Lo speciale sull'incendio di Crans Montana
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Crans-Montana, media: "Schiume fonoassorbenti cadevano dal soffitto prima di Capodanno"

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©Ansa

La Radiotelevisione svizzera Rts ha diffuso uno scambio di messaggi video "tra Gaëtan, allora gestore del bar Constellation, e il direttore Jacques Moretti", che "rivela le precarie condizioni del bar pochi giorni prima" della festa per l’ultimo dell’anno in cui sono morte 40 persone

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Uno scambio di messaggi video "tra Gaëtan, allora gestore del bar Constellation di Crans-Montana, e il direttore Jacques Moretti", ottenuto dalla televisione svizzera, mostra "la caduta della schiuma acustica dal soffitto del bar" e "rivela le precarie condizioni del bar pochi giorni prima di Capodanno". A rivelarlo è la Radiotelevisione svizzera Rts sul suo sito, spiegando che "si tratta di documenti esclusivi ottenuti dal programma Mise au point della Rts". Le immagini mostrano stecche da biliardo posizionate su sgabelli, utilizzate per cercare di riattaccare le schiume fonoassorbenti, al soffitto del Le Constellation, teatro del rogo di Capodanno che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 119.

La testimonianza del padre di Gaëtan

Rts spiega che il padre di Gaëtan ha visto queste immagini sul telefono del figlio e, secondo lui, l'atteggiamento del proprietario e la natura improvvisata dei suoi metodi di gestione del bar dimostrano che ha trascurato la sicurezza del suo personale e, di conseguenza, di suo figlio. Gaëtan, originario del sud della Francia, aveva iniziato a lavorare per il locale vallesano all'inizio di dicembre. Secondo suo padre Jean-Michel, "era un sogno per lui venire a lavorare in Svizzera". Ma si è rapidamente disilluso, vedendo il modo in cui venivano gestiti il bar e la presenza di minori. "Mi ha detto che voleva dimettersi e tornare in Francia, ma poiché temeva di non essere pagato per dicembre, ha accettato di rimanere per le vacanze", racconta il padre. Gravemente ustionato - ricorda la Rts - il 28enne ha potuto lasciare l'ospedale parigino che lo aveva curato dopo un ricovero al Chuv di Losanna.

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Intanto l'Italia chiede alla Svizzera "l'avvio di un'effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati" e "l'immediata costituzione di una squadra investigativa comune affinché vengano accertate, senza ulteriori ritardi, le responsabilità della strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026". Sono queste le condizioni dettate da Palazzo Chigi per il rientro a Berna dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato domenica a Roma. La decisione è stata presa martedì in un incontro che il diplomatico ha avuto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine di una giornata di consultazioni anche con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Di fronte al silenzio della procura del Vallese l'Italia vuole un cambio di passo, dopo la scarcerazione di Jacques Moretti indagato con sua moglie Jessica per omicidio, lesioni e incendio colposi, che ha sollevato l'indignazione delle istituzioni italiane e delle famiglie delle vittime. Dopo i ritardi, gli errori e la mancanza di comunicazione l'obiettivo è mettere a disposizione le competenze tecniche degli investigatori italiani per far decollare un'inchiesta che arranca e stenta a individuare il quadro delle responsabilità per la morte di 40 persone, tra cui 6 ragazzi italiani, e 116 feriti.

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