Epstein Files, è vero che i nuovi documenti scagionano Trump? Cosa ha scoperto il Nyt

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©IPA/Fotogramma

Introduzione

Donald Trump esce “pulito” dagli ultimi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia Usa nell’ambito del caso Epstein, almeno dal punto di vista giudiziario. Non del tutto sotto altri profili: restano varie ombre sulla persona del presidente Usa e soprattutto sul suo rapporto con il finanziere, morto suicida in carcere nel 2019, mentre era in attesa di giudizio dietro l’accusa di aver gestito per anni una rete di traffico sessuale, che coinvolgeva anche minorenni.

 

È questo, in sintesi, quello che emerge dall’analisi fatta dal New York Times, che per giorni ha esaminato nei dettagli tutti i documenti. Su tre milioni di pagine, il nome di Trump compare più 38mila volte, direttamente o indirettamente, sparse in 5.300 file. 

Quello che devi sapere

Trump-Epstein, le accuse di condotte sessuali inappropriate

Il punto di partenza è la posizione del Dipartimento di Giustizia Usa sulle accuse di condotte sessuali poco appropriate mosse nei confronti di Trump: nei file non ci sono informazioni che giustificano alcun tipo di indagine, ha messo subito in chiaro il viceprocuratore generale Todd Blanche, che è anche l’ex avvocato dello stesso tycoon. Il presidente continua a negare di aver commesso qualsiasi tipo di illecito. 

 

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Pochi documenti dei primi 2000, quando Trump ed Epstein erano amici

Per Trump la questione Epstein è sempre stata un problema da gestire, in particolare per un’iniziale riluttanza della sua amministrazione nel renderli pubblici, anche se il presidente in persona ha più volte ribadito di volerlo fare perché “non ha niente da nascondere”. Di certo c’è che Trump ed Epstein erano amici e si conoscevano molto bene, nonostante negli anni si sia cercato di minimizzare la loro relazione. Si frequentavano ed erano legati in particolare all’inizio degli anni 2000. Il New York Times precisa però che di quel periodo nei file sul caso Epstein c’è ben poco, se non nulla: la stragrande maggioranza dei documenti è molto più recente e non include alcun contatto diretto tra i due. 

 

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Una foto con Trump trovata nei cassetti di Epstein nella sua abitazione a New York
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Le segnalazioni non verificate ricevute dall'FBI

Cosa ha trovato dunque il quotidiano statunitense? Trump viene innanzitutto citato in “segnalazioni non verificate ricevute dall’FBI”, che includono anche accuse di abusi sessuali e l’intervista di una vittima di Epstein (anonima) che dice di essere stata portata nella villa in Florida del presidente, la famosa residenza di Mar-a-Lago. Un ex dipendente di Epstein parla invece di una visita di Trump al finanziere. Nessuna delle accuse è verificata e Nyt non ha quindi ritenuto fosse il caso di riportarne i contenuti nel dettaglio. 

L'articolo su Epstein. Trump diceva: "Gli piacciono le donne giovani"

Nel 2002 uscì un profilo di Epstein sul New York Magazine. Nel testo c’era anche una citazione di Trump, che lo definiva un “tipo fantastico”, aggiungendo che gli piacevano le donne “belle e piuttosto giovani”. Poi precisava: "Almeno quanto a me". 

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La mail di una certa "Melania" a Ghislaine Maxwell

Nella pubblicazione era inserita anche una foto di Epstein con Ghislaine Maxwell, sua ex compagna e “socia”, condannata a 20 anni nel 2022 per traffico di minorenni. Pochi giorni dopo l’uscita dell’articolo, una certa Melania (citata nei file senza cognome, anche perché l’indirizzo di posta elettronica è stato oscurato) scriveva una mail a Maxwell, congratulandosi. La risposta arrivò nel 2003, almeno stando ai file, e Maxwell si riferiva a Melania in termini amichevoli, chiamandola "tesoro". Il New York Times evidenzia che non si può quindi sapere se la Melania in questione fosse la futura first-lady, che iniziò una relazione con Trump verso la fine degli anni ’90 e che lo sposò nel 2005.

Trump e la futura moglie Melania, insieme a Epstein e Maxwell, a Mar-a-Lago, 2000.

Virginia Giuffre

Tra gli altri punti messi in luce dal New York Times c’è il fatto che nel 2011 Epstein inviò una mail a un investigatore privato, dove diceva di voler parlare con Trump di una delle sue più note vittime, Virginia Giuffre, morta suicida nel 2025. Cercava però vie alternative prima di doversi rivolgere al tycoon (non è poi chiaro se lo abbia fatto o meno). 

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Le conferme: il compleanno di Epstein e il coinvolgimento di Trump

Nei file viene poi nominata Ivana Trump, ex moglie del presidente, e sono inclusi diversi documenti già pubblicati, che però “rafforzano” le tesi che vedono Epstein e Trump vicini. Tra quelli già noti ci “riferimenti sparsi alla raccolta di lettere presentata a Epstein per il suo 50° compleanno nel 2003”. In una nuova e-mail, della fine del 2002, “un mittente non identificato aggiorna sui piani per il libro di compleanno, notando apparentemente che i contributi di Trump e di altri non erano ancora arrivati”. Il libro era stato diffuso dal Congresso la scorsa estate e includeva anche un disegno di Trump piuttosto volgare, che richiamava l’anatomia dei genitali femminili. Il tycoon negò che appartenesse a lui, anche perché sostenne di non saper disegnare, ma i fatti lo smentiscono: spesso in passato vendette anche dei quadri firmati da lui stesso. 

 

Per approfondire: Caso Epstein, i Clinton pronti a testimoniare. Ma la Camera Usa rifiuta

Il deputato Jamie Raskin (democratico del Maryland), a destra, fa riferimento a un presunto disegno realizzato da Donald Trump per il 50º compleanno di Jeffrey Epstein, mentre il direttore dell’FBI Kash Patel testimonia durante l’audizione della Commissione Giustizia della Camera intitolata “Vigilanza sul Federal Bureau of Investigation”, 17 settembre 2025.
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