Assemblea generale Onu, tutto quello che c'è da sapere sulla 81^ edizione

Mondo
©Ansa

Introduzione

L'81esima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite si apre l'8 settembre a New York, riunendo 193 Stati membri. Il momento centrale è la settimana "di alto livello", quando leader e rappresentanti internazionali discuteranno delle principali crisi e sfide globali.

Quello che devi sapere

Cos'è l'Assemblea generale dell'Onu

Prima di occuparci nello specifico dell'81esima edizione, facciamo un passo indietro. Vediamo anzitutto cos'è l’Assemblea generale dell'Onu. Si tratta di uno dei principali organi delle Nazioni Unite e riunisce tutti i 193 Stati membri dell’Organizzazione. A differenza del Consiglio di sicurezza, dove alcuni Paesi possiedono il diritto di veto, nell’Assemblea generale ogni Stato dispone di un voto.

 

Leggi anche: L'ultima Assemblea Generale Onu, Guterres: "Nostri principi sotto assedio"

La sessione annuale

La sessione annuale permette ai governi di discutere questioni internazionali, approvare risoluzioni, esaminare il bilancio dell’Onu e affrontare temi legati a pace, sicurezza, sviluppo, diritti umani e cooperazione internazionale. La maggior parte dell’attività si concentra tra settembre e dicembre, ma i lavori possono proseguire nei mesi successivi fino alla conclusione dell’agenda. 

 

Per approfondire: Il discorso completo di Trump all'Onu nel settembre 2025

pubblicità

Quando, dove e tema scelto

L'81esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite rappresenta uno degli appuntamenti diplomatici più importanti del 2026. La sessione ordinaria si apre l’8 settembre 2026 presso il quartier generale dell’Onu a New York. A presiederla sarà Khalilur Rahman, rappresentante del Bangladesh, eletto presidente dell’Assemblea generale nel giugno 2026. Il tema scelto per la sessione è, da sito ufficiale, "Restoring Trust, Managing Transformation: A United Nations That Delivers for All", ossia "Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: un'Onu che produca risultati per tutti".

 

Per approfondire: Fiducia o sfiducia: le opinioni sull'Onu in 25 Paesi del mondo

La settimana "di alto livello"

Il momento politicamente più importante è la cosiddetta High-Level Week, prevista dal 18 al 28 settembre 2026. In questi giorni New York ospita numerosi capi di Stato e di governo, ministri, diplomatici e rappresentanti delle organizzazioni internazionali. Il momento centrale è il General Debate, che inizia il 22 settembre e prosegue fino al 26 settembre, con una giornata conclusiva il 28 settembre. È durante questo dibattito che i leader presentano davanti alla comunità internazionale le proprie priorità e posizioni sulle principali questioni globali

pubblicità

Le questioni centrali

L’81esima Assemblea si svolge in un contesto internazionale caratterizzato da guerre, tensioni geopolitiche, crisi umanitarie e difficoltà nella cooperazione tra gli Stati. La discussione verte quindi inevitabilmente sulla sicurezza internazionale, i conflitti in corso, la prevenzione delle guerre e il ruolo delle istituzioni multilaterali. Accanto alla sicurezza, per l'Onu, restano centrali le questioni dello sviluppo sostenibile, della lotta alla povertà, delle disuguaglianze, dei cambiamenti climatici e della tutela dei diritti umani. L’obiettivo della presidenza è quello di cercare di trasformare il confronto politico in una maggiore capacità dell’Onu di produrre risultati concreti.

 

Leggi anche: Giornata delle Nazioni Unite, la Carta dell'Onu compie 80 anni: la storia

Clima e sviluppo sostenibile

Tra gli appuntamenti previsti durante la settimana "di alto livello" c'è il cosiddetto SDG Moment, dedicato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030. Si tiene, da programma, il 18 settembre. Il 23 settembre si terrà inoltre un incontro di alto livello sull’azione climatica e sulla just transition, cioè una transizione verso un'economia più sostenibile che tenga conto anche delle conseguenze sociali ed economiche. Questi appuntamenti sono importanti per valutare i progressi compiuti verso gli obiettivi dell'Agenda 2030 e discutere come accelerarne l’attuazione.

 

Leggi anche: Abu Mazen all'Onu: "Da due anni i palestinesi a Gaza vivono un genocidio"

pubblicità

La prevenzione delle pandemie

Il 25 settembre è invece dedicato alla prevenzione, alla preparazione e alla risposta alle pandemie. L’appuntamento nasce dalla necessità di trarre insegnamenti dalle crisi sanitarie degli ultimi anni e di migliorare la capacità degli Stati di affrontare future emergenze. La cooperazione internazionale, per l'Onu, è fondamentale soprattutto per garantire sistemi sanitari più preparati, una risposta coordinata e un accesso più equo alle risorse necessarie durante le emergenze sanitarie.

 

Leggi anche: Commissione Covid, scontro Meloni-Conte. Cosa è successo

Nucleare e non proliferazione

Il tema della sicurezza comprenderà anche la questione nucleare. Il 29 settembre si svolgerà una riunione plenaria di alto livello dedicata alla Giornata internazionale per l'eliminazione totale delle armi nucleari. L’appuntamento offrirà agli Stati l’occasione per discutere dei rischi connessi alla proliferazione e della necessità di rafforzare gli strumenti internazionali di disarmo e non proliferazione. In un periodo caratterizzato da nuove tensioni tra potenze, il tema assume dunque particolare rilevanza.

 

Leggi anche: Hiroshima e quel monito a rischio sull’arma nucleare

pubblicità

La fiducia come filo conduttore

Il filo conduttore dell’81esima sessione è comunque il tentativo di ricostruire la fiducia nel sistema multilaterale. Il tema scelto da Khalilur Rahman riflette infatti una delle principali difficoltà dell’Onu: riuscire a mantenere un ruolo efficace in un mondo caratterizzato da divisioni politiche sempre più profonde. L'81esima Assemblea generale rappresenta perciò un banco di prova per verificare se gli Stati siano ancora in grado di collaborare sulle grandi sfide globali.

 

Leggi anche: Giornata internazionale della gioventù, tema dell'edizione 2026 ed eventi

Perché è importante per l'Italia

Per l’Italia l’Assemblea generale è un’occasione per presentare le proprie priorità diplomatiche e confrontarsi con partner europei e internazionali. Tra i temi di maggiore interesse ci sono infatti la sicurezza europea e internazionale, le crisi nel Mediterraneo, i conflitti, le migrazioni, il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile e la riforma del sistema multilaterale. La partecipazione italiana deve inoltre essere considerata nel quadro della cooperazione con gli altri Stati membri dell’Ue, soprattutto sui dossier internazionali nei quali l’Unione cerca di esprimere posizioni comuni.

 

Leggi anche: Onu: "Siamo ultima generazione a poter stabilire termini coesistenza uomo-IA"

pubblicità

Meloni non parteciperà all'Assemblea generale dell'Onu

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, salvo ripensamenti dell'ultimo momento, non andrà all'Assemblea Generale dell'Onu a fine settembre. A rappresentare l'Italia a New York ci sarà il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Una decisione confermata da fonti di governo, che spiegano come questo orientamento sia stato già indicato pubblicamente proprio dalla premier lo scorso 8 luglio, al termine del vertice Nato, quando spiegò la decisione di delegare al ministro degli Esteri Tajani la partecipazione a successivi appuntamenti internazionali con queste parole: ''Non per disimpegno, ma perché arrivo da diversi vertici internazionali e ho l'obbligo di occuparmi di diversi dossier anche in Italia''. Una scelta che non ha bisogno di essere giustificata né difesa, hanno aggiunto le stesse fonti, ricordando che negli anni scorsi sono state registrate le assenze, tra le altre, dell'allora primo ministro britannico Keir Starmer, del cancelliere tedesco Friedrich Merz e del premier canadese Mark Carney.

 

Per approfondire su Insider: Il longevo governo Meloni ha convinto l'Europa?

pubblicità