Crans-Montana, le mancanze del locale: dall’impianto antincendio all’uscita di sicurezza
MondoIntroduzione
Emergono nuovi dettagli su quanto avvenuto a Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno 40 persone sono morte in un incendio sviluppatosi all’interno del Le Constellation. Secondo fonti ufficiali nel locale non esisteva un impianto antincendio, e non erano nemmeno presenti gli estintori. A Le Constellation esisteva soltanto un impianto di ventilazione, e le vie d’uscita del locale erano chiuse: lo erano le finestre in plexiglass della veranda, mentre nel piano interrato c’era una porta per lo scarico merci anch’essa chiusa. E ancora, l’unico addetto alla sicurezza si trovava all’esterno.
Quello che devi sapere
La porta di sicurezza era chiusa
Inoltre il sindaco del comune di Crans-Montana ha ammesso che negli ultimi 6 anni non era stato fatto alcun controllo. Lo stesso Jacques Moretti, proprietario con la moglie Jessica Maric del locale, avrebbe inoltre ammesso di fronte agli inquirenti che la porta di emergenza situata nel seminterrato del locale in cui sono morte 40 persone era chiusa dall’interno, e di aver sostituito lui stesso la schiuma fono assorbente che ha poi preso fuoco. L'uomo, destinatario di una misura di arresto cautelare, è indagato con la moglie per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose.
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Si indaga anche sull’amministrazione comunale
Intanto si allarga all'amministrazione comunale di Crans-Montana il campo di indagine della procura generale del Cantone del Vallese sulla strage di Capodanno. Oltre alle responsabilità dei coniugi Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari del disco bar, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo e destinatari da venerdì di misure cautelari, ora l'attenzione degli inquirenti si rivolge dunque alle istituzioni. Soprattutto sul Comune che negli ultimi anni non ha svolto i dovuti controlli di sicurezza, per stessa ammissione del sindaco Nicolas Féraud.
“Sui controlli c’è stata mancanza”
Sotto la lente degli inquirenti anche l'articolazione dei livelli di responsabilità tra lo stesso Comune e il Cantone del Vallese, titolare della competenza legislativa sulla protezione contro gli incendi. E a confermare che nelle scorse ore si è sviluppato un fitto scambio di documenti e informative tra il municipio di Crans-Montana e gli uffici del Pubblico Ministero di Sion è stata Nicole Bonvin Clivaz, albergatrice e vice sindaca del comune, che ha ammesso le falle dell'amministrazione: "Sui controlli c'è stata una mancanza, non li abbiamo fatti e ammettiamo di non averli fatti e ci prendiamo la responsabilità per questa mancanza, Ma sarà l'inchiesta a dirlo, adesso non abbiamo ancora le vere risposte".
Le scuse dell’amministrazione
Secondo la numero due della stazione sciistica "l'inchiesta durerà molto, ci sono ancora molte cose da trovare e da dire, ora abbiamo recuperato tutto dagli archivi e abbiamo cercato di comprendere al meglio, abbiamo consegnato tutti i documenti, dobbiamo capire che in qualche ora abbiamo dovuto ricostruire 60 anni di storia e credo che l'abbiamo fatto con serietà e con la volontà di essere trasparenti".
Le polemiche sulla conferenza stampa
Le dichiarazioni di Bonvin Clivaz sono arrivate dopo le polemiche sulla conferenza stampa di mercoledì scorso del sindaco Féraud, finito al centro delle critiche per non aver chiesto scusa alle vittime. "Non ci sono scuse per non aver chiesto scusa, quando si è sulla linea di fuoco a volte si è maldestri, ma oggi noi dobbiamo farlo: siamo con le famiglie, siamo con le vittime, queste persone che soffrono".
Le precedenti indagini sui proprietari del locale
Intanto, è emerso che nel passato dei proprietari del locale ci sono due indagini nel Vallese: una penale nel 2020 su fondi Covid e una dell'ispettorato del lavoro nel 2022. Secondo quanto riportato da Le Matin Dimanche e la SonntagsZeitung, i due avevano ottenuto 75.500 euro di prestito Covid, il 10% circa del fatturato della loro società e ne avevano poi utilizzati 33mila per acquistare una Maserati, successivamente venduta al padre di Jacques. È finita in un non luogo a procedere perché hanno dimostrato che l'auto non era di loro proprietà ma era nei conti di Le Constellation. Nel 2022 invece è intervenuto l'ispettorato del lavoro dopo segnalazioni da dipendenti francesi di irregolarità come "orari di lavoro non rispettati, lavoro notturno non pagato, riposi non rispettati" ha riferito una persona a conoscenza del dossier.
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Il 16enne Leonardo Bove trasferito al Niguarda
Intanto, questa sera è arrivato al Niguarda Leonardo Bove, il sedicenne ferito nel rogo di Crans-Montana e che era ricoverato a Zurigo. "Abbiamo avuto l'ok dai medici svizzeri al trasferimento del ragazzo milanese ferito e le condizioni meteo ci offrono una finestra utile per il viaggio", aveva spiegato nel pomeriggio l'assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso. L'elicottero di Areu è atterrato a Milano intorno alle 20. Il giovane ha ustioni su oltre il 50% della superficie corporea e danni causati dall'inalazione di fumi velenosi.