Crans-Montana, Canton Vallese vieta materiale pirotecnico al chiuso e dispone risarcimenti
MondoIl Consiglio di Stato del Vallese ha istituito un fondo per risarcire le vittime dell'incendio, stanziando una somma forfettaria di 10mila franchi svizzeri (pari a circa 10.700 euro) per ogni ferito ricoverato in ospedale o persona deceduta. È anche stato aperto un conto corrente dove raccogliere donazioni da privati e organizzazioni. Intanto Jessica Maric, proprietaria del locale con il marito Jaques Moretti - che resta in carcere -, non andrà ai domiciliari
Il Canton Vallese ha deciso di vietare l'utilizzo di dispositivi pirotecnici in locali pubblici al chiuso dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio scoppiato all'interno del bar Le Constellation ha causato la morte di almeno 40 persone, tra cui sei italiani. Lo riporta l'emittente Rts spiegando anche che il Cantone ha anche deciso di provvedere a ''risarcimenti urgenti'' nei confronti delle vittime. Intanto Jessica Maric, proprietaria insieme al marito Jaques Moretti del locale in cui è scoppiato l’incendio, non andrà ai domiciliari: per lei il tribunale di garanzia di Sion ha disposto l'obbligo di firma, il divieto di lasciare la Svizzera con il ritiro del passaporto e il versamento di una cauzione ancora da definire. Resta in carcere, invece, Jaques Moretti per il "concreto "pericolo di fuga". E il governo italiano ha formalizzato l'intenzione di costituirsi parte civile, come confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: nella sua informativa alle Camere, ha definito questa scelta "giusta" per tutelare la memoria delle vittime italiane e garantire che lo Stato sia presente in ogni fase del procedimento penale svizzero.
I risarcimenti e lo stop ai dispositivi pirotecnici
"Il Consiglio di Stato ha deciso di vietare l'uso di dispositivi pirotecnici negli esercizi aperti al pubblico", ha scritto il Cantone vallesano in un comunicato. La scorsa settimana una decisione simile era stata presa dal Canton Vaud e oggi anche il Consiglio di Stato di Ginevra si è mosso in questa direzione, vietando l'uso di qualsiasi dispositivo o attrezzatura pirotecnica all'interno degli esercizi pubblici. Il Consiglio di Stato del Vallese ha anche istituito un fondo per risarcire le vittime dell'incendio, stanziando una somma forfettaria di 10mila franchi svizzeri (pari a circa 10.700 euro) per ogni ferito ricoverato in ospedale o persona deceduta. È stato inoltre aperto un conto corrente dove raccogliere donazioni da privati e organizzazioni che intendano contribuire. Tutti i fondi saranno devoluti a una fondazione indipendente la cui costituzione è ancora in corso, precisa Rts.
Le vittime italiane e i feriti
Tra le vittime di Crans-Montana ci sono sei ragazzini italiani, mentre altri 14 sono rimasti feriti. Le condizioni dei sette ricoverati in terapia intensiva a Milano sono "ancora estremamente critiche", aveva detto ieri l'assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso. Due in particolare sono "molto gravi", aveva aggiunto. Oggi, Bertolaso ha spiegato che uno dei dodici ragazzi ricoverati al Niguarda è stato trasferito al Policlinico nelle scorse ore: il giovane, si legge in una nota, non è tra quelli con una maggiore superficie corporea ustionata ma ha una grave insufficienza respiratoria "che purtroppo si è innestata su una patologia precedente" e quindi al Policlinico potrà ricevere cure più specifiche. Ai feriti, ha assicurato Tajani, saranno garantite tutte le cure possibili.
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Schillaci: "Autosufficienti su tessuto cutaneo per i feriti"
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo al question time alla Camera, ha fatto sapere che per il trattamento dei feriti "a differenza di altre Nazioni europee coinvolte nell'emergenza, l'Italia non ha dovuto importare tessuto cutaneo dall'estero. Non ne abbiamo avuto bisogno. Perché la Rete nazionale delle Banche della cute ha garantito l'autosufficienza. E questo non è un caso. È il risultato di anni di organizzazione, cultura della donazione, investimenti" e "per il completamento del trattamento dei feriti serviranno altri centimetri quadrati di tessuti che la Banca già ha in autonomia; comunque, per la sicurezza del sistema, abbiamo formalizzato la disponibilità di altre Banche della cute". L'evento di Crans-Montana, ha detto Schillaci, "è stato una strage e una tragedia che ha colpito profondamente tutti noi. Il Governo ha seguito da vicino ogni momento di questa emergenza, assicurando sostegno continuo alle famiglie e ai feriti. Io stesso mi sono recato a Milano a visitare i feriti, le famiglie e a ringraziare tutti gli operatori sanitari". Il Servizio Sanitario Nazionale "ha risposto. E ha risposto bene", ha sottolineato. I pazienti con ustioni molto estese, ha quindi precisato Schillaci, "sono stati accolti presso strutture ospedaliere di alta specializzazione, in particolare l'Ospedale Niguarda di Milano, che hanno garantito percorsi assistenziali complessi, multidisciplinari, ad alta intensità di cura. Parliamo di trattamenti che richiedono competenze eccezionali, équipe dedicate, tecnologie avanzate. E il nostro servizio sanitario nazionale ha dimostrato di averle".
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I nuovi dettagli
Intanto, sono emersi nuovi dettagli riguardo alla tragedia. Per l'ex gestore del locale, intervistato daa una tv svizzera, prima del 2015 Le Constellation era solo una sala giochi. Sarebbe stato Jacques Moretti a trasformare il seminterrato con rilevanti interventi edilizi avviati senza presentare una domanda di concessione edilizia ma solo inviando al Comune una comunicazione. Inoltre, un'immagine delle telecamere di sicurezza del locale, mostrata dal Tg3, sembra confermare che l'uscita di sicurezza era bloccata da un mobiletto, forse un tavolino.