Coronavirus, nel mondo 22,4 milioni di contagi. Macron: "Non si può richiudere il Paese"

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In Germania 1.700 casi in 24 ore: è record da aprile. In Grecia diversi focolai in ospedali. Preoccupa la Colombia, con oltre mezzo milione di positivi. In India balzo record dei nuovi contagi: quasi 70mila in un giorno. Negli Usa è quello di New York lo Stato più colpito a livello di vittime

Non si ferma la pandemia di Coronavirus nel mondo. A livello globale i casi sono oltre 22 milioni e 400mila, mentre i morti sono più di 787mila. Torna a preoccupare l’Europa e in particolare la Germania che ha registrato 1.707 nuovi casi nelle ultime 24 ore: è il livello più alto dallo scorso aprile. Preoccupazione anche in Grecia per alcuni focolai negli ospedali. In Francia, il presidente Macron avverte: "Non si può richiudere il Paese". Gli Usa, intanto, rimangono il Paese più colpito: qui i casi sono oltre 5,5 milioni. Preoccupano anche l’India e il Sud America. (GLI AGGIORNAMENTI -  LO SPECIALE).

Negli Usa lo Stato di New York è il più colpito

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Gli Stati Uniti, nello specifico, hanno raggiunto il numero di 5.524.398 casi confermati di Covid-19 e di 172.965 morti, secondo le stime della Johns Hopkins University. I nuovi contagi nelle ultime 24 ore sono 43.911 e il numero dei decessi registrati in un giorno è pari a 1.286. Lo Stato di New York non è più quello con il maggior numero di contagi, ma rimane il più colpito in termini di vittime, pari a 32.865. Nella sola città di New York, i decessi complessivi sono 23.642.

In Colombia superato il mezzo milione di contagi

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In Sud America, la Colombia ha superato il mezzo milione di contagi, avendone registrati oltre 13mila nelle ultime 24 ore (nuovo record giornaliero) secondo quanto ha annunciato il ministero della Salute.  Le vittime riconducibili al virus sono 15.979. La capitale Bogota, con i suoi 8 milioni di abitanti, resta il principale focolaio del contagio con circa un terzo delle persone contagiate. Diversi provvedimenti di chiusura sono stati varati a partire da marzo: l'ultimo scadrà a fine mese, mentre alcune attività economiche sono già riprese. Nel mentre, il Covid-19 è stato al centro di una riunione del Comitato strategico, che ha confermato che la curva della pandemia in Colombia si sta stabilizzando. Il ministro della Sanità, Fernando Ruiz, ha dichiarato che "a livello nazionale attraversiamo un processo in cui vedremo una stabilizzazione con tendenza ad una flessione dopo il picco epidemiologico con il numero maggiore di casi che è stato registrato il 27 luglio. Da quel giorno in poi - ha concluso - abbiamo avuto cifre stabili".

In India quasi 70mila casi in 24 ore, è record

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L'India ha registrato, il 19 agosto, il balzo record di quasi 70 mila nuovi casi (69.752) di Coronavirus in un solo giorno. Il totale delle infezioni è salito a 2.836.925, con un aumento di oltre 800 mila casi dal 7 di agosto, quando i positivi avevano toccato la soglia dei due milioni. Secondo l'ICMR, Indian Council Medical Research, l'Istituto Superiore Sanità indiano, l'aumento record dei casi si deve all'aumento dei test effettuati ieri in tutto il territorio nazionale: 918.470. Il Ministero della Salute aggiunge che i dati parlano comunque di un tasso di guarigione pari al 73,91%.     

 

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©Getty

Ucraina, record di casi in un giorno. In Russia superati i 16mila morti

Crescono anche i numeri dell'Ucraina che ha registrato un nuovo record: sono 2.134 i nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore, come ha annunciato il ministro della Sanità, Il totale è arrivato a 98.537 contagiati e 2.182 morti. In Russia, invece, il bilancio dei morti ha superato la soglia dei 16.000. Con i 110 vittime registrate oggi, il totale arriva a 16.099. I nuovi casi sono 4.785 per un totale di 942.106.

Macron: "Non si può richiudere il Paese"

In Europa si è registrato anche un grande aumento dei casi in Francia. Il presidente Emmanuel Macron è tornato, in un'intervista a Paris Match, sui numeri in crescita, affermando che "il rischio zero non esiste mai" e che "non si può richiudere tutto il Paese". Macron dice di capire "la legittima ansia, legata al virus", ribadendo che siamo di fronte a "un fenomeno epidemico totalmente nuovo" e ha ricordato la politica sanitaria che consiste nel "testare, tracciare, isolare, organizzare i nostri ospedali, prevenire, generalizzare la mascherina quando necessario".

In Grecia preoccupano focolai in ospedali

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Restando sempre in Europa, cresce la preoccupazione anche in Grecia. Le autorità sanitarie sono in allarme dopo che si è registrato un aumento di casi di covid-19 in alcuni ospedali, costringendo tutto il personale di rientro dalle vacanze a fare i test. Secondo Kathimerini, almeno 20 casi sono stati registrati in due ospedali di Larissa, nella Grecia centrale, mentre altri 14 sono stati segnalati all'ospedale Ahepa di Salonicco, che è stato chiuso fino a sabato per procedere alla sanificazione. Altri contagi sparsi vengono registrati in altre strutture sanitarie della città. Ieri l'Organizzazione nazionale della Salute Pubblica (Eody) ha riportato 217 nuovi casi, di cui 16 segnalati alle frontiere, e tre decessi. Il totale della Grecia è ora a 7.684, con 235 morti.

Nuove restrizioni a Mykonos

L'aumento di casi ha portato anche a nuove restrizioni in due delle aree più turistiche della Grecia, l'isola di Mykonos e la penisola Calcidica, nel Nord. Fino al 31 agosto,  processioni religiose, feste, mercati all'aperto e assembramenti di più di nove persone sono vietati, sia in pubblico sia in privato. Le mascherine sono obbligatorie in luoghi pubblici all'esterno e al chiuso in tutta Mykonos e nella regione Calcidica.

Spagna, mascherine in classe in Catalogna

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Intanto, in Catalogna è stato deciso che l'anno scolastico inizierà il 14 settembre e, con l'evolversi della pandemia, gli studenti dovranno "sicuramente" indossare le mascherine in classe, almeno in "alcuni territori". "L'inizio dell'anno scolastico è un inizio garantito, ma con le condizioni di salute che sono segnate in quel momento", ha detto il ministro dell'Educazione della Catalogna.

Situazione critica negli ospedali a Marrakech

In Africa, invece, situazione critica negli ospedali pubblici di Marrakech. Attivisti e operatori sanitari hanno lanciato un appello per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione dei nosocomi cittadini sotto stress da Coronavirus. Con poco meno di 3 mila pazienti positivi al virus, il sistema è andato in tilt, come denunciato anche sui social media. In particolare l'ospedale Ibn Zhhr registra "la mancanza di tutto ciò che serve a garantire la sicurezza di malati, medici e operatori", spiegano i dipendenti. Il ministro della Salute ha promesso una riorganizzazione delle strutture ospedaliere in città, con reparti da attrezzare e dedicare ai casi più gravi e l'ampliamento dell'ospedale di Ben Guerrir, a 80 chilometri dalla città, per alleggerire la pressione su Marrakech.

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