Il segretario di Stato americano ha parlato di quale politica l'amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un'azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump ha annunciato che la Marina ha rimosso tutte le mine nello Stretto, avvertendo Teheran: "Tolleranza zero per chi ne posizionerà di nuove". Washington ha messo inoltre una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran
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Per “il momento” non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi contro l'Iran. È il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha recapitato negli ultimi giorni ad alcuni ministri degli Esteri stranieri alleati, spiegando che l'attenzione è rivolta ora ad altre forme di pressione. Secondo quanto riportato da Axios, Rubio ha illustrato alle sue controparti che politica l'amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un'azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump ha annunciato che la Marina ha rimosso tutte le mine nello Stretto, avvertendo Teheran: "Tolleranza zero per chi ne posizionerà di nuove". Washington ha messo inoltre una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran e avviato l'offensiva commerciale "Operazione Economic Outcast", colpendo tutti coloro che agevolano "le attività destabilizzanti" del governo iraniano. Teheran replica promettendo ritorsioni.
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Hormuz rimane chiuso nonostante i colloqui sul corridoio di transito
L'Iran e l'Oman stanno discutendo di un corridoio di transito temporaneo e dello sminamento dello Stretto di Hormuz, ma Teheran ha avvertito mercoledì che la vitale via navigabile non verrà riaperta a meno che gli Stati Uniti non pongano fine alla guerra. Secondo l’Afp, Washington ha annunciato nuove sanzioni volte a fare pressione sull'Iran affinché si arrenda, con il Segretario del Tesoro Scott Bessent che ha minacciato la Repubblica islamica di "asfissia economica". Durante i colloqui a Teheran, i ministri degli Esteri di Iran e Oman hanno discusso di un "quadro graduale" che include l'istituzione di un "corridoio di navigazione temporaneo congiunto attraverso lo Stretto di Hormuz e un accordo per attuare un progetto congiunto di sminamento dello Stretto", secondo una dichiarazione. I due Paesi, entrambi Stati costieri che si affacciano sullo Stretto, hanno cercato di elaborare un piano per regolamentare il transito attraverso di esso, come stabilito in un memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran firmato a giugno.
Healey: "Sosteniamo gli sforzi Usa per fare pressione sull'Iran con le sanzioni"
"Sosteniamo l'impegno degli Stati Uniti per raggiungere una soluzione diplomatica e accogliamo con favore gli sforzi volti ad aumentare la pressione" sull'Iran, "anche attraverso l'Operazione Economic Outcast. Continueremo a collaborare con i partner per proteggere i nostri interessi, adottare le misure necessarie per riaprire lo Stretto e contrastare le pericolose attività dell'Iran". Lo afferma in una nota il Cancelliere dello Scacchiere - ministro delle Finanze britannico - John Healey, in riferimento alle nuove sanzioni contro l'Iran annunciate dagli Usa. "Da quando si è insediato, il Governo ha imposto oltre 240 sanzioni all'Iran, le cui azioni minacciano il nostro popolo e la nostra sicurezza, e continueremo a lavorare a fianco degli Stati Uniti e di altri partner per esercitare pressioni economiche sull'Iran. Siamo determinati a impedire al regime iraniano di sfruttare l'economia globale e di abusare del sistema finanziario del Regno Unito per portare avanti il suo programma nucleare e le sue più ampie attività destabilizzanti", sottolinea Healey.
Iran: "Corridoio temporaneo non significa riaprire Hormuz"
Un accordo con l'Oman per un corridoio marittimo temporaneo a Hormuz "non significa riaprire lo Stretto". Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi citato dai media iraniani e regionali, sottolineando che al momento lo stretto "rimane chiuso" e sotto controllo iraniano. "La riapertura di Hormuz avverrà soltanto in cambio della fine della guerra su tutti i fronti, della revoca dell'embargo e della risoluzione della situazione in Yemen", ha detto il viceministro citato da Fars. Secondo Gharibabadi, l'attivazione del corridoio concordato con l'Oman "significherebbe chiudere la rotta meridionale dello stretto". "Abbiamo concordato con l'Oman che la rotta di ingresso nello Stretto di Hormuz passerà attraverso le nostre acque territoriali, e anche parte della rotta di uscita passerà attraverso le nostre acque territoriali", ha sostenuto.
Rubio agli alleati: "Per ora nessun nuovo attacco contro l'Iran"
Per "il momento" non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi contro l'Iran. E' il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha recapitato negli ultimi giorni ad alcuni ministri degli Esteri stranieri alleati, spiegando che l'attenzione è rivolta ora ad altre forme di pressione. Secondo quanto riportato da Axios, Rubio ha illustrato alle sue controparti che politica l'amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un'azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz.