Spagna, incendio nella provincia andalusa di Almería: almeno 12 morti e 23 dispersi

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È ancora provvisorio il bilancio del rogo divampato ieri in un bosco nel comune di Los Gallardos, nella provincia andalusa di Almería, in Spagna. "L'origine potrebbe essere nella caduta di un cavo elettrico" sulla vegetazione secca, hanno spiegato le autorità. Molte vittime sono rimaste intrappolate nelle fiamme per strada, mentre tentavano di fuggire. Tra i morti cittadini di varia nazionalità non ancora identificati. La Farnesina sta verificando l’eventuale coinvolgimento di italiani

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Dodici morti accertati, 8 feriti e almeno 23 dispersi. È questo il bilancio, ancora provvisorio, dell’incendio divampato ieri in un bosco nel comune di Los Gallardos, nella provincia andalusa di Almería, in Spagna. Molte delle vittime, tra le quali 4 cittadini britannici e uno spagnolo, sono state trovate vicino al comune di Bedar. La Farnesina sta verificando l’eventuale coinvolgimento di italiani. Centinaia di persone sono ancora al lavoro per cercare di spegnere il rogo. "L'origine dell’incendio potrebbe essere nella caduta di un cavo elettrico" sulla vegetazione secca, ha detto Antonio Sanz, assessore alla Presidenza, Sanità ed Emergenze dell'Andalusia. È una "tragedia senza precedenti", ha aggiunto. “Lavoriamo con la massima collaborazione tra le istituzioni per far fronte a questa tragedia”, ha assicurato il premier spagnolo Pedro Sanchez, aggiungendo che "tutti i mezzi materiali e umani del governo di Spagna sono già dispiegati per spegnere l'incendio e assistere le persone colpite".

L'incendio in Spagna
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L’incendio in Spagna

L’allarme per l’incendio è scattato nel pomeriggio di ieri, 9 luglio. Intorno alle 16.35 i servizi del 112 hanno registrato oltre 150 chiamate che avvertivano delle fiamme. Il rogo è scoppiato nella località di Los Gallardos, nella provincia andalusa dell'Almeria, in un’area boschiva. Juanma Moreno, governatore dell’Andalusia, ha spiegato che l'incendio "ha creato una specie di trappola" mortale e questo ha provocato la tragedia. “Non avevamo mai visto prima un incendio di queste dimensioni, è molto grave e ha colpito la zona di Los Gallardos e soprattutto il comune di Bedar. Quello che stiamo vivendo è terrificante ", ha aggiunto il sindaco di Bedar Francisco Miguel Reyes.

L'origine del rogo

Secondo Antonio Sanz, assessore alla Presidenza, Sanità ed Emergenze della Giunta dell'Andalusia, l’origine dell’incendio sarebbe da ricercarsi “nella caduta di un cavo elettrico". Alcuni testimoni, all'altezza del km 511 della nazionale N-340A, hanno raccontato di aver assistito alla caduta del cavo sulla vegetazione secca e da lì sarebbero partite le fiamme. "All'origine del rogo c'è stato l'incendio provocato da una caduta di un cavo elettrico. Poi quello che è avvenuto è che, essendo una zona boschiva, le fiamme sono avanzate molto rapidamente, alimentate dal caldo e da un vento forte, a una velocità straordinaria", ha detto in mattinata l'assessore andaluso. Sanz ha insistito sulla difficile orografia del territorio, che ha complicato le operazioni di estinzione delle fiamme e l'intervento di mezzi pesanti per arginare il fronte del fuoco. "Ci sono molte case sparse, praticamente un numero infinito, e moltissime zone impervie, arrivare con i dispositivi antincendio è molto complicato", ha spiegato. Nel pomeriggio, anche il governatore andaluso Juanma Moreno ha confermato che il fuoco avrebbe avuto origine "da un cavo rotto su una cunetta, tra due pali dell'elettricità". L'ente nazionale Red Electrica ha escluso si tratti di cavi di sua proprietà. Anche i tecnici della compagnia Endesa (partecipata Enel), che alle 2 di mattina hanno compiuto un sopralluogo nella zona, hanno escluso che la linea - peraltro non attiva - fosse di sua responsabilità, in quanto appartenente a un ristorante e una casa abbandonati.

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Il bilancio provvisorio

Il bilancio, ancora provvisorio perché le operazioni di spegnimento dell’incendio sono in corso, è di almeno 12 morti e 23 dispersi. "La guardia civile ha avviato battute casa per casa, non senza rischio, nelle zone colpite dall'incendio per cercare le persone ancora non localizzate, che sono 23 e speriamo possano essere ritrovate in vita", ha detto il governatore dell'Andalusia Juanma Moreno. Durante un punto stampa dal posto di comando avanzato della Guardia Civil nella località di Garrucha, Moreno ha aggiunto: "Siamo davanti a una tragedia enorme: parliamo di 12 morti, in maggioranza di nazionalità straniera”. Ha confermato che ci sono almeno 8 feriti, di cui quattro "in condizioni molto gravi" a causa delle ustioni. Sono almeno un migliaio, poi, gli sfollati dalle località di Bedar, Almocaizar, El Chocolate, Los Collados, Fuentes del Albarico, Los Pinos e La Serena, oltre al complesso turistico Miraflores. Diversi sfollati sono stati accolti in centri polisportivi o strutture pubbliche delle località vicine. "Sono in preda all'incertezza, alcuni non sanno se le loro abitazioni sono state distrutte dall'incendio mentre altri sì", ha detto il sindaco di Bedar.

Le vittime

Le autorità andaluse hanno fatto sapere che quattro delle vittime sono di nazionalità britannica, una è spagnola e le altre sarebbero di nazionalità straniera. Le quattro vittime britanniche sono state ritrovate a bordo di un'auto con la guida a destra e questo avrebbe aiutato l'identificazione. Il governatore Moreno ha invitato a "evitare speculazioni" sulle altre vittime: "Si tratta di corpi carbonizzati, irriconoscibili", e sono stati disposti i prelievi del Dna per i riconoscimenti. Le autorità andaluse hanno spiegato che alcuni corpi sono stati trovati all'interno delle auto lungo una strada secondaria nei pressi di Bedar: alcune delle vittime avrebbero cercato una via di fuga dalle fiamme verso quella direzione, rimanendo poi intrappolate nel rogo a bordo delle macchine. Altre persone sarebbero morte dopo aver abbandonato le auto e cercando di fuggire a piedi lungo un percorso diverso da quello di evacuazione indicato dalle autorità. "Purtroppo, la decisione di cercare un'altra via d'uscita attraverso un burrone si è rivelata una vera trappola", ha detto il responsabile andaluso delle Emergenze.

Tra le vittime cittadini di varia nazionalità non ancora identificati

Le 12 vittime dell'incendio nella provincia andalusa dell'Almeria "sono di diversa nazionalità", secondo quanto ha confermato il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska che non ha rivelato la nazionalità, dal momento che non sono ancora state identificate e lo saranno soltanto dopo le verifiche del Dna. Tuttavia ha confermato che al momento sono tre le denunce di scomparsi presentate alla Guardia Civil, anche se non ha chiarito se, fra di loro, ci siano minori.

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Migliaia di ettari di bosco distrutti

L’incendio ha distrutto almeno 3.200 ettari di boscaglia. Il governatore Moreno ha spiegato che le fiamme, inizialmente circoscritte, "si sono rapidamente propagate verso nord alimentate dal vento di oltre 50 km orari, avanzando su un fronte di 15 km in appena due ore". In particolare, ha detto Moreno, "si sono estese come la polvere da sparo nella zona a nord di Los Gallardos, dove abbondano le pinete e la boscaglia è completamente secca a causa delle ultime ondate di calore" estremo. Anche Moreno ha sottolineato come l'orografia complessa, piena di scarpate, ha reso difficile l'arrivo di mezzi pesanti e ha creato difficoltà nel circoscrivere il perimetro dell'incendio. "Purtroppo le previsioni meteo indicano raffiche di vento ancora più intense, che complicano ulteriormente le operazioni", ha aggiunto. Sul fronte del fuoco, ha assicurato, sono mobilitate oltre 500 persone, 220 militari dell'Ume, protezione civile, guardia forestale e Guardia Civil, oltre a una quindicina di mezzi antincendi aerei.

L’allarme

Moreno ha detto che il sindaco e le autorità locali "hanno dato avviso ai residenti delle case disseminate nella zona, bussando porta a porta", anche se alcuni abitanti "non hanno fatto caso all'allarme" scegliendo di restare nelle abitazioni per proteggere i propri beni. Riguardo alle polemiche sul fatto che non è stata lanciata l'allerta con il sistema “Es-alert” sui cellulari, il governatore andaluso ha spiegato: “Avrebbe provocato confusione, dato che alcune zona dovevano essere evacuate, in altri casi i residenti dovevano confinarsi in casa e le rotte di evacuazione non erano uguali per tutti". Moreno ha aggiunto che il rogo ha danneggiato tre ripetitori delle linee telefoniche.

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Dai reali di Spagna a Meloni, i messaggi di cordoglio

Diversi i messaggi di cordoglio arrivati dopo l’incendio in Andalusia. In una nota diffusa dalla Casa reale spagnola si legge che il re Felipe VI e la regina Letizia sono "profondamente costernati dalla tragedia dell'incendio di Los Gallardos". Anche il governatore della Giunta andalusa Juanma Moreno ha espresso "costernazione" per la tragedia: in un messaggio sui social, "con l'animo pieno di angoscia e spezzati dal dolore", ha sottolineato il "profondo cordoglio" per le famiglie delle vittime e "l'affetto a tutti i comuni colpiti dall'incendio". “Profondo cordoglio per le vittime del tragico incendio che ha colpito l’Andalusia” è stato espresso anche dalla premier italiana Giorgia Meloni. “La nostra vicinanza va alle famiglie delle persone scomparse e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa drammatica emergenza. L’Italia è accanto alla Spagna e al popolo andaluso in questo momento di grande dolore", ha scritto sui social.

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