Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, Trump posta foto di una nave da guerra e scrive: "Calma prima della tempesta"

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Il presidente americano torna a minacciare Teheran su Truth, questa volta con una foto generata con l'intelligenza artificiale. Gli attacchi potrebbero riprendere a breve dopo la serie di falliti tentativi di ricomporre il conflitto. 'Trump deciderà in 24 ore se riprendere la guerra', informano i media israeliani e Washington e Tel Aviv sarebbero già impegnate in 'intensi preparativi'. Appello di Pezeshkian al Papa: 'Le nazioni contrastino le richieste degli Usa'

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Gli attacchi all'Iran potrebbero riprendere a breve dopo la serie di falliti tentativi di ricomporre il conflitto. 'Trump deciderà in 24 ore se riprendere la guerra', informano i media israeliani e Washington e Tel Aviv sarebbero già impegnate in 'intensi preparativi'. Tra le opzioni belliche 'bombardamenti aggressivi contro obiettivi militari e raid per sottrarre l'uranio'. Appello di Pezeshkian al Papa: 'Le nazioni contrastino le richieste degli Usa'. Teheran ha predisposto un piano per gestire il traffico nello stretto di Hormuz e comunica che alcuni paesi europei 'stanno trattando per il passaggio'. Giorgia Meloni nel suo intervento allo Europe Gulf Forum, a Navarino, in Grecia ha tenuto un discorso invitando i paesi alla cooperazione per superare il periodo di crisi che il mondo sta attraversando: "La convinzione di fondo che mi muove da tempo è che sia un errore ridurre il Mediterraneo e il Golfo a spazi geopolitici di respiro "regionale", e quindi sostanzialmente estranei alle grandi dinamiche globali. Sono, al contrario, spazi che proiettano la loro azione e la loro influenza molto oltre i confini che li delimitano e che possono, insieme, determinare la direzione di alcune grandi sfide della nostra epoca. Mediterraneo e Golfo custodiscono, insieme, alcuni dei passaggi più strategici al mondo: lo Stretto di Hormuz, Bab el-Mandeb, il Canale di Suez, Gibilterra, il Bosforo. Da questa direttrice dipendono la sicurezza energetica e alimentare delle nostre nazioni, diverse catene di approvvigionamento, e, in ultima analisi, la stabilità e la prosperità dell'intero assetto internazionale".

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Carburanti e bollette, i rincari costano agli italiani 29 miliardi. Le regioni più colpite

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e imprese italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il conto dei rincari e quali sono i territori più colpiti

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Hezbollah: colpito obiettivo militare nel nord Israele

Hezbollah ha dichiarato di aver colpito un obiettivo militare nel nord di Israele, poiché il fragile cessate il fuoco tra Libano e Israele non ha fermato i combattimenti nella guerra iniziata il 2 marzo. In un comunicato, il gruppo militante sostenuto dall'Iran ha affermato che i suoi combattenti hanno preso di mira "la caserma di Ya'ara" con "uno sciame di droni d'attacco", dopo aver annunciato diverse operazioni contro le forze israeliane nel sud del Libano, dove stanno occupando territori vicino al confine tra i due paesi. 

Dallo Stretto di Hormuz a Bab el-Mandeb, come cambiano gli attacchi alle navi mercantili?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Iran, Ghalibaf: il futuro appartiene al Sud del mondo

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, afferma che "il mondo si trova alla soglia di un nuovo ordine" mentre le tensioni tra Teheran e Washington continuano."Sottolineo che la resistenza della nazione iraniana, durata 70 giorni, ha accelerato questa trasformazione", ha affermato Ghalibaf. "Il futuro appartiene al Sud del mondo".

Iran, sul Wall Street Journal i contenuti della risposta agli Usa: dal nucleare a Hormuz

L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Secondo quanto riporta il Wsj, nella risposta l’Iran ha esposto nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. “Totalmente inaccettabile”, è stato il commento del presidente Usa Donald Trump. Ecco cosa sappiamo

Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz

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Stretto di Hormuz, ferme merci per 23,7 miliardi di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo).

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Iran, Trump: "La calma prima della tempesta"

Donald Trump torna a minacciare l'Iran, questa volta con una foto generata con l'intelligenza artificiale. Il presidente ha infatti postato su Truth un'immagine che avverte della "calma prima della tempesta" e lo ritrae mentre - con indosso il solito cappellino Maga - punta il dito verso la telecamera, circondato da navi da guerra in acque agitate. Su diverse imbarcazioni sventolano bandiere iraniane e sullo sfondo si addensano nuvole grigie. In un altro post Trump scrive: "Forza spaziale".

Medio Oriente, l’annuncio degli Usa: tregua tra Israele e Libano prorogata di 45 giorni

Il cessate il fuoco sarebbe dovuto scadere domenica. La proroga, ha spiegato il Dipartimento di Stato americano, è stata concordata dopo due giorni di colloqui "altamente produttivi" tra i due Paesi, mediati dagli Stati Uniti. Previsto nuovo round di negoziati “sul piano politico” il 2 e 3 giugno, mentre il 29 maggio - hanno dichiarato gli Usa - verrà avviato al Pentagono un dialogo sulla sicurezza con delegazioni militari di Israele e Libano

Usa annunciano: tregua tra Israele e Libano prorogata di 45 giorni

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Vertice Trump-Xi, quali nodi sono stati risolti e quali no

Petrolio, microchip, Boeing: tra Usa e Cina c'è stato terreno comune su alcuni fronti. Ma su altri, come quello dei dazi, la situazione pare ancora "in alto mare". Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 15 maggio

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Iran, martedì riaprirà la borsa

L'Iran riaprirà la sua borsa valori martedì, dopo la sospensione dovuta al conflitto con Stati Uniti e Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana IRNA, citando un alto funzionario. "La sospensione delle attività di borsa dall'inizio della guerra mirava a proteggere il patrimonio degli azionisti, a prevenire le negoziazioni dettate dal panico e a consentire condizioni di prezzo più trasparenti", afferma Hamid Yari, vice supervisore dell'organizzazione per i titoli e gli scambi. "Ora, con la riapertura della borsa, assisteremo alla piena ripresa di tutti i settori del mercato dei capitali", aggiunge.

Trump deciderà entro 24 ore se attaccare di nuovo l'Iran

Donald Trump non è mai stato così vicino a riprendere gli attacchi contro l'Iran già entro la prossima settimana. Ritornato a Washington dalla visita in Cina, il presidente americano si è chiuso alla Casa Bianca con i suoi più stretti consiglieri per decidere i prossimi passi e potrebbe prendere una decisione definitiva già nelle prossime 24 ore, mentre anche Israele avrebbe avviato i preparativi per una nuova escalation. La situazione del conflitto iniziato a fine febbraio appare in stallo, dopo il fallimento di un nuovo accordo, e da giorni ci sono segnali che il tycoon stia perdendo la pazienza. Soprattutto dal momento che il suo incontro con Xi Jinping non ha portato i risultati che auspicava. Se pure in chiaro Trump ha dichiarato di non aver bisogno e di non aver chiesto favori a Pechino, è evidente che una pressione da parte della Cina in questa fase del conflitto, in particolare in merito alla riapertura dello stretto di Hormuz, sarebbe stata preziosa, anche per Washington. Invece Teheran sembra rilanciare e  annuncia di aver messo a punto un piano per gestire il traffico nello Stretto di Hormuz lungo una rotta designata. E, secondo la tv di stato iraniana, alcuni paesi europei hanno avviato colloqui con la marina dei pasdaran per garantire il transito delle loro navi dopo il passaggio di quelle di Cina, Giappone e Pakistan. Una notizia che per ora non ha avuto conferma da nessuna capitale del Vecchio Continente. E così lo spettro di nuovi raid si avvicina. Secondo quanto riferito da funzionari mediorientali al New York Times, gli Stati Uniti e Israele sono impegnati in "intensi preparativi", i più vasti da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, per una possibile ripresa degli attacchi contro l'Iran già a partire dalla prossima settimana. Il Pentagono potrebbe addirittura cambiare il nome all'operazione militare, da 'Epic fury' a 'Sledgehammer' ('mazza'), così da consentire al commander-in-chief di poter procedere per altri 60 giorni senza l'autorizzazione del Congresso, come previsto dalla War Powers Resolution del 1973. Se il tycoon dovesse decidere di riprendere i raid, tra le opzioni figurano bombardamenti più aggressivi contro obiettivi militari e infrastrutturali iraniani. Un'altra possibilità, secondo funzionari americani, sarebbe schierare forze speciali sul terreno per colpire il materiale nucleare iraniano sepolto in profondità dopo gli attacchi americani di giugno. Tuttavia, un'operazione di questo tipo richiederebbe anche altre migliaia di truppe di supporto e comporterebbe un rischio altissimo per i soldati. Un'eventualità che Trump vuole evitare, visto il generale malcontento che questa guerra sta già provocando negli americani. C'è anche l'ipotesi di un'invasione della strategica isola di Kharg, ma anche in quel caso servirerebbero molte più truppe di terra. Ad un briefing della settimana scorso il capo degli stati maggiori congiunti, il generale Dan Caine, ha affermato che oltre 50.000 soldati, due portaerei, dodici cacciatorpediniere della marina e decine di aerei da guerra "sono pronti a riprendere operazioni di combattimento su vasta scala contro l'Iran". E circa 5.000 marine e 2.000 paracadutisti dell'82ª Divisione Aviotrasportata, unità d'élite dell'esercito americano, si trovano nella regione in attesa di istruzioni. Il punto è che, al di là delle dichiarazioni pubbliche, i vertici del Pentagono temono che la vittoria contro Teheran potrebbe rivelarsi un'impresa ardua. Le forze armate americane hanno svolto un buon lavoro nel colpire gli obiettivi che si erano prefissati, come i siti di lancio di missili balistici iraniani, i depositi di munizioni del corpo delle guardie della rivoluzione e altre infrastrutture militari. Ciononostante l'Iran ha riacquisito l'accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, dei lanciatori e delle strutture sotterranee. E ha ripristinato l'accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo stretto di Hormuz.

The Guardian: I palestinesi costretti a demolire le proprie case per far posto a un parco a tema israeliano

Agli abitanti del quartiere di al-Bustan è stato detto di lasciare spazio al progetto Kings Garden, poiché demolire le proprie case rappresenta un'opzione più economica. In fondo a una valle ripida e densamente popolata, appena sotto le antiche mura di Gerusalemme, la terra è stata scossa nelle ultime settimane da martelli pneumatici e bulldozer. Questi sono i suoni di Gerusalemme da decenni, da quando lo Stato israeliano ha cercato incessantemente di imporre un'identità ebraica uniforme alla parte orientale occupata della città, cancellandone al contempo il carattere palestinese. Solitamente sono gli operai statali e comunali al volante dei bulldozer, ma nel quartiere di al-Bustan, all'ombra della moschea di al-Aqsa risalente all'XI secolo, il frastuono proviene da un progetto edilizio più recente. È il suono dei palestinesi che demoliscono le proprie case di famiglia.

Libano: "18 morti e 124 feriti negli attacchi israeliani delle ultime 24 ore"

Il ministero della Salute libanese ha aggiornato il bilancio dei morti nelle ultime 24 ore, precisando che 18 persone sono state uccise e 124 ferite negli attacchi israeliani nel Paese. Lo scrive Haaretz. 

Soldato israeliano ucciso in Libano

L'esercito israeliano ha dichiarato oggi che uno dei suoi soldati è morto in combattimento nel Libano meridionale, portando le perdite a 21 effettivi dall'inizio della guerra con Hezbollah all'inizio di marzo. Il capitano Maoz Israel Recanati, 24 anni, "è caduto durante un combattimento nel Libano meridionale", ha affermato l'esercito, senza fornire ulteriori informazioni. Dall'inizio della guerra sono stati uccisi 20 soldati israeliani e un appaltatore civile.

Israele: "Solidarietà al governo italiano e alle famiglie delle vittime a Modena"

''Sono rimasto sconvolto nell'apprendere del vile attentato avvenuto a Modena in cui dei civili sono stati investiti e accoltellati''. Lo scrive su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar. Nel post, scritto in italiano, il capo della diplomazia israeliana tagga il suo omologo Antonio Tajani. ''Desidero esprimere la mia solidarietà al governo italiano e alle famiglie delle vittime in questo momento difficile, e augurare una pronta guarigione a tutti coloro che sono stati colpiti da questo terribile evento'', ha aggiunto. 

Idf: "Ucciso un ufficiale in un raid con droni di Hezbollah nel sud del Libano"

Un ufficiale delle Forze di difesa israeliane (Idf) è rimasto ucciso in un attacco con droni esplosivi di Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha annunciato l'esercito. L'ufficiale ucciso è stato identificato come il capitano Maoz Israel Recanati, 24 anni, comandante di plotone nel 12° battaglione della brigata Golani, ed era originario di Itamar. Lo scrivono i media israeliani precisando che l'ufficiale "è caduto in battaglia". Recanati è il settimo soldato delle Forze di difesa israeliane a essere ucciso nel Libano meridionale dall'inizio del cessate il fuoco e il ventesimo da quando le ostilità si sono intensificate nel contesto della guerra con l'Iran. 

Al Jazeera: Trump avverte che sarà un "periodo molto brutto" per l'Iran se non si raggiungerà un accordo di pace

Il presidente degli Stati Uniti ha avvertito l'Iran che attraverserà un periodo "molto difficile" se non si raggiungerà presto un accordo di pace. "Hanno interesse a raggiungere un accordo", ha detto Trump all'emittente francese BFMTV in un'intervista telefonica. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato venerdì che il suo governo ha ricevuto messaggi dall'amministrazione Trump che indicano la disponibilità a riprendere i colloqui, ma ha avvertito che permangono "diffidenze" sulle vere intenzioni di Washington.

Gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iran due volte durante i precedenti negoziati sul suo programma nucleare.

Flussi migratori per crisi in Medio Oriente, il 17 maggio indetta riunione Italia-Cipro-Grecia-Malta

"Al fine di continuare a lavorare per massimizzare l'efficacia delle risposte nazionali a un possibile aumento significativo dei flussi migratori legati al conflitto in Medio Oriente, il ministro dell'Interno italiano, Matteo Piantedosi, inviterà i suoi omologhi di Cipro, Grecia e Malta a incontrarsi a Roma il 17 giugno 2026". Lo afferma un comunicato congiunto di Italia, Cipro, Grecia e Malta sulle questioni migratorie in relazione alla situazione di sicurezza in Medio Oriente, adottata dai quattro Paesi in occasione dell'Europe Gulf Forum e facendo seguito all'incontro di Agia Napa (Cipro), "sulle iniziative congiunte volte a prevenire che l'attuale situazione in Medio Oriente porti a una crisi migratoria simile a quella vissuta nel 2015". 

Decine di migliaia di persone hanno sfilato a Londra in manifestazioni separate: una di estrema destra, l'altra a favore della Palestina

Decine di migliaia di persone stanno sfilando per il centro di Londra in due proteste separate: una manifestazione a favore della Palestina, il giorno dopo la Nakba, e l'altra, un raduno di estrema destra organizzato da Tommy Robinson. Sabato, la polizia della capitale britannica ha schierato 4.000 agenti, compresi rinforzi provenienti da fuori città, promettendo "l'uso più deciso possibile dei nostri poteri" in quella che hanno definito la più grande operazione di ordine pubblico degli ultimi anni. Secondo quanto riferito dalla polizia metropolitana del Regno Unito, per gestire le diverse manifestazioni di protesta sono stati impiegati anche veicoli blindati, cavalli, cani, droni ed elicotteri.

Londra Corteo Pro Pal, 16 maggio 2026

©Getty

Time of Israel: Le Forze di Difesa Israeliane stanno indagando su un video che mostra un soldato parzialmente in uniforme con un palestinese legato e bendato. In risposta alle immagini di un israeliano

In risposta alle immagini di un israeliano in uniforme parziale in piedi sopra un palestinese legato e bendato in un villaggio della Cisgiordania centrale, prima di trascinarlo su una strada vicina, l'esercito ha affermato che si trattava di "un soldato in servizio attivo di riserva" che ha agito "in modo inappropriato e in violazione delle regole". "L'incidente e il comportamento delle forze sono oggetto di indagine", si legge in un comunicato delle Forze di Difesa israeliane. L'esercito afferma che il palestinese ha aggredito un israeliano prima di essere arrestato e che il soldato aveva ricevuto l'ordine dalle truppe che stavano disperdendo un gruppo di palestinesi di tenerlo d'occhio.

Al Jazeera: L'Iran non ha altra scelta che "usare tutte le sue carte" per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz

Secondo l'analista Alam Saleh che ha rilasciato un'intervista ad Al Jazeera, l'Iran considera lo Stretto di Hormuz non solo come un'“entità geografica”, ma anche come una carta politica, di sicurezza ed economica che può utilizzare a suo piacimento.

"Possono decidere chi può attraversare lo stretto e chi no; chi deve pagare per il passaggio e chi no", ha dichiarato ad Al Jazeera il docente senior di studi iraniani presso l'Australian National University. "In termini di sicurezza, viene utilizzato come strumento di deterrenza per dissuadere gli Stati Uniti e Israele dall'attaccare nuovamente l'Iran". Secondo Saleh, con i blocchi imposti da entrambe le parti, si tratta di un "danno reciproco" per entrambe. Anche se l'Iran riaprisse completamente lo stretto, non vi è alcuna garanzia che gli Stati Uniti non attacchino di nuovo. "L'Iran non ha altra scelta che resistere e usare tutte le carte a sua disposizione al momento per fare pressione sugli Stati Uniti sui prezzi del petrolio, del gas e sull'economia internazionale", ha affermato.

Meloni: "Stretto Hormuz riapra senza pedaggi o restrizioni"

"Siamo convinti che una soluzione sostenibile alla crisi debba poggiare su alcuni pilastri. Il primo e' la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o restrizioni discriminatorie, perché è dalla libertà di navigazione che passa la prosperità non solo del

Mediterraneo e del Golfo, ma di tutto il mondo". Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende, nel suo intervento allo 'Europe Gulf Forum' a Navarino, in Grecia.

Meloni: "Teheran non deve avere arma nucleare"

"Dobbiamo assicurarci che l’Iran non possa dotarsi dell’arma nucleare e cessi di essere una minaccia nei confronti delle Nazioni vicine, e non solo. Gli attacchi del regime iraniano, che sono arrivati a colpire persino Cipro e quindi l’Europa, dimostrano che un Iran dotato dell’arma nucleare, associato ad una capacità missilistica ad ampio raggio, è un rischio che nessuno di noi può permettersi di correre". Lo ha affermato, secondo quanto si apprende, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all’Europa Gulf Forum, in corso in Grecia a Navarino.

Meloni incontra premier Kuwait Al-Sabah

A margine dell’Europe-Gulf Forum, in corso a Navarino in Grecia, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato il Primo ministro del Kuwait, Sheikh Ahmad Al-Abdullah Al-Sabah. L’incontro, si legge in una nota, ha consentito al Presidente del Consiglio di ribadire la solidarietà e il sostegno di Roma a Kuwait City per gli ingiustificati attacchi iraniani. Nel corso dei colloqui i due leader hanno inoltre discusso della situazione regionale e di come rafforzare ulteriormente la già solida cooperazione bilaterale, a partire dai settori strategici della difesa e degli investimenti. Meloni ha infine confermato la volontà di compiere una visita in Kuwait, accogliendo l’invito formulato dall’Emiro Sheikh Misha’al Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah.

Corteo Pro Palestina, 16 maggio 2026 Milano

Corteo Pro Palestina, 16 maggio 2026 Milano

©Ansa

Corteo Pro Palestina, 16 maggio 2026 Milano

Corteo Pro Palestina, 16 maggio 2026 Milano

©Ansa

Oltre un milione di libanesi costretti ad abbandonare le proprie case per attacchi israeliani

Più di un milione di persone in Libano sono state sfollate a causa degli attacchi israeliani, tra cui rifugiati palestinesi che rivivono decenni di perdite e sfollamenti.  Molte famiglie restano senza casa, poiché le comunità nella periferia meridionale di Beirut sono colpite da distruzioni diffuse e da una costante insicurezza.

Saif Abu Keshek a Milano: "Il blocco di Gaza arriva fino a qua"

"Il blocco su Gaza non comincia a Gaza ma è ben più esteso e arriva fino a qua". Lo ha detto Saif Abu Keshek, attivista della Global Sumud Flotilla fermato da Israele e rilasciato nei giorni scorsi dopo una missione via mare diretta verso Gaza, in occasione del corteo nazionale per la Palestina a Milano. "Dobbiamo dirlo chiaramente, l'entità sionista ci ha bloccati lontanissimi dalla Striscia di Gaza, in territori la cui sovranità è greca e italiana", ha aggiunto. Abu Keshek ha poi accusato "i governi occidentali" di complicità con lo stato d'Israele, avvisando che "le violenze non ci fermeranno" e che "non ci fermeremo fino alla nostra liberazione". "Le persone continuano a chiederci perché continuiamo a protestare e a scioperare, ma tutte queste azioni sono difesa contro il controllo delle nostre vite e del nostro futuro", ha aggiunto. "Siamo qui a Milano per dire che il popolo italiano vuole che questo governo fascista, di destra, si fermi", ha concluso l'attivista. 

Iran: "Progressi nei colloqui tra Teheran e Washington su Hormuz"

Fonti pakistane hanno riferito al canale saudita Al-Arabiya che la visita in Iran del ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi mirava a raggiungere un "accordo specifico". Le fonti hanno aggiunto: "La parte americana ha richiesto risposte su punti specifici sollevati da Washington. Si registrano progressi positivi per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz. La porta è aperta ai negoziati sulle questioni ancora in sospeso, incluso il programma nucleare iraniano".

Cinque mila in corteo a Milano per ricordare la Nakba

Una manifestazione a Milano per dire "Ricorda la Nakba combatti il sionismo". Un corteo lento, con appena un centinaio di manifestanti, che cresce nel percorso: da Piazza XXIV Maggio a Milano fino a Piazza Duomo: alla fine, secondo quanto apprende l'AdnKronos, i manifestanti sono circa 5mila.  Bandiere della Palestina e del Libano, certo, ma anche di Hezbollah e della Repubblica islamica dell'Iran: una signora ci si avvolge (in entrambe), un altro le mette in fila su una stecca che agita in aria. La galassia è varia: simboli di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, sigle sindacali come Cub e Cobas, qualche bandiera della Cgil, il Gruppo Carc, Csa Vittoria e Cambiare Rotta. 

Corteo pacifico, intervallato da qualche petardo, lanciato ai bordi della strada. Qualche momento di tensione a piazza Vetra: un ragazzo si affaccia alla finestra, fa un saluto romano e mima il gesto di sparare sul corteo. In un attimo un nutrito gruppo di manifestanti è sotto la finestra: "Scendi se hai coraggio", "scendi fascista di mer". Il ragazzo li riprende, poi arriva la Digos. Il corteo riprende, senza problemi: "Chi è stato?", "un coglio.. " risponde uno del servizio d'ordine. Un po' dopo è la volta di qualche manifestante ad alzare, ma per pochissimo, il livello della tensione. Altezza Carrefour di corso Italia: si stacca un gruppo di manifestanti e uno di loro, con il volto coperto, scrive con vernice spray sulla vetrina di un punto vendita Carrefour la parola "boicott". Anche qui il corteo riprende senza problemi. "C'è solo un coglio.. che rompe.. ", si lascia sfuggire qualcuno. Poi all'altezza di piazza Duomo, dov'è il corteo è confluito, viene esploso qualche petardo, altezza McDonald: obiettivo boicottare, e parte pure qualche coro. Gli slogan, quelli più barricaderi delle azioni: "Stop gemellaggio Milano - Tel Aviv", "La nostra libertà è incompleta senza la libertà della palestina", "Con la resistenza palestinese dai porti alle ferrovie blocca tutto, cacciare il Governo Meloni", "Diritto al ritorno, fuori il sionismo dalla Palestina", "Isarele stato terrorista", "Stop al genocidio made in Italy. Fermiamo le fabbriche di morte". Alcuni partecipanti portano una grande chiave come simbolo del diritto al ritorno. Al microfono c'è chi dice "Facciamo uscire il nostro odio contro quell'assassino di Netanyahu". I cori, mantra, quasi 'messa cantata': "Palestina libera" e "78 anni di guerra e di rapina, fuori i sionisti dalla Palestina". "Governo Meloni criminale. A un certo punto del corteo compare anche il palestinese con cittadinanza spagnola, Saif Abukeshek, reduce della Flotilla: applauditissimo dalla folla. "Dobbiamo dirlo chiaramente, l'entità sionista ci ha bloccati lontanissimi dalla Striscia di Gaza, in territori la cui sovranità è greca e italiana. Il blocco su Gaza non comincia a Gaza ma è ben piu esteso e arriva fino a qua", dice Saif tra gli applausi. 

Meloni sul Kuwait: "Solidarietà e sostegno per attacchi iraniani"

A margine dell’Europe-Gulf Forum, a Navarino, in Grecia, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato il primo ministro del Kuwait, Sheikh Ahmad Al-Abdullah Al-Sabah. 

L’incontro, si precisa in una nota di palazzo Chigi, ha consentito alla premier di "ribadire la solidarietà e il sostegno di Roma a Kuwait City per gli ingiustificati attacchi iraniani". Nel corso dei colloqui, si legge ancora, "i due leader hanno inoltre discusso della situazione regionale e di come rafforzare ulteriormente la già solida cooperazione bilaterale, a partire dai settori strategici della difesa e degli investimenti".

Meloni ha infine confermato la volontà di compiere una visita in Kuwait, accogliendo l’invito formulato dall’emiro Sheikh Misha’al Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah.

Libano: "In corso intensi contatti con Usa e Israele per tregua globale"

Il Libano è impegnato in intensi colloqui con Israele per un cessate il fuoco globale, che potrebbero iniziare domani. Lo riporta Sky News Arabic, che, citando fonti, aggiunge che "il Libano sta conducendo intensi contatti, in coordinamento con gli Stati Uniti, per raggiungere un cessate il fuoco globale con Israele". Riporta inoltre che "un cessate il fuoco potrebbe essere annunciato domani sera, ma non c'è ancora alcun accordo con Israele".

Meloni: "Da Mediterraneo e Golfo passano direttrici per la stabilità internazionale"

"La convinzione di fondo che mi muove da tempo è che sia un errore ridurre il Mediterraneo e il Golfo a spazi geopolitici di respiro 'regionale', e quindi sostanzialmente estranei alle grandi dinamiche globali. Sono, al contrario, spazi che proiettano la loro azione e la loro influenza molto oltre i confini che li delimitano e che possono, insieme, determinare la direzione di alcune grandi sfide della nostra epoca". Lo ha affermato la premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, nel suo intervento allo Europe Gulf Forum, a Navarino, in Grecia. Per la presidente del Consiglio "basta partire dalla geografia per comprendere il potenziale. Mediterraneo e Golfo custodiscono, insieme, alcuni dei passaggi più strategici al mondo: lo Stretto di Hormuz, Bab el-Mandeb, il Canale di Suez, Gibilterra, il Bosforo. Insieme - ha aggiunto - disegnano una via attraverso la quale passa una quota fondamentale del commercio mondiale, del fabbisogno di petrolio e gas naturale, dei fertilizzanti necessari per la produzione agricola. Significa che da questa direttrice dipendono la sicurezza energetica e alimentare delle nostre nazioni, diverse catene di approvvigionamento, e, in ultima analisi, la stabilità e la prosperità dell'intero assetto internazionale". 

Meloni all'Europe Gulf Forum: "Hormuz deve riaprire senza pedaggi o restrizioni"

"Siamo convinti che una soluzione sostenibile alla crisi debba poggiare su alcuni pilastri. Il primo è la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o restrizioni discriminatorie, perché è dalla libertà di navigazione che passa la prosperità non solo del Mediterraneo e del Golfo, ma di tutto il mondo". Lo ha affermato la premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, nel suo intervento allo Europe Gulf Forum, a Navarino, in Grecia.

Meloni: "Italia pronta a contribuire a sicurezza navigazione Hormuz appena ci saranno condizioni"

"L’Italia è pronta a fare la propria parte per contribuire, non appena ve ne saranno le condizioni, alla sicurezza della navigazione" nello Stretto di Hormuz, "nel solco di quanto già fatto nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano con le missioni Aspides e Atalanta". Questo, secondo quanto si apprende, uno stralcio dell'intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, allo Europa Gulf Forum di Navarino, in Grecia.

Meloni: "La cooperazione Europa-Golfo può avvicinare Occidente e Oriente"

"La cooperazione tra Mediterraneo e Golfo può assumere un valore che va ben oltre la dimensione bilaterale o regionale: può diventare uno strumento per avvicinare Occidente e Oriente, Europa, Africa e Asia, trasformando aree spesso percepite come linee di frattura in spazi di connessione, dialogo e responsabilità condivisa". Lo ha affermato la premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, nel suo intervento allo Europe Gulf Forum, a Navarino, in Grecia. "In un contesto internazionale sempre più instabile, inedito e competitivo - ha sottolineato la presidente del Consiglio -, questa collaborazione può rappresentare una cerniera strategica capace di ridurre le distanze, superare le divisioni e contribuire alla costruzione di un equilibrio più solido, più sicuro e più prospero per tutti". Secondo Meloni, questo modello di cooperazione strategica "è, prima di tutto, una scelta politica. Di prospettiva. Di visione. Che ci spinge ad agire come partner naturali. Se sapremo lavorare insieme con successo - ha aggiunto -, Europa e Golfo potranno offrire al mondo qualcosa di nuovo, ma anche un modello replicabile e scalabile di cooperazione strategica, capace di trasformare energia, commercio, infrastrutture e connessioni digitali in fattori di stabilità e non di vulnerabilità". 

Beirut: "Quasi 3.000 uccisi dal 2 marzo"

Sono 2.969 le persone rimaste uccise, e 9.112 quelle ferite, da quando Hezbollah si è unito alla guerra dell'Iran contro Israele e gli Stati Uniti il 2 marzo. Lo ha riferito il Ministero della Salute libanese. 

Usa: "78 navi deviate e 4 fermate dall'inizio del blocco in Iran"

Dall'inizio del blocco navale americano dei porti in Iran, a ridosso dello stretto di Hormuz, 78 navi commerciali sono state reindirizzate e 4 sono state fermate. Lo annuncia il Comando centrale Usa in un aggiornamento sulle operazioni. 

Putin sente il presidente degli Emirati, Mohammed bin Zayed

Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato dell'Iran con l'omologo degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed. Lo ha annunciato il Cremlino. "Sono state discusse questioni relative alla crisi in Medio Oriente e alla situazione con l'Iran. Entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza di proseguire il processo politico e diplomatico per raggiungere accordi di pace di compromesso, tenendo debitamente conto degli interessi di tutti gli Stati della regione", si legge nella nota. Le parti hanno espresso "reciproca soddisfazione per il positivo sviluppo della cooperazione russo-emiratina in ambito politico, commerciale ed economico", ha riferito il Cremlino. Putin "ha ringraziato la parte emiratina per il suo costante aiuto nella risoluzione delle questioni umanitarie nel contesto del conflitto ucraino", si legge nella nota in cui si riporta che i due leader "hanno concordato di proseguire i contatti bilaterali attivi".

Ministri Interni Teheran e Pakistan discutono su ripresa colloqui pace

Il ministro degli Interni iraniano, Eskandar Momeni, e il suo omologo pakistano, Mohsin Naqvi, si sono incontrati a Teheran per discutere delle relazioni bilaterali e delle prospettive di ripresa dei colloqui di pace mediati dal Pakistan. Lo scrive l'agenzia iraniana Mehr definendolo un "importante colloquio".

  Naqvi, prosegue l'agenzia, è in Iran per una visita ufficiale di due giorni, nell'ambito degli sforzi in corso del Pakistan per facilitare il dialogo e promuovere la pace regionale.

Iran: Pakistan spinge per svolta in negoziati

Il Pakistan sta spingendo Iran e Stati Uniti a imprimere una svolta ai negoziati. Lo ha riferito l'agenzia Isna, dopo l'arrivo a Teheran del ministro dell'Interno pakistano Seyed Mohsen Naqvi, per una visita di due giorni, accolto dal suo omologo iraniano Eskandar Momeni. Fonti ufficiali pakistane, ha riportato l'agenzia iraniano, hanno assicurato "la piena serieta' di Islamabad" nel proseguire sulla strada delle trattative. "L'Iran e' sempre stato un sostenitore della pace e apprezziamo profondamente gli sforzi del Pakistan", ha commentato Momeni.

Centcom (USA): 78 navi deviate e 4 bloccate da forze Usa

Da quando hanno imposto il blocco a ridosso dello Stretto di Hormuz, il 13 aprile, le forze degli Stati Uniti hanno fatto deviare 78 navi e ne hanno bloccate quattro. Lo ha riferito il Comando centrale Usa in un post. Le operazioni hanno avuto lo scopo di "garantire il rispetto delle disposizioni", si legge ancora. 

Times of Israel: "Possibile ripresa combattimenti prossima settimana"

Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi al New York Times, le opzioni per riprendere le operazioni in Iran includono l'avvio di una campagna di bombardamenti più intensa contro siti militari e infrastrutture, la conquista dell'isola di Kharg, importante centro di esportazione petrolifera iraniana nel Golfo Persico e l'invio di commando sulla terraferma per recuperare materiale nucleare sepolto sotto le macerie.

L'estrazione dell'uranio altamente arricchito rischierebbe di causare numerose vittime e richiederebbe migliaia di forze di supporto per creare un perimetro attorno all'area operativa e probabilmente scontrarsi con le truppe di terra iraniane, hanno riferito i funzionari militari citati dal Times.

A Milano partito corteo pro Palestina, anche bandiere Hezbollah

Bandiere palestinesi, del Libano, della Repubblica islamica iraniana e anche di Hezbollah al corteo nazionale per la Palestina partito nel pomeriggio da piazzale XXIV Maggio, a Milano. Alla manifestazione stanno partecipando alcune centinaia di persone. Il corteo attraverserà corso di Porta Ticinese, via Molino delle Armi, corso Italia e piazza Missori per poi arrivare in piazza Duomo. Annunciata anche la presenza di Saif Abu Keshek, attivista della Global Sumud Flotilla fermato nei giorni scorsi dalle autorità israeliane durante una missione via mare diretta verso Gaza. Alcuni manifestanti portano una grande chiave di cartone, simbolo del diritto al ritorno dei palestinesi. Durante il corteo vengono scanditi cori come "Palestina libera", "78 anni di guerra e di rapina, fuori i sionisti dalla Palestina" e "Netanyahu e Trump assassini". Tra gli slogan esposti anche "Stop gemellaggio Milano-Tel Aviv", "Israele stato terrorista" e "Stop al genocidio made in Italy". Dal camion della manifestazione è stato inoltre annunciato lo sciopero generale del 29 maggio a sostegno della causa palestinese.

Gaza, funerali dell'alto funzionario di Hamas Izz al-Din al-Haddad

Gaza, funerali dell'alto funzionario di Hamas Izz al-Din al-Haddad

©Getty

Gaza, funerali dell'alto funzionario di Hamas Izz al-Din al-Haddad

Gaza, funerali dell'alto funzionario di Hamas Izz al-Din al-Haddad

©Getty

Il ministro degli Interni pakistano ha effettuato una visita a sorpresa a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali

Secondo fonti attendibili citate dall'IRNA, l'agenzia di stampa statale iraniana, il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi è arrivato a Teheran per una visita a sorpresa al fine di incontrare funzionari iraniani. Una fonte diplomatica a Islamabad ha riferito all'agenzia di stampa IRNA che Naqvi dovrebbe avere colloqui con diversi funzionari iraniani, tra cui il ministro dell'Interno.

The Guardian: L'UNRWA ha segretamente salvato l'archivio della Nakba da Gaza durante i bombardamenti israeliani e lo ha trasferito in Giordania

Milioni di documenti che narrano la Nakba (la catastrofe) e la storia dei rifugiati palestinesi sin dal loro esodo forzato da parte di Israele nel 1948 sono stati segretamente evacuati da Gaza e da Gerusalemme occupata durante un'operazione segreta durata mesi e guidata dall'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. La missione è stata condotta nel timore che l'archivio potesse essere distrutto, sequestrato o perso durante la guerra di Israele contro Gaza. L'operazione è durata circa dieci mesi e ha coinvolto decine di membri dello staff dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) in almeno quattro paesi, secondo un rapporto pubblicato dal Guardian. La missione prevedeva il trasporto di documenti sotto i bombardamenti da Gaza all'Egitto, prima che venissero trasferiti in Giordania a bordo di aerei militari. L'archivio comprende documenti originali di registrazione dei rifugiati risalenti alla Nakba, ovvero l'uccisione violenta e l'espulsione di massa di almeno 700.000 palestinesi da parte delle milizie sioniste per spianare la strada alla creazione di Israele nel 1948.

Tajani: "Pronti a missione navale in quadro internazionale"

Siamo pronti a dare il nostro contributo anche nel quadro di una missione navale difensiva, in un quadro giuridico internazionale preciso e quando vi sara' un cessate il fuoco. Lo scrive in un messaggio indirizzato al quinto Forum Verso Sud, in corso a Sorrento, dedicato alla strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo, il vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri fa riferimento alla crisi in Iran e nel Golfo, che "ha generato ripercussioni a livello globale". Penso ai prezzi dell'energia; all'approvvigionamento dei fertilizzanti; alla liberta' di navigazione". "L'Italia e' in prima linea nell'impegno per la pace. La riapertura dello Stretto di Hormuz e' una priorita'", sottolinea Tajani, ricordando che "insieme ai Paesi mediterranei, alla FAO e all'ONU, ho lanciato la Coalizione di Roma sull'accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare". Il vicepremier guardando al Sud e al Mediterraneo scrive che "lo sviluppo di una nuova visione per il Mezzogiorno, e di un Paese sempre piu' proiettato nel Mediterraneo, è una priorita' strategica del Governo". "In un quadro internazionale attraversato da instabilita' e conflitti, e' fondamentale fare del Mediterraneo allargato sempre piu' un'area di pace, stabilità e crescita".

Riservista Idf e 4 israeliani arrestati per l'incendio di un'auto in Cisgiordania

Un riservista delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e altri quattro israeliani sono stati arrestati con l'accusa di aver incendiato ieri dei veicoli nel villaggio palestinese di Shuqba, in Cisgiordania, vicino a Ramallah, secondo quanto riferito dalla polizia che sta indagando sull'incidente e chiederà al tribunale di prolungare la custodia cautelare dei sospettati. Lo riporta il Times of Israel. 

Da Maduro all'Iran, la portaerei Ford torna negli Usa dopo quasi un anno

La USS Gerald R. Ford, la più grande e moderna portaerei americana, farà ritorno in Virginia oggi, dopo quasi un anno in mare e la partecipazione alle principali missioni di Donald Trump all'estero: dalla cattura dell'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e al conflitto con l'Iran. E' stato il più lungo dispiegamento operativo di una portaerei Usa dalla fine della guerra del Vietnam. In questi mesi, oltre alle missioni vere e proprie, i marinai a bordo della Ford hanno dovuto affrontare una serie di problemi. A marzo è scoppiato un incendio nella lavanderia che l'equipaggio ha impiegato circa 30 ore per domare e ha lasciato senza branda almeno 600 marinai. Prima la nave aveva riscontrato ripetuti problemi al sistema igienico-sanitario con interruzioni parziali del servizio e notevoli disagi all'equipaggio. 

Raid israeliano su abitazione di Gaza City, morti e feriti. VIDEO

Iran, media: "Ministro degli interni pakistano arrivato a Teheran"

Il ministro degli Interni pakistano Syed Mohsin Raza Naqvi è arrivato a Teheran. Lo rende noto l'agenzia di stampa israeliana Walla, che cita i media iraniani. Si prevede che Naqvi incontrerà alti funzionari iraniani, sebbene non sia chiaro se la sua visita sia collegata al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Iran: "Avviati colloqui con paesi Ue per transito Stretto di Hormuz"

La televisione di stato iraniana ha dichiarato che alcuni paesi europei hanno avviato colloqui con Teheran in merito al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "A seguito del passaggio di navi provenienti da paesi dell'Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie" per ottenere il permesso di transito, ha riferito la televisione di stato, senza specificare quali paesi.

Time of Israel: Israele e Stati Uniti si preparano a rinnovare gli attacchi contro l'Iran già dalla prossima settimana, secondo quanto riportato da alcune fonti

Israele e gli Stati Uniti stanno conducendo i preparativi più intensi dal cessate il fuoco del mese scorso in vista di una ripresa degli attacchi contro l'Iran, con l'obiettivo di essere pronti già dalla prossima settimana, secondo quanto riportato dal New York Times , che cita due funzionari mediorientali.

Secondo funzionari statunitensi, una delle opzioni per un'operazione prevederebbe l'invio di commando sul campo per estrarre materiale nucleare sepolto sotto le macerie. Un'operazione così complessa rischierebbe di causare numerose vittime, poiché richiederebbe migliaia di forze di supporto per creare un perimetro attorno all'area operativa e probabilmente comporterebbe uno scontro con le truppe di terra iraniane, hanno dichiarato funzionari militari al Times. Secondo quanto riferito dai funzionari, le truppe potrebbero essere impiegate anche per conquistare l'isola di Kharg, un importante snodo per l'esportazione di petrolio iraniano nel Golfo Persico.

Un'altra opzione, secondo funzionari statunitensi, prevederebbe bombardamenti più intensi contro siti militari e infrastrutture iraniane. Israele ha lanciato la sua campagna contro l'Iran, insieme agli Stati Uniti, per indebolire le capacità militari del regime iraniano, allontanare le minacce poste dall'Iran, compresi i suoi programmi nucleari e missilistici balistici, e "creare le condizioni" affinché il popolo iraniano rovesci il regime, secondo quanto affermato dai militari e da altri leader israeliani. Il cessate il fuoco raggiunto il mese scorso non ha permesso di raggiungere gli obiettivi dichiarati.

Medici Senza Frontiere condanna gli attacchi israeliani contro i paramedici in Libano dopo che un attacco con droni ha ucciso due persone

Medici Senza Frontiere, nota con l'acronimo francese MSF, ha condannato gli attacchi israeliani contro i paramedici in Libano, in seguito a un attacco con droni che ha ucciso due membri della Protezione Civile libanese e ne ha ferito un terzo nella città meridionale di Nabatieh. L'attacco è avvenuto il 12 maggio, mentre i tre paramedici stavano cercando di prestare soccorso a una persona ferita, sopravvissuta a un precedente attacco, ha dichiarato Medici Senza Frontiere in un comunicato. I paramedici di un'ambulanza partita da un ospedale vicino hanno assistito all'attacco ai danni dei loro colleghi e sono poi tornati sul posto per recuperare i resti umani. "Siamo indignati per l'uccisione dei paramedici che stavano semplicemente facendo il loro lavoro, correndo enormi rischi per salvare vite umane", ha dichiarato Jeremy Ristord, capo missione di MSF in Libano. "Gli attacchi contro il personale sanitario sono inaccettabili e non devono essere normalizzati". Medici Senza Frontiere ha affermato che l'incidente si inserisce in un allarmante schema di attacchi aerei, attacchi di droni e bombardamenti di artiglieria che danneggiano ospedali, ambulanze e attrezzature mediche nel sud del Libano. L'organizzazione ha osservato che le squadre di soccorso sono sempre più spesso costrette a ritardare o limitare gli interventi salvavita per timore di essere attaccate.

Al Jazeera: Perché il conflitto con l'Iran sta diventando un problema per i paesi BRICS

La riunione di due giorni dei  ministri degli Esteri dei BRICS  a Nuova Delhi si è conclusa venerdì senza una posizione comune sulla guerra contro l'Iran, e il  documento finale del blocco  si limita a riconoscere che permangono "opinioni divergenti" tra i membri. È stato il secondo vertice consecutivo dei BRICS in India a non riuscire a  raggiungereun consenso  sul conflitto tra Stati Uniti e Israele. La riunione si è aperta giovedì al Bharat Mandapam di Nuova Delhi sotto la presidenza del Ministro degli Affari Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar. Ha rappresentato il primo importante impegno ministeriale durante la presidenza indiana dei BRICS del 2026. Durante l'incontro tra i rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti e dell'Iran, si è verificato uno scontro incentrato sulla guerra in corso contro l'Iran e sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Teheran, Europei trattano con Pasdaran passaggio Hormuz

Gli Europei stanno trattando con i Pasdaran il passaggio di navi dallo stretto di Hormuz. A riferirlo e' stata l'agenzia Fars. "Dopo il passaggio di alcune navi provenienti dai paesi dell'Asia orientale - in particolare Cina, Giappone e Pakistan - è giunta la notizia che anche gli europei hanno avviato trattative con la Marina

del corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", ha spiegato l'agenzia.

L'esercito israeliano non diminuirà il numero di militari al confine con Gaza

Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato che manterranno invariato il numero di truppe di stanza nelle comunità israeliane al confine con Gaza, dopo le polemiche suscitate dall'annuncio della scorsa settimana relativo alla riduzione della presenza militare israeliana nelle comunità situate fino a quattro chilometri dal confine. Le Idf hanno dichiarato che, sebbene fosse previsto di ridurre il numero di soldati di riserva di stanza nelle comunità israeliane vicino alla barriera di sicurezza di Gaza, alla fine si è deciso di non attuare tale misura per ragioni operative e a seguito di una valutazione della situazione nella zona. L'annuncio è giunto dopo che i residenti avevano espresso preoccupazione, avvertendo che dopo il 7 ottobre non sarebbe stato possibile fare affidamento esclusivamente sulle forze operanti al di fuori dell'area per la propria protezione e che una presenza militare permanente all'interno delle loro comunità è una condizione fondamentale per il ritorno alla normalità.

Iran: ministro Interno Pakistan a Teheran

Il ministro dell'Interno pakistano, Seyed Mohsen Naqvi, è arrivato a Teheran in visita. Lo ha annunciato l'agenzia Tasnim. Durante la missione, non preannunciata ai media, Navqi avra' diversi incontri istituzionali. Dovrebbe vedere anche il ministro dell'Interno, Eskandar Momeni. Islamabad è impegnata da settimane in una mediazione tra Iran e Stati Uniti, nel tentativo di arrivare a un accordo di pace.

Iran: Teheran, presto nuovo piano con pedaggi per Hormuz

L'Iran "ha messo a punto un meccanismo professionale, che verrà presto reso noto, per la gestione del transito nello Stretto di Hormuz, lungo una rotta predefinita". Lo ha afferma il capo della Commissione Sicurezza nazionale del Parlamento di Teheran, Ebrahim Azizi, in un post su X. "Ne beneficeranno solo mercantili e parti che collaborano con l'Iran - precisa - Verranno riscossi i necessari pedaggi per i servizi speciali forniti nel quadro di questo meccanismo". E, conclude, "questa rotta resterà chiusa per gli operatori del cosiddetto 'Freedom Project'".

Iran: "Nuove norme e pedaggi per Hormuz. No a navi Usa-Israele"

L'Iran ha stabilito nuove norme per il passaggio nello stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è stato Ebrahim Azizi, capo della commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano. "L'Iran, nel quadro della sua sovranita' nazionale e della garanzia della sicurezzacommerciale internazionale, ha preparato un  meccanismo professionale per gestire il traffico nello stretto di Hormuz lungo una rotta designata, che sarà svelato presto", ha scritto su X. "Da questa procedura trarranno beneficio solo le navi commerciali e le parti che cooperano con l'Iran", ha avvertito, "per i servizi specializzati forniti nell'ambito di questo meccanismo saranno riscossi pedaggi". Il meccanismo, ha chiarito, "rimarrà chiuso agli operatori del cosiddetto 'Progetto liberta'", vale a dire Stati Uniti e Israele.

Trump valuta nuovi attacchi e pensa al rebranding di "Epic Fury"

La Casa Bianca è silenziosa da quando è tornato Donald Trump dalla Cina, la sua agenda è insolitamente libera in questo weekend che trascorrerà nella capitale americana. I funzionari attorno al presidente parlano poco, dicono che il Commander in Chief debba “riposare”, ma il tycoon di New York, dopo la “pausa” in terra cinese, è ora chiamato a prendere una decisione fatidica: riprendere le ostilità contro l’Iran oppure no. Secondo fonti vicine al leader americano, Trump sarebbe vicino a riprendere gli attacchi, di fronte all’impasse diplomatica con Teheran e all’incapacità iraniana, secondo Washington, di presentare una proposta di pace che sia ritenuta accettabile. Non si escludono riunioni nella Situation Room con il vicepresidente JD Vance e gli altri alti funzionari, questo fine settimana, per decidere i prossimi passi. A bordo dell’Air Force One, di rientro da Pechino, Trump ha ribadito, nel frattempo, come l'ultima offerta di pace dell'Iran sia inaccettabile. “L'ho esaminata e, se non mi piace la prima frase, la butto semplicemente via”, ha detto. Un'impasse rimane. Ora il repubblicano potrebbe decidere di spezzarla con nuove bombe. Tuttavia, assicura all'Adnkronos una fonte al Pentagono, una decisione finale non sarebbe stata ancora presa, confermando alcune rivelazioni della stampa statunitense. Allo stesso tempo, il Dipartimento della Difesa e gli alti consiglieri hanno – da settimane – presentato dei piani al presidente per ricominciare la guerra. “O troveranno un accordo, o verranno decimati”, aveva detto Trump martedì, prima di partire per la Cina. “Quindi, in un modo o nell'altro, vinciamo noi”.  Agli occhi di Trump, gli iraniani starebbero cercando solo di perdere tempo con le loro controproposte massimaliste, scommettendo sul fatto che l’americano possa stancarsi della guerra o possa cedere alla pressione internazionale per riaprire lo Stretto di Hormuz, se le cose andassero troppo per le lunghe.  Alla Casa Bianca, tuttavia, assicurano che il leader di Washington non abbia alcuna fretta.

Moschee a Gaza annunciano morte comandante di Hamas Haddad

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, sono iniziati i funerali di Izz al-Din al-Haddad, leader di Hamas nella Striscia di Gaza. Il gruppo terroristico non ha ancora rilasciato dichiarazioni, ma le foto del funerale mostrano un "manifesto da martire" dedicato a Haddad.

Israele: "Ucciso il capo dell'ala militare di Hamas"

L'Esercito israeliano e lo Shin Bet hanno annunciato di aver ucciso ieri, in un raid mirato condotto a Gaza City, Izz al-Din al-Haddad, capo dell'ala militare di Hamas e indicato da Israele come uno degli artefici dell'attacco del 7 ottobre 2023. Secondo il comunicato congiunto, Haddad aveva assunto la guida del braccio armato del movimento dopo l'uccisione di Mohammed Sinwar e, negli ultimi mesi, si era adoperato per ricostruire le capacità militari dell'organizzazione e pianificare numerosi attentati contro civili israeliani e soldati dell'esercito. Le autorità israeliane sostengono inoltre che, nel corso della guerra, Haddad sia stato coinvolto nella detenzione di numerosi ostaggi israeliani e che abbia gestito il sistema di prigionia di Hamas, circondandosi di ostaggi nel tentativo di impedire la propria eliminazione. Considerato uno dei comandanti di più lunga data del movimento, Haddad aveva aderito a Hamas nei primi anni della sua fondazione e aveva mantenuto stretti legami con la leadership politica e militare del gruppo. Nel corso della sua carriera aveva ricoperto diversi incarichi di vertice, tra cui quello di comandante della Brigata di Gaza City e di altre unità operative. Israele lo descriveva come uno degli ultimi alti comandanti ancora in vita dell'ala militare di Hamas coinvolti nella pianificazione e nell'esecuzione dell'attacco del 7 ottobre e nella conduzione delle operazioni contro le forze israeliane.

I due cacciamine italiani in navigazione verso Suez

Proseguono la loro navigazione verso il canale di Suez, diretti a Gibuti, i due cacciamine della Marina Militare italiana, il 'Crotone' ed il 'Rimini', partiti ieri dal porto di Augusta. Le unità - che in seguito potrebbero essere raggiunte da una nave di supporto logistico e da un'altra multiruolo con sistemi di difesa aerea - sono pronte ad intervenire nell'attività di sminamento dello Stretto di Hormuz nell'ambito di una missione internazionale concordata tra tutti gli Stati coinvolti, anche l'Iran, una volta consolidata la tregua.

Hamas conferma morte Izz al-Din Haddad

Hamas ha confermato la morte di Izz al-Din Haddad, il leader del braccio armato del gruppo ucciso ieri sera in un raid aereo israeliano su Gaza City. Fonti di Hamas hanno dichiarato stamattina al quotidiano saudita 'A-Sharq Al-Awsat' che Izz al-Din Haddad è stato identificato dai suoi familiari. Le fonti hanno inoltre comunicato che i funerali sono previsti per questo pomeriggio

Tre settimane di navigazione per i due cacciamine italiani, non escluso invio di altre navi

Dovrebbero impiegare circa tre settimane i due cacciamine italiani Rimini e Crotone, partiti ieri dal porto siciliano di Augusta per raggiungere inizialmente Gibuti. A determinare i tempi della navigazione saranno le condizioni metereologiche. Non è escluso, in futuro, l'invio di altre navi.

Palestinesi cacciati di casa per la costruzione di un parco a tema israeliano

In fondo a una valle ripida e densamente popolata, appena sotto le antiche mura di Gerusalemme, la terra è stata scossa nelle ultime settimane da martelli pneumatici e bulldozer. Questi sono i suoni di Gerusalemme da decenni, da quando lo Stato israeliano ha cercato incessantemente di imporre un'identità ebraica uniforme alla parte orientale occupata della città, cancellandone al contempo il carattere palestinese. Secondo quanto racconta il Guardian nel quartiere di al-Bustan, all'ombra della moschea di al-Aqsa risalente all'XI secolo, il frastuono proviene da un progetto edilizio più recente: un parco a tema biblico chiamato Giardino dei Re, che si presume fosse il luogo in cui Re Salomone trascorreva il suo tempo libero tremila anni fa. Negli ultimi due anni, più di 57 abitazioni ad al-Bustan, parte del più ampio distretto di Silwan a Gerusalemme Est, sono state demolite e almeno altre otto sono destinate alla demolizione nelle prossime settimane. Il parco è concepito come parte di un progetto archeologico in espansione, in gran parte guidato dai coloni, incentrato esclusivamente sul passato ebraico di Gerusalemme e focalizzato su quella che è stata chiamata la Città di Davide, nonostante molti archeologi israeliani ritengano che i resti visibili risalgano ad altre epoche, precedenti e successive al regno di Re Davide nell'età del ferro. Il Comune di Gerusalemme non ha risposto a una richiesta di commento sulle sue azioni ad al-Bustan, ma ha dichiarato al sito di notizie +972 che il parco a tema "viene costruito a beneficio di tutti i residenti della città" e che le case di al-Bustan sono state costruite illegalmente. "Quest'area non è mai stata destinata a uso residenziale e il comune di Gerusalemme sta ora lavorando alla costruzione di un parco in una zona che soffre di una grave carenza di spazi pubblici aperti", si legge nel comunicato. Il comune ha inoltre affermato di aver cercato "per anni di trovare una soluzione per i residenti che includesse anche un'alternativa abitativa, ma questi non hanno mostrato alcun serio interesse a raggiungere una soluzione".

Iraq: "In aprile esportati attraverso Hormuz 10 milioni di barili"

Il nuovo ministro del petrolio iracheno Bassem Mohammed ha dichiarato che l'Iraq ha esportato 10 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz nel mese di aprile. Ha spiegato che l'Iraq intende collaborare con l'Opec per incrementare la capacità produttiva e di esportazione del Paese, aggiungendo che Baghdad punta a raggiungere una capacità produttiva di 5 milioni di barili al giorno.

Nuovi bombardamenti Idf nel sud del Libano

Le forze di difesa israeliane hanno ripreso i bombardamenti in diverse aree del sud del Libano. Lo riferisce L'Idf su suoi canali social. Obbiettivo dei raid, si spiega, "infrastrutture terroristiche di Hezbollah".

Media Israele: "Trump deciderà se riprendere guerra in Iran entro 24 ore"

Si prevede che Trump convocherà il suo più stretto gruppo di consiglieri nelle prossime 24 ore per prendere una decisione definitiva in merito alla ripresa della guerra contro l'Iran, e Israele stima che una decisione su un eventuale intervento militare potrebbe essere presa molto presto. Lo scrive l'emittente israeliana Channel 12. Secondo un alto funzionario israeliano, citato da C12, "la ripresa dei combattimenti è imminente" e Israele si sta preparando alla possibilità di "giorni o settimane di scontri". A suo dire, gli americani comprendono che i negoziati non stanno progredendo verso una svolta e a Gerusalemme attendono la decisione di Trump, prevedendo che il quadro si chiarirà entro circa 24 ore.

Ministero Salute Gaza: "13 morti nelle ultime 48 ore"

Nelle ultime 48 ore gli ospedali di Gaza hanno registrato 13 morti e 57 feriti dai raid israeliani. Lo riporta il ministero della Salute della Striscia.

Teheran: "Colpevole chi sostiene risoluzione Usa su Hormuz"

L'Iran ha avvertito che i Paesi che sosterranno il progetto di risoluzione promosso dagli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz condivideranno la responsabilità internazionale per qualsiasi nuova escalation militare nella regione. "Nessuna scusa politica né copertura diplomatica potrà assolverli dalla responsabilità di aver facilitato, consentito e legittimato l'aggressione americana", ha affermato in un messaggio pubblicato su X la missione iraniana presso le Nazioni Unite a New York. La rappresentanza di Teheran ha accusato Washington di voler sfruttare il numero dei co-sponsor dell'iniziativa per creare "una falsa immagine di ampio sostegno internazionale" alle sue azioni, definite "illegali", e per preparare il terreno a "nuove avventure militari" in Medio Oriente. La bozza di risoluzione, presentata il 7 maggio da Stati Uniti e Bahrein, difende la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e chiede all'Iran di cessare gli attacchi, il posizionamento di mine e l'imposizione di pedaggi alle navi in transito. Il testo è sostenuto anche da Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. La nuova versione della bozza attenua quella presentata in aprile, eliminando ogni riferimento al Capitolo VII della Carta dell'Onu, che consente di autorizzare l'uso della forza militare e che era stata bloccata dal veto di Russia e Cina. L'Iran mantiene di fatto quasi chiuso lo Stretto di Hormuz dai primi giorni della guerra iniziata il 28 febbraio con gli attacchi di Stati Uniti e Israele. In risposta, Washington ha imposto dal 13 aprile un blocco navale contro porti e navi iraniane nella strategica via marittima, attraverso la quale transita circa il 20% del petrolio mondiale.

Israele e Libano prorogano il cessate il fuoco per 45 giorni

Pezeshkian scrive al Papa: "Le nazioni contrastino le richieste degli Usa"

In una lettera indirizzata a Papa Leone XIV, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato le nazioni del mondo a contrastare le richieste "illegali" di Washington. Secondo quanto riportato da Mehr, Pezeshkian ha affermato: "L'aggressione israelo-americana ha provocato l'assassinio dell'Ayatollah Khamenei, di importanti figure politiche e militari e di 3.468 cittadini, con ingenti danni a scuole, università, ospedali, luoghi di culto e infrastrutture. Si tratta di chiari crimini di guerra". Citando passi coranici e biblici che condannano l'arroganza, ha elogiato le "posizioni morali, logiche e giuste" del Papa sull'attacco. 

Libano, le forze di Israele: "Via subito da 9 aree del sud, costretti ad intervenire contro Hezbollah"

Nuovo "avviso urgente" delle forze israeliane (Idf) rivolto ad abitanti del sud del Libano in vista di ulteriori raid contro Hezbollah. Su X il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, ha pubblicato l' "avviso urgente" che riguarda gli abitanti di nove località - Qaaqaaiyet El Snoubar, Kawthariyet el Siyyad, Al-Marwaniyah, al-Ghassaniyah, Tafahta, Irzay, al-Babliyah, Ansar e al-Baisariyah - sollecitati ad allontanarsi di almeno un chilometro dalle zone indicate. Nel messaggio si ripete che "alla luce delle violazioni" da parte di Hezbollah "dell'accordo di cessate il fuoco, le Idf sono costrette a intervenire con forza" contro il gruppo.

Iran, Pezeshkian ringrazia il Papa per la posizione contro gli attacchi di Usa e Israele

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato Papa Leone XIV per la sua posizione "morale, logica ed equa" nei confronti della guerra contro l'Iran, affermando che gli attacchi statunitensi e israeliani non sono diretti solo contro gli iraniani, ma anche contro il diritto internazionale e i "valori umani". In un messaggio pubblicato dall'Irna, Pezeshkian ha dichiarato che l'Iran ha agito "nel quadro della legittima difesa" prendendo di mira gli interessi e le posizioni di coloro che ha definito ''aggressori''.

Il presidente iraniano ha poi affermato che l'attuale situazione nello Stretto di Hormuz è stata causata dagli attacchi contro l'Iran, dall'uso del territorio e dello spazio aereo degli stati del Golfo Persico contro l'Iran e dal blocco marittimo imposto dagli Stati Uniti. Pezeshkian ha affermato che l'Iran rimane impegnato nella diplomazia, citando la mediazione del Pakistan e i colloqui a Islamabad, e ha esortato la comunità internazionale ad adottare un approccio "realistico ed equo" nei confronti di quelle che ha definito le richieste illegali e le politiche pericolose di Washington.

Teheran: "Per gli Usa costi della guerra esorbitanti, si potevano evitare"

"Agli americani viene detto che devono assorbire i costi esorbitanti di una guerra contro l'Iran". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, aggiungendo: "Lasciamo da parte l'aumento del prezzo della benzina e la bolla del mercato azionario: il vero dolore inizia quando il debito pubblico statunitense e i tassi sui mutui cominciano a salire. I tassi di insolvenza sui prestiti auto sono già ai massimi livelli degli ultimi 30 anni. Tutto questo era evitabile", ha sottolineato in un post sul suo account X stamattina. 

Abusi ai palestinesi: così l'inchiesta del Nyt mina l'asse Usa-Israele

Il reportage accusa apparati di Tel Aviv di aver reso sistemica la violenza sessuale contro detenuti palestinesi. L'inchiesta raccoglie testimonianze dirette e dati di organizzazioni indipendenti. Israele respinge le accuse e attacca il giornale americano. Ma la vicenda apre una frattura più profonda nel rapporto tra lo Stato ebraico e l’opinione pubblica statunitense. Un cambiamento che potrebbe avere conseguenze politiche e culturali in America.

Abusi ai palestinesi: così l'inchiesta del Nyt mina l'asse Usa-Israele

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Iran, pianificò attacchi contro ebrei: arrestato iracheno che voleva colpire sinagoga New York

Un comandante della milizia irachena Kataib Hezbollah è stato arrestato per il suo presunto ruolo nella pianificazione di 18 attacchi terroristici contro la comunità ebraica in Europa e nel Nord America, che secondo l'accusa sarebbero stati una rappresaglia per la guerra con l'Iran. Secondo l'accusa, Mohammad Baqer Saad Dawood al-Saadi, 32 anni, stava inoltre pianificando un attacco a una sinagoga di New York e a due istituzioni ebraiche a Los Angeles, in California, e a Scottsdale, in Arizona. Secondo la denuncia, l'uomo è accusato di sei reati legati al terrorismo, ma il suo avvocato afferma che sta subendo una "persecuzione politica".

Saadi sarebbe un comandante di Kataib Hezbollah, un'organizzazione terroristica straniera designata dagli Stati Uniti, operante in Iraq e con legami con l'Iran. Di nazionalità irachena, è stato arrestato in Turchia prima di essere consegnato all'Fbi e trasferito negli Stati Uniti. E' comparso davanti al tribunale federale di Manhattan ed è stato detenuto in attesa del processo. ''E' vittima di un processo politico, in quanto è un prigioniero di guerra e dovrebbe essere trattato come tale", ha detto alla Cbs il suo avvocato, Andrew Dalack.

Le accuse nei suoi confronti includono cospirazione per fornire supporto materiale a un'organizzazione terroristica straniera, cospirazione per fornire supporto materiale ad atti di terrorismo e cospirazione per bombardare un luogo di uso pubblico. Si presume che abbia lavorato a stretto contatto con Qasem Soleimani, comandante di lunga data del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ucciso durante un attacco aereo statunitense nel 2020. La denuncia penale Saadi di aver incitato altri ad attaccare e uccidere cittadini americani, anche come rappresaglia per la morte di Soleimani.

Wafa: "Palestinese ucciso dall'Idf nel campo profughi di Jenin"

Un palestinese è stato ucciso stamattina dopo essere stato colpito da colpi d'arma da fuoco sparati dalle forze israeliane nel campo profughi di Jenin. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa. Il Ministero della Salute palestinese ha annunciato che l'uomo si chiamava Nour al-Din Fayyad, di 34 anni, ed è stato ucciso durante l'offensiva in corso nel campo. Il campo è rimasto isolato dalle forze israeliane dal gennaio 2025 e ai palestinesi è vietato l'accesso in base a rigidi ordini militari. I cittadini che tentano di entrare nel campo rischiano di essere uccisi o rapiti dai soldati. 

Media: "Intensi preparativi di Usa e Israele per riprendere la guerra all'Iran"

Stati Uniti e Israele sarebbero impegnati in "intensi preparativi" per riprendere la guerra, già a partire dalla prossima settimana. La notizia, riportata dal New York Times, trova ampio risalto sulla stampa israeliana. Due funzionari mediorientali, scrive il giornale Usa, hanno affermato che gli Stati Uniti e Israele sono impegnati in intensi preparativi - i più ampi da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco - per una possibile ripresa degli attacchi contro l'Iran già dalla prossima settimana. Se Trump decidesse di riprendere gli attacchi militari, tra le opzioni ci sarebbero bombardamenti più aggressivi contro obiettivi militari e infrastrutturali iraniani, hanno affermato funzionari statunitensi. Un'altra opzione, hanno affermato, prevederebbe l'invio sul campo di truppe delle Forze Speciali per recuperare materiale nucleare sepolto in profondità. Diverse centinaia di membri delle Forze Speciali sono arrivati in Medio Oriente a marzo, in un dispiegamento volto a offrire a Trump questa possibilità, hanno aggiunto i funzionari. In quanto truppe di terra specializzate, potrebbero essere impiegate in una missione mirata all'uranio altamente arricchito iraniano presente nel sito nucleare di Isfahan. Tuttavia, un'operazione di questo tipo richiederebbe anche migliaia di truppe di supporto, che probabilmente andrebbero a formare un perimetro di sicurezza e potrebbero essere coinvolte in combattimenti con le truppe iraniane. Come hanno ammesso i funzionari militari, tale opzione comporterebbe elevati rischi di perdite umane. Le autorità iraniane hanno già dichiarato di prepararsi a una ripresa delle ostilità.

Iran, Nyt: "Usa e Israele pronti a riattaccare dalla prossima settimana"

Stati Uniti e Israele si starebbero preparando a riprendere gli attacchi contro l'Iran già dalla prossima settimana, magari dando un nuovo nome all'opetazione. Lo scrive il New York Times spiegando che tra le opzioni in esame ci sono attacchi più aggressivi contro obiettivi militari e infrastrutturali e una missione ad alto rischio delle forze speciali per estrarre fisicamente l'uranio altamente arricchito iraniano dai tunnel bombardati a Isfahan.

Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero colpito obiettivi iraniani, segnando un possibile cambio di ruolo nel conflitto. Se confermato, l’attacco avvicinerebbe Abu Dhabi a Israele e agli USA, aumentando le tensioni con Iran e Arabia Saudita.

Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

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Prorogato il cessate il fuoco in Libano

Attraverso un annuncio del Dipartimento di Stato Usa è stato spiegato che i negoziati Israele-Libano proseguiranno il 2 e 3 giugno, mentre un "piano di sicurezza" sarà avviato al Pentagono il 29 maggio. Il portavoce dell'Onu Farhan Haq. "Tre colpi di mortaio sono caduti a circa 70 metri a sud-ovest di una postazione della missione Unifil vicino a Rumaysh". Tre paramedici uccisi in un raid aereo israeliano nel sud del Paese. 

Libano, almeno 6 morti in raid Idf nel sud: tre paramedici tra le vittime

Almeno sei morti, tra cui tre paramedici, e 37 feriti è il bilancio aggiornato di un raid aereo israeliano contro alcune città nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo rende noto il ministero degli Esreri libanese, come riporta l'agenzia di stampa Nna. Tra i feriti ci sono anche  almeno quattro bambini, nove donne e un cittadino canadese.

Iran, Cnn: "Sospetto attacco di hacker iraniani contro stazioni di benzina negli Usa"

Hacker iraniani avrebbero violato i sistemi che monitorano la quantità di carburante nei serbatoi di stoccaggio che riforniscono le stazioni di servizio in diversi stati degli Stati Uniti. E' il sospetto di diversi funzionari statunitensi, come riferiscono fonti informate alla Cnn. Gli hacker, sostengono le fonti, hanno sfruttato sistemi automatici di misurazione del livello del carburante (Atg) che erano online e non erano protetti da password, riuscendo in alcuni casi a manipolare le letture visualizzate sui serbatoi, ma non i livelli di carburante al loro interno.

Le violazioni hanno sollevato preoccupazioni in materia di sicurezza perché, in teoria, l'accesso a un sistema Atg potrebbe consentire a un hacker di far passare inosservata una perdita di gas, secondo esperti privati e funzionari statunitensi. Secondo le fonti a conoscenza dell'indagine, la storia di attacchi informatici dell'Iran contro i sistemi di stoccaggio del gas è uno dei motivi per cui il Paese è tra i principali sospettati. Tuttavia, le fonti hanno avvertito che il governo statunitense potrebbe non essere in grado di stabilire con certezza chi sia il responsabile a causa della mancanza di prove forensi lasciate dagli hacker.

Israele colpisce Hamas a Gaza e proroga la tregua in Libano. VIDEO

Trump, forze Usa e nigeriane hanno "eliminato" un alto leader dell'ISIS

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che le forze americane e nigeriane hanno ucciso un alto leader dello Stato Islamico. "Le coraggiose forze americane e le Forze Armate nigeriane - si legge in un post su Truth - hanno eseguito in modo impeccabile una missione meticolosamente pianificata e molto complessa per eliminare dal campo di battaglia il terrorista più attivo al mondo". "Abu-Bilal al-Minuki, numero due dell'ISIS a livello globale, pensava di potersi nascondere in Africa, ma non sapeva che avevamo fonti che ci tenevano informati su ciò che stava facendo". 

Donald Trump: 'Ucciso in Nigeria al-Minuki, numero due dell'Isis'

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