Ucraina, raid di droni nel sud della Russia: 2 depositi di petrolio in fiamme. LIVE
I depositi presi di mira si trovano sul Mar d'Azov, ha precisato Slyusar, aggiungendo che le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. Gelo Roma-Mosca dopo l'arresto di due militari con l'accusa di spionaggio. Immediata la replica del Cremlino: 'Risponderemo'. L'ambasciatore Paramonov conferma di essere stato convocato alla Farnesina e attacca l'Italia: 'Non ha esponenti della levatura di Putin e Lavrov'
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L'Italia espelle due addetti militari dell'ambasciata russa responsabili delle attività di spionaggio emerse nell'inchiesta della Procura di Roma. 'Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all'ambasciatore russo che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro tre giorni', scrive su X il ministro degli Esteri Tajani definendo la vicenda 'grave e inaccettabile'. Immediata la replica di Mosca: 'Risponderemo'. L'ambasciatore Paramonov conferma di essere stato convocato alla Farnesina e attacca l'Italia: 'Non ha esponenti della levatura di Putin e Lavrov'.
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Ucraina, agente intelligence cambia versione e nega uccisione sospetta attentatrice Monaco
L'agente dell'intelligence militare ucraina (Gur) Vladyslav Reut, che nei giorni scorsi aveva confessato l'omicidio di Anastasiia Berezovska, la donna sospettata di aver tentato di assassinare a Monaco il miliardario Vadym Ermolaev e la sua famiglia, ha ritrattato la propria versione davanti al tribunale di Kiev. Durante l'udienza per la convalida della custodia cautelare, il 34enne Reut ha dichiarato di "negare categoricamente" di aver ucciso la donna, sostenendo che a sparare sarebbe stato invece il coimputato Vitalii Zhykovych, ex funzionario del Servizio di sicurezza ucraino (Sbu). Entrambi sono accusati di omicidio premeditato e resteranno in custodia mentre proseguono le indagini. Lo riporta la Bbc.
Secondo la nuova ricostruzione fornita da Reut, Berezovska sarebbe stata prelevata dopo il suo rientro in Ucraina dalla Polonia perché "doveva essere nascosta" in relazione a una non meglio precisata "vicenda criminale". L'agente ha raccontato che Zhykovych avrebbe estratto una pistola modificata durante il tragitto e, una volta raggiunta una zona boschiva nei pressi del villaggio di Yuriv, gli avrebbe ordinato di sparare dicendogli: "O lei o noi". Reut sostiene di essersi rifiutato e che sarebbe stato il 50enne Zhykovych a uccidere la donna con quattro colpi, costringendolo poi ad aiutarlo a seppellire il corpo e a disfarsi dell'arma. Ha inoltre spiegato di aver inizialmente confessato perché minacciato: "Mi ha detto che, se gli fosse successo qualcosa, i miei familiari sarebbero stati in pericolo".
La difesa di Zhykovych respinge integralmente questa versione, definendola un tentativo di Reut di sottrarsi alle proprie responsabilità. Il procuratore Dmytro Tkachuk ha ribadito che, allo stato delle indagini, i due avrebbero agito "congiuntamente e in modo coordinato". Resta ancora oscuro il movente del delitto, così come quello dell'attentato avvenuto a Monaco contro l'imprenditore Ermolaev, ex cittadino ucraino sanzionato da Kiev per aver continuato a fare affari in Crimea dopo l'annessione russa. Secondo gli inquirenti tutte le ipotesi restano aperte, comprese quelle di un movente criminale, di corruzione o di possibili interferenze russe.
Ucraina, Camporini: 'Sui Patriot troppe incognite, cedere tecnologia è difficile'
"Sinceramente trovo abbastanza improbabile che Washington possa cedere la propria tecnologia a Kiev per la produzione in loco dei missili Patriot, perché le normative americane sono molto rigide e conservatrici". Lo dice al Corriere della Sera il generale Vincenzo Camporini, già capo di stato maggiore della Difesa e dell'Aeronautica, esperto in strategia militare e geopolitica, parlando dell'annuncio del presidente americano Donald Trump durante la riunione della Nato ad Ankara di voler concedere all'Ucraina la licenza per produrre i missili intercettori per difendere il suo territorio. Al momento non sappiamo nulla dell'accordo che è stato annunciato - spiega Camporini - Non sappiamo che tipo di contratto potrà essere stipulato fra la Lockheed Martin, la casa produttrice dei Patriot, e la controparte ucraina. In particolare, se gli americani forniranno le parti dei missili che l'Ucraina si limiterà ad assemblare oppure se gli ucraini produrranno da soli il Patriot su licenza degli Usa. Mi sembra un'operazione abbastanza complicata, a cominciare dal fatto che proprio la cessione di queste tecnologie è un processo complesso, che richiede molto tempo". Quella di Trump può essere considerata un'apertura a Kiev dopo quella alla Nato? "Purtroppo non è facile interpretare il significato delle sue mosse - afferma il generale - Trump non parla alle controparti, compresa l'Italia, ma al suo elettorato". Parlando del vertice Nato ad Ankara, aggiunge che "finalmente qualcosa si muove. C'è la volontà di costruire qualcosa di solido sulla Difesa europea dal punto di vista tecnico, ma la mia preoccupazione è politica: nel 2027 andranno alle urne la Francia e l'Italia. In Gran Bretagna c'è fermento. Staremo a vedere. Credo che a breve il presidente Trump dovrà affrontare uno scenario diverso da quello che pensava di trovarsi di fronte: ha insistito su un maggiore impegno nel riarmo europeo pensando che i Paesi della Nato si sarebbero rivolti all'industria Usa e invece ci stanno pensando da soli. I 50 miliardi di euro di investimenti sono il frutto di accordi raggiunti in mesi, se non anni, di scelte ragionate. E per gli Usa i nodi arriveranno al pettine. Qualche esempio: il sostituto dell'Awacs statunitense — l'aereo radar — sarà svedese, al posto dei C-17 trasporto truppe ci saranno gli Airbus A400M, e sempre gli Airbus userà l'Italia come aerei da rifornimento in volo e il Canada utilizzerà per addestramento velivoli italiani. La Germania sta producendo sommergibili non nucleari U-212. Insomma, da noi c'è un risveglio generalizzato".
Governatore: 2 depositi di petrolio in fiamme per raid ucraini nel sud della Russia
Incendi sono scoppiati in due depositi di petrolio nel sud della Russia in seguito ad attacchi di droni ucraini la scorsa notte. Lo ha reso noto il governatore della regione di Rostov, Yury Slyusar, citato dall'agenzia Interfax. Non si registrano morti o feriti. I depositi presi di mira si trovano sul Mar d'Azov, ha precisato Slyusar, aggiungendo che le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. Un altro incendio dovuto ad un attacco ucraino è scoppiato nel porto di Taganrog, sempre sul Mar d'Azov. In precedenza media ucraini avevano riferito che a Taganrog era stato attaccato un terminale petrolifero.
Mosca, sventato attacco ucraino con droni dotati di Ia
Le autorità russe affermano di aver sventato un presunto attacco ucraino contro un aeroporto militare nella regione di Rostov che, secondo Mosca, avrebbe dovuto essere condotto con droni Fpv dotati di sistemi di intelligenza artificiale. Lo riferisce la Tass citando il Servizio federale di sicurezza russo (Fsb). Secondo l'Fsb, la Direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino (Gur) stava preparando un "attacco terroristico su larga scala" contro la base militare di Rostov sul Don. I servizi russi sostengono di aver individuato un cittadino russo che sarebbe stato reclutato dall'intelligence di Kiev con la promessa di un compenso economico dopo l'esecuzione dell'operazione. L'Fsb afferma che il piano prevedeva l'impiego di 13 droni Fpv, ciascuno equipaggiato con un sistema di intelligenza artificiale e con una carica esplosiva superiore a un chilogrammo di tritolo equivalente. L'obiettivo sarebbe stato quello di distruggere le infrastrutture dell'aeroporto militare, uccidere il personale e danneggiare gli aeromobili presenti nella base. Secondo la ricostruzione fornita dall'Fsb, il presunto esecutore avrebbe denunciato il piano alle autorità russe, consentendo di bloccare l'operazione nella fase preparatoria.
Zelensky: "Dagli Usa nei prossimi giorni missili intercettori Pac-3 per i Patriot"
L'Ucraina riceverà "nei prossimi giorni" un nuovo pacchetto di missili intercettori Pac-3 per i sistemi di difesa aerea Patriot dagli Stati Uniti, mentre ulteriori forniture arriveranno anche da partner europei. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rispondendo ai giornalisti dopo il vertice della Nato, secondo quanto riferisce il Kyiv Independent. "Credo che sia stato un vertice produttivo per l'Ucraina. Nei prossimi giorni riceveremo un pacchetto dagli Stati Uniti. Ho inoltre raggiunto accordi separati con i nostri partner europei", ha affermato Zelensky. Il presidente ucraino ha precisato che non esiste ancora un calendario definito per le consegne da parte dei Paesi europei, ma ha assicurato che Kiev riceverà ulteriori missili Pac-3, gli intercettori del sistema Patriot progettati per contrastare anche i missili balistici. La carenza di questi missili rappresenta uno dei principali problemi della difesa aerea ucraina. Nei giorni scorsi, Serhii Beskrestnov, consigliere del ministro della Difesa ucraino, aveva affermato che il Paese non disponeva più di intercettori per fronteggiare le minacce balistiche.
Media: 'Raid ucraini contro raffineria e terminal petrolifero russi'
Le forze ucraine hanno condotto nella notte una nuova serie di attacchi contro infrastrutture petrolifere russe, colpendo obiettivi in diverse regioni del Paese. Lo riferisce il Kyiv Independent, citando canali russi su Telegram e materiale diffuso sui social media. Secondo il giornale ucraino, uno dei bersagli è stata la raffineria di Ilsky, nel territorio di Krasnodar, circa 500 chilometri dalle aree controllate da Kiev. Foto e video pubblicati online mostrerebbero un vasto incendio con alte fiamme all'interno dell'impianto, tra i maggiori della Russia meridionale, con una capacità produttiva di circa 6,6 milioni di tonnellate di carburante all'anno. Il Kyiv Independent ricorda che si tratterebbe del diciassettesimo attacco ucraino contro la raffineria dall'inizio della campagna di raid a lungo raggio. L'ultimo risaliva al 2 giugno, secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine. Al momento non è stato confermato il tipo di armamento impiegato, anche se nella zona sarebbe stata segnalata la presenza di droni ucraini. Nelle ore successive, aggiunge il quotidiano, gli attacchi si sono estesi alla regione russa di Rostov. Nella città portuale di Taganrog, sul Mar d'Azov, sarebbero state osservate dense colonne di fumo in seguito a un presunto attacco contro il terminal petrolifero del porto. Le autorità russe non hanno finora confermato l'entità dei danni né eventuali interruzioni delle attività degli impianti.
Russia: abbattuti 376 droni ucraini nella notte
La scorsa notte le difese aeree di Mosca hanno intercettato e distrutto 376 droni ucraini sopra le regioni russe e il Mar d'Azov. Lo riporta il Ministero della Difesa russo.
Ambasciatore russo replica a espulsioni: 'Italia senza figure di levatura come Putin e Lavrov'
Roma, "espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l'influenza della Russia in Italia", ma "questo è comunque impossibile". Lo ha affermato l'ambasciatore russo, Alexei Paramonov, sul suo canale Telegram, commentando l'espulsione dei due addetti militari della sua ambasciata. "Infatti - prosegue Paramonov - la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Serghei Lavrov. L'Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura".