Elezioni Ungheria, sfida tra Orban e Magyar: si vota fino alle 19. Vola l’affluenza. LIVE
Oltre 8,1 milioni di cittadini ungheresi sono chiamati al voto per le elezioni parlamentari. I seggi restano aperti fino alle 19, poi inizia lo spoglio. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell'opposizione Peter Magyar. Si assegnano 199 seggi. Alle 53 affluenza al 66%. Orban: “Sono qui per vincere”. Magyar: “Il nostro partito vincerà”
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Oltre 8,1 milioni di cittadini sono chiamati al voto oggi in Ungheria per le elezioni parlamentari. I seggi restano aperti fino alle 19, poi inizia lo spoglio. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell'opposizione Peter Magyar. Si tratta di un voto storico, che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Orban e aprire la strada a Magyar. Sono elezioni considerate storiche anche per il futuro delle relazioni con Bruxelles, a 23 anni esatti dal sì all'Unione europea.
Il sistema elettorale ungherese assegna 199 seggi: 106 nei collegi uninominali con sistema maggioritario, 93 attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%. Vola l’affluenza: alle 15 è al 66%, ben oltre il 52,7% registrato alla stessa ora nel 2022. I due sfidanti hanno già votato. Orban: “Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere”. Magyar: “Il nostro partito vincerà, l'unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta”.
Gli approfondimenti:
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Gatto di Downing Street: “Amici in Ungheria, il mondo è con voi”
Anche Larry, il celebre gatto di Downing Street, si è mobilitato per il voto in Ungheria. "Ai miei amici in Ungheria: il mondo è con voi mentre vi riprendete ciò che vi appartiene", si legge nel post scritto in inglese e ungherese, accompagnato dalla bandiera nazionale rosso-bianco-verde.
Nel seggio più piccolo d'Ungheria affluenza piena
Nel seggio elettorale più piccolo d'Ungheria, il numero 25 dell'undicesimo distretto di Budapest, il voto si è esaurito in poche ore. Entro le 13, i sei aventi diritto avevano già espresso la propria preferenza tra Viktor Orban e Peter Magyar. Una sezione in miniatura che racconta la giornata elettorale segnata dall'altissima partecipazione.
Chi sono i due candidati
Elezioni parlamentari in Ungheria, i candidati: Magyar sfida Orban
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©Getty
In foto, un momento delle votazioni oggi a Budapest.
+Europa a Budapest per seguire il voto
"Buon voto alle cittadine e ai cittadini dell'Ungheria: oggi possono scegliere di liberarsi di quel fardello illiberale, filo putiniano e anti europeo di Viktor Orban, che non sta facendo gli interessi degli ungheresi ma dei russi. Sono elezioni importanti non solo per il futuro dell'Ungheria ma dell'intera Europa. Una delegazione del nostro partito è a Budapest in queste ore per seguire le elezioni". Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. "Peter Magyar, lo sfidante di Orban - spiega la tesoriera di +Europa, Carla Taibi, che guida la delegazione del partito che si trova in Ungheria - ha unito pressoché tutte le opposizioni che hanno ritirato le loro candidature per sostenere lo stesso candidato contro Orban, che ha come nemici l'Ucraina e Bruxelles. Una grande lezione delle opposizioni ungheresi, tra cui i liberali, che probabilmente dovremmo imparare anche noi in Italia".
Orban e Magyar a confronto
Durante il periodo che ha preceduto il voto, Orban si è focalizzato molto sulle questioni internazionali, sostenendo che la più grande minaccia per il Paese è la guerra in Ucraina e che solo lui è in grado di mantenere la pace. Magyar, invece, si è concentrato più sulle questioni interne, promettendo di combattere la corruzione, ricucire i rapporti tesi con l'Ue e convogliare fondi verso i servizi pubblici del Paese.
Affluenza al 66%
Continua a correre l'affluenza alle urne in Ungheria. Secondo i dati dell'Ufficio nazionale elettorale, alle 15 ha votato il 66% degli elettori: un livello eccezionale, ben oltre il 52,7% registrato alla stessa ora nel 2022 e, pur con quattro ore di voto ancora davanti, già a un passo dal dato finale di quattro anni fa, pari al 69,59%.
Il sostegno di Vance per Orban
La sfida al potere di Orban ha spinto diversi leader di destra a mobilitarsi per sostenerlo. Nei giorni scorsi anche il vicepresidente americano, JD Vance, si è recato a Budapest per una visita di due giorni, e ha affermato: "Voglio aiutare il più possibile il primo ministro in vista di questa stagione elettorale".
Le speranze di Magyar
Péter Magyar, presidente del partito Tisza, il più grande e unico partito di opposizione con possibilità di governare, ha votato questa mattina. E ha affermato che un'alta affluenza e uno svolgimento regolare e trasparente delle elezioni potrebbero favorire la vittoria del suo partito.
La figlia di Orban alle urne
Anche la famiglia del premier ungherese Viktor Orban è sces in campo nel giorno del voto. La figlia Rahel ha annunciato su Instagram di aver votato, condividendo una storia in cui si riprende mentre inserisce la scheda nell'urna. Il messaggio è accompagnato da una nuova hit della campagna elettorale di Fidesz, protagonista anche dell'ultimo comizio di Orban ieri sera in piazza della Santissima Trinità, ai piedi del castello di Buda.
Lunghe file ai seggi di Budapest
A Budapest si segnalano lunghe serpentine davanti ai seggi, tra marciapiedi stretti e ingressi alle urne affollati. L'affluenza, ai massimi in tutto il Paese, si riflette anche nella capitale ungherese: alle 11 aveva già votato quasi il 37% degli elettori, pari a 1.271.446 persone. In diversi quartieri si procede a rilento, con attese che si accumulano soprattutto nei seggi destinati ai votanti fuori sede. "Scrivete anche voi la storia! La penna è lì, nella cabina elettorale!", ha scritto sui social il sindaco progressista Gergely Karacsony.
Un sindaco del partito di Orban vota per Magyar
Un sindaco esponente di Fidesz ha dichiarato di aver votato per l'opposizione guidata da Peter Magyar. Mihaly Szoke-Toth, primo cittadino di Bocsa, piccolo centro dell'Ungheria meridionale, ha invitato gli elettori a partecipare al voto con un messaggio su Facebook, distanziandosi dal suo partito guidato da Viktor Orban. "Voto contro l'influenza russa e a favore dei valori europei. Sostengo una comunità che vuole costruire e rappresenta la speranza per la nazione", ha scritto. Szoke-Toth, secondo quanto riportano i media ungheresi, era stato eletto sindaco nel 2024 con il 71,15% dei voti (587 preferenze).
Orban: “Mi dimetterei da Fidesz solo dopo una sconfitta pesante”
Viktor Orban ha votato nel seggio della scuola elementare Zugliget, nel XII distretto di Budapest, arrivando insieme alla moglie Aniko Levai. Il premier si è detto soddisfatto dell'elevata affluenza attesa, sottolineando come una forte partecipazione abbia storicamente favorito il suo partito. Poi ha aggiunto che si dimetterebbe dalla guida di Fidesz solo dopo "una sconfitta pesante". Alle redini del partito dal 1993, Orban è tra i fondatori di Fidesz, nato nel 1988 come movimento giovanile anti-comunista e libertario e trasformatosi negli anni nella principale forza della destra ungherese e del sovranismo globale
Magyar: “Vinceremo”
Il leader dell'opposizione ungherese, Peter Magyar, ha votato nel seggio dell'asilo Hegyvideki Mesevar, nel 12esimo distretto di Budapest. "Il nostro partito vincerà, l'unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta", ha detto ai giornalisti dopo il voto. "Dobbiamo rafforzare la posizione dell'Ungheria nell'Ue e nella Nato", ha aggiunto. Ed è tornato a sottolineare la necessità di "scongelare i fondi Ue" bloccati per la disputa tra Bruxelles e Viktor Orban sullo stato di diritto. In caso di vittoria, ha ribadito, "la priorità sarà adottare misure anti-corruzione".
Orban: “Relazioni amichevoli con tutti i leader”
Dopo aver votato, Orban ha risposto anche ad alcine domande suo rapporto con Vladimir Putin. "Ci impegniamo a mantenere relazioni amichevoli con i leader di tutti i principali Stati", ha detto. E su cosa farebbe al posto di Volodymyr Zelensky, in particolare sull'ipotesi di cedere territori, ha risposto: "Sono abbastanza fortunato da non essere Zelensky".
Orban: “Sono qui per vincere”
Il premier ungherese Viktor Orban ha votato in mattinata a Budapest. "Sarà la mia ultima elezione? Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere", ha detto ai giornalisti. "La decisione del popolo deve essere rispettata", ha aggiunto. Interpellato sull'ipotesi di congratularsi con il rivale Peter Magyar in caso di sconfitta, poi, ha replicato: "Congratularmi? Lo faccio sempre, ci sono regole civili".
Seggi aperti fino alle 19
I seggi per le elezioni in Ungheria resteranno aperti fino alle 19, poi inizierà lo spoglio: dopo le prime proiezioni, risultati più ufficiali sono attesi nella notte. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell'opposizione Peter Magyar.
Voto storico anche per i rapporti con l’Ue
Quello di oggi è un voto importante anche per i rapporti futuri tra Ungheria e Unione europea. Il Paese, infatti, oggi sceglie tra Viktor Orban e Peter Magyar esattamente 23 anni dopo il sì all'Ue. Lo ricordano diverse testate locali, nel giorno di un'elezione considerata storica anche per il futuro delle relazioni tra Budapest e Bruxelles. Al referendum del 2003 la scelta fu netta: l'83,76% dei votanti si espresse a favore dell'ingresso nell'Ue, contro il 16,24% di contrari. A pesare, però, fu una partecipazione limitata, con un'affluenza ferma al 45,62% degli aventi diritto. Oggi il quadro appare più sfumato. La maggioranza degli ungheresi resta favorevole all'Ue, ma i dubbi su integrazione ed euro sono aumentati. Secondo un sondaggio del Centro di ricerca 21, oltre un terzo degli elettori filogovernativi sarebbe pronto a votare per la cosiddetta Hexit, il divorzio dall'Ue.
Affluenza record
L'affluenza alle urne in Ungheria resta ai massimi anche a metà giornata e sfiora il 55%. Alle 13, secondo i dati dell'Ufficio elettorale nazionale, ha votato il 54,14% degli elettori, confermando una partecipazione eccezionale. Il dato segna un netto balzo rispetto al 2022, quando alla stessa ora si era fermato attorno al 40%. Le urne chiuderanno alle 19.
Le dichiarazioni di Orban e Magyar
Elezioni Ungheria, Orban: Non mia ultima elezione. Magyar: Vinceremo
Vai al contenutoIl sistema elettorale ungherese
In Ungheria c’è un sistema elettorale misto: dei 199 seggi in Parlamento, 106 vengono assegnati nei collegi uninominali con sistema maggioritario, mentre i restanti 93 sono distribuiti con metodo proporzionale e meccanismi di compensazione attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%. Il nodo è nel peso dei voti. Nei collegi meno popolosi, spesso rurali e favorevoli a Viktor Orban, bastano anche 50-60mila elettori per eleggere un deputato. Nelle aree urbane, dove l'opposizione è più forte, possono servire fino a 90-100mila voti per ottenere lo stesso seggio. Un sistema ridisegnato dopo il 2010 che tende ad amplificare il vantaggio del partito di governo. Per cambiare davvero gli equilibri servono i due terzi del Parlamento, cioè almeno 133 seggi su 199. Alle elezioni del 2022, Viktor Orban ottenne 135 seggi.
Affluenza ai massimi storici
L'affluenza in Ungheria vola ai massimi storici. Alle 11, secondo i dati diffusi dall'Ufficio elettorale nazionale, per la sfida tra Viktor Orban e Peter Magyar ha già votato il 37,98% degli elettori, pari a 2.858.892 persone. Si tratta di un dato record, di gran lunga superiore al 25,77% registrato quattro anni fa. Il trend era emerso già nelle prime ore: alle 9 si era sfiorato il 17%, contro il 10,31% del 2022. Nel 2022 l'affluenza finale si fermò al 69,59%. Quest'anno le previsioni indicano la possibilità di superare nettamente la soglia del 70%.
La sfida tra Orban e Magyar
Elezioni in Ungheria, sfida tra Orban e Magyar: cosa può succedere
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Oltre 8,1 milioni di cittadini sono chiamati al voto oggi in Ungheria per le elezioni parlamentari. I seggi restano aperti fino alle 19, poi inizia lo spoglio. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell'opposizione Peter Magyar. Si tratta di un voto storico, che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Orban e aprire la strada a Magyar. Sono elezioni considerate storiche anche per il futuro delle relazioni con Bruxelles, a 23 anni esatti dal sì all'Unione europea.