Negli ultimi anni i momenti di tensione fra Parigi e Roma sono stati molti. Ultimo in ordine di tempo è quello innescato dall’uccisione di un attivista nazionalista a Lione. Il presidente Macron ha attaccato la premier Meloni, esortandola a non "commentare" gli affari francesi, dopo il post con cui la presidente del Consiglio ha espresso il suo cordoglio per l’accaduto. Ecco i momenti di maggiore tensione degli ultimi quattro anni
OTTOBRE 2022
- Nell’ottobre 2022, con la nascita del governo di Giorgia Meloni dopo le elezioni politiche, crearono tensione le parole di Laurence Boone, ministra per gli Affari europei del governo francese, che disse: “Vogliamo lavorare con Roma ma vigileremo su rispetto dei diritti e delle libertà”. A stretto giro arrivò la replica di Meloni: “No alle ingerenze dall'estero”.
L'INCONTRO
- Sempre a ottobre 2022 ci fu anche l’incontro informale tra la premier e il presidente francese Macron, a Roma, in cui i due concordarono di voler proseguire con una collaborazione sulle grandi sfide comuni a livello europeo e nel rispetto dei reciproci interessi nazionali.
FEBBRAIO 2023
- Ma a febbraio 2023 ci fu un nuovo strappo: Macron non invitò Meloni a una cena a Parigi con Scholz e il presidente ucraino Zelensky prima di un Consiglio europeo.
MAGGIO 2023
- Poi, nel maggio 2023, nuova polemica, questa volta sulla gestione dei migranti. Il capo del partito del presidente Macron, Stéphane Séjourné, attaccò la premier italiana accusandola di fare demagogia con una politica “ingiusta, disumana e inefficace”. "L'estrema destra francese prende per modello l'estrema destra italiana. Si deve denunciare la loro incompetenza e la loro impotenza”, aggiunse. Immediata la replica di Giorgia Meloni: “Non è l'ideale usare noi per conti interni, però ognuno fa le scelte che vuole fare”.
GIUGNO 2023
- A giugno 2023 ci fu poi un bilaterale Meloni-Macron, all’Eliseo. In precedenza, il 7 giugno, la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva preparato il terreno. “Continuiamo a vedere drammi nel Mediterraneo, dobbiamo organizzarci meglio in materia di asilo e immigrazione per evitare nuovi drammi”, aveva detto Macron dopo l’incontro con Meloni. Inoltre, evocando la firma del Trattato del Quirinale che sigilla l'amicizia tra Francia e Italia, Macron aveva omaggiato "i legami tra le nostre società".
GIUGNO 2024
- Un anno dopo, a giugno 2024, lo scontro tra i due leader è sull’aborto. L’assenza della parola nel documento finale del G7 fece dire a Macron che le sensibilità di Roma e Parigi sul tema erano molto diverse. La distanza tra i due si percepì, in quel caso, anche durante le fotografie ufficiali del vertice ospitato in Italia.
FEBBRAIO-MAGGIO 2025
- Durante tutto il 2025, comunque, anche la questione della guerra in Ucraina ha molto diviso Italia e Francia. A febbraio Macron volò a Washington da Trump da solo. Per Meloni fu una scelta “irrituale” non condividere il viaggio con gli altri leader europei. Inoltre, a maggio 2025, a Tirana, nella riunione dei Volenterosi, la premier viene di nuovo esclusa.
GIUGNO 2025
- Nel giugno dell'anno scorso c'è stato però un nuovo riavvicinamento tra Meloni e Macron, prima in un bilaterale a Roma e poi nel G7 in Canada.
FEBBARIO 2026
- Con il 2026, sia Macron che Meloni coltivano i loro rapporti con il cancelliere tedesco Merz, ed emergono posizioni lontane su vari temi, dalla competitività europea, agli eurobond.
L'ATTIVISTA UCCISO IN FRANCIA
- Arriviamo così ad oggi, con l'uccisione dell'attivista Quentin Deranque a Lione. Meloni ha espresso cordoglio per un ragazzo "aggredito da gruppi riconducibili all'estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico". Macron l'ha esortata a non "commentare" gli affari francesi. "Sono sempre sorpreso dall'osservare che le persone nazionaliste, che non vogliono essere disturbate in casa loro, siano le prime a commentare cosa succede in casa altrui”, ha detto. Le sue parole sono state accolte da Roma "con stupore".
DOTTRINA MITTERAND
- Meloni ha affrontato il tema anche in un'intervista a Sky TG24, parlando di un clima che non le piace e "che può riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l'Italia ha vissuto molto bene e che tra l'altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio". Il riferimento è alla dottrina Mitterand, la pratica introdotta negli anni '80 dal presidente francese per ospitare cittadini italiani responsabili di violenza politica che non avessero più legami con la lotta armata.