
Ucraina, le immagini dei soldati feriti nell'acciaieria Azovstal. FOTO
Nuove foto diffuse dal Battaglione Azov documentano le condizioni dei soldati feriti che ancora si trovano nell'acciaieria a Mariupol. Oltre alle immagini, è stato diffuso un appello affinché vengano al più presto evacuati e portati in un territorio controllato dagli ucraini

L’acciaieria Azovstal a Mariupol è diventata uno dei simboli del conflitto della guerra in Ucraina. Qui hanno trovato riparo centinaia di civili, che sono poi stati evacuati, ma nei suoi sotterranei si sono asserragliati anche i combattenti di Azov, un reggimento inquadrato nella Guardia Nazionale dell’Ucraina e costituito prevalentemente da volontari appartenenti a movimenti dell’estrema destra ucraina
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Per mostrare al mondo come si vive tuttora in questo impianto, il reggimento ha diffuso alcune nuove foto sul suo canale Telegram e lanciato un appello. Le immagini mostrano uomini con arti amputati e ferite anche sul volto
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“L'intero mondo civile deve vedere le condizioni in cui si trovano e agiscono i difensori feriti e paralizzati di Mariupol”, si legge. “In condizioni completamente antigieniche, con ferite aperte fasciate con resti di bende non sterili, senza i farmaci necessari e persino il cibo. Invitiamo l'ONU e la Croce Rossa a mostrare la loro umanità e riaffermare i principi di base su cui siete stati creati soccorrendo i feriti che non sono più combattenti”
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E ancora: “I militari che vedete nella foto e altre centinaia nello stabilimento di Azovstal hanno difeso l'Ucraina e l'intero mondo civile con gravi ferite a scapito della propria salute. L'Ucraina e la comunità mondiale non sono ora in grado di proteggerli e prendersi cura di loro? Chiediamo l'immediata evacuazione dei militari feriti nei territori controllati dall'Ucraina, dove saranno assistiti e forniti di cure adeguate”
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Le richieste del reggimento non saranno facili da soddisfare. Nei giorni scorsi, le operazioni per evacuare i civili sono state interrotte e riprese più volte a causa dell’intensificarsi dei combattimenti e delle violazioni del cessate il fuoco che l’Ucraina ha attribuito alla Russia
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Domenica 8 maggio, la vice prima ministra ucraina Iryna Vereshchuk aveva fatto sapere che tutti i bambini, le donne e gli uomini che si trovavano lì erano stati portati in salvo e che “questa parte dell’operazione umanitaria a Mariupol” era stata “completata”. Martedì Petro Andryushchenko, un assistente del sindaco di Mariupol, ha però affermato che nell’acciaieria c’erano ancora almeno 100 civili. Lo riferisce Reuters, citando un messaggio postato sul suo canale Telegram
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A Città del Vaticano, intanto, papa Francesco ha incontrato le mogli di due ufficiali del Battaglione Azov. Le due donne hanno riferito che mancano cibo, acqua, medicine e cure sanitarie e che “ogni giorno uno o due soldati feriti muoiono"
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Secondo loro “ci sono sei-settecento soldati feriti che devono essere evacuati immediatamente per essere curati” ed è possibile che ci siano anche dei civili “perché ci sono le famiglie dei militari”. “Hanno paura ad essere evacuati perché hanno paura che i militari russi non li lascino andare nei territori ucraini. Hanno paura di essere torturati e uccisi"
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