Russia, stallo in Ucraina e crisi d'immagine: perché la parata del 9 maggio sarà sottotono

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©IPA/Fotogramma

Introduzione

Come evidenzia il Wall Street Journal, le celebrazioni in Russia per la “Giornata della Vittoria” cadono quest’anno in un momento particolarmente difficile per il regime, logorato da oltre quattro anni di conflitto in Ucraina. Con lo stallo sul fronte, le perdite che hanno superato quota un milione, l’economia in crisi e i ripetuti attacchi subìti con missili o droni, negli ultimi mesi è cresciuto il malcontento in tutto il Paese. 

Quello che devi sapere

Perché il 9 maggio in Russia è festa

La parata sulla Piazza Rossa di Mosca celebra la resa nel maggio 1945 della Germania nazista, atto finale della Seconda guerra mondiale in Europa. A dare risalto alla ricorrenza dal punto vista simbolico è stato l'attuale presidente russo Vladimir Putin che sin dal 2005 ha esteso l’invito ai leader stranieri. Quest’anno però la celebrazione si annuncia in tono minore. L’”Operazione speciale” - come è stata ribattezzata - in corso contro Kiev ha superato per durata il conflitto che tra il giugno 1941 e il maggio 1945 contrappose sovietici e nazisti.

 

 

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Minacce alla sicurezza

Dai veicoli blindati alla marcia dei cadetti militari: la parata del 2026 deve fare a meno di molte eccellenze per i crescenti timori legati alla sicurezza. Non è bastato l’annuncio di un cessate il fuoco temporaneo a placare gli allarmi su possibili attacchi aerei da parte delle forze ucraine.

 

Per approfondire: Perché il mese di maggio può cambiare la guerra tra Mosca e Kiev

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Stretta su internet

Da giorno di festa, il 9 maggio quest’anno si è trasformato in un giorno di pesanti restrizioni, a partire dall’interruzione dei servizi di telefonia mobile e delle connessioni internet. Come ricorda il quotidiano statunitense, il malcontento generato dai blocchi, seppur temporanei, potrebbe rivelarsi ancora più insidioso del fallito colpo di Stato perpetrato nel giugno 2023 dal leader del gruppo Wagner Evgenij Prigozhin, poi a sua volta eliminato.

 

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Divisioni interne

Più che la prevenzione da attacchi ucraini, le restrizioni alimentano le voci su un possibile colpo di Stato mentre infuria la lotta intestina tra gli apparati di sicurezza fedeli al Cremlino. Secondo un rapporto dell’intelligence europea citato dalla Cnn, le divisioni sono aumentate dopo l’omicidio, lo scorso 22 dicembre, del capo dell’addestramento operativo dello stato maggiore russo, Fanil Sarvarov. L’uccisione, causata dall'esplosione di una autobomba a Mosca, ha messo in agitazione i vertici militari con il capo di stato maggiore, Valeri Gerasimov, che ha criticato Alexander Bortnikov (capo del servizio di sicurezza federale) per non aver protetto i suoi ufficiali. 

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Cremlino: "Inattendibili le notizie dei media su un colpo di Stato"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito l’indiscrezione su possibili golpe bollando come tutt’altro che affidabile il "servizio di intelligence europeo". "Non sono a conoscenza di un servizio del genere. Purtroppo, non so chi sia", ha dichiarato inoltre il portavoce del Cremlino, citato dall’agenzia Tass.

Cambio di clima

Non ci sono segnali di una rivoluzione imminente così come di una deposizione di Putin, al potere dal 31 dicembre 1999. Eppure il presidente russo ha diradato le uscite pubbliche, avrebbe aumentato la permanenza nei bunker e autorizzato un innalzamento del dispositivo di sicurezza personale per il timore di attentati. Il clima si presenta ben diverso rispetto allo scorso dicembre quando erano vive le speranze russe di un accordo di pace vantaggioso "benedetto" dalla mediazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Dall’inizio dell’anno l’operazione che nelle intenzioni di Mosca punta a "denazificare" l’Ucraina ha superato per durata la "Grande Guerra Patriottica", frutto in quel caso di un’invasione da parte del Terzo Reich.

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I conti con il passato

A dare voce alla sensazione di un crescente disonore in confronto alla gloria passata mostrata dal popolo russo durante la Seconda guerra mondiale è Abbas Gallyamov, già autore dei discorsi di Putin. "Ogni giorno che passa da allora rafforza la sensazione che non siamo degni della memoria dei nostri nonni", afferma citato dal Wsj il politico dell’opposizione residente all’estero. Secondo Gallyamov il presidente russo ha creato un culto che ora "gli si sta ritorcendo contro".

Narrazioni opposte

In Russia si moltiplicano le voci di dissenso rispetto alla narrazione del Cremlino, riassunta nelle parole di Peskov secondo il quale la guerra ha determinato un "fenomenale consolidamento della società attorno al presidente". I nonni nella Seconda guerra mondiale "a quest'ora avrebbero già raggiunto Berlino, mentre noi per qualche motivo continuiamo solo a scuotere i pugni e a dire sciocchezze sulle linee rosse", afferma la giornalista Anastasia Kashevarova, da sempre sostenitrice del conflitto.

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La guerra sempre più vicina alla borghesia

Negli ultimi mesi, Kiev ha intensificato gli attacchi aerei in territorio russo, soprattutto contro impianti energetici e raffinerie. Missili e droni raggiungono obiettivi fino a 1.600 chilometri di distanza, come l’attacco che domenica 3 maggio ha centrato un grattacielo in un quartiere di lusso ad ovest di Mosca. Nelle città l’interruzione delle connessioni mobili irrita la borghesia urbana, da sempre vicina a Putin e finora solo lambita degli effetti del conflitto.

Putin, immagine appannata

L’incrinatura chiama in causa direttamente il presidente russo che sta affrontando una crisi di consenso forse senza precedenti. Secondo Alexander Baunov, ricercatore senior presso il Carnegie Russia Eurasia Center, Putin "non è più visto come il protettore. Non è più visto come Superman". Nico Lange, ex alto funzionario della difesa tedesco che dirige il think tank Iris con sede in Germania, si spinge a dire che il capo del Cremlino "se potesse scegliere liberamente, non organizzerebbe questa parata per non esporsi all’aperto, visti i danni subiti dalla difesa aerea russa, e il modo in cui i droni e i missili ucraini stanno scegliendo dove volare".

 

Per approfondire: Russia, Cremlino rafforza la sicurezza intorno a Putin: dai bunker ai controlli anti-golpe

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