vittime di quella giornata, ricordiamo anche l'amicizia che ha unito l'Italia e gli Stati Uniti allora e che dopo 25 anni è più forte che mai".
11 settembre 2001 così i giornali raccontarono gli attentati. VIDEO
Madrid commemora 11/9 alla base navale di Rota con il re Felipe VI
Il re Felipe VI ha partecipato oggi alla base navale di Rota, in Andalusia, alla cerimonia per il 25mo anniversario degli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, che causarono quasi 3mila vittime. Alla presenza della ministra della Difesa, Margarita Robles, e dell'ambasciatore Usa in Spagna, Benjamin Leon Jr., i militari spagnoli e americani hanno reso omaggio alle vittime con una cerimonia solenne, aperta dai due inni nazionali e conclusa con un minuto di silenzio. Durante la cerimonia nella base navale, una delle principali enclave della cooperazione militare fra i due Paesi, Felipe VI e l'ambasciatore americano hanno depositato corone di fiori in memoria delle vittime. "Il terrorismo può causare un dolore e delle perdite immense, ma non potrà mai sconfiggere i valori che tengono unite le società libere", ha affermato Leon Jr., ripreso dall'emittente pubblica Tve. "Non dobbiamo ricordare solo ciò che è accaduto e le vite perdute, ma anche ricordare come abbiamo aiutato", ha aggiunto l'ambasciatore, nel sottolineare la solidarietà ricevuta dalla Spagna.
11/9, cittadina del Canada accolse voli Usa dopo gli attacchi. Ora protesta contro ambasciatore di Trump
Nelle ore immediatamente successive agli attacchi dell'11 settembre, quando fu chiuso lo spazio aereo di tutti gli Stati Uniti, centinaia di voli furono dirottati in Canada, e 38 atterrarono nell'aeroporto di Gander, cittadina del Newfoundland di meno di 10mila abitanti che per giorni ospitarono, in scuole, chiese, uffici pubblici e persino case private, i 7mila passeggeri e membri degli equipaggi.
Ma oggi, a 25 anni degli attacchi dell'11 settembre, la cittadina da allora diventata il simbolo dell'amicizia e del legame tra canadesi e americani - la cui storia ha ispirato anche un musical 'Come from away', vincitore di un Tony Award - si prepara ad accogliere con proteste l'ambasciatore americano Pete Hoekstra che arriva per partecipare alla tradizionale cerimonia per l'anniversario, in un momento di tensione alle stelle per la guerra dei dazi tra Washington e Ottawa e i continui attacchi di Donald Trump, che ha appena ribattezzato lake America il lago Ontario.
Il repubblicano del Michigan scelto da Trump per rappresentarlo in Canada in questi mesi ha sposato in pieno l'atteggiamento aggressivo e provocatorio del presidente, tanto che 268mila canadesi hanno firmato una petizione per chiedere al Parlamento e al governo di dichiararlo "persona non grata", per le sue "ripetute dichiarazioni tese a minare le relazioni diplomatiche tra Canada e Usa" e per avere "normalizzato le minacce di Trump di annettere il Canada come 51mo stato".
Omar Bin Laden, chi è il figlio di Osama Bin Laden che oggi dipinge
Omar Bin Laden, uno dei 20 figli del leader di al-Qaeda, ha cercato negli anni di costruire la propria identità lontano dall'eredità politica e ideologica del padre. Oggi si dedica alla pittura, realizzando soprattutto opere che ritraggono paesaggi e scene di vita quotidiana.
Omar Bin Laden, chi è il figlio di Osama Bin Laden che oggi dipinge
Vai al contenuto11/9, l'Ue: "L'ideologia del terrore non ha prevalso"
"Le nostre democrazie sono sopravvissute, le nostre società sono rimaste libere e l'ideologia del terrore non ha prevalso". Lo ha detto la portavoce della Commissione europea Paula Pinho in apertura del midday ricordando l'attentato alle Torri Gemelle.
Casellati: "L'11/9 ha scosso il mondo ma non ha diviso l'Occidente"
"L'11 settembre 2001 il terrorismo colpì gli Stati Uniti, ma il suo bersaglio era il mondo libero. Sono passati venticinque anni e il ricordo di quel brutale attentato continua a unire chi crede nei valori alla base delle nostre democrazie: libertà, Stato di diritto e convivenza civile. L'attacco alle Torri Gemelle ha scosso il mondo e cambiato il corso della storia, ma non è riuscito né a dividere né a sconfiggere l'Occidente. La memoria delle vittime ci impone di rinnovare il nostro impegno contro ogni forma di odio e fondamentalismo". Lo dichiara il Ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati.
11/9, Rutte: "Alleati furono accanto agli Usa allora e oggi"
"Onoriamo la memoria di tutti coloro che hanno perso la vita In quel momento di oscurita', gli Alleati si sono uniti. Per la prima e unica volta nella storia della Nato, abbiamo invocato l'articolo 5. Gli amici e gli Alleati dell'America nella NATO vi furono accanto allora e vi sono accanto oggi". Lo scrive sui social il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del 25esimo anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle a New York.
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11/9, ambasciatore Usa ringrazia Meloni: "25 anni dopo la nostra alleanza più forte che mai"
"Grazie, presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per queste potenti parole. Venticinque anni dopo, la nostra alleanza rimane forte come sempre. Stiamo uniti, sempre". Così in un post su X l'ambasciatore americano a Roma, Tilman J. Fertitta, dopo il ricordo della premier sugli attacchi dell'11 settembre.
11/9, l'arcivescovo di New York: "Guarire richiede tempo, lavoriamo per l’unità"
Guarire richiede tempo. La speranza è eterna”. Lo ha affermato monsignor Ronald Hicks, arcivescovo di New York, che ha celebrato messa nel 25mo anniversario degli attentati dell’11 settembre . “Venticinque anni fa la nostra nazione ha subìto una ferita come non ne avevamo mai conosciute”, ha ricordato il vescovo . “Come tanti, mi sono ritrovato a chiedermi: saremmo mai stati di nuovo felici? Avremmo mai sorriso ancora? Ci saremmo mai sentiti di nuovo interi? Occorre tempo - ha proseguito - per piangere, per dire addio, per ricostruire, per pregare, per ricordare”.
“Eppure, anche venticinque anni dopo, il lutto continua: una tragedia di questa portata non scompare mai del tutto”. Mons. Hicks ha spiegato che “la speranza si concentra sull’oggi” e dice “Dio è con me oggi. Non siamo mai soli, non siamo mai abbandonati”. “Una delle lezioni di questi venticinque anni è che abbiamo bisogno gli uni degli altri”. “La guarigione non avviene da sé. La pace non nasce da sola, la giustizia non nasce da sola, l’unità non nasce da sola. Dobbiamo lavorarci, giorno dopo giorno”, ha ammonito.
Burnham commemora l'11/9: "L'odio e la paura non hanno avuto l'ultima parola"
Il primo ministro britannico Andy Burnham ha ricordato stamane, all'unisono cn tutti i maggiori leader politici e personalità pubbliche del Regno, il 25esimo anniversario "dell'attacco all'America" dell'11 settembre 2001, dicendosi convinto - in un messaggio pubblicato sul suo profilo X - che quel giorno "l'odio e la paura non abbiano avuto l'ultima parola". Burnham ha reso omaggio, come aveva già fatto in Parlamento in apertura del suo Question Time settimanale del mercoledì, alle "quasi 3.000 persone che furono uccise, inclusi 67 britannici". "Il tempo passa - ha proseguito - ma so che il dolore continua a farsi sentire". Il premier laburista ha quindi affermato che "coloro che cercano di distruggere il nostro modo di vivere non vinceranno mai"; e ha rievocato con commozione la solidarietà ricevuta da "tanti americani" testimoni dell'11/9 in occasione di attacchi terroristici che hanno insanguinato Manchester quando lui ne è stato sindaco: come quello dell'attentatore suicida che nel 2017 fece strage di giovanissimi a margine di un concerto della popstar Ariana Grande nell'Arena della città inglese. Il Regno Unito ha organizzato fra l'altro per oggi una cerimonia commemorativa del 25esimo anniversario dell'11 settembre nello stadio olimpico di Londra intitolato alla regina Elisabetta II.
Macron: "Non dimentichiamo vite spezzate e coraggio dei soccorritori"
"Venticinque anni. L'11 settembre 2001 resta impresso nella memoria del mondo. Non dimentichiamo né le vite spezzate, né il coraggio di coloro che hanno rischiato tutto per portare soccorso", ha scritto il presidente francese Emmanuel Macron in un post su X, rendendo omaggio alle vittime dell'attentato alle Torri Gemelle.

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Vescovi Usa: "Uniti alle famiglie vittime di una violenza ingiustificabile, ricordiamo altruismo dei soccorritori"
Mentre i conflitti si intensificano in tutto il mondo, rinnoviamo il nostro impegno a essere strumenti di pace di Cristo in un mondo sempre più frammentato e diviso. La costruzione della pace nel nostro Paese e nel mondo intero, una missione che ci permette di essere chiamati figli di Dio, è la grande sfida del nostro tempo”. E’ il messaggio de presidente eletto della Conferenza Episcopale statunitense monsignor Paul S. Coakley in occasione del 25esimo anniversario degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. “In quel giorno terribile e nelle ore buie di paura e incertezza che seguirono, dobbiamo ricordare che la nostra fede ci ha sollevati e sostenuti. Come nazione, ci siamo ritrovati a rivolgerci a Dio in preghiera e a guardare alla nostra fede con rinnovata intensità e un senso di unità” continua il vescovo invitando i cattolici “a unirsi nella preghiera per le vittime che sono state strappate alla vita da atti di violenza ingiustificabile 25 anni fa al World Trade Center, al Pentagono e nella Pennsylvania rurale. In modo particolare, abbracciamo con amore nella preghiera le famiglie e gli amici delle vittime, che ancora piangono la perdita irrimediabile dei loro cari avvenuta quel giorno. Ricordiamo anche i primi soccorritori e gli operatori delle emergenze, molti dei quali hanno dato la vita in atti di coraggio altruistico”. Monsignor Coakley ricorda che “il nostro Santo Padre, Papa Leone XIV, ci dice che la pace è più di un semplice obiettivo, è una presenza e un cammino. Egli afferma che anche nei luoghi dove rimangono solo macerie e la disperazione sembra inevitabile, troviamo ancora persone che non hanno dimenticato la pace”.
11/9, Piantedosi: "Doveroso lottare contro ogni forma di estremismo e radicalizzazione"
"Sono trascorsi 25 anni dai terribili attentati che l'11 settembre 2001 provocarono la morte di migliaia di persone e la distruzione delle Torri Gemelle. Una tragedia che ferì al cuore gli Stati Uniti d’America, sconvolgendo il mondo intero. In questo giorno di rinnovato dolore, commemoriamo tutte le vittime di quel tragico giorno e rivolgiamo un pensiero commosso ai loro familiari. Italia e Usa sono uniti da un forte legame di amicizia e fratellanza, che si rinsalda ogni giorno nella comune difesa dei valori di libertà e democrazia. Lo scenario internazionale, segnato da nuovi conflitti e crescenti tensioni, ci impone di non abbassare mai la guardia rispetto ai pericoli che minacciano la sicurezza dei nostri cittadini. Per questo abbiamo il dovere, oggi come allora, di lottare contro ogni forma di estremismo e radicalizzazione". Così, sui social, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
11/9, l'ideatore degli attentati ancora in attesa del processo
A venticinque anni dagli attentati dell'11 settembre, la presunta mente dell'operazione e altri tre imputati sono ancora in attesa del processo. Ora l'inizio è previsto per il 5 giugno 2028, dopo oltre un decennio di fase preliminare. Il complesso procedimento congiunto a carico di Khalid Sheikh Mohammed - che avrebbe proposto l'idea a Osama bin Laden e successivamente supervisionato l'operazione - insieme ad Ammar al-Baluchi, Walid bin Attash e Mustafa al-Hawsawi, è affidato alle commissioni militari istituite presso la base navale di Guantanamo. Nell'avamposto militare di Cuba, gli Stati Uniti hanno detenuto circa 780 uomini e oggi ne rimangono 15, classificati come soggetti ad alto rischio o in una condizione di limbo giuridico. La prigione rimane operativa nonostante i tentativi dell'ex presidente democratico Barack Obama di chiuderla. Sheikh Mohammed, suo nipote Al-Baluchi (noto anche come Ali Abdul Aziz Ali), Bin Attash e Al-Hawsawi vi restano reclusi in strutture di massima sicurezza. Furono trasferiti a Cuba dopo anni trascorsi in prigioni segrete della Cia e dopo essere stati sottoposti a tecniche di interrogatorio considerate torture, come il waterboarding. Il detenuto di maggior rilievo della base navale e i suoi complici rischiano la pena di morte per l'uccisione di 2.977 persone a New York, Washington e in Pennsylvania. Nel luglio 2024, Sheikh Mohammed e altri due imputati avevano raggiunto un accordo con l'accusa per evitare la pena capitale in cambio dell'ergastolo: un tentativo di risolvere il caso che, tuttavia, è fallito. Le accuse contro gli imputati furono formalizzate per la prima volta davanti a una commissione militare nel 2008; il procedimento fu successivamente sospeso per diversi anni e riformulato secondo nuove regole nel 2012.
11/9, Meloni: "L'Italia sempre al fianco degli alleati in lotta al terrorismo"
"L’anniversario di oggi ci ricorda che la democrazia e la sicurezza non sono conquiste scontate. Sono pilastri della nostra civiltà, che abbiamo il dovere di preservare insieme. L’Italia è stata e continuerà a stare al fianco dei suoi alleati nella lotta al terrorismo, nel solco della difesa dei valori che uniscono le nostre Nazioni". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione del 25esimo anniversario degli attentati terroristici dell'11 settembre.
"11 settembre. 25 anni fa - osserva la premier - il terrorismo non attaccò soltanto il cuore degli Stati Uniti, ma tutto il mondo libero. Un mondo libero che seppe unirsi e restare saldo nella consapevolezza di ciò che rappresenta".
"Il nostro pensiero commosso, oggi come allora, va alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e alle loro famiglie. Non dimentichiamo", conclude Meloni.
11/9, Mattarella: "Pagina abietta della storia recente"
Il doloroso ricordo degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti rimane impresso nella coscienza di ciascuno come una pagina abietta nella storia recente dell’umanità. Una giornata che ha colpito nel profondo ogni sentimento di umanità”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La Repubblica italiana -prosegue il Capo dello Stato- rinnova sentimenti di profondo cordoglio per le vittime di quei tragici fatti, punto di svolta nel corso della stessa storia contemporanea, che aprì a nuovi successivi drammi. Gravoso fu il tributo di morte e sofferenza pagato a quella tragedia anche dalla comunità italo-americana a New York e negli altri luoghi coinvolti nel folle disegno criminale degli attentatori”.
“Un pensiero commosso va anzitutto rivolto, in questo anniversario, ai familiari, a tutte le persone care di quanti ingiustamente perirono negli attacchi terroristici o in loro conseguenza, e ai soccorritori che si prodigarono senza sosta per salvare quante più vite possibili, operando in condizioni proibitive. L’unanime condanna per quanto accadde l’11 settembre del 2001 sollecitò una forte coesione della comunità internazionale contro il terrorismo in qualunque forma si manifestasse. All’indomani di quella ignobile e inammissibile aggressione, il richiamo ai valori di difesa dei diritti di ogni persona, trovò nell’Italia e nei partner europei una risposta ferma, immediata e corale. Il valore della pacifica convivenza tra i popoli deve ispirare gli odierni comportamenti, senza cedimenti alla logica della guerra che sembra, invece, prevalere in troppi teatri.
“Di fronte al riemergere di logiche di sopraffazione e di nuovi conflitti, rimane fermo l’impegno dell’Italia contro il terrorismo, a difesa della vita dei nostri concittadini e di ogni altra nazione, e dei diritti inalienabili dei popoli”. “Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante -conclude Mattarella- può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni”.
11/9 - La lunga scia del terrore in Europa. VIDEO
Il giorno più lungo degli Usa: la cronologia degli attentati
25 anni dopo. Come è cambiata l'America? Lo Sky Cube con Stefania Pinna e Federico Leoni
A un quarto di secolo dagli attentati terroristici che colpirono al cuore gli Stati Uniti, Stefania Pinna e il corrispondente Federico Leoni ripercorrono le conseguenze e i cambiamenti di quell'evento di portata storica nella politica interna e soprattutto internazionale di Washington.
Sky Cube 10/9 - 11 Settembre, come è cambiata l'America?
Vai al contenuto11 settembre, attentato alle Torri Gemelle: le immagini che non dimenticheremo mai. FOTO
Uomini e donne ricoperti di polvere, lo sguardo di Bush, la corsa dei soccorritori, i crolli in diretta tv, gli schianti sul Pentagono e vicino a Shanksville, la bandiera degli Stati Uniti fra le macerie. Sono passati 25 anni dagli attacchi che colpirono il cuore Usa
11 settembre 2001, le foto simbolo dell'attentato
Vai al contenutoL’11 settembre ha cambiato per sempre la società americana?
A 25 anni dagli attentati alle Torri Gemelle, il loro impatto sulla società rimane profondo, anche se la paura del terrorismo è oggi molto meno percepita rispetto agli anni appena successivi agli attacchi. Secondo un recente sondaggio Gallup, il 64% degli statunitensi ritiene che la società americana sia cambiata in modo definitivo. È però significativo il divario tra la percezione collettiva e quella relativa all’esperienza personale.
L’11 settembre ha cambiato per sempre la società americana?
Vai al contenutoNY non smetterà mai di ricordare l'11/09. Il racconto del corrispondente
New York non ha smesso di soffrire. Nel ricordo degli attentati, delle vittime, ma in ciò che continua a succedere: già da alcuni anni il numero di chi ha perso la vita per malattie contratte in seguito agli attacchi alle Torri Gemelle ha superato quello di chi è morto l’11 settembre.