
Papa Francesco in Sud Sudan, appello ai religiosi: "Alzate la voce contro le ingiustizie"
La seconda giornata a Giuba si apre con l'incontro del Pontefice, nella Cattedrale di Santa Teresa, con i sacerdoti, i religiosi e le religiose. Appuntamento importante alle 16:30 ora locale (le 15:30 italiane) con gli sfollati dei campi profughi. Il pensiero rivolto ai religiosi uccisi nel Paese: "Preghiamo per questi fratelli e sorelle che hanno perso la vita nel loro ministero pastorale"

Prosegue il viaggio apostolico di Papa Francesco in Africa. Dopo il Congo, il pontefice è giunto ieri a Giuba e oggi è al suo secondo giorno in Sud Sudan. In programma per Bergoglio l’incontro nella Capitale con gli sfollati provenienti da diversi campi profughi. Ieri l'appello del pontefice per lo stop alle guerre civili. Oggi si celebra la Giornata internazionale della Fratellanza umana
Papa ai leader del Sud Sudan: "È ora di dire basta al sangue versato"
La seconda giornata del Papa in Sud Sudan inizia alle 9 (8 ora italiana) con l’incontro a Giuba, nella Cattedrale di Santa Teresa, con i sacerdoti, i religiosi e le religiose, e ha chiesto loro di portare avanti la loro missione sempre al servizio della gente. "Non siamo capi tribù - ha detto - ma pastori compassionevoli e misericordiosi; non padroni del popolo, ma servi che si chinano a lavare i piedi dei fratelli e delle sorelle; non un'organizzazione mondana che amministra beni terreni, ma la comunità dei figli di Dio"
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Papa Francesco ha chiesto poi ai consacrati di spogliarsi della "presunzione umana". "Accostiamoci ogni giorno al mistero di Dio, perché bruci le sterpaglie del nostro orgoglio e delle nostre ambizioni smodate e ci renda umili compagni di viaggio di quanti ci sono affidati". E ha aggiunto: “Se vogliamo essere pastori che intercedono, non possiamo restare neutrali dinanzi al dolore provocato dalle ingiustizie e dalle violenze perché, là dove una donna o un uomo vengono feriti nei loro diritti fondamentali, Cristo è offeso"
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Erano presenti 5 mila fedeli, di cui mille in chiesa, all'incontro di Papa Francesco con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate e i seminaristi alla Cattedrale di Santa Teresa a Giuba. Sono le stime delle autorità locali

Il Pontefice ha poi incontrato gli sfollati provenienti dai campi profughi. L'evento è avvenuto alle 16:30 (15:30 ora italiana) nella 'Freedom Hall'. Alle oltre 2500 persone presenti, come riferiscono le autorità locali, Papa Francesco ha parlato della "tragedia umanitaria" che si sta consumando in Sud Sudan. "Qui infatti perdura la più grande crisi di rifugiati del continente, con almeno quattro milioni di figli di questa terra sfollati, con l'insicurezza alimentare e la malnutrizione che colpiscono i due terzi della popolazione"

"Vi prego, prego tutti gli abitanti di queste terre: la donna sia protetta, rispettata, valorizzata e onorata. Per favore: proteggere, rispettare, valorizzare e onorare ogni donna, bambina, ragazza, giovane, adulta, madre, nonna. Senza questo non ci sarà futuro". E' l'appello di Papa Francesco. "Le madri, le donne sono la chiave per trasformare il Paese: se riceveranno le giuste opportunità, attraverso la loro laboriosità e la loro attitudine a custodire la vita, avranno la capacità di cambiare il volto del Sud Sudan, di dargli uno sviluppo sereno e coeso!"

Ieri, al suo arrivo in Sud Sudan, Bergoglio si è recato a fare visita al presidente Salva Kir. "In onore della storica visita di Papa Francesco nel nostro Paese annuncio ufficialmente la sospensione dell'interruzione dei colloqui di pace" in Sud Sudan e dunque il dialogo riprenderà. Questo è l'impegno assunto solennemente, davanti al Papa, dal Presidente del Sud Sudan, Salva Kir, nell'incontro nei giardini del Palazzo presidenziale di Giuba

Il Papa, a Giuba, ha lanciato un forte appello ai leader politici: "Signor Presidente, Signori Vice-Presidenti, in nome di Dio, del Dio che insieme abbiamo pregato a Roma, del Dio mite e umile di cuore nel quale tanta gente di questo caro Paese crede, è l'ora di dire basta, senza 'se' e senza 'ma': basta sangue versato, basta conflitti, basta violenze e accuse reciproche su chi le commette, basta lasciare il popolo assetato di pace. Basta distruzione, è l'ora della costruzione! Si getti alle spalle il tempo della guerra e sorga un tempo di pace!"

Il Pontefice ha scritto anche alcune parole sul libro d’onore al Palazzo presidenziale parlando del senso del suo viaggio: “Qui pellegrino, prego perché in questo caro Paese, dono del Nilo, scorrano fiumi di pace; gli abitanti del Sud Sudan, terra della grande abbondanza, vedano sbocciare la riconciliazione e germogliare la prosperità"

Il Papa, nel primo discorso in Sud Sudan, ha spiegato le ragioni del suo viaggio nel Paese. "Vengo come pellegrino di riconciliazione, con il sogno di accompagnarvi nel vostro cammino di pace, un cammino tortuoso ma non più rimandabile. Non sono giunto qui da solo, perché nella pace, come nella vita, si cammina insieme. Eccomi dunque a voi con due fratelli, l'Arcivescovo di Canterbury e il Moderatore dell'Assemblea generale della Chiesa di Scozia". E aggiunge: "Insieme ci presentiamo a voi e a questo popolo nel nome di Gesù Cristo, Principe della pace"

"Abbiamo infatti intrapreso questo pellegrinaggio ecumenico di pace - ha sottolineato Francesco - dopo aver ascoltato il grido di un intero popolo che, con grande dignità, piange per la violenza che soffre, per la perenne mancanza di sicurezza, per la povertà che lo colpisce e per i disastri naturali che infieriscono. Anni di guerre e conflitti non sembrano conoscere fine e pure recentemente, persino ieri, si sono verificati aspri scontri, mentre i processi di riconciliazione sembrano paralizzati e le promesse di pace restano incompiute"

Il Papa, insieme agli altri due leader religiosi cristiani, ha chiesto che "questa estenuante sofferenza non sia vana; la pazienza e i sacrifici del popolo sud sudanese, di questa gente giovane, questa gente umile e coraggiosa, interpellino tutti e, come semi che nella terra danno vita alla pianta, vedano sbocciare germogli di pace che portino frutto"
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