Guerra Iran, Trump: "Non pronti ad accordo, colpiremo duro". Super bombardieri in allerta
Il presidente Usa dice che l'Iran non è ancora pronto a un accordo e per questo continuerà a colpire duro. Secondo alcuni media Usa sono pronti ad entrare in azione i bombardieri pesanti. Teheran non sresta a guardare e tramitre il ministro Araghchi replica: "Sarà occhio per occhio". Droni Houthi colpiscono due petroliere saudite nel Mar Rosso
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L'Iran attaccherà gli interessi degli Stati Uniti e Paesi alleati se Washington lancerà attacchi contro i suoi impianti nucleari.
Nel corso dell'informativa alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Antonio Tajani ha delineato le priorità della politica estera italiana sul Medio Oriente. Ha annunciato a Roma, il 28 e 29 luglio, la riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati e una nuova sessione di dialogo sul Libano il 4 agosto. Sulla escalation nel Golfo il ministro ha ribadito la posizione dell'Italia su Hormuz. 'Lo Stretto deve tornare ad essere libero e aperto, navigabile senza alcun pedaggio', ha detto Tajani, confermando che l'Italia farà la sua parte'.
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran per l'undicesima notte consecutiva. Lo annuncia il Us Central Command sottolineando che i raid puntano a "degradare le capacità dell'Iran di minacciare le imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz". I media iraniani parlano di esplosioni udite a Teheran e in varie città del Paese. Le deflagrazioni, spiegano, sarebbero dovute all'azionamento dei sistemi di difesa aerea.
Intanto dalle Filippine il segretario di Stato americano, Marc Rubio, ribadisce la disponibilitò degli Usa a una soluzione diplomatica se Teheran tenesse fede agli impegni.
Notizie di esplosioni sono arrivate da Bushehr, nel sud, sede di una centrale nucleare. E poi dai dintorni di Teheran, da Tabriz nell'Azerbaigian Orientale, da Konarak e Chabahar nel Sistan e Belucistan, da Chavar e Abdanan nella provincia di Ilam, a Baneh nel Kurdistan iraniano. Sarebbe stata colpita tra l'altro la raffineria di gas di Bidboland a Mahshahr, la più grande del paese. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito di un attacco statunitense contro l'isola di Larak, situata nello Stretto di Hormuz.
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Petroliera colpita nel Mar Rosso al largo dell'Arabia Saudita
Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nel Mar Rosso, a 70 miglia nautiche dal porto saudita di Al Shuqaiq. Lo ha reso noto l'agenzia marittima britannica Ukmto, precisando di aver ricevuto segnalazioni sull'accaduto. L'impatto ha innescato un incendio a bordo, che l'equipaggio sta tentando di spegnere. Al momento non risultano vittime né conseguenze di carattere ambientale.
Yemen, Houthi: colpite petroliere saudite "per aver violato il blocco navale"
I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato di aver preso di mira alcune petroliere saudite, sostenendo che queste avrebbero violato il blocco navale imposto dal gruppo. Secondo la versione degli insorti, l'azione sarebbe stata una risposta al mancato rispetto delle restrizioni marittime da loro annunciate.
Iran, la Gran Bretagna ritira temporaneamente il personale diplomatico
Il Foreign Office ha reso noto il richiamo temporaneo dei propri diplomatici dall'Iran, motivando la decisione con la "situazione di sicurezza" nel Paese. L'ambasciata britannica, ha precisato il ministero degli Esteri di Londra, proseguirà comunque la propria attività da remoto fino a nuovo avviso.
Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb
Il gruppo armato, incoraggiato dall'andamento della guerra in Iran, prova a far pressione sull'Arabia Saudita minacciando un braccio di mare dal quale passa il 7% del petrolio scambiato a livello mondiale, destinato soprattutto all'Asia
Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb
Vai al contenutoIran, Hegseth chiede 67 miliardi al Congresso. Droni contro consolato Usa a Erbil
Donald Trump ha ribadito che Teheran non può avere l'arma nucleare, ripetendo come gli Stati Uniti "stanno facendo molto bene". "Stiamo degradando le loro capacità a livelli che nessuno riteneva possibili", ha aggiunto, confermando che si recherà a Dover ad accogliere le salme dei militari americani morti. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato un attacco su basi radar in Kuwait. Emesso alert per americani nel mondo
Iran, Hegseth chiede 67 miliardi al Congresso
Vai al contenutoStati Uniti e Iran, continuano scontri incrociati. Trump incontra il premier libanese
Iran, continuano i raid Usa: undicesima notte di attacchi
Iran, media: gli Usa pronti a colpire con bombardieri pesanti
Washington avrebbe avvertito Israele dell'intenzione di potenziare nei prossimi giorni la campagna aerea contro l'Iran, ricorrendo per la prima volta dall'avvio del conflitto all'impiego di bombardieri pesanti. Lo riferisce l'emittente israeliana Kan News.
Rubio: "Pronti a trattare, ma l'Iran non vuole negoziare"
Media, Usa pronti a intensificare gli attacchi in Iran: nel mirino Pickaxe Mountain
Washington avrebbe comunicato a Israele la volontà di alzare l'intensità delle operazioni contro l'Iran nei prossimi giorni, ricorrendo per la prima volta a bombardieri pesanti da quando è iniziata la campagna militare congiunta israelo-americana contro Teheran. Secondo quanto riferisce l'emittente israeliana Kan, gli aerei sarebbero pronti a colpire il sito nucleare di Pickaxe Mountain. Dopo l'aggiornamento ricevuto dagli Stati Uniti, sempre secondo Kan, Israele si troverebbe al massimo livello di allerta.
Trump: "Colpiamo duro l'Iran, non sono ancora pronti per un accordo"
"Stiamo colpendo l'Iran duramente, vogliono fare un accordo ma non sono ancora pronti". Lo ha detto Donald Trump nel corso di un comizio in Georgia
Vitale: "Iran-Usa ed economia incideranno su voto Italia"
Trump: "Non abbiamo bisogno di Hormuz ma siamo lì perché l'Iran non abbia nucleare"
"Non abbiamo bisogno dello Stretto di Hormuz ma dobbiamo farlo perché non possiamo permettere all'Iran di avere il nucleare". Lo ha detto Donald Trump in Georgia, sottolineando che gli Stati Uniti stanno vincendo in Iran. Trump ha raccontato ai presenti di essere stato alla base di Dover per ricevere i caduti e di aver fatto volare una delle famiglie delle vittime sull'Air Force One. "Stavano venendo in Georgia", ha detto. La famiglia è presente all'evento che Trump sta tenendo a Marietta e il presidente le ha dedicato un forte e lungo applauso.
Trump: "Familiari soldato morto entusiasti di passaggio AF1"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante il suo comizio in Georgia, ha ricordato di aver offerto a Dover, dove sono rientrare le salme dei caduti, un passaggio sull'Air Force One ai familiari di un soldato morto nella guerra con l'Iran. "Mi hanno detto che andavano in Georgia e io ho detto: 'Vi darò un passaggio sull'Air Force One' e loro hanno detto: 'Wow, e' fantastico, grazie".
Iran: "Europa sia forza trainante della diplomazia, non semplice seguace aggressore"
"Le guerre non hanno portato alcun vantaggio strategico agli Stati Uniti, ma hanno messo in pericolo la pace e la sicurezza regionale e internazionale". Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, durante un incontro a Teheran con 25 ambasciatori e incaricati d'affari europei. Lo riporta Al-Jazeera. Gharibabadi ha affermato che alcuni Stati europei, tra cui la Spagna, hanno "adottato posizioni di principio" durante il conflitto. Tuttavia, ha descritto i Paesi europei che hanno permesso agli Stati Uniti di lanciare attacchi contro l'Iran dal loro territorio come anch'essi "aggressori" aggiungendo di aspettarsi che l'Europa "sia la forza trainante della diplomazia, non un semplice seguace del potere aggressore". In un post su X ha poi aggiunto: "Ho ricordato loro che nella guerra dei 40 giorni abbiamo inflitto una pesante sconfitta agli aggressori. Anche in questa nuova ondata di aggressione militare, difenderemo con fermezza la nostra patria e i nostri interessi nazionali".
"007 Usa temono l'ombra russa dietro i raid iraniani a strutture Cia nel Golfo"
Gli attacchi con droni iraniani contro strutture della Cia nel Golfo hanno spinto gli analisti dell'intelligence statunitense a indagare su un possibile coinvolgimento della Russia, che potrebbe aver fornito informazioni per la pianificazione degli attacchi o tecnologia avanzata per i droni. Lo scrive Reuters online citando quattro persone a conoscenza dell'intelligence Usa. Le fonti hanno affermato che i funzionari dell'intelligence statunitense non hanno ancora raggiunto conclusioni definitive sul possibile coinvolgimento russo negli attacchi contro le strutture della Cia. Tuttavia, hanno citato l'efficacia e l'apparente precisione degli attacchi, nonché il più ampio supporto tecnico fornito dalla Russia all'Iran, come possibili prove. Reuters e altri media hanno riportato - e funzionari statunitensi hanno ammesso - che la Russia ha fornito supporto per la pianificazione degli attacchi e altro tipo di assistenza all'Iran nei suoi raid contro obiettivi statunitensi nella regione del Golfo in generale, ma l'indagine dell'intelligence sul possibile coinvolgimento russo nel supporto agli attacchi contro le strutture della Cia non era stata precedentemente resa pubblica. Almeno due siti della Cia sono stati colpiti a marzo, secondo quanto riportato da Reuters e altri media. Una delle strutture colpite si trova in Arabia Saudita, presso l'ambasciata statunitense a Riad, e un'altra sede si trova nell'Iraq orientale. Alcune fonti hanno affermato che anche altre sedi della Cia sarebbero state colpite, ma non hanno fornito dettagli. Un promemoria interno di un'agenzia di intelligence occidentale, descritto da un funzionario della regione che aveva accesso al documento, concludeva che la Russia aveva probabilmente avuto un ruolo sugli attacchi alle strutture regionali della Cia.
Araghchi: "Nostra dottrina è chiara: occhio per occhio"
La dottrina di difesa iraniana "è chiara: occhio per occhio". È il monito affidato a X dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. "Qualsiasi aggressione contro l'Iran, comprese le nostre infrastrutture, comportera' una risposta forte e decisa", ha avvertito Araghchi su X, "coloro che contribuiscono a tale aggressione, a prescindere dal tipo di supporto fornito, saranno considerati a loro volta obiettivi legittimi".
Meloni sente Burnham, determinati a sostenere Kiev, ogni sforzo per Hormuz
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il primo ministro del Regno Unito, Andy Burnham. Nel formulare le congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, si legge in una nota di Palazzo Chigi, Meloni "ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente la solida collaborazione e le eccellenti relazioni bilaterali tra Roma e Londra". Meloni e Burnham "hanno condiviso la necessità di perseguire ogni sforzo per una de-escalation nello Stretto di Hormuz, con particolare riferimento al tema della libertà di navigazione, e riaffermato la determinazione di continuare a sostenere l'Ucraina, lavorando per il raggiungimento di una pace giusta e duratura". Nel corso del colloquio, i due leader hanno espresso "soddisfazione" per i progressi del Global Combat Air Programme (Gcap). Al riguardo, "è stato valorizzato il recente incontro tra i ministri della Difesa di Italia, Regno Unito e Giappone, al quale si è associato per la prima volta il Canada con lo status di osservatore, a conferma della centralità di questo comune programma tecnologico e industriale". Meloni e Burnham "hanno poi concordato di mantenere uno stretto raccordo in vista del vertice Ue-Uk, auspicando che l'appuntamento possa rappresentare un'importante occasione per offrire un rinnovato impulso alla cooperazione euro-britannica". A conclusione del colloquio, Meloni ha invitato Burnham a recarsi a Roma per un incontro di lavoro nel prossimo futuro.
Axios: nuovo capo Mossad è stato negli Usa per incontrare capo Cia
Il nuovo direttore del Mossad, Roman Gofman, si è recato a Washington due settimane fa per colloqui sulla guerra in Iran e sul programma nucleare iraniano. Lo scrive Axios citando due fonti ben informate, secondo le quali Gofman ha incontrato il direttore della Cia John Ratcliffe e funzionari della Casa Bianca. Gofman è uno dei più stretti consiglieri del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e questa è stata la prima visita di Gofman a Washington da quando ha assunto l'incarico a giugno.
La visita del capo del Mossad è avvenuta poco prima che le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz si intensificassero e riprendessero i combattimenti. Uno degli scopi della visita di Gofman era quello di coordinarsi con la Casa Bianca sui negoziati con l'Iran per un accordo sul nucleare, ha affermato una fonte israeliana.
Trump rende omaggio a 4 militari Usa uccisi
Il presidente americano Donald Trump ha partecipato a una cerimonia presso la base aerea di Dover, nel Delaware, per rendere omagggio ai quattro militari Usa uccisi nei raid condotti dall'Iran e rientrati oggi negli Stati Uniti in bare avvolte nella bandiera. Trump, con indosso un abito blu e una cravatta rossa, si è messo sull'attenti vicino alla pista di volo e ha salutato mentre sette militari hanno trasportato solennemente ciascuna bara dall'aereo durante la cerimonia, nota come "trasferimento dignitoso".
Trump riposta articolo: "Apriremo porte inferno dopo soldati Usa uccisi"
Il presidente americano Donald Trump ha ripostato, sul suo 'Truth Social', un articolo in cui prometteva ''apriremo le porte dell'inferno'' all'Iran, dopo l'uccisione di soldati statunitensi in raid lanciati da Teheran. La condivisione del post coincide con la cerimonia, alla base aerea di Dover, che ha visto Trump porgere gli omaggi a quattro militari americani uccisi nel fine settimana negli attacchi aerei in Iraq e in Giordania.
Idf: "12 calciatori di Gaza uccisi erano terroristi"
''Nelle ultime settimane è stata condotta una falsa campagna secondo cui l'Idf ha deliberatamente colpito calciatori palestinesi innocenti, una campagna creata nell'ambito di un più ampio sforzo promosso da vari attori contro lo Stato di Israele, e che si affianca ad altre false narrazioni diffuse durante la guerra''. Lo scrive il portavoce dell'Idf in una nota su X in cui fornisce i dettagli di 12 calciatori uccisi nella Striscia di Gaza durante la guerra, sostenendo che erano ''terroristi affiliati a Hamas e alla Jihad Islamica''. ''In queste campagne, terroristi palestinesi colpiti ed eliminati dall'Idf sono stati presentati come giornalisti, operatori umanitari e altri professionisti civili, mentre il loro coinvolgimento in attività terroristiche è stato deliberatamente nascosto per promuovere false affermazioni secondo cui sarebbero stati presi di mira proprio a causa delle loro professioni civili'', aggiunge l'Idf. ''A seguito di un'indagine di intelligence, di cui molte informazioni derivano da fonti aperte, è ora possibile rivelare l'affiliazione organizzativa dei terroristi e il loro ruolo'', afferma la nota in cui sono pubblicati i nomi e le foto di 12 uomini, in divisa calcistica e poi in divisa militare - in alcuni casi si tratta dei necrologi pubblicati dalle stesse milizie - con le loro presunte affiliazioni ad organizzazioni terroristiche.
Parolin: "Speravamo accordo reggesse, si torni a trattare"
"In Iran forse nessuno sa come finirà. Speravamo che funzionasse l'accordo che era stato siglato. Speriamo che si torni a negoziare, si torni a concludere un accordo che possa durare per il bene del Paese e per il bene del mondo. Queste situazioni mettono in pericolo la pace nel mondo intero". Lo ha affermato il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del libro di Antonio Preziosi "Pasqua di Pace" all'ambasciata italiana presso la Santa Sede a Roma. Parolin ha sottolineato la necessita' di rilanciare la via diplomatica per evitare ulteriori tensioni internazionali. "Il Papa continua a dire le parole che possano servire, la Chiesa non si stanca, il Papa non si stanca" di richiamare i valori necessari per costruire "una convivenza pacifica", ha aggiunto il porporato. Secondo il segretario di Stato vaticano, le crisi internazionali richiedono un impegno costante della comunità internazionale per favorire il dialogo e individuare soluzioni capaci di garantire stabilità e pace.
Dall'azienda sanitaria attrezzature all'Esercito per gli ospedali in Libano
Via libera dall'Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina (Asugi) all'accordo con il Comando Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli dell'Esercito per la cessione gratuita di attrezzature e beni mobili aziendali "non più utilizzati, ma ancora perfettamente funzionanti, destinati a supportare le strutture sanitarie del Libano". L'iniziativa, informa Asugi, nasce dalla richiesta avanzata dal Comando Brigata, impegnato nell'operazione Leonte nell'ambito della missione internazionale Unifil, "con l'obiettivo di contribuire concretamente al miglioramento dell'assistenza sanitaria in un Paese che, a causa della complessa situazione economica e sociale, continua a registrare una significativa carenza di attrezzature e dispositivi sanitari". La dotazione, spiega la nota, comprende arredi sanitari, letti di degenza elettrificati, monitor multiparametrici, ventilatori polmonari, elettrocardiografi, ecotomografi, defibrillatori e numerose altre attrezzature provenienti dalle sedi aziendali di Cormons, dal Parco Basaglia di Gorizia, dall'Ospedale di Cattinara di Trieste e dall'Ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia. "Con questa iniziativa - conclude la nota - Asugi conferma il proprio impegno nella promozione della solidarietà internazionale e della cooperazione tra istituzioni pubbliche, valorizzando attrezzature ancora efficienti attraverso il loro reimpiego in contesti dove possono rappresentare un concreto supporto all'assistenza sanitaria e alla tutela della salute".
Iran: "Qualsiasi azzardo di Trump si concluderà con la sua disgrazia"
L'Iran colpirebbe le infrastrutture regionali, inclusi ponti e impianti energetici in cui gli Stati Uniti hanno interessi, se Washington dovesse colpire ponti o centrali elettriche iraniane. Lo riporta Al-Jazeera citando l'agenzia di stampa delle Guardie Rivoluzionarie Tasnim. "L'Iran ha una ferrea volontà di esercitare la sovranità sullo Stretto di Hormuz e non permetterà in alcun caso che torni a essere una minaccia per il nostro Paese", ha dichiarato una fonte militare. La fonte ha anche affermato che gli Stati Uniti "avrebbero dovuto convincersi pienamente" negli ultimi 10 giorni che "l'Iran colpisce dove vuole", aggiungendo che "qualsiasi potenziale azzardo da parte di Trump si concluderà ancora una volta con la sua disgrazia". Le dichiarazioni giungono in risposta alla minaccia del presidente statunitense Donald Trump di colpire un ponte o una centrale elettrica iraniana per ogni nave attaccata nello Stretto di Hormuz.
Trump: "Onorare caduti la cosa più difficile, dicono che Teheran non deve avere nucleare"
"Noi onoriamo i nostri eroi, e sono grandi eroi. E tutti loro dicono con forza che non possiamo permettere che l'Iran abbia l'arma nucleare". E' quanto ha detto Donald Trump prima di partire per la Dover Air Force Base dove parteciperà alla cerimonia per l'arrivo delle salme dei militari americani rimasti uccisi in attacchi iraniani. "Per me, è una delle cose più difficile da fare come presidente, ma deve essere fatta", ha aggiunto, spiegando che incontrerà anche, in privato, le famiglie dei caduti. Tre dei militari le cui salme fanno rientro oggi negli Usa sono stati uccisi in un attacco iraniano contro una base in Giordania, il quarto durante l'esplosione controllata di un drone iraniano abbattuto nel nord dell'Iraq.
Axios: "Verso incontro Trump-Netanyahu prossima settimana"
La Casa Bianca e l'ufficio del primo ministro israeliano stanno tenendo discussioni su un potenziale incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington la prossima settimana. Lo ha riferito il giornalista Barak Ravid di Axios, citando due fonti, secondo le quali non è ancora stata fissata una data.
Trump: "Gli americani non sono contro la guerra, Iran pagherà per i soldati uccisi"
L'Iran pagherà un alto prezzo per i soldati uccisi. Lo ha detto Donald Trump prima di imbarcarsi sul nuovo Air Force One, quello ricevuto in regalo da Qatar, per volare alla base di Dover e ricevere i caduti americani in Iran. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, Trump ha anche detto che gli americani non sono contro la guerra
Nuovo leader Hamas: "Unità nazionale è priorità, tendiamo mano a tutti"
Alleviare ''il male e la sofferenza'' che affligono i palestinesi della Striscia di Gaza, ''difendere la Cisgiordania occupata'' dalle forze israeliane. Questi gli obiettivi dichiarati dal nuovo leader di Hamas, Khalil al-Hayya, nel suo primo discorso da quando è stato eletto alla guida del movimento islamico. La priorità di Hamas sotto la sua leadership, ha sottolineato, è ''raggiungere l'unità nazionale e per questo tendiano la mano a tutti'', oltre che ''mettere completamente fine all'aggressione israeliana''. ''Dico alla popolazione di Gaza che continueremo a lavorare in ogni modo e direzione finché non avremo alleviato il male e la sofferenza che vi affliggono'', ha detto il successore di Yahya Sinwar, che con lui avrebbe collaborato all'attacco del 7 ottobre 2023. ''Restituire una vita dignitosa alla nostra gente a Gaza è una delle nostre priorità, poiché è un diritto inalienabile del nostro popolo'', ha aggiunto. ''Difendere la Cisgiordania occupata è una responsabilità'', ha aggiunto al-Hayya, sopravvissuto a diversi tentativi di assassinio da parte di Israele. ''Continueremo ad agire su tutti i fronti per il bene di Gaza, della Cisgiordania, di Gerusalemme e dei prigionieri'' detenuti in Israele, ha proseguito.
Libano, Tiro aggiunta a lista Unesco città in pericolo
Tiro, antica città fenicia nel Libano meridionale bombardata da Israele negli ultimi mesi, è stata aggiunta alla lista Unesco dei siti patrimonio dell'umanità in pericolo. "Il sito è stato colpito direttamente e ha subito danni. Inoltre, il suo stato di conservazione è motivo di crescente preoccupazione, soprattutto data la possibilità di ulteriori impatti", ha dichiarato l'organizzazione. "Non sussistono più le condizioni ottimali per garantire la conservazione e la protezione dell'eccezionale valore universale del sito", ha aggiunto l'agenzia dell'Onu, riferendo che e' stato il governo libanese a richiederne l'inclusione nella lista. Tiro, 83 chilometri a sud di Beirut ma a soli 20 chilometri dal confine israeliano, è stata inserita nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco nel 1984 e racchiude due siti protetti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco: un arco trionfale romano e un ippodromo risalente al II secolo. Negli ultimi mesi la città costiera è rimasta coinvolta nel conflitto tra Israele e Hezbollah, e la maggior parte dei suoi abitanti è fuggita dopo che l'Idf ha emesso ordini di evacuazione per diversi quartieri, incluse alcune aree archeologiche. A giugno uno dei siti protetti è stato colpito direttamente da un attacco israeliano.
Easa raccomanda stop voli Ue su Giordania fino al 31 agosto
Astenersi dall'operare nello spazio aereo della Giordania, a qualsiasi quota e livello di volo, fino al 31 agosto 2026, salvo revisione anticipata. Lo raccomanda l'Easa, l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea, nel bollettino informativo sulle zone di conflitto pubblicato oggi, 22 luglio. Nonostante l'8 aprile sia stato annunciato un cessate il fuoco temporaneo tra Usa e Iran, prorogato di 60 giorni il 17 giugno "la sua attuazione è stata soggetta a violazioni ricorrenti e significative, creando nuovamente un elevato livello di rischio in tutta la regione", ricorda l'Easa, e "dalla metà di luglio la situazione della sicurezza è peggiorata rapidamente", gli attacchi missilistici iraniani e gli attacchi con droni contro obiettivi in Giordania "creano un maggiore rischio di errata identificazione di velivoli civili", spiega l'Easa motivando la raccomandazione di oggi. "Per quanto riguarda la gestione dello spazio aereo, le autorità giordane non hanno emesso restrizioni, chiusure di rotte o avvisi operativi legati al conflitto, nonostante il recente aumento dell'attività militare che interessa lo spazio aereo. Di conseguenza, al momento sono disponibili solo poche misure di mitigazione pubbliche su cui gli operatori aerei possono fare affidamento. Gli imprevedibili sviluppi militari, unitamente al possibile impiego di missili, droni, aerei da combattimento e sistemi di difesa aerea - si legge nel bollettino - creano un rischio elevato per i voli civili a tutte le altitudini e livelli di volo all'interno dello spazio aereo interessato".
Media Iran: "Tre pasdaran uccisi negli attacchi Usa"
Un membro dei Basij (milizia affiliata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) è stato ucciso sull'isola di Qeshm durante gli attacchi statunitensi di questa mattina. Nel frattempo, riferisce l'agenzia Fars, due membri delle forze terrestri delle Guardie della Rivoluzione sono rimasti uccisi oggi a Isfahan nel corso di un'operazione volta a individuare e distruggere munizioni ed esplosivi rimasti sul terreno dopo gli attacchi statunitensi. Gli Stati Uniti hanno colpito questa mattina diversi obiettivi in Iran, tra cui Abdanan e Chavar, nella provincia occidentale di Ilam.
Teheran: "53 morti e 600 feriti in raid Usa dal 27 giugno"
Sono 53 le persone che sono state uccise e circa 600 quelle rimaste ferite nei raid aerei condotti dagli Stati Uniti contro l'Iran dalla ripresa delle ostilità lo scorso 27 giugno. Lo rende noto il ministero della Sanità di Teheran. Nello stesso periodo sono anche stati uccisi quattro militari americani.
Iran, non c'è alcun impianto nucleare a Kuh-e Kolang
"Non esiste alcun impianto nucleare segreto a Kuh-e Kolang Gaz La (nota anche come Pickaxe Mountain, ndr), nell'Iran centrale", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, dopo che il presidente Donald Trump aveva minacciato di colpire il "sito nucleare". "L'ossessione degli Stati Uniti per Kuh-e Kolang è solo un pretesto fabbricato per attacchi, distruzione e sabotaggi", ha affermato Baghaei su X.
Trump: “Distruggeremo un ponte o una centrale per ogni attacco iraniano alle navi”
“Gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica ogni volta che l’Iran sparerà contro una nave nello Stretto di Hormuz”. Lo ha scritto Trump su Truth Social.
Iran, Easa sconsiglia a compagnie aeree sorvolo Giordania
L'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) ha sconsigliato alle compagnie aeree di sorvolare la Giordania, paese bersaglio di attacchi iraniani. "I ripetuti attacchi iraniani con missili e, in misura minore, con droni contro obiettivi in Giordania, nonche' l'attivazione dei sistemi di difesa aerea, creano un rischio maggiore", ha dichiarato l'EASA in un avviso alle compagnie aeree. Sul sito dell'Agenzia si legge "dalla meta' di luglio 2026, la situazione della sicurezza e' rapidamente peggiorata, con un aumento costante dell'attivita' militare cinetica che interessa lo spazio aereo giordano" e "per quanto riguarda la gestione dello spazio aereo, le autorita' giordane non hanno emesso restrizioni, chiusure di rotte o avvisi operativi legati al conflitto, nonostante il recente aumento dell'attivita' militare che interessa lo spazio aereo. Di conseguenza, al momento sono disponibili solo poche misure di mitigazione pubbliche su cui gli operatori aerei possono fare affidamento". "Gli imprevedibili sviluppi militari creano un rischio elevato per i voli civili a tutte le altitudini e livelli di volo all'interno dello spazio aereo interessato. L'Easa, insieme alla Commissione e agli Stati membri, continuera' a monitorare attentamente la situazione, al fine di valutare se vi sia un aumento o una diminuzione del rischio per gli operatori aerei dell'Ue a seguito dell'evoluzione della minaccia e della situazione di rischio" conclude l'avviso.
Iran, sirene in Bahrein, allarme anche in Arabia Saudita
Sirene d'allarme sono risuonate in Bahrein e testimoni hanno udito un'esplosione nella capitale Manama. "E' suonata la sirena... Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro piu' vicino", ha dichiarato il ministero dell'Interno in un comunicato stampa diffuso su X. Un breve allarme e' stato diramato anche in Arabia Saudita rivolto ai residenti della citta' orientale di Dammam. L'avviso e' stato revocato pochi minuti dopo, mentre le sirene antiaeree si attivavano nel vicino Bahrein.
Balzo di Petrolio e gas, il Brent tocca i 95 dollari
Petrolio e gas in netto rialzo, con l'escalation del conflitto tra Usa e Iran e mentre non si intravede una via per risolvere la questione dello stretto di Hormuz. Il Brent ha raggiunto i 95 dollari al barile, ai massimi da sei settimane per poi ripiegare. Sul fronte del greggio il Wti sale del 3,2% a 87,06 dollari al barile. Il Brent, dopo una iniziale fiammata, prosegue in aumento del 3,7% a 94,32 dollari. Vola anche il gas che supera i 60 euro. Ad Amsterdam l'indice Ttf guadagna il 4,8% a 62,54 euro al megawattora.
Iran, Giordania: intercettati 4 missili e 4 droni
L'esercito giordano ha fatto sapere di aver intercettato quattro missili lanciati dall'Iran, mentre altri due sono caduti in un'area aperta, senza causare vittime o danni materiali. Successivamente, le forze armate hanno aggiunto di aver abbattuto anche quattro droni iraniani.
Iran, media: "Attacco Usa all'isola di Larak, nella Stretto di Hormuz"
Un attacco missilistico statunitense si è verificato sull'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. "Alle 14,48, l'isola di Larak è stata colpita da un missile americano", ha scritto l'agenzia. "Le autorità competenti stanno attualmente conducendo un'indagine per determinare la portata dell'attacco, il punto esatto dell'impatto e l'entità dei potenziali danni"
Iran, attivato allarme per possibile attacco in A. Saudita
La protezione civile dell'Arabia Saudita ha emesso un allarme tempestivo per la città di Dammam, al confine con il Bahrein, per possibile attacco iraniano. Poco dopo, ha comunicato che il pericolo era cessato. L'allarme scatta quasi contemporaneamente al suono delle sirene in Bahrein e alla segnalazione di esplosioni sulla città di Manama.
Iran, attacco Usa sull'isola di Larak nello Stretto di Hormuz
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito di un attacco statunitense contro l'isola di Larak, situata nello Stretto di Hormuz - epicentro delle tensioni tra Teheran e Washington, il cui scontro si è riacceso due settimane fa. "L'isola di Larak (nel sud) è stata colpita da un missile statunitense. Secondo i residenti locali, è stata udita una forte esplosione nei pressi dell'isola", ha riportato Tasnim, aggiungendo che le autorità stavano cercando di determinare "la portata dell'attacco" e "l'entità dei potenziali danni".
Gli elettori Maga di Trump scettici sulla guerra, solo un terzo l'approva
Solo poco più di un terzo della basa Maga di Donald Trump ritiene che la guerra in Iran valga la pena, in forte calo rispetto al 50% di maggio. E' quanto emerge da un sondaggio di Politico, secondo il quale il 37% degli elettori Maga ritengono che il conflitto debba continuare solo se non aumenta i costi. Un elettore Maga su 5 è invece convinto che gli Stati Uniti dovrebbero mettere fine al conflitto a prescindere dai costo. Dalla rilevazione emerge che anche i fedelissimi del presidente iniziano a perdere la pazienza su un conflitto che già lascia scettica la maggioranza degli americani.
Iran, media: "Primo ministro Iraq domani in visita a Teheran"
Il primo ministro iracheno, Ali Al-Zaidi, domani si recherà in visita a Teheran. Lo ha annunciato un portavoce del governo di Baghdad, secondo quanto riferito dai media della Repubblica islamica.
Teheran: "Nessuna attività nucleare a Pickaxe Mountain"
Nessuna attività nucleare è in corso a Pickaxe Mountain, al centro delle minacce di DonaldTrump, che anche ieri ha parlato di un possibile bombardamento del sito iraniano. Lo ha sottolineato in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, accusando Washington di utilizzare il sito di Kolang Kouh (il nome iraniano del Pickaxe Mountain) come "un pretesto per aggressione, distruzione e sabotaggio".
Secondo il portavoce, Washington avrebbe un'"ostilità radicata" nei confronti dello sviluppo tecnologico iraniano. "Le attività nucleari dell'Iran sono state totalmente dichiarate all'Aiea in conformità con gli obblighi di salvaguardia", ha aggiunto, accusando gli Stati Uniti di una "focalizzazione ossessiva" su Kolang Kouh.
Baghaei ha inoltre chiamato in causa il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, chiedendo "dove sia" l'organismo internazionale mentre il sito viene indicato come possibile obiettivo. Grossi è tra i nomi considerati per la successione al segretario generale delle Nazioni Unite.
Rubio: l'Iran è il piantagrane nella regione
Il Segretario di Stato ha dichiarato che gli Stati Uniti sono in contatto con funzionari sauditi in merito alla minaccia della milizia Houthi yemenita di attaccare navi mercantili nel cruciale canale di Bab al-Mandeb, nel Mar Rosso. "Ci siamo confrontati con i sauditi diverse volte nell'ultima settimana riguardo a questa minaccia. Non si tratta di una minaccia nuova, ma si è già manifestata in passato" riporta Al Jazeera. "Il punto cruciale della questione è che l'Iran è coinvolto. Quando si parla di piantagrane nella regione, si parla dell'Iran", ha affermato Rubio. "È solo un altro esempio: gli Houthi, Hezbollah, le milizie in Iraq, Hamas... ecco su cosa l'Iran spende i suoi soldi, non per il suo popolo, per sostenere organizzazioni terroristiche e attori destabilizzanti nella regione".
Teheran: attacco nostri siti nucleari espanderà la guerra nella regione
L'Iran attaccherà gli interessi degli Stati Uniti e Paesi alleati se Washington lancerà attacchi contro i suoi impianti nucleari. L'annuncia il Comando Centrale Khatam al-Anbiya e lo riporta Mehr. Teheran considererebbe l'azione "un'estensione del conflitto". In caso di un simile attacco, tutti gli interessi statunitensi e dei sostenitori diventerebbero bersaglio di "una potente risposta da parte delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran. L'avvertimento giunge dopo che il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di attaccare infrastrutture nucleari come quella di Pickaxe Mountain.
Rubio: 'Teheran ci ha cercato per negoziare, il problema è che non sono seri'
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che i funzionari iraniani si sono rivolti agli Stati Uniti per cercare di negoziare una soluzione all'attuale ripresa dei combattimenti, ma che i funzionari americani sono scettici sull'efficacia dei colloqui perché le loro controparti iraniane "non hanno mantenuto i loro impegni". Lo riporta il New York Times. "Il problema che stiamo affrontando ora è che non prendono sul serio i colloqui", ha dichiarato durante una riunione con i ministri degli Esteri asiatici a Manila. "Se loro sono seri, lo siamo anche noi. Se non lo sono, faremo il necessario per proteggere i nostri interessi e anche quelli dei nostri alleati".
Rubio: la capacità di colpire di Teheran? Prova che investono lì da 20 anni
"Tutto quello che posso dire è che, si sa, ogni volta che ci si trova in una zona di combattimento c'è un pericolo intrinseco" Con queste parole , il segretario di Stato americano Marco Rubio ha risposto a una domande sul crescente numero di vittime americane nella guerra con l'Iran intervenendo al vertice Asean nelle Filippine. Interrogato sulla capacità di Teheran di colpire, Rubio ha aggiunto: "In fin dei conti, questo dimostra che è proprio in questo che l'Iran ha investito i suoi soldi negli ultimi 20 anni".
Media, 'abbattuto drone ostile su Teheran'
Le forze di difesa aerea dell'Iran hanno intercettato e abbattuto nella notte un drone "ostile" che stava sorvolando Teheran. Lo ha indicato l'agenzia di stampa Fars.
Pakistan, 'preoccupano tentativi di trascinare Riad in guerra Medio Oriente'
"Il Pakistan condanna inequivocabilmente le continue minacce generate dalle milizie Houthi contro il regno dell'Arabia Saudita e il naviglio commerciale nel Mar Rosso": lo scrive il ministero degli Esteri di Islamabad in una nota pubblicata online dicendo che il governo pachistano "è profondamente preoccupato" da quelli che definisce "tentativi di trascinare" l'Arabia Saudita "nel conflitto in Medio Oriente".
Israele scava fossati per coccodrilli intorno al carcere dei terroristi di Nukhba
Nonostante i dubbi di natura legale e le forti obiezioni di esperti ambientali e della fauna selvatica sono iniziati oggi i lavori di scavo per la costruzione di fossati destinati ad ospitare i coccodrilli intorno a un braccio di massima sicurezza del carcere di Ketziot, nel sud di Israele, dove sono detenuti i terroristi di Nukhba. Lo scrive Ynet news. Il carcere di Ketziot si trova nel territorio del Consiglio regionale di Ramat Negev, che ha inviato un ispettore per esaminare i lavori. Un funzionario del consiglio ha dichiarato che la trincea viene scavata all'interno del carcere, intorno a uno dei suoi bracci speciali, e si estenderà per circa 170 metri. Le autorità hanno stanziato 21 milioni di shekel (6,3 milioni di dollari) per il progetto pilota. Il ministro israeliano per la Protezione dell'Ambiente, Idit Silman, ha riclassificato i coccodrilli, passandoli dalla categoria di animali selvatici a quella di "fauna selvatica allevata in cattività". Una decisione che apre la strada all'impiego di questi rettili per finalità di sicurezza, incluso il contrasto alle evasioni dalle carceri. E viene incontro al ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra, Itamar Ben Gvir, che propone di circondare con coccodrilli le carceri destinate a detenuti palestinesi, ispirandosi al centro di detenzione per immigrati della Florida noto come "Alligator Alcatraz".
Media, esercito giordano ha intercettato quattro missili iraniani diretti verso il regno
L'esercito giordano ha intercettato quattro missili iraniani diretti verso il regno, mentre altri due missili sono caduti in zone remote e disabitate. Non ci sono state vittime né danni materiali a seguito dell'attacco. Lo scrive Al Jazeera che cita l'agenzia di stampa Petra. Diversi media avevano riportato che esplosioni erano state udite a Eilat, la città più meridionale di Israele, in seguito all'attacco missilistico balistico iraniano contro la vicina città giordana. Il Times of Israel mostra le immagini di colonne di fumo che si levano dalle montagne tra Eilat e Aqaba.
Borsa: Europa gira in rialzo con l'energia
Le Borse europee girano in rialzo sostenute dalla rincorsa dei titoli dell'energia. aprono in calo la seduta. Francoforte guadagna lo 0,5%, Parigi lo 0,69%, Londra lo 0,7%, Milano lo 0,49 per cento. A Piazza Affari in particolare Eni sale del 2,03%, Tenaris dell'1,98% , Saipem dell'1,9% e Italgas dell'1,5 per cento.
Iran: Air France estende sospensione voli in Medio Oriente
Air France ha annunciato che, a causa del deterioramento della situazione di sicurezza in Medio Oriente, ha esteso la sospensione dei voli verso diverse destinazioni nella regione. La compagnia aerea dichiara che i voli da e per Riad, in Arabia Saudita, sono sospesi fino al 24 luglio, quelli per Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, fino al 27 luglio, mentre la sospensione dei voli per Beirut è stata estesa fino al 2 agosto. Air France sottolinea che monitora in tempo reale l'evoluzione della situazione di sicurezza e che la ripresa del traffico dipenderà dalla valutazione del rischio e dalle restrizioni relative a specifici spazi aerei, riporta Euronews. L'Agenzia europea per la sicurezza aeea (Easa), nel suo ultimo bollettino, ha raccomandato alle compagnie aeree di evitare lo spazio aereo di Qatar, Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Golfo di Oman fino al 29 luglio.
A causa dei rischi per la sicurezza, anche altre compagnie aeree mondiali hanno esteso o annunciato la sospensione dei voli verso alcune destinazioni in Medio Oriente. La compagnia aerea olandese Klm ha sospeso i voli per Riad, Dammam e Dubai fino al 23 agosto, mentre alcuni voli per Beirut potrebbero subire interruzioni fino al 16 agosto. La compagnia aerea greca Aegean Airlines ha cancellato i voli per Dubai fino al 31 agosto e per Erbil e Baghdad fino al 30 settembre. Singapore Airlines ha esteso la sospensione dei voli per Dubai fino al 24 ottobre, mentre la sua compagnia low-cost Scoot ha cancellato i voli per Jeddah fino all'8 agosto. Lufthansa continua a mantenere un volume di traffico ridotto nella regione.
Egitto e Emirati, 'fermare escalation di attacchi ai Paesi arabi'
Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha incontrato ad Abu Dhabi, dove ha fatto scalo durante il suo viaggio a Manila per partecipare alla riunione dell'Asean, il suo omologo emiratino Abdullah bin Zayed Al Nahyan, con il quale ha condiviso la condanna per le "ripetute aggressioni iraniane contro diversi Paesi arabi". L'Egitto ha riaffermato la "piena solidarietà dell'Egitto con gli Emirati Arabi Uniti e tutti gli Stati del Golfo", sottolineando che "queste aggressioni costituiscono una flagrante violazione della loro sovranità e una grave minaccia alla sicurezza e alla stabilità della regione". Ha poi sottolineato la necessità di "porre immediatamente fine a qualsiasi atto di escalation e di cessare senza indugio qualsiasi pratica che possa alimentare le tensioni nella regione o minacciare la sicurezza dei Paesi arabi". I due ministri hanno infine esortato a "preservare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale".
Teheran, 'sapevamo che Usa non avrebbero rispettato tregua, non abbiamo perso tempo'
"Restiamo saldi. Controlliamo lo Stretto di Hormuz e spariamo contro le forze americane. Devono sapere che l'Iran è una potenza affidabile". Lo ha dichiarato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, aggiungendo: "L'Iran non si fida minimamente degli Stati Uniti ed era chiaro che non avrebbe rispettato il Memorandum d'intesa di Islamabad e avrebbe compiuto una mossa avventata, quindi non abbiamo perso tempo e abbiamo preso provvedimenti per migliorare la nostra capacità di combattimento. Attualmente stiamo combattendo contro gli eserciti degli infedeli», ha aggiunto, secondo l'agenzia di stampa Irna.
Allarme navi nel Mar Rosso, mercantili invertono la rotta dopo blocco Houthi
Prime conseguenze sul traffico marittimo dopo l'annuncio degli Houthi dello Yemen, alleati dell'Iran, di un blocco navale contro le navi dirette in Arabia Saudita. Almeno sei imbarcazioni hanno cambiato rotta nel Mar Rosso e nelle aree limitrofe, secondo i dati di tracciamento delle navi analizzati dalla società di intelligence marittima Lloyd's List, come evidenzia il Washington Post.
Tra i casi più rilevanti quello della Liu Jiang Kou, nave portaveicoli cinese diretta al porto saudita di Gedda, che ha fatto inversione di rotta mentre attraversava il Golfo di Aden verso lo stretto di Bab el-Mandeb. Secondo Lloyd's List, l'operatore avrebbe ricevuto una comunicazione dalle autorità Houthi nella quale veniva avvertito del rischio di essere "preso di mira" se avesse proseguito il viaggio. Hanno cambiato rotta anche due petroliere legate a Hong Kong, la Xin Tong Yang e la New Prime, dirette al porto saudita di Yanbu, oltre alla petroliera indiana Desh Viraat. Altre due navi, la Xin Long Yang della cinese Cosco e la petroliera greca Rodos, hanno modificato il percorso mentre si dirigevano verso lo stretto di Bab el-Mandeb.
Dubai contrasta la crisi per la guerra, 800 dollari a chi porta turisti
Dubai offrirà sconti e offerte per un valore di oltre 800 dollari ai residenti che porteranno amici e parenti in visita. Lo ha annunciato l'ufficio stampa dell'emirato, in un momento in cui mesi di guerra hanno duramente colpito il settore turistico. "Il Dipartimento dell'Economia e del Turismo di Dubai lancia 'A Dubai Invite', invitando i residenti a diventare ambasciatori della città accogliendo i propri cari a Dubai", ha dichiarato l'ufficio stampa di Dubai in un post su X, aggiungendo che il programma sarà attivo fino alla fine di ottobre. L'estate è solitamente bassa stagione per i turisti negli Emirati Arabi Uniti, un paese prevalentemente desertico dove le temperature possono raggiungere i 50 gradi. Il sito web del governo di Dubai afferma che i residenti che desiderano invitare amici e parenti in visita dal 20 luglio al 31 ottobre possono "ricevere vantaggi per un valore di oltre 3.000 Aed (816 dollari), tra cui soggiorni in hotel, esperienze culinarie, biglietti per attrazioni e altro ancora". Con 19,5 milioni di turisti all'anno, Dubai è tra le principali destinazioni della regione ed è da tempo considerata un luogo di ritrovo per i ricchi e famosi di tutto il mondo. Sebbene gli Emirati Arabi Uniti non siano stati finora colpiti dall'ultima escalation tra Stati Uniti e Iran, la guerra scoppiata a febbraio ha infranto l'immagine del Golfo come oasi di stabilità. A maggio, il governo di Dubai ha approvato un pacchetto economico del valore di oltre 400 milioni di dollari per aiutare le imprese in difficoltà a far fronte alle conseguenze della guerra e del blocco iraniano nello Stretto di Hormuz.
Libano, Tajani: "Il 4 agosto nuova sessione dialogo a Roma"
Il 4 agosto si terrà a' a Roma una nuova sessione di dialogo sui seguiti dell'accordo tra Israele e Libano. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in audizione con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato. "L'Italia sta svolgendo un ruolo di primo piano. La scorsa settimana abbiamo ospitato qui a Roma la prima sessione negoziale sui seguiti dell'Accordo. E' una proposta che avevo fatto a suo tempo al segretario di Stato Rubio, dopo averne parlato con il Ministro Sa'ar e il presidente Aoun in occasione della mia visita a Beirut lo scorso aprile", ha spiegato il titolare della Farnesina. "Questa prima tornata di colloqui ha permesso di fare importanti passi in avanti nella definizione delle prime zone pilota, da cui partira' il ritiro delle Forze Armate israeliane e l'avvicendamento con le Forze Armate libanesi. L'obiettivo finale è arrivare alla pace e al pieno controllo del territorio da parte delle Istituzioni libanesi. Il 4 agosto ospiteremo una nuova sessione di dialogo. Un importante risultato, frutto di una paziente azione di politica estera che costruisce ponti e non erige mai muri", ha aggiunto.
Iran: giustiziato un uomo condannato per proteste gennaio
Le autorità iraniane hanno annunciato l'esecuzione di Mehdi Khanaki, condannato a morte per il suo coinvolgimento nelle manifestazioni antigovernative che hanno scosso il Paese tra dicembre e gennaio. "La condanna a morte di Mehdi Khanaki, membro attivo di un gruppo terroristico durante le proteste, è stata eseguita dopo la conferma della Corte Suprema", ha riferito l'agenzia Mizan Online, organo del potere giudiziario. Secondo la magistratura, Khanaki era stato arrestato il 10 febbraio a Karaj, a ovest di Teheran, in possesso di un ingente arsenale di armi, che sarebbero state utilizzate negli scontri a fuoco avvenuti a gennaio. Mizan ha inoltre affermato che era stato condannato alla pena capitale e alla confisca di tutti i suoi beni per aver "agito a favore dei regimi sionista e americano". Le proteste erano iniziate alla fine di dicembre contro il caro vita, per poi trasformarsi rapidamente in una vasta mobilitazione contro il governo, culminata l'8 e il 9 gennaio. Le autorità iraniane hanno riconosciuto oltre 3 mila morti, attribuendo le violenze ad "atti terroristici" orchestrati da Stati Uniti e Israele, mentre organizzazioni non governative con sede all'estero parlano di una repressione che avrebbe provocato migliaia di vittime.
Tajani: 'violenze coloni inaccettabili, valutiamo ulteriori proposte su loro prodotti'
"Ribadiamo con chiarezza che l'espansione degli insediamenti illegali e le violenze dei coloni sono inaccettabili. Continuiamo a lavorare, in ambito europeo, affinché si possa raggiungere l'unanimità sulle proposte di sanzioni nei confronti del ministro Ben Gvir e dei coloni responsabili di atti di violenza". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l'informativa alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato sugli esiti del Vertice Nato di Ankara. "Stiamo inoltre valutando con attenzione, insieme ai nostri partner, le ulteriori proposte avanzate dalla Commissione europea riguardanti i prodotti provenienti dagli insediamenti illegali".
Crosetto: 'articolo 5 del trattato di Washington fondamento sicurezza collettiva'
"Il punto di partenza resta il valore irrinunciabile dell'articolo cinque del trattato di Washington che dal 1949 continua a rappresentare il fondamento della nostra sicurezza collettiva basata sull'equilibrio tra capacità convenzionali, non convenzionali e di difesa missilistica a cui si affiancano i domini cognitivo, spaziale, cibernetico". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione nelle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato sugli esiti del Vertice Nato di Ankara. "In questo quadro - prosegue - l'Italia deve fare la sua parte, contribuire al rafforzamento della deterrenza sul fianco orientale ed essere protagonista nella costruzione di un pilastro europeo solido, capace e credibile in piena complementarietà con la Nato a partire dal formato E5 al quale dobbiamo restituire segnali coerenti con l'impegno degli altri Paesi e alleati. E continuare a sostenere l'approccio a 360 gradi, la sicurezza d'Europa non si misura soltanto lungo i martoriati confini orientali, ma passa dal Mediteranno, dal Medio Oriente, dall'Africa".
Libano, Tajani: 'nuovo round di colloqui a Roma il 4 agosto
Un nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, con la mediazione degli Stati Uniti, si terrà a Roma il prossimo 4 agosto. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un'audizione alla Camera sugli esiti del vertice Nato di Ankara. "Il Libano è oggi un banco di prova fondamentale per la tenuta degli equilibri regionali e per il consolidamento del percorso di stabilizzazione avviato con l’Accordo di Washington dello scorso 26 giugno", ha ricordato Tajani, sottolineando come anche in questo ambito l’Italia stia svolgendo "un ruolo di primo piano". "La scorsa settimana abbiamo ospitato qui a Roma la prima sessione negoziale sui seguiti dell’Accordo. È una proposta che avevo fatto a suo tempo al Segretario di Stato Rubio, dopo averne parlato con il Ministro Sa’ar e il Presidente Aoun in occasione della mia visita a Beirut lo scorso aprile - ha proseguito Tajani - Questa prima tornata di colloqui ha permesso di fare importanti passi in avanti nella definizione delle prime zone pilota, da cui partirà il ritiro delle Forze Armate israeliane e l'avvicendamento con le Forze Armate libanesi. L’obiettivo finale è arrivare alla pace e al pieno controllo del territorio da parte delle Istituzioni libanesi".
Tajani: a novembre a Roma la prima riunione del 'Gruppo degli Amici del Golfo'
"Con i partner del Golfo condividiamo obiettivi strategici comuni: promuovere pace, stabilità e crescita" e "la sicurezza del Golfo è parte integrante della sicurezza dell'Alleanza. Lavoriamo per consolidare questo rapporto anche sul piano europeo". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l'informativa alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato sugli esiti del Vertice Nato di Ankara. "Ne ho discusso anche con il Commissario Sefcovic e con il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Per questo, a novembre intendo ospitare a Roma la prima riunione del 'Gruppo degli Amici del Golfo' con i ministri del Commercio della regione. Una grande iniziativa che ho voluto lanciare proprio per rafforzare l'export delle nostre imprese, le relazioni commerciali e gli investimenti con quei Paesi".
Tajani: il 28 e 29 luglio a Roma riunione su soluzione a due Stati
"Insieme al Ministro degli Esteri saudita il 28 e 29 luglio presiederò a Roma una riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati. Daremo nuovo impulso alla Dichiarazione di New York che abbiamo sottoscritto l'anno scorso. La riunione avrà una forte componente dedicata al dialogo interreligioso, che è un tema a cui siamo molto sensibili, cruciale per rafforzare la prospettiva di pace". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l'informativa alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato sugli esiti del Vertice Nato di Ankara.
Teheran, 'colpite basi militari Usa in Giordania e Bahrein'
Secondo un comunicato dell'esercito iraniano, sono state colpite dai droni la base aerea di Muwaffaq Salti ad Azraq, in Giordania, e la base aerea di Isa, in Bahrein. "L'esercito ha preso di mira con i droni, in mattinata, gli 'edifici residenziali e assistenziali' e i 'magazzini di equipaggiamento' dell'esercito terrorista statunitense nella base di Azraq, in Giordania", si legge nella dichiarazione, citata dall'agenzia di stampa Mehr. "I droni - aggiunge il comunicato - hanno colpito anche i 'grandi magazzini e capannoni per le attrezzature' e i 'capannoni per la manutenzione e la riparazione di velivoli pesanti' dell'esercito statunitense, responsabile di omicidi di bambini e crimini, presso la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein".
Tajani: seguiamo con attenzione il caso del medico palestinese Abu Safiyah
"Voglio rassicurare i colleghi dell'opposizione che stiamo seguendo con la massima attenzione, attraverso la nostra ambasciata in Israele, anche il caso del medico palestinese Abu Safiyah detenuto nelle carceri israeliane. Insistiamo con le Autorità israeliane affinché la Croce Rossa Internazionale possa effettuare la visita ad Abu Safiyah ordinata dalla Corte Suprema israeliana". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l'informativa alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato sugli esiti del Vertice Nato di Ankara.
Media, 'attacchi Usa hanno colpito sottostazione elettrica vicino centrale Bushehr'
Due esplosioni si sono verificate nella città di Bushehr e una terza nei pressi di Khormoj. Lo ha detto Il vice governatore per gli affari di sicurezza della provincia di Bushehr all'agenzia di stampa Fars, aggiungendo che l'attacco non ha provocato vittime né feriti. Il vice governatore ha detto ancora che l'elettricità è temporaneamente mancata nel villaggio di Bandar-e Gah dopo che alcuni missili hanno colpito una sottostazione elettrica vicino alla centrale nucleare di Bushehr.
Tajani: per noi irrinunciabile Stretto Hormuz senza pedaggi
"Hormuz deve tornare a essere uno Stretto libero e aperto, navigabile senza alcun pedaggio. E' un principio irrinunciabile per il nostro Paese, per la sicurezza della nostra economia e delle catene di approvvigionamento". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in audizione con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato "Come abbiamo gia' avuto modo di riferire di fronte a queste Commissioni, l'Italia e' pronta a fare la propria parte a Hormuz nell'ambito delle iniziative multilaterali che verranno eventualmente lanciate. Un impegno coerente con il ruolo che gia' svolgiamo nelle principali missioni navali europee nel Mar Rosso, nell'Oceano Indiano e nel Mediterraneo, a tutela della sicurezza marittima e della liberta' di navigazione. Il nostro eventuale intervento sara' naturalmente subordinato alla previa autorizzazione parlamentare, al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e alla definizione di un mandato della missione chiaro e condiviso a livello internazionale", ha aggiunto.
Iran, Tajani: 'Houthi pericolo reale, Riad ha ringraziato Italia per stabilità regione'
"Proprio ieri il Ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan mi ha voluto chiamare per aggiornarmi sul pericolo reale e crescente rappresentato dai ribelli Houthi per il libero transito nello Stretto di Bab-el-Mandeb. Mi ha ringraziato per il costante impegno del governo per la stabilità e la sicurezza della regione, riconoscendo nell’Italia un Paese paladino del rispetto della libertà di navigazione e della sicurezza marittima. Mi ha voluto ribadire l’importanza del dialogo con l’Italia su questi temi che, lo ricordo, sono cruciali per la nostra economia basata sull’export". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un'audizione alla Camera sugli esiti del vertice Nato di Ankara.
Libano, Aoun: 'Hezbollah può essere disarmato solo se Israele si ritira'
Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato ai membri del Congresso statunitense e ai funzionari dell'amministrazione Trump che il Libano può disarmare Hezbollah, ma affinché ciò avvenga, l'esercito israeliano deve ritirarsi dal sud del Paese. Lo ha riferito l'uffico presidenziale libanese. Intervenendo a una cena in suo onore offerta dall'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh Moawad, Aoun ha affermato che il suo Paese non potrà essere sicuro o unito finché non sarà "un unico Stato con un unico esercito che protegga tutti i libanesi. Hezbollah può essere disarmato se siamo onesti su ciò che è veramente necessario, vale a dire la rimozione dell'occupazione e il pieno controllo da parte dell'esercito".
Teheran, 'colpite basi militari Usa in Giordania e Bahrein'
L'esercito iraniano ha reso noto di aver colpito la base aerea statunitense di Al Azraq in Giordania e la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein. Lo riportano i media iraniani.
Iran: eseguita condanna a morte manifestante arrestato durante proteste gennaio
Le autorità iraniane hanno annunciato l'esecuzione di Mehdi Khanaki, uno dei manifestanti arrestati durante le proteste antigovernative dello scorso gennaio. Lo ha riferito l'agenzia della magistratura Mizan, secondo cui l'uomo era stato condannato a morte con l'accusa di aver preso parte a "attività armate" per conto di Israele e degli Stati Uniti. Secondo Mizan, Khanaki avrebbe aderito nel 2023 a un gruppo armato di opposizione non meglio identificato. Al momento del suo arresto, avvenuto nel febbraio scorso a Karaj, le autorità avrebbero sequestrato nella sua abitazione armi, munizioni ed esplosivi.
Israele, 'barriera a Gaza per separare aree sotto controllo da quelle di Hamas'
Le Forze di Difesa Israeliane hanno costruito un'imponente barriera di sabbia che separa il 50-70% della Striscia di Gaza sotto il loro controllo dalle aree controllate da Hamas. Lo ha confermato l'esercito israeliano, che in precedenza non aveva fatto annunci pubblici, confermando la notizia data dall'Associated Press, che aveva diffuso immagini satellitari che mostrano i cambiamenti topografici nell'enclave. Secondo le immagini, negli ultimi mesi l'Idf ha costruito oltre 23 chilometri di strade che attraversano la Striscia, spesso in zone dove un tempo sorgevano comunità palestinesi, demolite da tempo dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
Hegseth: la guerra in Iran è costata fino a ora 37,5 mld di dollari
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti ha stimato che la guerra in Iran sia costata finora agli Stati Uniti 37,5 miliardi di dollari, un aumento di quasi il 30% rispetto alla cifra precedente di 29 miliardi. «La stima attuale è di 37,5 miliardi di dollari», ha dichiarato Pete Hegseth a una commissione del Senato Usa, precisando che tale importo include alcune spese previste fino alla fine di settembre. Il segretario ha inoltre difeso la richiesta dell'amministrazione Trump di ulteriori 67 miliardi di dollari di finanziamenti per il Pentagono. Hegseth e il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Dan Caine, hanno sostenuto che tali fondi aggiuntivi fossero sia «urgenti» che «necessari».
Iran: prezzo petrolio in rialzo, Brent a 91,88 dollari al barile
Prezzi del petrolio in rialzo. Il Brent, riferimento per l'Europa, è salito dello +0,87% a 91,88 dollari al barile. Il Wti, riferimento per gli Usa, è salito dello 0,72% a 85,06 dollari al barile.
Rubio: aperti al dialogo con l'Iran, ma faremo ciò che è necessario
Gli Stati Uniti restano disponibili a una soluzione negoziata con l'Iran, ma agiranno per proteggere i propri interessi e quelli degli alleati se Teheran non mostrerà serietà nei colloqui. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa Marco Rubio a Manila, durante gli incontri dell'Asean, secondo quanto riferito dall'agenzia Anadolu. "Gli Stati Uniti sono sempre impegnati nella diplomazia. Siamo aperti e disponibili a impegnarci in accordi negoziati", ha detto Rubio, aggiungendo però che "il problema che abbiamo in questo momento è che loro non sono seri nei colloqui". "Se sono seri, noi siamo seri. Se non lo sono, faremo ciò che è necessario per proteggere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati", ha aggiunto. A margine della riunione, Rubio ha ribadito anche l'impegno di Washington con l'Asean, definendolo "al 100%" e indicandolo come il principale strumento di coinvolgimento Usa nel Sud-est asiatico. Il segretario di Stato ha citato 2,5 miliardi di dollari di investimenti strategici nella regione e quasi 130 milioni di dollari di assistenza per attività di sminamento. "Il futuro e la storia del XXI secolo saranno scritti in questa regione", ha detto Rubio, sottolineando l'importanza della cooperazione su economia digitale, energia e catene di approvvigionamento
Rubio: controllo iraniano su Hormuz sarebbe precedente pericoloso
Il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz rappresenterebbe un "precedente molto pericoloso" con conseguenze che andrebbero oltre il Medio Oriente". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio intervenendo alla riunione dei ministri degli Esteri dell'Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) a Manila. Lo riferisce il Times of Israel. "Se creiamo un precedente in Medio Oriente in cui uno Stato può decidere di controllare una via d'acqua internazionale, imporre un pedaggio e far saltare in aria le vostre navi se non pagate, abbiamo creato un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione", ha detto Rubio agli inviati dei Paesi Asean. Il capo della diplomazia statunitense ha legato la questione di Hormuz agli interessi strategici del Sud-est asiatico, una regione fortemente dipendente dalle rotte marittime internazionali e dal commercio energetico. Secondo Rubio, una modifica delle regole sulla libertà di navigazione in Medio Oriente potrebbe avere ripercussioni anche su altri corridoi marittimi strategici a livello globale.
Iran, società traffico marittimo: "Solo 3 mercantili hanno attraversato ieri Hormuz"
Solo tre navi mercantili hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, rispetto alle quattro di lunedì. Lo rende noto la società di analisi marittima Kpler, secondo cui non è stato rilevato alcun passaggio visibile di petroliere di grandi dimensioni o di navi metaniere attraverso lo stretto