Twitter sospende definitivamente l’account di Trump: “Vogliono mettermi a tacere”

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L’azienda in una nota: “C’è il rischio di ulteriore incitamento alla violenza. Piani per future proteste armate sono già iniziati a proliferare, incluso un proposto secondo attacco al Congresso il 17 gennaio". Il tycoon dopo lo stop ha provato a postare sul social con la pagina @POTUS, ma la piattaforma ha rimosso i suoi messaggi e ha annunciato che ne limiterà l’utilizzo. Per il dissidente russo Navalny "è censura inaccettabile"

Dopo Facebook e Instagram, anche Twitter sospende definitivamente l'account del presidente Usa uscente Donald Trump (@realDonaldTrump) dopo l’irruzione a Capitol Hill del 6 gennaio (FOTO). "Dopo aver rivisto i recenti tweet da @realDonaldTrump - si legge in una nota - abbiamo deciso di sospendere permanentemente l'account per il rischio di ulteriore incitamento alla violenza". Il tycoon, dopo aver tentato invano di usare l’account ufficiale @POTUS (President of the United States), è ricorso a un comunicato della Casa Bianca: "Lo avevo previsto. Nel sospendere il mio account vogliono mettermi a tacere, vogliono mettere a tacere voi e i 75 milioni di grandi patrioti che hanno votato per me. Non ci metteranno a tacere. Stiamo trattando con vari altri siti e a breve avremo un grande annuncio, nel frattempo stiamo valutando la possibilità di costruire una nostra piattaforma ". Intanto sono andate in calo di oltre il 2% le azioni di Twitter nelle negoziazioni fuori orario dopo l'annuncio dello stop all'account di Trump.

“Limiteremo l’ultilizzo di @POTUS”

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Dopo la sospensione dell’account da 88 milioni di follower, Trump ha provato a spostarsi sull’account @POTUS, ma Twitter ha rimosso una serie di post in cui il tycoon si lamentava dello stop: "Twitter è andato sempre più in là nel vietare la libertà di parola - aveva scritto - e questa sera i dipendenti di Twitter si sono coordinati con i Democratici e la Sinistra Radicale nel rimuovere il mio account dalla loro piattaforma, per zittire me - e voi, i 75.000.000 di grandi patrioti che hanno votato per me". "Usare un altro account per evitare la sospensione è contro le nostre regole - ha spiegato un portavoce di Twitter - Abbiamo quindi preso provvedimenti contro i recenti tweet sull'account @POTUS". La società ha fatto sapere che "gli account governativi come @POTUS e @WhiteHouse non verranno sospesi in modo permanente, ma adotteremo misure per limitarne l'utilizzo".

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“Gli account politici non sono al di sopra delle regole”

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Il social network aveva già cancellato diversi tweet di Trump, che ha continuato a contestare la validità delle elezioni presidenziali, e aveva sospeso il suo account per dodici ore prima di riattivarlo nella giornata di ieri. "Dopo un'attenta valutazione dei recenti tweet di @realDonaldTrump e del contesto attuale, compreso il modo in cui vengono interpretati (...), abbiamo sospeso l'account a tempo indeterminato per rischio di ulteriore incitamento alla violenza", si legge in un comunicato del social network. "Le nostre regole di interesse pubblico esistono per consentire alle persone di ascoltare direttamente ciò che i funzionari eletti e i leader politici hanno da dire", ha spiegato la società con sede in California. "Tuttavia, abbiamo chiarito per anni che questi account non sono completamente al di sopra delle nostre regole e che non possono utilizzare Twitter per incitare alla violenza, tra le altre cose".

I tweet incriminati

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Sono stati due i tweet che hanno portato il social a prendere la decisione di rimuovere definitivamente l'account di Trump. Nel primo il tycoon ha dichiarato: "I 75.000.000 di grandi patrioti americani che hanno votato per me, UNITED STATES FIRST e MAKE AMERICA GREAT AGAIN, avranno una VOCE DA GIGANTE in futuro". Nel secondo, il presidente uscente ha annunciato: "A tutti quelli che me lo hanno chiesto, non andrò all'insediamento del 20 gennaio", riferendosi all'insediamento del presidente eletto Joe Biden. Twitter ha ritenuto che questo annuncio "viene ricevuto da molti dei suoi seguaci come una conferma che le elezioni non erano legittime e come un'inversione del suo precedente impegno" per una "transizione ordinata" il 20 gennaio. Inoltre, quel tweet "può anche servire da incoraggiamento a coloro che potrebbero considerare atti violenti (mettendo in chiaro) che l'inaugurazione sarebbe un obiettivo 'sicuro', perché non parteciperà", ha aggiunto Twitter. "L'uso delle parole 'patrioti americani' (nel primo tweet) per descrivere alcuni dei loro seguaci viene anche interpretato (in rete) come sostegno a coloro che hanno commesso atti violenti a Capitol Hill", hanno continuato i responsabili dell’azienda. Infine, hanno indicato che la promessa che i suoi seguaci avranno una "VOCE GIGANTE in futuro" e che "non saranno mancati di rispetto" viene presa sulle reti come un segno che Trump "non intende facilitare un’ordinata transizione", ma per continuare" a sostenere, responsabilizzare e proteggere coloro che credono di aver vinto le elezioni".

Le reazioni

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La decisione di Twitter di sospendere il tycoon manda su tutte le furie anche il figlio Donald Jr., secondo cui gli Stati Uniti "stanno vivendo 1984 di Orwell. La libertà di parola non esiste più in America. È morta con big tech e quello che ne è rimasto è solo per pochi prescelti. È un'assoluta pazzia". Il senatore repubblicano Rick Scott parla invece di "vergogna": "Twitter ha sospeso il presidente Trump ma consente ai cinesi di vantarsi del genocidio e all'ayatollah di parlare sulla possibilità di spazzare via Israele dalle cartine geografiche". Nikki Haley, l'ex ambasciatrice all'Onu e aspirante repubblicana alla Casa Bianca nel 2024, usa parole altrettanto dure: "Mettere a tacere la gente, per non parlare del presidente americano, è quello che succede in Cina, non nel nostro Paese". "Disgustoso. Big Tech vuole cancellare tutti i 75 milioni di sostenitori di Donald Trump", twitta Jason Miller, consigliere della campagna del presidente Usa uscente. "Vi sbagliate - dice Miller - se pensate che non prendano di mira voi dopo". Per il dissidente russo Alexei Navalny "il bando di Donald Trump su Twitter" è "un atto di censura inaccettabile. Questo precedente sarà sfruttato dai nemici della libertà di parola in tutto il mondo. Anche in Russia. Ogni volta che avranno bisogno di mettere a tacere qualcuno, diranno: 'è solo una pratica comune, anche Trump è stato bloccato su Twitter'".

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La decisione di Twitter sarebbe piovuta inattesa sulla Casa Bianca e avrebbe innervosito ancora di più il presidente, già su tutte le furie per il possibile secondo impeachment. Una messa in stato di accusa che Trump non capisce: "Non ha alcuna intenzione di dimettersi perché non ritiene di aver fatto nulla di sbagliato", fa trapelare la Casa Bianca. Secondo indiscrezioni, mentre erano in corso gli scontri al Congresso, Trump si aggirava all'interno della Casa Bianca senza capire perché nessuno esultasse con lui per quanto stava accadendo. Non solo: durante l'assalto avrebbe cercato di raggiungere telefonicamente i senatori repubblicani per convincerli a capovolgere il risultato del voto. Pur esponendosi a violente critiche, il social network nella nota che ha accompagnato la sua decisione spiega che "piani per future proteste armate sono già iniziati a proliferare su Twitter, incluso un proposto secondo attacco al Congresso il 17 gennaio", pochi giorni prima della cerimonia di insediamento di Joe Biden e mentre Trump sarà ancora alla Casa Bianca.

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