Caso Epstein, Re Carlo pronto a collaborare con polizia su Andrea: preoccupato per accuse

Mondo
©Ansa

Il principe di Galles e Kate Middleton, in una nota, sottolineano come il loro pensiero sia "rivolto alle vittime". Intanto si è dimesso Tim Allan, capo della comunicazione del premier Starmer. Negli Usa, l'ex compagna e socia di Epstein, Ghislaine Maxwell, non ha risposto alle domande del Congresso. "Lo farà se Trump le concede la grazia", ha detto il suo avvocato

ascolta articolo

Il caso di Jeffrey Epstein continua a preoccupare anche il Regno Unito. Re Carlo III è pronto a "dare sostegno", se richiesto, alla polizia britannica incaricata di valutare l'eventuale rilevanza penale delle informazioni confidenziali che l'ex principe Andrea avrebbe condiviso con il finanziere pedofilo su alcune missioni svolte in anni in cui era emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia. Lo rende noto Buckingham Palace. Intanto, dopo il capo dello staff Morgan McSweeney, anche il capo della comunicazione del premier Keir Starmer, Tim Allan, si è dimesso per lo scandalo di Peter Mandelson, ex controversa eminenza grigia del New Labour di Blair riciclato circa un anno fa come ambasciatore negli Usa e finito sotto accusa in un'indagine penale di Scotland Yard per i suoi legami con Jeffrey Epstein. Negli Usa, Ghislaine Maxwell, ex fidanzata e complice del finanziere, in carcere dal 2022, oggi è stata interrogata a porte chiuse dal Congresso, avvalendosi del diritto di non rispondere. I suoi legali hanno precisato che è disposta a testimoniare a condizione di ottenere prima la grazia da Donald Trump.

La nota di Buckingham Palace

La nota di Buckingham Palace, una rarità per la durezza dei toni, arriva dopo l'ultima contestazione subita dal Re oggi, a opera di un singolo attivista anti-monarchico britannico del movimento Republic, per i ritardi imputati alla Corona nella reazione al sospetto coinvolgimento nel dossier Epstein dell'ex duca di York. "Il Re - si legge nel testo - ha reso chiaro, attraverso le parole e le azioni senza precedenti (adottate di recente nei confronti del fratello, ndr), la sua profonda preoccupazione per le accuse che continuano a emergere rispetto alla condotta del signor Mountbatten-Windsor". Il palazzo, che nella nota si riferisce all'ex principe con il semplice appellativo di Andrew Mountbatten-Windsor, avendolo il sovrano privato nei mesi scorsi di ogni titolo residuo, prosegue: "Sebbene sulle denunce specifiche spetti al signor Mountbatten-Windsor rispondere, noi siamo pronti a dare sostegno alla Thames Valley Police, come è ovvio attendersi, laddove fossimo contattati" per collaborare alle indagini. Come già sottolineato in passato i pensieri e la solidarietà delle Loro Maestà (Carlo e Camilla) si rivolgono alle vittime di qualunque forma di abuso".

La preoccupazione della famiglia reale

Già prima di Re Carlo III, anche il principe William e Kate Middleton hanno espresso la loro "profonda preoccupazione" per le "continue rivelazioni" emerse dagli Epstein Files, come riportato da una nota pubblicata da Kensington Palace: è la loro prima dichiarazione ufficiale della famiglia reale sulla vicenda, nella quale è direttamente coinvolto l'ex principe Andrea. Nel breve comunicato viene sottolineato come il pensiero dei principi di Galles sia "rivolto alle vittime" dello scandalo Epstein. Tutto fa seguito alla diffusione di messaggi più generici di "preoccupazione" per lo scandalo Epstein, tra cui quello - senza riferimenti diretti ad Andrea - del principe Edoardo, il fratello più piccolo del re.

Starmer parla ai deputati del Labour

Sul fronte governativo, Starmer, come ribadito da un portavoce, non intende dimettersi e resta "concentrato sul suo lavoro". In una riunione con i deputati del Labour, il premier britannico, stando ai media, ha provato a contenere le contestazioni per la gestione dello scandalo Epstein-Mandelson, promettendo un rinnovamento non solo dello staff di Downing Street, ma anche della linea fin troppo ondivaga e moderata rimproverata al governo. Parole che per ora potrebbero aver allontanato lo spettro di una rivolta di massa contro la sua leadership.

Leggi anche

Regno Unito, si dimette il capo di gabinetto del premier Starmer

Scandalo Epstein in Norvegia, ambasciatrice si dimette

Il terremoto dopo la pubblicazione degli ultimi documenti legati a Epstein continua a scuotere anche la Norvegia. Ieri sera si è dimessa Mona Juul, ambasciatrice di Oslo in Giordania ed Iraq: "Si tratta di una decisione giusta e necessaria. È stata presa dopo i colloqui con il Ministero degli Affari Esteri questa settimana", ha sottolineato il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide. Juul era già stata sospesa dal suo ruolo in seguito a rivelazioni secondo le quali sia lei che suo marito, il politico e diplomatico Terje Rød-Larsen, hanno avuti stretti rapporti con Epstein. Secondo i documenti, il faccendiere americano voleva lasciare in eredità una grossa somma ai figli della coppia, scrivono i media norvegesi che affermano che l'importo fosse di dieci milioni di dollari. "I contatti tra Juul ed Epstein, condannato per abusi sessuali, hanno dimostrato una grave mancanza di giudizio. Il caso rende difficile ricostruire la fiducia necessaria per ricoprire il ruolo di ambasciatrice", ha aggiunto il ministro Eide, citato dall'emittente di servizio pubblico norvegese Nrk.

Leggi anche

Epstein, Principessa Norvegia si scusa: “Pentita di contatti con lui”

Legale Maxwell: "Trump e Clinton innocenti, ma per parlare prima la grazia"

Per quanto riguarda la vicenda di Ghislaine Maxwell, il suo avvocato Oscar Markus dice che sarebbe in grado di rivelare informazioni che potrebbero scagionare da qualsiasi accusa non solo Trump, ma anche l'ex presidente Bill Clinton, anche lui citato negli Epstein Files. Entrambi "sono innocenti" e "solo la signora Maxwell può spiegare il perché, e il pubblico ha diritto a quella spiegazione", ha spiegato. "Se questa commissione e il pubblico americano vogliono davvero sentire la verità non filtrata su ciò che è accaduto, c'è un percorso chiaro. La signora Maxwell è pronta a parlare pienamente e onestamente se le fosse concessa clemenza dal presidente Trump". Il tycoon non ha mai escluso questa possibilità, ma la figura di Maxwell ha attirato critiche in modo bipartisan, anche alla luce delle rivelazioni contenute nei file Epstein resi pubblici dal dipartimento di Giustizia e in cui il ruolo della ricca ereditiera nella rete di pedofili appare definito.

Vedi anche

Epstein Files, 9 documentari in streaming per capire il caso

Il Times rilancia i sospetti su Epstein spia del Mossad

E tornano a fare capolino i sospetti secondo cui Epstein sia stato a suo tempo alle dipendenze del Mossad, rilanciati da un articolo del britannico Times basato sui file pubblicati negli Usa. Tra i milioni di documenti emersi figura un rapporto dell'Fbi risalente all'ottobre 2020 che cita una fonte confidenziale convinta che Epstein fosse "un agente cooptato" dai servizi segreti israeliani. Il rapporto dell'ufficio di Los Angeles sostiene che il finanziere era stato "addestrato come spia" per il Mossad, con presunti legami ai servizi di intelligence statunitensi e alleati tramite il suo avvocato personale Alan Dershowitz, professore di legge ad Harvard. I file rivelano anche messaggi scambiati nel marzo 2017 tra Epstein e Deepak Chopra, guru della medicina alternativa indiano-americano. Quest'ultimo invitava Epstein a Tel Aviv per un evento pubblico: "Vieni in Israele con noi. Rilassati e divertiti con persone interessanti", scriveva Chopra, aggiungendo "porta le tue ragazze". La risposta di Epstein fu netta: "Un'altra location. Non mi piace Israele. Per niente". Le teorie su un possibile ruolo di Epstein per servizi segreti stranieri, come si legge sul Times, stanno guadagnando attenzione negli Stati Uniti, promosse in particolare dal controverso anchorman americano Tucker Carlson e da altri media.

Wp: "I legali di Epstein chiesero alla Cia se era suo affiliato"

Inoltre, secondo il Washington Post, i legali di Epstein hanno chiesto alle agenzie di intelligence americane documenti che potrebbero attestare l'affiliazione del faccendiere con la Cia e hanno presentato richieste anche per sapere se la Nsa avesse informazioni sull'ex finanziere. "Non siamo in grado di reperire alcuna informazione o documento", ha scritto nel 2011 il coordinatore per l'informazione e la privacy della Cia ai legali di Epstein. "Per quanto riguarda i documenti che rivelerebbero un collegamento con l'agenzia, la Cia non può né confermare né smentire l'esietnza o la non esistenza dei documenti richiesti", ha aggiunto.

Leggi anche

Epstein, racconto di una vittima: “Avevo 16 anni, Trump ci ha tradite"

Mondo: I più letti