Myanmar, il partito Usdp rivendica la vittoria alle elezioni. Monopolizzato il Parlamento

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Il Partito dell'Unione, della solidarietà e dello sviluppo, principale forza politica filo-militare del Myanmar, ha rivendicato la vittoria alle elezioni parlamentari organizzate dalla giunta che ha preso il potere con un colpo di Stato nel 2021. Gli osservatori internazionali hanno bollato il voto come una farsa

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Il Partito dell'Unione, della solidarietà e dello sviluppo (Usdp), principale forza politica filo-militare del Myanmar, ha rivendicato oggi la vittoria alle elezioni parlamentari organizzate dalla giunta e conclusesi ieri, denunciate come una manovra per prolungare la presa dell'esercito sul Paese. "Abbiamo già ottenuto la maggioranza", ha dichiarato un funzionario del partito. "Siamo in grado di formare un nuovo governo", ha aggiunto specificando: "Visto che abbiamo vinto le elezioni, andremo avanti”.

Cosa è l’Usdp

Gli analisti descrivono l'Usdp come il principale braccio politico della giunta che ha preso il potere con un colpo di Stato nel 2021, rovesciando il governo della figura democratica e premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi e facendo precipitare il Paese nella guerra civile. Dopo aver governato con la forza per cinque anni, la giunta militare ha presentato le elezioni parlamentari, tenutesi in tre fasi nell'arco di un mese, come un ritorno alla democrazia. Ma molti Paesi e osservatori internazionali hanno condannato il voto, caratterizzato da una stretta sulle voci dissenzienti e sulle liste, composte in gran parte da partiti filo-militari. L'80enne Suu Kyi è ancora in carcere e il suo partito Lega nazionale per la democrazia (Nld) è stato sciolto.

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La giunta militare monopolizza il Parlamento

Esulta la giunta militare, salita al potere con un golpe, per "una scelta fatta dal popolo". Ma in queste elezioni parlamentari, gli analisti internazionali non vedono alcuna traccia di un processo democratico: l'opposizione è bandita, non c'è una vera competizione elettorale e gli esperti di diritti umani parlano senza troppi giri di parole di un voto farsa. È la stessa dura condanna lanciata dall'esperto incaricato dall'Onu, che denuncia elezioni "illegittime" e accusa la giunta militare di "ricorrere alla paura e alla coercizione per spingere alle urne un elettorato riluttante”. I dati (a scrutinio non ancora concluso) assegnano al Partito unione solidarietà e sviluppo (Usdp), appoggiato dai militari, l'85% dei seggi della Camera bassa e i due terzi dei seggi della Camera alta del Parlamento.

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Perché le elezioni?

Ma perché la giunta militare ha indetto le elezioni nel pieno di una guerra civile? Su questo punto, la maggior parte degli esperti appare concorde: l'obiettivo dei generali era quello di mantenere e se rafforzare il proprio potere formalizzandolo con un voto manovrato dall'alto in ogni sua fase. Qualcosa potrebbe cambiare negli equilibri di potere interni alla giunta militare: il suo leader, Min Aung Hlaing, potrebbe infatti decidere di farsi eleggere presidente dal nuovo Parlamento. Ha visitato i seggi elettorali di Mandalay facendosi fotografare in abiti civili, un passo per accreditarsi come politico.

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Tornata elettorale in tre fasi

Quella che si è conclusa domenica è stata la terza fase delle elezioni. Le due tornate precedenti sono state il 28 dicembre e l'11 gennaio e in ogni fase sono state coinvolte diverse zone di territorio. Non si è però votato nelle aree controllate dalle forze antigovernative. Le elezioni si sono svolte poco prima del quinto anniversario del colpo di Stato con cui il primo febbraio del 2021 la giunta militare strappò il potere al governo eletto di Aung San Suu Kyi. Si stima che migliaia di dissidenti siano stati arrestati e praticamente tutti i partiti d'opposizione sono stati banditi, compresa la Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi. E da cinque anni si combatte una sanguinosa guerra civile che ha ucciso migliaia di persone: 90.000 secondo il gruppo di monitoraggio Acled. La situazione è aggravata da una crisi umanitaria con milioni di sfollati e di persone che soffrono la fame.

Myanmar State Counsellor Aung San Suu Kyi attends the Leaders Plenary Session of the Association of Southeast Asian Nations (ASEAN)-Australia Special Summit in Sydney on March 18, 2018. The ASEAN-Australia Special Summit 2018 aims to further deepen economic cooperation, political dialogue and strengthen regional security. (Photo by Mark Metcalfe / POOL / AFP)

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