Tokyo, uomo si dà fuoco davanti alla residenza del premier Kishida

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L’uomo, di cui ancora non si conoscono le generalità, è stato portato in ospedale privo di conoscenza. Prima di compiere il gesto aveva riferito alla polizia di essere contrario ai funerali di Stato organizzati per l'ex premier Shinzo Abe, ucciso a inizio luglio nella città di Nara, durante un comizio elettorale     

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A Tokyo un uomo si è dato fuoco davanti alla residenza ufficiale del primo ministro Fumio Kishida nelle prime ore di oggi, mercoledì 21 settembre, ed è stato portato in ospedale privo di conoscenza. Lo riportano i media locali, sottolineando che l'uomo, di cui per ora non si conoscono le generalità, prima di compiere il gesto aveva riferito alla polizia di essere contrario ai funerali di Stato organizzati per l'ex premier Shinzo Abe, ucciso a inizio luglio nella città di Nara, durante un comizio elettorale.      

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La cerimonia di Stato, voluta proprio da Kishida e in calendario per il 27 settembre, è stata apertamente contestata da una parte dell'opinione pubblica del Giappone, che vede Abe come una figura divisiva per le sue politiche considerate nazionalistiche, oltre che fautore di un revisionismo che ha condotto ad un crescente aumento delle spese militari nel corso del suo governo. Abe è stato il premier giapponese più longevo di sempre, con i suoi 8 anni e 8 mesi distribuiti su un doppio mandato, il primo, più breve, tra il 2006 e il 2007, e successivamente tra il dicembre 2012 e il settembre 2020. E’ stato assassinato per mano del 41enne Tetsuya Yamagami, ex membro delle Forze di autodifesa, che aveva detto di provare un forte risentimento nei suoi confronti per i suoi legami con la Chiesa dell'Unificazione, organizzazione religiosa con diversi milioni di credenti tra Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti, a cui apparteneva anche la madre dell’attentatore, causando seri problemi economici alla sua famiglia.

Le preoccupazioni legate alla cerimonia di Abe

A preoccupare le autorità locali sarebbero anche i costi sostenuti per l'organizzazione della cerimonia stessa, stimati in circa 1,66 miliardi di yen (11.7 milioni di euro), con la presenza dei rappresentanti di 160 nazioni. Secondo un recente sondaggio poco più del 60% della popolazione giapponese considera questa cerimonia inappropriata.

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