Morta Biljana Plavsic, ex presidente serbo-bosniaca condannata per crimini di guerra

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Soprannominata "Lady di ferro"  dei Balcani, uscì dal carcere nel 2009 e da allora rimase lontana dalla politica

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L'ex-presidente della Repubblica dei serbi di Bosnia (Srpska), Biljana Plavsic, condannata per crimini di guerra, è deceduta a Belgrado all'età di 96 anni. Lo ha annunciato l'emittente pubblica dei serbi di Bosnia RTRS. "La sua scomparsa ci ricorda ancora una volta quel periodo di lotta, sacrifici e grandi sfide lungo il cammino che ha portato alla creazione della Republika Srpska", ha dichiarato su X l'ex presidente della Repubblica dei serbi di Bosnia, Milorad Dodik.

Condannata a 11 anni nel 2003, sarcerata nel 2009

Plavsic sarà sepolta a Banja Luka, capitale dei serbi di Bosnia, ha precisato l'emittente RTRS. Soprannominata "la Lady di ferro" dei Balcani, era stata condannata nel 2003 a undici anni di carcere per crimini di guerra. Era stata scarcerata nell'ottobre del 2009. La Plavsic aveva ammesso, davanti al Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia dell'Aia, il suo ruolo di primo piano nella campagna di persecuzione contro croati e musulmani bosniaci durante la guerra in Bosnia degli anni '90.

Giustificò i massacri definendoli "fenomeno naturale"

Plavsic è stata la più alta esponente dell'ex Jugoslavia ad aver riconosciuto la propria responsabilità nelle atrocità commesse durante le guerre balcaniche degli anni '90. Nel 2009 ha ottenuto la scarcerazione anticipata dopo aver scontato due terzi della pena in un carcere svedese ed è tornata a vivere a Belgrado, rimanendo però lontana dalla vita politica. Già alleata di Radovan Karadi, il capo militare dei serbi di Bosnia, Plavsic aveva sostenuto pubblicamente la campagna di persecuzioni contro i non serbi, arrivando a giustificare i massacri di questi ultimi definendoli un "fenomeno naturale" anziché un crimine di guerra.

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