Caso Epstein, il racconto di una vittima: “Avevo 16 anni, Trump ci ha tradite”

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Haley Robson è stata portata dal finanziere da persone di cui si fidava ed è stata abusata da lui. La donna, oggi attivista a sostegno di donne e bambini vittime di violenze, contava sulle promesse di trasparenza di Donald Trump per smascherare e incriminare tutti i responsabili ma le indagini, come affermato dal viceministro della Giustizia Todd Blanche, sono state chiuse. “Mi consola solo che gli uomini citati nei file porteranno per sempre addosso un marchio d'infamia”, ha commentato 

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Continuano a emergere nuovi dettagli e testimonianze sul caso Epstein. Haley Robson aveva solo 16 anni quando fu abusata dal finanziere. "Venni invitata con una scusa a casa di Jeffrey. Ci andai con la mia macchina. Non avevo idea di che cosa mi aspettasse lì. Mi dissero tutt'altro. Al mio arrivo, Epstein mi portò al piano di sopra. Abusò di me per un'ora intera". Lo ha raccontato lei stessa in un’intervista al Corriere della Sera nella quale Robson ha ripercorso alcuni terribili momenti di quegli anni. 

Le accuse a Trump: “Ci ha traditi”

La donna, oggi 40enne, ha poi puntato il dito contro Donald Trump che, lei sostiene, “ci ha traditi”. Robson, che ha votato per il Repubblicano alle scorse elezioni, era convinta che avrebbe reso pubblici tutti i file. “Continuava a ripetere: ‘Saremo trasparenti. Vogliamo risposte’. Non è possibile che non sapesse di essere citato. Epstein era praticamente il suo migliore amico”, ha accusato Robson che contava sulla capacità del presidente di far emergere tutte le verità e i colpevoli sullo scandalo sessuale che ruota attorno a Jeffrey Epstein. “È coinvolto in una certa misura, non so se fosse direttamente coinvolto o se sapesse che cosa stesse accadendo. Il problema che abbiamo negli Stati Uniti è questo: dovremmo avviare delle indagini concrete per capire la complicità di certe persone, incluso il nostro presidente, in questa storia. Ma il governo ha detto chiaramente che non succederà. Trump ha mentito, ci ha traditi”.

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Robson: “Marchio d’infamia per tutti i responsabili”

Dopo la pubblicazione degli ultimi file resi pubblici dalla Commissione di vigilanza della Camera degli Usa, il viceministro della Giustizia Todd Blanche ha affermato che l'indagine è chiusa. Cosa confermata anche da Thomas Massie, membro repubblicano della Camera che ha insistito per la pubblicazione degli Epstein files, che ha fatto sapere alle vittime che “molto probabilmente non ci saranno ulteriori incriminazioni”. “Ce lo aspettavamo - ha commentato Haley Robson - È triste pensare che ci siano persone malvagie, colpevoli di crimini orribili sui minori, così a loro agio con sé stesse. L'unica cosa che mi consola è che molti degli uomini che sono stati smascherati nei documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia porteranno per sempre addosso un marchio d'infamia”.

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L’ingresso nel sistema

Haley Robson andava ancora al liceo quando, nel 2002, è inconsapevolmente entrata nel sistema del finanziere pedofilo Epstein, morto in carcere dopo essere stato condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni. A portarla nel giro sono state persone di cui si fidava: un compagno di classe e Tony Figueroa, l’ex di Virginia Giuffre, nota per essere stata la più importante accusatrice di Epstein e morta suicida ad aprile 2025. “È stato un vortice per me”, ha raccontato Robson che ha però specificato di non essere mai stata vittima di traffico sessuale: atrocità subita invece dalla stessa Giuffre. Oggi Haley Robson è una attivista e lavora per sostenere tutti coloro, donne e bambini, che hanno subito abusi. "Virginia dovrebbe essere qui e vedere dove è arrivata la battaglia che ha cominciato. Sarebbe felice e orgogliosa”.

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