Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation in cui la notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone, è in carcere: il Tribunale di Sion ha convalidato l'arresto per il concreto "pericolo di fuga", ma si valuta anche la possibilità di una scarcerazione su cauzione. Per la moglie, anche lei gestrice del locale, per ora sono applicate misure sostitutive alla detenzione preventiva. Le indagini vanno avanti anche in Italia, mentre proseguono le autopsie sulle vittime
Continuano le indagini sulla strage avvenuta a Crans-Montana, dove 40 persone sono morte e 116 sono rimaste ferite nell'incendio scoppiato nel locale Le Constellation, nella notte di Capodanno. Jacques Moretti, proprietario del bar, è in carcere: il Tribunale di Sion, infatti, ha convalidato l'arresto per il concreto "pericolo di fuga" dell'indagato, ma si valuta anche la possibilità di una scarcerazione su cauzione. Anche per la moglie, Jessica Maric, si valuta il rischio di fuga, ma per ora sono state disposte misure diverse: dovrà depositare i documenti di identità e presentarsi quotidianamente alla polizia. Oltre al divieto di lasciare il territorio elvetico, dovrà anche versare una cauzione, che sarà successivamente definita. La decisone è stata presa su proposta del pubblico ministero. Le indagini, intanto, vanno avanti anche in Italia: la Procura di Roma sta procedendo per disastro colposo e sono iniziate le autopsie sulle vittime. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani in Parlamento: "Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. È giusto che l'Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo".
I due indagati
Jacques Moretti, come detto, è in carcere. Il Tribunale di Sion ha dato ragione alla procura generale del Vallese, che venerdì aveva chiesto per l'imprenditore francese la misura restrittiva per il pericolo di fuga dalla Svizzera. Ma per lui si è aperto uno spiraglio: il versamento di una cauzione. I giudici di garanzia, comunque, hanno precisato che "la fissazione delle cauzioni richiede un'istruttoria minuziosa" e nel frattempo "deve prevalere la privazione della libertà". Jacques Moretti e Jessica Maric rimangono per ora gli unici indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. Anche se il Comune di Crans-Montana ha dovuto rinunciare alla costituzione di parte civile perché gli inquirenti svizzeri, che hanno allargato in campo degli accertamenti anche al livello istituzionale, gli avrebbero negato la qualità di soggetto danneggiato.
La posizione di Jessica Maric
Secondo alcune fonti, alcuni testimoni avrebbero sentito Jessica Maric dire ad alcuni dipendenti di far entrare più gente nel locale poche ore prima della strage. Inoltre, dopo le prime fiamme, ci sarebbero delle immagini che la mostrerebbero allontanarsi velocemente dal locale con una grossa borsa.
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Tajani in Parlamento: “Italia parte civile nel processo”
Sulla tragedia di Crans-Montana, oggi il ministro degli esteri Antonio Tajani ha riferito in Parlamento. “Poche volte, in tutta la mia vita e nella mia lunga attività pubblica, ho percepito e condiviso un dolore così straziante, un'angoscia così profonda", ha detto il vicepremier in Senato. "Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti. È quindi giusto che l'Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo, perché questa è una ferita che è stata inferta a tutto il Paese”, ha aggiunto. Poi ha assicurato: "Il governo sta seguendo sin dall'inizio, con la massima attenzione, l'evolversi delle indagini, tanto in Svizzera quanto in Italia”. Sui 14 feriti italiani: "Garantiremo loro tutte le cure possibili. Saremo al loro fianco. Non li abbandoneremo e non spegneremo i rifletttori".
La risoluzione bipartisan
A Palazzo Madama è stata anche presentata una risoluzione firmata da tutti i capigruppo per il sostegno alle famiglie delle vittime. Il governo si impegni "ad assicurare piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell'incendio" di Crans Montana, prevede il documento di indirizzo bipartisan. L’idea era stata lanciata all'ultima capigruppo dal presidente dei senatori Pd Francesco Boccia. “È necessario e doveroso assicurare pieno e continuo sostegno - anche in sede giudiziaria - alle persone coinvolte e ai familiari delle persone decedute, con tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento e dal diritto internazionale", continua la risoluzione. Inoltre, si legge che il governo è impegnato "a porre in essere ogni iniziativa utile ad assicurare piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell'incendio nelle forme dell'assistenza legale consolare, nonché a valutare la possibilità di prendere parte ai giudizi eventualmente instaurati sia in sede penale che in sede civile, compatibilmente con il rispetto del diritto internazionale e della sovranità giurisdizionale della Confederazione elvetica".
Un minuto di silenzio in Parlamento
Sempre oggi, entrambe le Camere del Parlamento hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del rogo. Alla Camera dei deputati, il presidente Lorenzo Fontana ha auspicato che sia accertata la verità "con massimo rigore" e che la "giustizia" proceda "in tempi rapidi. Ma nulla, ha rimarcato, potrà restituire i figli "alle loro mamme e ai loro papà". Così come nulla "potrà attenuare le sofferenze di quanti, ancora oggi, stanno combattendo tra la vita e la morte per le conseguenze delle ustioni riportate".
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Bertolaso: “Prossime 48 ore decisive per due dei feriti”
Per quanto riguarda i sette feriti in terapia intensiva ricoverati al Niguarda dopo il rogo di Crans-Montana, l'assessore della Lombardia al Welfare Guido Bertolaso ha spiegato che sono quattro a essere particolarmente gravi: “Due ci preoccupano particolarmente e sono sicuramente molto gravi, stiamo facendo tutto il possibile. Credo che le prossime 48 ore saranno decisive per capire come questi due ragazzi usciranno da questa situazione" ha spiegato Bertolaso parlando con i cronisti. Per quanto riguarda le condizioni di Leonardo Bove, il 16enne arrivato al Niguarda domenica, Bertolaso ha fatto sapere che "è stazionario, lo stanno medicando e trattando. Hanno fatto anche un esame broncoscopico per riuscire a capire se anche lui a livello polmonare ha dei danni, al momento la situazione sembra abbastanza tranquilla". Bertolaso, più in generale, ha sottolineato che per i ragazzi in terapia intensiva le situazioni sono "ancora estremamente critiche" con "la problematica che è di natura respiratoria. Questi ragazzi hanno inalato sostanze estremamente tossiche e piano piano stanno venendo fuori tutti gli aspetti negativi. Qualcuno magari aveva già dei problemi respiratori e quindi la situazione è ancora più complicata”.
Le indagini in Italia
Intanto, sta prendendo forma anche l'indagine italiana: le vittime italiane sono state sei, i feriti 14. La procura di Roma ipotizza anche il reato di disastro colposo. Nel fascicolo, al momento contro ignoti, si procede anche per incendio, omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antifortunistica. I magistrati italiani dovrebbero inviare una rogatoria alle autorità svizzere per chiedere in primo luogo la lista degli indagati e gli atti relativi agli interrogatori e l'attività istruttoria svolta in questi giorni. Inoltre, la Regione Lombardia ha intenzione di costituirsi parte civile "se ci saranno le condizioni", come ha spiegato il governatore Attilio Fontana.
Le autopsie
E vanno avanti le autopsie sui corpi dei connazionali morti nel rogo. La prima, quella di Riccardo Minghetti, 16 anni, è stata effettuata oggi al Gemelli di Roma. I primi risultati hanno evidenziato la presenza di lesioni da ustioni, ma per accertare le cause del decesso serviranno comunque ulteriori approfondimenti. In particolare, per verificare se la morte è stata provocata da asfissia, sono stati effettuati prelievi tossicologici. Svolti anche esami radiologici e una Tac. I risultati definitivi arriveranno nelle prossime settimane. L'incarico per l'esame autoptico sul corpo del bolognese Giovanni Tamburi dovrebbe essere affidato probabilmente venerdì 16 gennaio.
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Le parole del precedente gestore del locale
Intanto, la televisione svizzera Rts ha intervistato Eric Dosdo, precedente gestore del locale dal 2005 al 2015. Secondo l’emittente, nel 2015 Jacques Moretti avrebbe trasformato il seminterrato del Constellation da sala giochi a disco bar e avrebbe eseguito rilevanti interventi edilizi senza presentare al Comune una domanda di concessione edilizia ma inviando una semplice comunicazione. "Non so perché la coppia Moretti abbia rimpicciolito la scala", ha detto Dosdo, riferendosi al restringimento dell'unica via di uscita dal bar che, secondo le testimonianze, ha impedito a molte persone di scappare. Gli altri lavori hanno riguardato, tra l'altro, l'abbattimento di alcuni muri interni e il posizionamento della schiuma fonoassorbente. L'ex gestore ha messo a disposizione dell'emittente elvetica foto dell'epoca da cui si vede che il seminterrato era una semplice sala giochi, con biliardi, un bersaglio per le freccette, alcuni tavoli e un bancone. C'erano diversi estintori e la stanza sembrava più piccola. "Non c'era schiuma. Non avevamo davvero bisogno di acustica, innanzitutto perché nessuno si era mai lamentato. Inoltre, non avevamo l'impostazione di un locale notturno, chiudevamo al massimo all'una di notte", ha spiegato Dosdo.